10/05/2026
Ci sono momenti in cui la teoria smette di essere il paragrafo di un libro e diventa respiro, movimento e presenza. Tra le colline di Assisi, in un silenzio che è benedizione e in una natura che è presenza, ci siamo affidati alla forza guaritrice del corpo.
Non è stato apprendimento tradizionale, ma un viaggio sensoriale, un ritorno a casa attraverso il corpo e la condivisione profonda. Un’immersione nei principi della terapia sensomotoria e, da questi, nel contatto profondo con noi stessi.
La saggezza somatica ci ha guidato nel lavoro con le parti, permettendo a ogni frammento di noi di trovare spazio e dignità. Attraverso il movimento, il corpo ha ritrovato le sue risorse e noi la consapevolezza di avere un corpo. La musica, il ballo, il perimetro formato dai nostri volumi, hanno fatto da co-regolatori, facilitando il contatto con ciò che spesso perdiamo nel rumore del quotidiano.
Lì, intorno a quei principi, la performance e il confronto non sono state le frequenze intorno alle quali eravamo sintonizzati: i nostri sistemi nervosi si sono intrecciati fino a formarne uno solo, vasto e regolato, dove il benessere dell’uno era risorsa per l’altro.
Lì, essere "veri" non è stato un obiettivo, un traguardo da raggiungere, qualcosa da dimostrare, ma una naturale conseguenza della fiducia e della sicurezza che quella sintonizzazione ha creato. Una verità che integra le vulnerabilità e le rende ponte verso l'altro e verso noi stessi.
E così torno a casa con una rinnovata consapevolezza che, quando ci sentiamo al sicuro e sintonizzati con chi ci sta accanto, la guarigione non è più uno sforzo, ma un’accoglienza.
Che l'equilibrio e l'autenticità non sono traguardi raggiunti una volta per tutte, ma stati fluidi che la vita quotidianamente mette alla prova.
Con una esperienza autentica, regolata, connessa e condivisa con altri esseri umani, depositata nella mia memoria somatica come un’ancora: una risorsa preziosa a cui attingere nei momenti in cui avrò bisogno di ritrovare la strada di casa.
Grazie a tutti i colleghi, a chi ci ha guidato, a chi ci ha riportato nel corpo e a chi, con il suono, ci ha fatto viaggiare nei nostri stati.