05/08/2019
A PROPOSITO DEI DIRITTI DEI BAMBINI E DELL'AFFIDO SINE DIE
Cercherò di spiegare in alcuni post qual'è l'orientamento sotteso alla decisione di collocare un bambino in affido, tal volta sine die.
Inizialmente vorrei sgombrare il campo da una rappresentazione della famiglia e della genitorialità intesa come proprietaria dei propri figli.
Questa idea di proprietà, intesa in modo assolutistico, ha generato mostri quali l'infanticidio e il femminicidio.
Nella nostra cutura l'iconografia di una famiglia nella quale i legami sono sacri e intoccabili perdura ancora ed è rappresentata da alcuni modi di dire quali "così come ti ho fatto, ti disfo", "mazza e panelli fanno i figli belli; panelli senza mazza fanno i figli pazzi", "i figli sono pezzi di cuore".
Lo scorso anno un giudice friulano ha condannato un padre che uccise il figlio adottivo ad una pena più lieve, in quanto il figlio non era legato al padre da legami di sangue.
Se oggi i bambini sono fonte e soggetto di diritto, ciò implica che non sono proprietà dei genitori.
Anche il concetto di patria potestà non esiste più e si è trasformato nel concetto di responsabilità parentale proprio a scapito di quell'idea ormai superata di proprietà dei figli.
Con l'allontanamento di un minore dalla propria famiglia di origine, oserei dire carnale, si viola ancora oggi un tabù che nell'immaginario collettivo si fonda ancora su forti resistenze. Pertanto il maltrattamento e la trascuratezza dei bambini in famiglia incontra ancora molte rimozioni.
Purtroppo però le famiglie maltrattanti, trascuranti, abusanti, nelle quali sono presenti i genitori con problematiche psichiatriche, comportamentali, di tossicodipendenza e giudiziarie esistono ancora .
Del resto le cronache sono piene di notizie nelle quali i bambini sono vittime di cui non si sono accorti i servizi.
In situazioni di questo genere, dove la patologia della somministrazione delle cure ai propri figli è evidente e rischiosa, l'allontanamento del figlio rappresenta, dopo tutti i tentativi di sostegno, l'ultima spiaggia.
Naturalmente l'allontanamento è contestuale ad interventi finalizzati al recupero delle competenze parentali.
Purtroppo, però, questo recupero non è sempre possibile, ove si manifesti una grave compromissione delle funzioni genitoriali.
Esistono dei criteri che definiscono la prognosi e la trattabilità delle funzioni genitoriali a valenza riparativa.
Il CISMAI ne indica 5:
- il primo criterio è riferito alla riduzione dei meccanismi di negazione ritraducibile nel riconoscimento delle proprie difficoltà nell'esercizio delle funzioni genitoriali.
Se non sia ha consapevolezza di queste difficoltà, il recuperò non potrà avvenire.
- il secondo criterio è riferito alla comprensione e co-partecipazione alla sofferenza del figlio.
Per tanto la mancanza di empatia cui si antepone l'ascolto ai propri bisogni da parte dei genitori è un'ostacolo al recupero della genitorialità riparativa.
- il terzo criterio è riferibile alla capacità di comprensione del danno arrecato al figlio attraverso la condivisione della rilettura dei significati individuali e relazionali dei comportamenti pregiudizievoli. Da questo punto di vista l'alleanza con i servizi risulta fondamentale.
- il quarto criterio è riferibile alla capcità di assumersi le proprie responsabilità e attivare comportamenti riparativi in funzione del cambiamento.
- il quinto criterio è relativo alla capacità di condividere un progetto d'intervento riparativo.
La mancata soddisfazione contemporanea di questi 5 criteri può essere indicativa di una irrecuperabilità delle competenze parentali.
Un certa resistenza a dichiarare lo stato di adottabilità comporta che molti bambini rimangano in una situazione di affido sine die.
Frequentemente in questi genitori non esiste una vera e propria volontà abbandonica e per tanto il rapporto con i figli permane in forma protetta consentendo ai minori di mantenere un immagine realistica dei propri genitori senza idealizzarli.
Come risulta del tutto evidente, lavorare su questi aspetti è difficile e comporta un attento accompagnamento nei percorsi trasformativi e di crescita.