Dott.ssa Maria Chindemi- Psicologa

Dott.ssa Maria Chindemi- Psicologa Studio di Psicoterapia

Lo studio di Psicologia e Psicoterapia si è trasferito in Via Cappuccinelli n.9 -Reggio Calabria. Per prenotare un primo...
08/11/2024

Lo studio di Psicologia e Psicoterapia si è trasferito in Via Cappuccinelli n.9 -Reggio
Calabria.

Per prenotare un primo colloquio
📞 389 234 6298
📧 dott.ssachindemi@gmail.com

22/09/2023

📰 Siamo lieti di annunciare la pubblicazione del primo numero della nostra rivista di Psicoanalisi e Gruppoanalisi applicate alla clinica, alla cultura, alla vita - Italian Imago.

22/09/2023

📌 La Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica e Gruppoanalitica SPPG di Reggio Calabria è lieta di invitarvi alla giornata di studio
“La visione psicoanalitica dei disturbi alimentari”

📍05 Ottobre 2023 ore 15:00 presso l’Auditorium “Gaetano Martino” Ordine dei Medici - Messina

🔎La partecipazione è libera e aperta a Medici- Psicologi- Studenti e a tutti coloro interessati ad approfondire il tema dei DCA.

✅ La giornata si concluderà con la realizzazione di un gruppo esperenziale.

✏️Per info ed iscrizioni:
📞3382840129
📧 segretaria@sppg.it

22/09/2023

✅ Prossimo appuntamento SPPG - Scuola in Psicoterapia Psicoanalitica e Gruppoanalitica

✏️ Corso di preparazione all’esame di Stato per Psicologi

💻 La modalità di partecipazione è online su piattaforma Skype

Per info e iscrizioni:
📞 3382840129
📧 segreteria@sppg.it

Per visualizzare il programma dettagliato 👇

06/02/2023

LA SOLITUDINE DELL'ANALISTA

Fin dalle origini della Psicoanalisi, la formazione dell'analista poggia su un "tripode":
-analisi personale;
-formazione teorica;
-controllo/supervisione.

L'analisi personale può giungere al termine, così come la formazione teorica può ad una certa fase dirsi sostanzialmente conclusa.

Certo, già Freud suggeriva all'analista di sottoporsi dopo alcuni anni ad una nuova cura, così come la formazione deve essere costantemente aggiornata.

Tuttavia, è la pratica del controllo a durare per tutta la carriera dell'analista.
Perché questo accade?
Perché parlare della propria pratica ad un controllore è così importante?

Le ragioni sono molteplici, vediamone alcune:
-parlare ad un terzo della propria pratica mette in gioco il registro simbolico, evitando che la pratica analitica scivoli inesorabilmente sul versante immaginario di un rapporto a due "Io-Io", tra paziente e il suo analista;
-per lavorare sul proprio contro transfert e sui punti ciechi che influenzano la cura;
-per disinnescare gli effetti più nocivi dell'asimmetria di posizione, motore dell'analisi: le fantasie di onnipotenza, il desiderio di curare, l'eccessiva confidenza nei propri mezzi.

In particolare, Otto Kernberg sottolinea un aspetto decisivo: se c'è qualcosa della propria pratica del quale si fatica a parlare, che si teme di ammettere e condividere, è necessario parlarne al proprio supervisore.

L'analista si trova infatti da solo in seduta, ma non fuori da essa: non c'è analista senza una Scuola, senza una Società degli analisti.

Nel film "A Dangerous Method" vediamo bene il rischio del trovarsi "soli" nella pratica analitica: un giovane Jung, interpretato da Michael Fassbender, ignorando le indicazioni di Freud, unico possibile riferimento di "controllo", cede ai fantasmi e alla seduzione di una sua celebre paziente, la futura analista Sabina Spilrein, interpretata da Keira Knightley.

È proprio la solitudine di Jung, divenuto ostile verso il suo vecchio maestro, a favorire lo scivolamento dell'analista dalla sua posizione di neutralità.

Nella foto: una scena del film "A Dangerous Method"

Per approfondire:
-Otto Kernberg: "Erotismo e aggressività" (2019);
-"A Dangerous Method" 2011 di David Cronenberg

Per prenotare una consulenza Tel 📞 3892346298
27/12/2022

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24/12/2022

[Salomone, di fronte alle due madri che rivendicavano il possesso dello stesso figlio:] 'Prendete per me una spada [...]. Tagliate il bambino in due e date la metà a una e la metà all'altra'.

Solo di fronte alla possibilità della morte reale del figlio una delle due madri cede, dichiarandosi disposta a rinunciare al riconoscimento della proprietà del figlio per salvaguardarne la vita. È disposta a perdere il proprio figlio purché lui possa vivere la sua vita. Non è forse questo l'atto che decide senza più dubbio alcuno l'identità della vera madre? Solo chi sa perdere chi ha generato può essere una madre autentica. È questa, infatti, la prova più grande che attende ogni madre: lasciar andare il figlio dopo averlo generato e accudito, donandogli la libertà come segno dell'amore. L'altra madre, incapace di soggettivare questa perdita, resta bloccata in un'invidia sterile, e sarebbe soddisfatta dall'avere anche solo una parte morta del figlio pur di continuare a possederlo".

In occasione del Mese del benessere Psicologico è possibile prenotare fino al 31 Ottobre la prima consulenza GRATUITA pr...
20/10/2022

In occasione del Mese del benessere Psicologico è possibile prenotare fino al 31 Ottobre la prima consulenza GRATUITA presso lo studio.
Per info: 📞+39 389 234 6298

❤️
06/10/2022

❤️

La notte delle mamme e dei papà ❤️

“La notte delle mamme è una giornata che comincia quando le giornate degli altri finiscono. Quando il mondo chiude gli occhi per riposare un po’ i pensieri, davanti alle mamme ci sono ancora luuuunghe ore da calmare, cambiare, coccolare.

La notte delle mamme è una poltrona dove ci si siede con la schiena a pezzi e un piccolo di poche settimane, che non ha capito bene come si succhia sto benedetto latte. La notte delle mamme sono gli occhiali che ti scendono sul naso mentre la testa ciondola, in attesa che il biberon sia caldo.

È un vortice lento di note, questa notte infinita, di nenie che qualcuno ti mormorava da piccola, che pensavi di aver dimenticato ed eccole pronte per il nuovo arrivato. Sono canzoni cantate un po’ a scatti, mentre ti muovi per la cucina, e lotti con le prime coliche. E allora sarà un tempo ancora più lungo, con la vita che si riduce ad un cambio di pannolini al buio per non svegliare il marito, al cuore che ti si spezza per il piccolo che non si calma, al pensare che nessuno ti aveva detto sarebbe stata così dura.

Perché la notte delle mamme te la puoi immaginare, ma finché non ne vivi una dietro l’altra, non conoscerai il sonno che cambia e si fa leggerissimo, e ti fa svegliare ad ogni cambio di respiro, non saprai quanto è lungo un minuto, mentre tutti dormono e tuo figlio piange.

La notte delle mamme è una coperta calda buttata sulle ginocchia, una tisana stretta in mano, mentre lo osservi per capire se potrai tornare a letto, almeno per un’ora.

A volte la notte delle mamme è un po’ meno solitaria, perché passi le ore a leggere di altre mamme, a cui è successo proprio come a te, e magari ti commuovi o sorridi, nel silenzio del tuo divano.

E poi arriveranno i denti, l’influenza, semplicemente la voglia di stare con te, dopo una giornata in cui il lavoro vi ha divisi. E allora la notte delle mamme si trascina tra un’alba colorata e l’altra, quando, nonostante tutto, ti appoggi con la fronte alla finestra e pensi che il mondo è davvero bellissimo.

Eppure, alla fine di tutto, una mattina ti svegli e tuoi figli vanno già a scuola. Ora dormi qualche ora in più, le occhiaie nere se ne sono andate. A volte non resisti e la notte ti alzi e vai dare un’occhiata: rimbocchi una coperta, fai una carezza. Tra qualche anno avrai dei letti vuoti.

E capisci davvero che la notte delle mamme passa in un soffio.” ❤️

Dal web Mamma.it
Foto dal web 💗

Indirizzo

Reggio Di
89100

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+393892346298

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