28/05/2026
La relazione terapeutica è una relazione particolare.
Profonda.
Intima.
A volte persino più autentica di molte relazioni quotidiane.
Perché in terapia si portano parti di sé che spesso fuori non trovano spazio:
paure,
vergogna,
desideri,
fragilità,
pensieri che non si dicono quasi a nessuno.
Ed è proprio questa intensità che può far nascere una domanda:
“E se fossimo amici?”
Ma una relazione terapeutica, pur essendo autentica, non è una relazione libera.
Esiste dentro confini precisi, ruoli definiti e un’asimmetria fondamentale:
il terapeuta è lì per il paziente, non il contrario.
È proprio questo che rende possibile la cura.
Questo non significa che un terapeuta non possa provare affetto, stima o vicinanza emotiva.
Anzi.
Ma alcune relazioni funzionano proprio grazie al fatto di restare ciò che sono.
Ci sono aspetti della relazione con il tuo terapeuta che vorresti trovare anche nelle tue amicizie?
Ti leggo nei commenti.