Dr. Fabiola Branca - Studio Medico e Fisioterapico Free Mind

Dr. Fabiola Branca - Studio Medico e Fisioterapico Free Mind Dott.ssa Fabiola Branca, Medico Chirurgo Specialista in Fisiatria
Dott. Marco Loiacono, Fisioterapista

Ogni sera stessa scena:finisci di lavorare, ti alzi… e la schiena protesta.Se ti capita spesso,questo post è per te.In q...
19/01/2026

Ogni sera stessa scena:
finisci di lavorare, ti alzi… e la schiena protesta.

Se ti capita spesso,
questo post è per te.

In questo carosello ti mostro 4 campanelli d’allarme
che la tua schiena ti sta mandando
e da cui è meglio non distogliere lo sguardo.

🔁 Salva il post se ti ci ritrovi
📩 Scrivimi se vuoi capire da dove partire.

19/01/2026

Ossitocina: molto più dell’“ormone dell’amore”

L’ossitocina è spesso definita in modo riduttivo come ormone dell’amore o del legame affettivo. In realtà, si tratta di un ormone e neuropeptide estremamente complesso, con effetti che coinvolgono sistema nervoso centrale, apparato cardiovascolare, sistema immunitario, metabolismo, dolore e risposta allo stress.
Comprenderne il ruolo significa andare oltre la sfera emotiva e riconoscerla come un vero modulatore biologico della salute globale.

Cos’è l’ossitocina e dove viene prodotta

L’ossitocina è sintetizzata nell’ipotalamo e rilasciata dalla neuroipofisi. Agisce sia come ormone periferico sia come neurotrasmettitore centrale.
I suoi recettori sono diffusi in numerosi tessuti: cervello (amigdala, ippocampo), cuore, vasi sanguigni, intestino, apparato riproduttivo e sistema immunitario. Questa distribuzione spiega perché i suoi effetti siano multisistemici.

Ruolo fisiologico classico:

Tradizionalmente l’ossitocina è associata a:
• contrazioni uterine durante il parto
• riflesso di eiezione del latte nell’allattamento

Queste funzioni, pur importanti, rappresentano solo una piccola parte delle sue azioni biologiche.

1) Ossitocina e sistema nervoso

A livello cerebrale, l’ossitocina:
• riduce l’attività dell’amigdala (centro della paura)
• modula ansia e stress
• favorisce sensazioni di calma e sicurezza
• migliora la regolazione emotiva

È coinvolta nella risposta allo stress cronico, contrastando l’iperattivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e riducendo i livelli di cortisolo. Per questo è oggi studiata come fattore neuroprotettivo e ansiolitico endogeno.

2) Effetti su stress e infiammazione

L’ossitocina possiede un’azione:
• anti-stress
• antinfiammatoria
• modulante il sistema immunitario

Agisce riducendo la produzione di citochine pro-infiammatorie e favorendo un ambiente biologico più stabile. Questo aspetto è particolarmente rilevante nelle condizioni infiammatorie croniche, nelle malattie autoimmuni e negli stati di stress protratto.

3) Ossitocina e apparato cardiovascolare

Negli ultimi anni è emerso un ruolo importante anche sul piano cardiovascolare:
• migliora la funzione endoteliale
• favorisce vasodilatazione
• contribuisce alla riduzione della pressione arteriosa
• esercita un’azione cardioprotettiva indiretta attraverso la riduzione dello stress

L’ossitocina sembra quindi partecipare alla protezione cardiovascolare mediata dalla regolazione neuro-ormonale.

4) Ruolo nel dolore

L’ossitocina modula la percezione del dolore:
• agisce sui circuiti centrali del dolore
• riduce la sensibilità nocicettiva
• favorisce una maggiore tolleranza

Questo spiega il suo interesse crescente nella gestione di dolore cronico, fibromialgia e condizioni dolorose associate a stress emotivo.

5) Ossitocina, comportamento e relazioni

Sul piano comportamentale, l’ossitocina:
• favorisce fiducia e cooperazione
• rafforza i legami sociali
• migliora l’empatia
• riduce aggressività e ipervigilanza

Questi effetti non sono solo “psicologici”, ma hanno una ricaduta biologica concreta, perché relazioni stabili e riduzione dello stress sociale influenzano direttamente immunità, infiammazione e assetto ormonale.

6) Ossitocina e salute della donna

Nella donna, l’ossitocina interagisce con:
• estrogeni
• progesterone
• sistema nervoso autonomo

Durante perimenopausa e menopausa, il calo dell’equilibrio ormonale può ridurre anche la risposta ossitocinica, contribuendo a:
• aumento dell’ansia
• insonnia
• maggiore vulnerabilità allo stress
• riduzione del benessere emotivo

In un approccio integrato, l’ossitocina viene oggi considerata parte del network ormonale del benessere femminile, non un elemento isolato.

7) Ossitocina e asse intestino-cervello

Un aspetto meno noto riguarda il suo ruolo nell’asse intestino-cervello:
• influenza la motilità intestinale
• modula la risposta allo stress viscerale
• interagisce con il microbiota

Questo rende l’ossitocina rilevante anche nei disturbi funzionali intestinali associati a stress e disregolazione neurovegetativa.

Perché l’ossitocina è centrale in una visione moderna della medicina?

L’ossitocina rappresenta un esempio perfetto di come mente, ormoni e corpo siano profondamente interconnessi. Non è un ormone “emotivo”, ma un regolatore biologico della sicurezza interna.

In una medicina realmente integrata, il suo ruolo è:
• riequilibrare la risposta allo stress
• proteggere cervello e cuore
• modulare infiammazione e dolore
• sostenere il benessere relazionale e neuroendocrino

L’ossitocina non è un “concetto romantico”, ma un pilastro fisiologico della salute.
Comprenderla significa riconoscere che la prevenzione e la cura passano anche attraverso la regolazione fine dei sistemi neuro-ormonali, e non solo attraverso farmaci sintomatici.

È uno degli ormoni che meglio dimostra come la biologia del benessere sia fatta di equilibrio, non di eccessi.

18/01/2026

Tiamina (Vitamina B1): energia per il cervello, non solo una vitamina

Nel Parkinson la carenza funzionale di tiamina è molto più frequente di quanto si pensi, anche con valori ematici “nella norma”.

Perché la tiamina è cruciale
La tiamina è un cofattore essenziale per:
• metabolismo del glucosio
• produzione di ATP nei mitocondri
• funzionamento dei neuroni dopaminergici
• controllo dello stress ossidativo

Cosa succede quando non funziona?
Una ridotta disponibilità di tiamina a livello cellulare porta a:
• deficit energetico neuronale
• aumento dello stress ossidativo
• peggioramento della neuroinfiammazione
• maggiore vulnerabilità dei neuroni

Parkinson = malattia energetica
Oggi sappiamo che il Parkinson non è solo un problema di dopamina, ma anche di metabolismo cerebrale e di produzione di energia.

La tiamina ad alte dosi, in protocolli strutturati e monitorati:
• può migliorare rigidità, bradicinesia e affaticamento
• agisce a monte del sintomo
• supporta la funzione mitocondriale

Non è una terapia “alternativa”, ma biochimica applicata.

📍 Ogni paziente va valutato singolarmente: dosaggi, forma di tiamina, associazioni e monitoraggi fanno la differenza.

Dott.ssa Fabiola Branca
Medico Chirurgo, Specialista Fisiatra
Protocollo Coimbra
Esperta BHRT (terapia con ormoni bioidentici)
Protocollo Parkinson
📧 brancafabiola@gmail.com
📞 333 763 8622

17/01/2026

Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) e insulinoresistenza.

16/01/2026

Collo che tira, schiena che brucia a fine giornata…
e magari pensi sia solo “stress” o “età”.

Spesso invece sono tre piccole abitudini:
💺 gamba sempre accavallata
📦 ti pieghi solo con la schiena
💻 testa in avanti davanti allo schermo

Cambiare questi automatismi è il primo passo
per ridurre i fastidi e proteggere la schiena nel tempo.

Se ti rivedi in questo reel, salvalo e, se vuoi,
scrivimi in DM: mi racconti il tuo caso e vediamo se la fisioterapia può aiutarti.

16/01/2026

Trigliceridi alti: può essere un segnale di Insulinoresistenza!!

Il fegato è il grande regolatore metabolico: decide se bruciare energia o immagazzinarla.
Quando compare insulino-resistenza, i segnali che riceve diventano confusi.

1) L’insulina non “spegne” più il fegato

In condizioni normali l’insulina:
• blocca la produzione di glucosio epatico
• inibisce la produzione di grassi
• segnala che l’energia è sufficiente

Nell’insulino-resistenza:
- il fegato diventa resistente all’effetto regolatorio dell’insulina,
- ma resta sensibile agli stimoli lipogenici.

Risultato paradossale:
• continua a produrre glucosio
• continua (e aumenta) la produzione di trigliceridi

2) Iperinsulinemia cronica = segnale di accumulo

Poiché le cellule non rispondono bene all’insulina, il pancreas produce sempre più insulina (iperinsulinemia compensatoria)

Il fegato interpreta questo segnale come:

“C’è abbondanza di energia, immagazzina!”

E lo fa trasformando:
• glucosio in eccesso
• acidi grassi liberi

in trigliceridi, attraverso la “lipogenesi de novo”.

3) Arrivano più acidi grassi dal tessuto adiposo

Nell’insulino-resistenza:
• l’insulina non riesce più a bloccare la lipolisi
• il tessuto adiposo rilascia più acidi grassi liberi (FFA) nel sangue

Questi FFA:
• arrivano al fegato
• vengono riassemblati in trigliceridi
• impacchettati in VLDL e rimessi in circolo

Ed ecco che abbiamo Trigliceridi alti nel sangue

4) Il fegato “difende” le cellule dal glucosio tossico

Quando troppo glucosio circola nel sangue:
• diventa tossico per le cellule
• favorisce glicazione e stress ossidativo

Il fegato usa una strategia di difesa:
trasformare il glucosio in grasso

Il grasso è meno tossico del glucosio in eccesso, ma:
• si accumula nel fegato (steatosi)
• aumenta i trigliceridi circolanti

Si instaura, quindi, un circolo vizioso:

Più insulino-resistenza →
• più insulina
• più lipogenesi epatica
• più trigliceridi
• più grasso viscerale
• più infiammazione

che peggiora ulteriormente l’insulino-resistenza

In sintesi:

Nell’insulino-resistenza il fegato, bombardato da insulina e acidi grassi, trasforma l’eccesso di glucosio in trigliceridi come meccanismo di difesa metabolica. Il risultato è ipertrigliceridemia e steatosi epatica.

Dr.ssa Fabiola Branca
Medico Chirurgo,
Specialista Fisiatra
Protocollo Coimbra
Esperta BHRT (terapia con ormoni bioidentici)
Protocollo Parkinson
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14/01/2026

💊 “Ormoni bioidentici: aumentano il rischio cardiovascolare o possono aiutare a prevenirlo?”

Quando si parla di estradiolo bioidentico e cuore,
non possiamo usare le stesse conclusioni tratte dagli studi
su estrogeni di sintesi o altri tipi di estrogeni.

L’estradiolo bioidentico orale, prescritto e monitorato,
può contribuire a:
💓 migliorare alcuni parametri vascolari
• 📉 modulare la pressione arteriosa
• 🛡️ inserire la terapia in una visione anche preventiva del rischio cardiovascolare

La chiave è sempre la stessa:
prodotto giusto, dose giusta, controlli adeguati.

👉 Se hai dubbi su ormoni bioidentici e cuore,
puoi portare la tua storia clinica in visita:
inquadriamo insieme rischi, benefici e alternative, senza allarmismi né leggerezze.

14/01/2026

Magnesio: il cofattore dimenticato (ma indispensabile)

Il magnesio non è un semplice “integratore per i crampi”.
È un cofattore essenziale per oltre 300 reazioni enzimatiche e rappresenta un pilastro del metabolismo cellulare.

Magnesio e Vitamina D
Senza magnesio, la vitamina D non si attiva correttamente.
Il magnesio è necessario:
• per la conversione epatica e renale della vitamina D
• per l’attivazione del recettore della vitamina D (VDR)

In carenza di magnesio, anche dosi adeguate di vitamina D possono risultare inefficaci.

Crampi muscolari e contratture
Il magnesio regola:
• il rilascio e il rientro del calcio nel muscolo
• l’equilibrio eccitazione–rilassamento

La sua carenza favorisce crampi, fascicolazioni, rigidità muscolare e affaticamento.

Energia cellulare (ATP)
L’ATP, la “moneta energetica” delle cellule, funziona solo come complesso ATP-magnesio.
Senza magnesio:
• cala la produzione energetica
• aumentano stanchezza, debolezza e dolore muscolare

Sistema nervoso e stress
Il magnesio modula:
• i recettori NMDA e GABA
• la risposta allo stress e al cortisolo

Fondamentale in ansia, insonnia, cefalea, fibromialgia.

Magnesio e reflusso gastro-esofageo:
Aspetto poco considerato, ma clinicamente molto rilevante:
• il magnesio favorisce il rilasciamento muscolare fisiologico, incluso quello del diaframma e della muscolatura liscia
• contribuisce alla regolazione del tono dello sfintere esofageo inferiore
• riduce l’iperattività neuromuscolare legata a stress e ipereccitabilità vagale

In molti pazienti, la carenza di magnesio si associa a:
• reflusso funzionale
• bruciore retrosternale
• spasmi esofagei
• peggioramento dei sintomi sotto stress

⚠️ Nota importante:
L’uso cronico di inibitori di p***a protonica (PPI) riduce l’assorbimento del magnesio, creando un circolo vizioso:
meno magnesio → più disfunzione neuromuscolare → più reflusso.

Cosa dice la letteratura scientifica
• Il magnesio è necessario per l’attivazione e la funzione biologica della vitamina D
(Uwitonze & Razzaque, Journal of the American Osteopathic Association, 2018)
• La supplementazione di magnesio migliora i livelli e l’efficacia della vitamina D
(Rosanoff et al., Nutrients, 2016)
• La carenza di magnesio è associata a crampi muscolari e disfunzione neuromuscolare
(de Baaij et al., Physiological Reviews, 2015)
• Il magnesio è essenziale per il metabolismo dell’ATP e la funzione mitocondriale
(Barbagallo & Dominguez, Molecular Aspects of Medicine, 2003)
• L’uso prolungato di PPI è associato a ipomagnesiemia clinicamente rilevante
(FDA Drug Safety Communication; Hoorn et al., Clinical Journal of the American Society of Nephrology)

⚠️ Messaggio chiave
Vitamina D senza magnesio = terapia incompleta.
Crampi senza magnesio = sintomo, non diagnosi.
Reflusso funzionale senza valutare il magnesio = approccio parziale.

📌 Forma, dose e timing del magnesio vanno sempre personalizzati in base al quadro clinico (muscolare, intestinale, neurologico).

Dott.ssa Fabiola Branca
Medico Chirurgo
Specialista Fisiatra
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✉️ brancafabiola@gmail.com

❤️❤️ “Il mio corpo ci ha messo tempo… ma ora ringrazia”Una delle frasi più belle che una paziente possa scrivermi.Quando...
13/01/2026

❤️❤️ “Il mio corpo ci ha messo tempo… ma ora ringrazia”

Una delle frasi più belle che una paziente possa scrivermi.

Quando si inizia una terapia ormonale bioidentica, soprattutto dopo anni senza ormoni, il corpo non risponde sempre subito.
E non perché la terapia non funzioni.
Ma perché ogni organismo ha i suoi tempi di adattamento.

Ci sono pazienti che stanno meglio in poche settimane.
E altre – come questa mia paziente – che hanno bisogno di mesi di aggiustamenti, ascolto e pazienza.

Calore, tensione mammaria, perdite, spotting, sensazioni nuove o fastidiose:
non sono “fallimenti”, ma segnali di un sistema che sta riapprendendo a funzionare.

La terapia ormonale non è una compressa magica.
È un percorso personalizzato.
Richiede fiducia, costanza e una guida medica attenta.

Dopo circa 4 mesi, oggi questa paziente sta bene. Eh sì, è stata davvero brava ad attendere fiduciosa il cambiamento!!!
E il suo corpo, finalmente, ringrazia.

Una cosa importante che tengo a dire!

Io faccio sempre del mio meglio, studio, ascolto e personalizzo.
Ma a volte sembra non bastare… in realtà è perché si deve solo avere la pazienza di raggiungere un equilibrio che prima non c’era!

Chi arriva da me lo fa perché ha maturato consapevolezza,
perché sente che è il momento giusto,
perché è pronta ad ascoltare il proprio corpo e a rispettarne i tempi.

La terapia funziona davvero solo quando c’è fiducia reciproca.

Non mollate se non vedete risultati immediati. Non siamo tutte uguali. Il corpo ha bisogno di tempo.

Questo è il vero messaggio:
la pazienza, la consapevolezza e l’alleanza medico-paziente sono parte della cura.

Dott.ssa Fabiola Branca
Medico Chirurgo, Specialista Fisiatra
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💋 Il problema del filler labbra non è (quasi mai) il filler.Sono le aspettative sbagliate e le foto ritoccate a cui cerc...
12/01/2026

💋 Il problema del filler labbra non è (quasi mai) il filler.
Sono le aspettative sbagliate e le foto ritoccate a cui cerchiamo di assomigliare 📸

Un risultato naturale nasce da:
🙎‍♀️ proporzioni corrette del viso
👄 lavoro su contorno, arco di Cupido, volume centrale e commessure
💉 scelta della giusta quantità di prodotto, non “più possibile”

Il mio obiettivo non è cambiarti il viso,
ma farti dire: “mi riconosco, solo… meglio di prima” 💕

Se stai pensando al filler labbra ma hai paura dell’effetto finto,
possiamo partire da una valutazione personalizzata:
parliamo del tuo viso, dei tuoi dubbi e di ciò che è davvero adatto a te.

12/01/2026

Insulinoresistenza: cos’è davvero (e perché non riguarda solo il diabete).

L’insulino-resistenza non è una malattia in sé, ma una condizione metabolica sempre più diffusa, spesso silenziosa, che può precedere di anni molte patologie croniche.

Per capirla bene, partiamo dalle basi.

Cos’è l’insulina

L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas che ha una funzione fondamentale:
permettere al glucosio di entrare nelle cellule per essere utilizzato come energia.

In condizioni normali:
• mangiamo
• la glicemia sale
• l’insulina “apre la porta” delle cellule
• il glucosio entra e viene utilizzato

Cosa succede nell’insulino-resistenza

Nell’insulino-resistenza le cellule non rispondono più bene all’insulina.

La “chiave” (insulina) c’è, ma la “serratura” (recettore cellulare) funziona male.

Il risultato?
• il glucosio fatica a entrare nelle cellule
• il pancreas produce sempre più insulina per compensare
• nel sangue compaiono iperinsulinemia e infiammazione metabolica

Spesso la glicemia resta normale per anni, ma l’insulina è già patologicamente alta (io personalmente attenziono valori di Insulina piu alti di 8)

Perché è una condizione pericolosa (anche se non te ne accorgi)

L’insulino-resistenza:
• precede il diabete di tipo 2
• favorisce l’accumulo di grasso viscerale
• alimenta l’infiamzione cronica silente
• altera l’equilibrio ormonale

È una condizione che può esistere anche in persone normopeso.

Con quali disturbi è associata

L’insulino-resistenza è coinvolta nello sviluppo o nel peggioramento di:
• sindrome metabolica
• PCOS (ovaio policistico)
• steatosi epatica
• ipertensione
• dislipidemia
• affaticamento cronico
• difficoltà a dimagrire
• disturbi ormonali femminili e maschili
• aumento del rischio cardiovascolare

Perché il peso non è la causa primaria?

Spesso si pensa:

“Sono insulino-resistente perché sono sovrappeso”

In realtà molto spesso è il contrario:
- l’insulino-resistenza viene prima
- il peso è una conseguenza, non la causa

L’insulina alta:
• blocca la lipolisi
• favorisce l’accumulo di grasso
• rende difficile dimagrire anche mangiando poco

Come si può riconoscere?

Non basta la glicemia.

I parametri più utili sono:
• insulina a digiuno
• indice HOMA-IR
• curva glicemica + insulinica
• profilo lipidico
• trigliceridi/HDL
• markers infiammatori

Molte persone scoprono di essere insulino-resistenti quando il problema è già avanzato.

La buona notizia?

L’insulino-resistenza è reversibile, soprattutto se intercettata precocemente.

Intervenire significa:
• ridurre l’iperinsulinemia
• migliorare la sensibilità insulinica
• spegnere l’infiammazione metabolica
• proteggere il metabolismo e il sistema cardiovascolare

Non si tratta solo di “dimagrire”, ma di ripristinare una corretta comunicazione ormonale.

L’insulino-resistenza è una condizione sistemica, non un semplice problema di zuccheri.
Capirla è il primo passo per prevenire diabete, patologie cardiovascolari e squilibri ormonali.

Dr.ssa Fabiola Branca
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11/01/2026

Melatonina e cancro al seno: non è solo “ormone del sonno”

La melatonina è spesso considerata solo un aiuto per dormire.
In realtà è un ormone con un ruolo chiave nella prevenzione oncologica, in particolare nel carcinoma mammario (e prostatico!)

Cosa dimostra la scienza

Uno studio prospettico di alto livello ha mostrato che:

> Livelli più elevati di melatonina sono associati a un rischio significativamente più basso di cancro al seno invasivo nelle donne in postmenopausa.

📄 Lo studio
Schernhammer ES et al.
“Urinary melatonin levels and breast cancer risk”
Journal of the National Cancer Institute

Studio condotto all’interno del Nurses’ Health Study, una delle più grandi e autorevoli coorti prospettiche al mondo.

Risultato principale:

- Le donne nel quartile più alto di melatonina (6-sulfatossimelatonina urinaria) avevano una riduzione del rischio di carcinoma mammario invasivo fino al 40–50% rispetto a quelle con livelli più bassi
👉 effetto particolarmente evidente in postmenopausa

Perché la melatonina protegge il seno?

La melatonina:

- ha un’azione anti-estrogenica funzionale
- inibisce l’aromatasi
- riduce la segnalazione mediata dai recettori estrogenici
- è antiproliferativa e pro-apoptotica
- ristabilisce il ritmo circadiano (la sua alterazione aumenta il rischio oncologico)

📌 Non è un dettaglio secondario: la soppressione notturna della melatonina (lavoro notturno, luce artificiale, sonno frammentato) è oggi riconosciuta come fattore di rischio oncologico.

> La melatonina non è solo l’ormone del sonno.
> È un regolatore endocrino e un potente fattore protettivo nei confronti del carcinoma mammario, soprattutto nella donna in postmenopausa.

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Indirizzo

Via Filippini, 12/A
Reggio Di
89125

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 09:00 - 13:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 13:00
Venerdì 09:00 - 13:00

Telefono

+393277633034

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