06/04/2026
La Psicoterapia Sensomotoria ha radici profonde nel metodo Hakomi di Ron Kurtz, un approccio che amo per la sua gentilezza e il rigore della mindfulness. Ma Pat Ogden ha aggiunto un tassello rivoluzionario a quel modello: il principio dell’Alchimia Relazionale.
Prendendo in prestito la visione di Philip Bromberg, la Ogden ha capito che la guarigione non avviene solo osservando il paziente, ma "stando negli spazi" tra le storie di entrambi. In questa cornice, il terapeuta non è più uno specchio pulito, ma un partecipante attivo che mette in gioco la propria vulnerabilità.
Spesso pensiamo che la cura sia una strada piana, un percorso senza scossoni. Ma quella linearità è spesso solo un modo per proteggerci dal trauma. La vera trasformazione abita il "conflitto", quell'urto vivo dell'enactment in cui il materiale traumatico di entrambi — paziente e terapeuta — emerge con forza. È lì, in quel punto di tensione, che impariamo davvero a stare insieme, il più possibile interi.
Ringrazio i miei colleghi/maestri, per aver tracciato la via. Ma il mio grazie più grande va alle persone che incontro nel mio studio.
Voglio essere onesta: in quella stanza, molto spesso, tremo e ho tremato sotto il peso delle "ombre" che si incrociavano. Ma è proprio grazie a loro, e al coraggio che insieme ci mettiamo nel riparare gli urti inevitabili cui un lavoro in profondità ci espone, che quell’alchimia prende forma quotidianamente anche dentro di me.
Essere guidata dal principio di Alchimia Relazionale significa accettare che il mio sistema nervoso venga sollecitato insieme a quello dei miei pazienti, sentire l'urto degli enactment e la fatica della sintonizzazione. Ma questo mi aiuta a non essere un freddo esecutore di una tecnica, né un osservatore che si trincera dentro una posa di presunta neutralità: mi rende parte di un'alchimia che rende la terapia un processo di evoluzione reale, per entrambi. 🌙🤍
RiparazioneDiadica TraumaInformed StareNegliSpazi CorpoEMente