Dr. Fabiola Branca - Studio Medico e Fisioterapico Free Mind

Dr. Fabiola Branca - Studio Medico e Fisioterapico Free Mind Dott.ssa Fabiola Branca, Medico Chirurgo Specialista in Fisiatria
Dott. Marco Loiacono, Fisioterapista

20/04/2026

INTERFERENTI ENDOCRINI: quello che tocchi ogni giorno può alterare i tuoi ormoni

Non è teoria.
Non è qualcosa di raro.
È la tua quotidianità.

Gli interferenti endocrini sono sostanze chimiche capaci di mimare, bloccare o alterare l’azione degli ormoni.
E il problema è che non li incontri una volta ogni tanto… ma ogni giorno.

Dove si trovano?

* Bisfenoli (BPA e simili) → plastica, contenitori alimentari, scontrini
* Ftalati → profumi, cosmetici, smalti, plastiche morbide
* PVC → tende doccia, pavimenti, alcuni contenitori
* Pesticidi → frutta e verdura non biologica
* Parabeni → creme, shampoo, prodotti per la cura del corpo

Cosa fanno nel corpo?

Agiscono come veri e propri “falsi ormoni”.

Possono:

* legarsi ai recettori estrogenici → effetto estrogeno-like
* alterare la funzione tiroidea
* interferire con progesterone e testosterone
* modificare la risposta insulinica

Il risultato?

Un terreno perfetto per:

* squilibri ormonali
* infertilità
* sindrome premestruale severa
* endometriosi
* aumento di peso
* disturbi tiroidei
* peggioramento delle malattie autoimmuni

Il punto fondamentale è questo:

Non è la singola esposizione il problema.
È l’effetto cumulativo quotidiano.

Piccole quantità, ogni giorno, per anni → diventano clinicamente rilevanti.

E allora cosa puoi fare davvero?

Non puoi eliminarli al 100%.
Ma puoi ridurre drasticamente il carico tossico:

* evita plastica a contatto con cibi caldi
* non scaldare mai nel microonde contenitori in plastica
* scegli vetro o acciaio
* limita cosmetici pieni di profumi sintetici
* lava bene frutta e verdura
* fai attenzione agli scontrini (contatto diretto con BPA)

Ma soprattutto:

Se hai sintomi, non ignorarli.
Perché spesso dietro uno “squilibrio ormonale” c’è anche questo.

Il corpo non impazzisce da solo.
Sta rispondendo a ciò che lo circonda.

Dott.ssa Fabiola Branca
Medico Chirurgo, Specialista Fisiatra
Protocollo Coimbra, Esperta BHRT, Protocollo Parkinson
📞 3337638622
📩 brancafabiola@gmail.com

Ci sono messaggi che non sono solo parole.Sono storie. Percorsi. Rinascite.Questa è la dimostrazione concreta di una cos...
19/04/2026

Ci sono messaggi che non sono solo parole.
Sono storie. Percorsi. Rinascite.

Questa è la dimostrazione concreta di una cosa che ripeto ogni giorno:
non è “solo tiroide”.

Quando si lavora davvero sul metabolismo, sui recettori, sull’equilibrio ormonale reale…
il corpo cambia.
La mente cambia.
La qualità della vita cambia.

E spesso il primo passo apre la porta a un miglioramento molto più profondo.

Perché dietro sintomi come stanchezza, aumento di peso, ansia, insonnia, difficoltà cognitive…
c’è quasi sempre un sistema che non sta funzionando in modo integrato.

E quando inizi a rimettere ordine, il corpo risponde.

Sempre.

A chi mi scrive:
sì, è importante iniziare il percorso con il giusto tempo e con gli esami adeguati,
perché non esistono terapie uguali per tutti.

Ma esiste un metodo.
E quando è fatto bene… i risultati arrivano.

📩 Per informazioni e appuntamenti:
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Dott.ssa Fabiola Branca
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MENOPAUSA E PROBLEMI METABOLICI (rischio diabete e ipercolesterolemia)Non sono solo numeri. È metabolismo che cambia.Gua...
18/04/2026

MENOPAUSA E PROBLEMI METABOLICI (rischio diabete e ipercolesterolemia)

Non sono solo numeri. È metabolismo che cambia.

Guardate bene questi esami.

Prima della terapia ormonale bioidentica MARZO 2024:

Glicemia: 173
Emoglobina glicata: 6,5
Colesterolo totale: 237
LDL: 170
HDL: 42

Un quadro chiaro: alterazione del metabolismo glucidico, profilo lipidico aterogeno e rischio cardiovascolare elevato.

Dopo terapia APRILE 2026:

Glicemia: 105
Glicata: 5,2
Colesterolo totale: 190
LDL: 107
HDL: 56

Cosa significa davvero tutto questo?

Significa che sono migliorati insieme i due pilastri del metabolismo: quello glucidico e quello lipidico.

La glicata è passata da un range diabetico a un range normale. Questo indica un miglioramento reale della sensibilità insulinica e del controllo glicemico nel tempo.

Allo stesso modo, il profilo lipidico si è riequilibrato: riduzione dell’LDL, aumento dell’HDL e quindi riduzione del rischio aterosclerotico.

Questo non è un effetto sintomatico. È un effetto metabolico profondo.

Gli ormoni bioidentici, in particolare estradiolo e progesterone, agiscono su metabolismo epatico, insulino-resistenza, distribuzione del grasso viscerale e funzione endoteliale.

L’estradiolo è noto per aumentare l’HDL, ridurre l’LDL e migliorare la funzione vascolare.

Lo dimostrano studi come:

• EPAT Study (Hodis et al., Annals of Internal Medicine, 2001)
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/11730394/

• Effetti vascolari degli estrogeni (Circulation)
https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/01.cir.0000080080.76333.38

• Estrogeni e metabolismo lipidico
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1078588407004017

• Estrogeni e insulino-resistenza
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19455079/

Il punto non è solo sentirsi meglio.

Il punto è decidere se andare verso la malattia oppure fare prevenzione vera.

Quando migliori contemporaneamente glicata e colesterolo, non stai semplicemente trattando dei sintomi. Stai cambiando il tuo destino metabolico.

Dott.ssa Fabiola Branca
Medico Chirurgo, Specialista Fisiatra
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16/04/2026

Per anni ci hanno detto che la terapia ormonale potesse essere pericolosa per il cervello…

Ma esistono studi che raccontano una storia completamente diversa.”

Uno dei più interessanti arriva proprio dalla Danimarca.

In questo studio, donne trattate con terapia ormonale per 2–3 anni all’inizio della menopausa e sono state rivalutate dopo 5–15 anni”

Risultato: riduzione del rischio di declino cognitivo del 64%

Questo significa una cosa fondamentale:
gli estrogeni non sono solo sintomatici, non servono solo per trattare vampate e sudorazioni ma possono avere un effetto neuroprotettivo a lungo termine.

Perché allora altri studi dicono il contrario?

Perché NON stanno studiando la stessa cosa.

In questo studio danese:
✔ terapia iniziata presto (in menopausa)
✔ cervello ancora ‘recettivo’

In altri studi:
• terapia iniziata a 65–70 anni
• spesso con progestinici sintetici
• su cervelli già vulnerabili

e lì i risultati cambiano.

E infatti sappiamo che il cervello risponde agli estrogeni in modo diverso a seconda del momento.

Questo concetto si chiama “window of opportunity” (finestra di opportunità)

Quindi no, gli estrogeni non sono il problema.”

Il problema è:
• quando li dai
• a chi li dai
• e quali molecole usi

Se li usi nel momento giusto…
possono ridurre il rischio di declino cognitivo anche del 64% (che prevenzione fantastica!)

Se vuoi approfondire: Danish Prospective Epidemiological Risk Factor Study (il cosiddetto studio PERF)

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“Gli ormoni fanno male al seno anche senza familiarità.”Questa è una delle affermazioni più lontane da quello che dice l...
15/04/2026

“Gli ormoni fanno male al seno anche senza familiarità.”

Questa è una delle affermazioni più lontane da quello che dice la letteratura scientifica.

E lo dico con ancora più chiarezza perché su questa pagina, da anni, pubblico studi ogni giorno. (Che probabilmente la signora non ha mai visto 🤨).
Gratis. Accessibili a tutti.

Quindi prima di scrivere, bisognerebbe leggere. Altrimenti, a cosa le serve stare su una pagina ricca di letteratura scientifica (gratuita) come la mia??

📚 Cosa dice davvero la scienza:

👉 Women’s Health Initiative (WHI – follow-up a lungo termine)
✔ Estrogeni da soli → NON aumentano il rischio di tumore al seno
✔ In alcuni dati → riduzione dell’incidenza
(Rossouw et al., JAMA; aggiornamenti successivi)

👉 Studio E3N – Fournier et al. (Francia, oltre 80.000 donne)
✔ Estradiolo + progesterone bioidentico → nessun aumento del rischio
❌ Estradiolo + progestinici sintetici → aumento del rischio

👉 Moskowitz, 2006 – Review sulla sicurezza degli ormoni bioidentici
✔ Ormoni bioidentici → profilo più sicuro rispetto ai sintetici
✔ Nessuna evidenza di aumento del rischio mammario

👉 Collaborative Group on Hormonal Factors in Breast Cancer (Lancet, 1997)
✔ Il rischio osservato è legato alle combinazioni con progestinici
✔ Non agli estrogeni isolati

👉 Bluming & Tavris – dati clinici su donne con storia di tumore al seno
✔ Terapia ormonale → nessun aumento di recidiva rispetto ai controlli

👉 Revisioni post-WHI (ultimi 20 anni)
✔ Il vero problema NON sono gli estrogeni
✔ Ma i progestinici sintetici (es. medrossiprogesterone)

Tradotto in modo semplice (se ancora non fosse chiaro):

👉 Estrogeni ≠ causa del tumore al seno
👉 Progesterone bioidentico ≠ problema
👉 Progestinici sintetici = possibile aumento del rischio

E quindi no, non è vero che “gli ormoni fanno male al seno”.

È vero che bisogna sapere QUALI ormoni si usano

La differenza tra informazione e disinformazione oggi è tutta qui:
studiare o ripetere frasi sentite.

Su questa pagina gli studi ci sono.
Ogni giorno.

Sta a chi legge decidere se usarli… oppure ignorarli.

E intanto dico… che PAZIENZA!!!

Dott.ssa Fabiola Branca
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13/04/2026

ESTROGENI E CERVELLO: NON È UN’OPINIONE, È SCIENZA

Per anni ci hanno fatto credere che gli estrogeni fossero pericolosi.

Ma quando si guarda la letteratura scientifica completa… il messaggio è molto diverso.

Lo studio Cache County Study ha dimostrato una riduzione del rischio di Alzheimer fino al 30–40% nelle donne che utilizzavano terapia ormonale, soprattutto se iniziata vicino alla menopausa.

Il MIRAGE Study ha confermato un effetto protettivo sugli esiti cognitivi.

E il CORA Study ha evidenziato un miglioramento delle funzioni cognitive quando la terapia viene iniziata precocemente.

Ma non è tutto.

Anche dati osservazionali italiani su migliaia di donne vanno nella stessa direzione, mostrando una riduzione significativa del rischio di Alzheimer nelle donne che utilizzano estrogeni.

Perché succede?

Gli estrogeni:
✔ proteggono i neuroni
✔ riducono l’infiammazione cerebrale
✔ migliorano la trasmissione sinaptica
✔ supportano il metabolismo energetico del cervello

Il punto fondamentale NON è solo “se usarli”. È quando iniziarli.

Molti studi negativi (come il famoso WHI) hanno valutato donne troppo avanti con l’età, quando il danno neurologico era già iniziato.

Il cervello femminile è estrogeno-dipendente.

E quando gli estrogeni crollano, come in menopausa, aumenta il rischio di declino cognitivo e demenza.

La vera domanda quindi non è:

“Gli estrogeni fanno male?”

Ma: possiamo permetterci di ignorare il loro ruolo nel cervello?

Se vuoi capire come utilizzare gli ormoni in modo fisiologico e sicuro, continua a seguirmi.

Dott.ssa Fabiola Branca
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Ci sono messaggi che vanno oltre le parole.Perché raccontano quello che spesso la medicina dimentica di ascoltare: come ...
12/04/2026

Ci sono messaggi che vanno oltre le parole.
Perché raccontano quello che spesso la medicina dimentica di ascoltare: come sta davvero una persona.

“Il mio corpo e la mia mente si sono risvegliati. Pensieri più lucidi, umore migliore… mi sento finalmente bene.”

Questo è ciò che succede quando non si guarda solo un valore su un foglio,
ma si ristabilisce un equilibrio reale.

Gli ormoni non servono solo a “far passare i sintomi”.
Servono a riportare il corpo nella condizione in cui può funzionare davvero:
✔ cervello più lucido
✔ umore stabile
✔ energia
✔ benessere anche nella vita di coppia

E soprattutto: qualità di vita.

Perché la medicina, quella vera, non si basa su protocolli rigidi,
ma su una cosa molto semplice:
come sta la paziente.

E quando una paziente torna a stare bene…
quello è il risultato più importante.

Se anche tu senti che qualcosa nel tuo corpo non è più in equilibrio,
non ignorarlo.

Dott.ssa Fabiola Branca
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🦴 OSTEOPOROSI: si può guarire? Con gli ormoni bioidentici, sì!L’osteoporosi è una condizione che può migliorare. E quest...
11/04/2026

🦴 OSTEOPOROSI: si può guarire? Con gli ormoni bioidentici, sì!
L’osteoporosi è una condizione che può migliorare. E questi sono i dati.

Due esami MOC della stessa paziente:
📅 22/02/2024 → COLONNA T-Score -3,3 (osteoporosi franca) e FEMORE -1,8 (osteopenia)
📅 03/03/2026 → miglioramento significativo della densità ossea: COLONNA -2,2 e Femore -1,5

Cosa è cambiato?
✔️ Non “integratori a caso”
✔️ Non solo calcio
✔️ Non solo vitamina D

👉 È cambiato l’equilibrio ormonale

🔬 COSA DICE LA SCIENZA

L’osso è un tessuto ormonodipendente.
• L’estradiolo riduce il riassorbimento osseo
• Il progesterone stimola la formazione ossea
• Il testosterone (anche nella donna) contribuisce alla densità ossea
• La vitamina D agisce come vero ormone regolatore

Quando questi ormoni sono carenti o squilibrati, l’osso perde struttura.

📊 EVIDENZE SCIENTIFICHE
• EPAT Study (Hodis et al., 2001)
→ l’estradiolo rallenta la perdita ossea e migliora il metabolismo vascolare
• Writing Group WHI (reinterpretazioni successive)
→ l’uso corretto e precoce della terapia ormonale riduce il rischio di fratture
• Moskowitz, 2006 – Review BHRT
→ gli ormoni bioidentici mostrano un profilo più fisiologico e favorevole sul tessuto osseo
• Meta-analisi su terapia ormonale e fratture
→ riduzione significativa del rischio di fratture vertebrali e femorali

⚠️ IL PROBLEMA

Molte donne arrivano a questo punto quando:
❌ il danno è già avanzato
❌ i sintomi sono stati sottovalutati per anni
❌ si è intervenuti troppo tardi

💡 IL PUNTO CHIAVE

👉 L’osteoporosi non è solo una malattia dell’osso
👉 È una conseguenza di uno squilibrio metabolico e ormonale

E se tratti solo l’osso…
stai ignorando la causa.

❤️ MESSAGGIO IMPORTANTE

Questa non è “fortuna”
Questa è medicina personalizzata, basata sulla fisiologia

📌 Ogni donna è diversa
📌 Ogni terapia deve essere costruita su misura

Se ti riconosci in questi problemi,
se ti hanno detto “è normale”,
se ti senti peggiorare…
Non è normale. È frequente. Ma si può migliorare.

P.S. Quando qualcuno mi chiede: “Ma cosa c’entra una fisiatra con gli ormoni?”

La risposta è questa 👇
👉 guardate queste MOC.

Perché una fisiatra non si occupa solo di muscoli e articolazioni.
Si occupa di funzione, metabolismo e recupero globale della persona.

E quando hai una visione più ampia,
hai anche più strumenti per intervenire davvero sulle cause.

👉 L’osso non è separato dal resto del corpo.
👉 È parte di un equilibrio complesso, anche ormonale.

E quando questo equilibrio viene ripristinato,
i risultati si vedono.
E si misurano. la medicina, quella vera, non si racconta… si misura.

I risultati non sono opinioni.
Sono numeri. Sono dati. Sono evidenza.

📩 Se desideri una consulenza:
Dott.ssa Fabiola Branca
Medico Chirurgo, Specialista Fisiatra
Protocollo Coimbra – Esperta BHRT – Protocollo Parkinson
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09/04/2026

Negli anni ci hanno fatto credere che gli estrogeni fossero pericolosi.

Ma quando si guarda davvero la letteratura scientifica… il quadro cambia completamente.

Uno degli studi più interessanti è il Cache County Study (Utah), che ha seguito 2.114 donne per 12 anni, tutte senza demenza all’inizio della ricerca.

Cosa è emerso?

Le donne che assumevano estrogeni (sia da soli che come terapia ormonale sostitutiva) mostravano migliori performance cognitive nel tempo.

Ma il dato più importante è un altro:

le donne che avevano iniziato la terapia entro 5 anni dalla menopausa avevano risultati significativamente migliori rispetto a quelle che avevano iniziato più tardi.

Questo concetto è oggi noto come “window of opportunity” (finestra di opportunità)

Non conta solo se si fa terapia ormonale.
Conta quando la si inizia.

Gli estrogeni non sono semplicemente ormoni “femminili”.

Sono molecole con effetti profondi sul cervello:
✔ migliorano la funzione sinaptica
✔ riducono l’infiammazione
✔ proteggono i neuroni

Ed è per questo che la carenza estrogenica prolungata è oggi considerata un fattore di rischio per declino cognitivo e demenza.

La vera domanda quindi non è:
“Gli estrogeni fanno male?”

Ma possiamo davvero permetterci di farne a meno?

Riferimento scientifico
Cache County Study – Zandi PP et al.
“Hormone replacement therapy and incidence of Alzheimer disease”
JAMA, 2002

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07/04/2026

SMETTERE DI FUMARE: NON È SOLO “FORZA DI VOLONTÀ”

Molti pensano che smettere di fumare sia solo una questione mentale.
In realtà, la nicotina crea una vera dipendenza biologica, agendo sui recettori cerebrali.

Ed è qui che entra in gioco la citisina.

Si tratta di una molecola naturale (derivata da una pianta) che agisce sugli stessi recettori della nicotina, ma in modo diverso:

✔ riduce il desiderio di fumare
✔ attenua i sintomi di astinenza
✔ diminuisce il “piacere” legato alla sigaretta

In pratica, aiuta il cervello a “staccarsi” dalla dipendenza in modo graduale.

La letteratura scientifica negli ultimi anni ha mostrato risultati molto interessanti:
la citisina è risultata efficace nel favorire la cessazione del fumo, con un buon profilo di sicurezza se utilizzata correttamente.

Ma attenzione.

👉 Non è una pillola magica
👉 Non è adatta a tutti nello stesso modo
👉 Va inserita in un percorso personalizzato

Perché smettere di fumare non significa solo togliere la sigaretta.
Significa lavorare su dipendenza, metabolismo, abitudini e sistema nervoso.

Ed è proprio questo che spesso manca.

Se stai pensando di smettere, o hai già provato senza riuscirci,
non è perché “non hai forza di volontà”.

Hai bisogno del giusto approccio.

Io ci sono per aiutarti a costruire un percorso personalizzato.

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06/04/2026

Nel 1973 è stato condotto uno studio che oggi dovrebbe farci riflettere profondamente.

Un gruppo di donne di 75 anni, residenti in una casa di riposo, è stato diviso casualmente in due gruppi:
una metà ha ricevuto estrogeni (Premarin), l’altra un placebo, ogni giorno per tre anni.

Ogni tre mesi venivano valutati parametri fondamentali per la vita reale:
✔ capacità di comunicazione
✔ memoria verbale
✔ autonomia nella cura di sé
✔ funzionamento sociale

I risultati?

Le donne che assumevano estrogeni mostravano un miglioramento costante per i primi 18 mesi, con successiva stabilizzazione dei risultati.

Nel gruppo placebo, invece, si osservava un declino progressivo.

Questo studio rappresenta una delle prime evidenze cliniche che gli estrogeni non agiscono solo sul ciclo mestruale, ma hanno un ruolo diretto sul cervello.

✔ Memoria
✔ Linguaggio
✔ Funzionamento sociale
✔ Autonomia

Gli estrogeni sono, a tutti gli effetti, ormoni neuroattivi e neuroprotettivi

E allora la domanda è inevitabile:

Perché ancora oggi vengono demonizzati,
quando esistono evidenze che ne dimostrano il ruolo nel mantenimento delle funzioni cognitive e della qualità di vita?

La medicina dovrebbe evolversi sulla base delle evidenze, non delle paure.

Se vuoi approfondire il ruolo degli ormoni nel cervello e nella salute della donna, continua a seguirmi e condividi il post!

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PRIMA vs DOPO: quando lavori sulla fisiologia, i numeri cambiano davveroStessa paziente📅 Settembre 2025 → Marzo 2026Ma c...
04/04/2026

PRIMA vs DOPO: quando lavori sulla fisiologia, i numeri cambiano davvero

Stessa paziente
📅 Settembre 2025 → Marzo 2026

Ma c’è un dettaglio fondamentale.

Questa paziente era già in terapia
con estradiolo transdermico

Non era “senza terapia”.

Cosa è stato modificato?

👉 Switch a estradiolo orale bioidentico

E da lì:

✔️ miglioramento LDL
✔️ miglioramento trigliceridi
✔️ miglioramento assetto metabolico

Perché succede questo?

Perché le due vie NON sono uguali.

👉 L’estradiolo orale passa dal fegato
e ha un effetto diretto sul metabolismo lipidico

✔️ riduzione LDL
✔️ modulazione dei trigliceridi
✔️ miglioramento del profilo cardiovascolare

👉 Il transdermico questo effetto… non lo ha nello stesso modo

“Ma mancano LDL ossidate, ApoB…”

Sono marker utili.

Ma qui la cosa importante è un’altra:
è cambiato l’ambiente metabolico

E quando:
✔️ migliorano trigliceridi
✔️ migliora la glicemia
✔️ migliora il profilo lipidico

significa che stai riducendo anche il rischio di ossidazione delle LDL

E quindi il punto qual è?

Questa è terapia con ormoni bioidentici.

Quando una donna entra in squilibrio ormonale:
➡️ cambia il metabolismo
➡️ aumenta l’infiammazione
➡️ peggiora il rischio cardiovascolare

Quando riporti gli ormoni in equilibrio,
stai facendo molto più di una “terapia ormonale”.

Stai correggendo una disfunzione sistemica

E in questo caso c’è un dato in più:

il passaggio a estradiolo orale ha determinato un miglioramento concreto del metabolismo lipidico

Questi esami non sono un’opinione.

Sono fisiologia che torna a funzionare.

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