12/03/2026
Come si presenta l’ego sul tappetino
L’ego nello yoga non è “cattivo”.
È semplicemente qualcosa da riconoscere.
Può manifestarsi in modi diversi 👇
- Esibizionismo
Voler raggiungere un’asana a tutti i costi, senza ascoltare capacità e limiti del corpo.
Quando succede, si perde il contatto con l’essenza della pratica
e aumenta il rischio di infortuni.
- Evasione
Paura di sbagliare, insicurezza, bisogno di restare nella comfort zone.
Qui l’ego non spinge troppo… ma trattiene.
E può impedirci di esplorare davvero il nostro potenziale.
- Ansia da prestazione
Ogni difficoltà viene vissuta come un fallimento.
“Se non riesco, valgo meno.”
La pratica diventa una performance,
davanti a un pubblico immaginario
(o a volte davanti a noi stessi).
Ma lo yoga non è una gara.
È un percorso personale.
La pratica esiste per ricordarci chi siamo davvero:
non un corpo da esibire o giudicare,
ma un’anima viva, curiosa, capace di gioire del fare.
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✨ Un principio fondamentale
Se non riesci a respirare in modo completo e armonioso,non dovresti stare lì.
Se senti fastidio in un’asana, esci.
Torna al respiro.
Non sacrificare mai il respiro solo per “arrivare” a una forma.
🧘♀️ Lo yoga non chiede perfezione.
Chiede presenza, onestà e ascolto.
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💬 Questo tema merita spazio.
Ne parleremo ancora, partendo proprio dal respiro.