Dott.ssa Corradin Ilenia Psicologa E Psicoterapeuta

Dott.ssa Corradin Ilenia Psicologa E Psicoterapeuta Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Corradin Ilenia Psicologa E Psicoterapeuta, Medicina e salute, Via Martiri di Minozzo 12, Reggio nell Emilia.

“La metà delle madri con un figlio piccolo non torna a lavorare.”Forse perché, ancora oggi, a molte donne non viene davv...
08/05/2026

“La metà delle madri con un figlio piccolo non torna a lavorare.”

Forse perché, ancora oggi, a molte donne non viene davvero concesso — né dall’esterno né da sé stesse — il permesso psicologico di essere anche altro oltre che madri.
Come se desiderare uno spazio personale, un lavoro, un’ambizione o semplicemente una parte di sé non dedicata ai figli fosse una colpa.
Come se una “brava madre” dovesse annullarsi completamente.
E così tante donne finiscono per identificarsi solo nel ruolo materno, mettendo da parte desideri, identità, autonomia e realizzazione personale. Non perché non amino i figli, ma perché la cultura continua a premiare il sacrificio totale femminile.
Ma una madre resta anche una donna.
E una donna che continua a sentirsi viva, autonoma e realizzata non toglie nulla ai figli: insegna loro che l’amore non dovrebbe mai richiedere la cancellazione di sé.

Essere liberi significa poter scegliere, esprimersi, cambiare, ma anche riconoscere e sciogliere quei legami interiori c...
25/04/2026

Essere liberi significa poter scegliere, esprimersi, cambiare, ma anche riconoscere e sciogliere quei legami interiori che a volte ci tengono fermi: paure, condizionamenti, ferite non elaborate.

Come psicoterapeuta, vedo ogni giorno quanto il percorso verso la propria libertà interiore sia prezioso e trasformativo. È un cammino fatto di consapevolezza, coraggio e cura di sé.

In questa giornata, auguro a ciascuno di voi di poter coltivare la propria libertà, dentro e fuori.

Buon 25 Aprile!

05/04/2026
30/03/2026

Per cinquant’anni si è fidata di lui. Poi la polizia ha trovato i video.

Gisèle Pelicot era convinta di conoscere la sua vita. Un matrimonio lungo, tre figli, dei nipoti e una casa tranquilla in Provenza. Per chi li guardava da fuori erano una coppia perfetta. Solida. Invidiabile.

Poi arrivarono i segnali.

Una stanchezza inspiegabile. Vuoti di memoria. Ciocche di capelli che cadevano. Problemi fisici che nessun medico riusciva a spiegare. Esami su esami, nessuna risposta.

Un giorno lo guardò negli occhi.

— Mi stai drogando?

Lui si offese. Negò tutto.

E lei… gli credette.

Dopo cinquant’anni insieme, come si fa a dubitare?

Nel novembre del 2020, tutto crollò.

Suo marito, Dominique, venne arrestato per aver filmato donne sotto le gonne in un supermercato. Un reato inquietante, ma apparentemente lontano dalla loro vita privata. Poi la polizia analizzò i suoi dispositivi.

E trovò qualcosa di impensabile.

Migliaia di video.

Gisèle. Nel loro letto. Incosciente. Violata.

Da lui.

E da decine di uomini che lui stesso aveva invitato.

Per quasi dieci anni, Dominique aveva sciolto farmaci nel suo cibo, nelle sue bevande. La faceva perdere conoscenza. Poi la aggrediva. E non si fermò lì. Entrò in forum online, contattò uomini disposti a partecipare.

Circa cinquanta risposero.

Uomini qualunque. Padri. Professionisti. Persone “normali”.

Entravano in quella casa. Abusavano di una donna priva di sensi. Venivano filmati. E poi tornavano alla loro vita.

Come se nulla fosse.

Lei non ricordava nulla.

Si svegliava distrutta, confusa. E lui le parlava di stress. Di menopausa. Di stanchezza.

L’uomo di cui si fidava di più… era quello che la stava distruggendo.

Quando scoprì la verità, la sua vita si spezzò in due.

Non era solo un tradimento.

Era un’intera esistenza costruita sulla menzogna.

Cinquantuno uomini furono accusati.

La legge francese le offrì protezione e anonimato. Un processo a porte chiuse. Poteva sparire. Nessuno l’avrebbe giudicata.

Ma Gisèle fece qualcosa che nessuno si aspettava.

Disse no.

A settantadue anni, scelse di mostrarsi. Di dire il suo nome. Di rendere tutto pubblico.

— La vergogna deve cambiare lato.

Per mesi partecipò a ogni udienza. Guardò le immagini. Ascoltò le giustificazioni.

Alcuni dicevano di pensare che stesse fingendo.
Altri sostenevano che il consenso del marito fosse sufficiente.

Nessuno voleva vedere la verità più semplice.

Una persona incosciente non può acconsentire.

Il 19 dicembre 2024 arrivò la sentenza.

Tutti condannati.

Dominique ricevette vent’anni. Probabilmente morirà in carcere.

Fuori dal tribunale, Gisèle parlò con calma.

— Volevo che la società vedesse.

E poi si rivolse a tutte le altre donne:

— Non siete sole. È anche la mia lotta.

La sua voce attraversò la Francia. E oltre.

Si iniziò a parlare di “sottomissione chimica”, di consenso, di responsabilità, di una cultura che per troppo tempo ha chiesto alle vittime di tacere.

Lei ha fatto l’opposto.

Ha preso il silenzio… e l’ha distrutto.

Avrebbe potuto nascondersi. Sparire. Proteggersi.

Invece è rimasta.

Davanti a tutti.

E ha detto:

guardate.

Guardate cosa succede quando nessuno guarda.

Non ha cercato solo giustizia per sé.

Ha cambiato qualcosa per milioni di persone.

Ha restituito la vergogna a chi le appartiene davvero.

Non a chi sopravvive.

Ma a chi ferisce.

A settantadue anni, Gisèle Pelicot ha dimostrato una verità semplice e potente:

non è mai troppo tardi per riprendersi la propria voce.

E per ricordare al mondo…
da che parte sta davvero la colpa.

08/03/2026

8 marzo..

Il libro “Avevo gli occhi belli” di Valentina Iannaco è una lettura breve ma molto intensa. Il racconto è scritto in pri...
05/03/2026

Il libro “Avevo gli occhi belli” di Valentina Iannaco è una lettura breve ma molto intensa. Il racconto è scritto in prima persona sotto forma di una lettera alla vittima: una scelta che rende la storia diretta, quasi come se quella voce stesse parlando proprio al lettore.
Le domande che l’autrice lascia aperte spingono a fermarsi e riflettere, mentre l’intensità emotiva delle parole colpisce profondamente. E’ uno di quei libri che, anche se breve, riesce a lasciare un segno e a far pensare anche dopo aver chiuso l’ultima pagina..

Primo incontro ad Aprile a Roma e poi altre date in arrivo..

04/03/2026

Una realtà "drammatica", segnata da una violenza sulle donne sempre più diffusa, digitale e trascurata dalle istituzioni. Il nuovo rapporto "Indagine UE sulla violenza di genere - Elementi per le politiche e le prassi" dell'Agenzia europea per i diritti fondamentali (FRA) e dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE) fotografano un'Europa dove la violenza di genere rimane pervasiva: una donna su tre ha subìto violenza fisica o sessuale nel corso della vita.

Il dato più allarmante riguarda il sommerso. Secondo l'indagine, condotta sulla base di oltre 114'000 interviste tra settembre 2020 e marzo 2024, la stragrande maggioranza degli episodi non viene denunciata: solo il 6,1% delle donne si rivolge alla polizia per abusi fisici o sessuali subìti dal partner, e solo l'11,3% quando aggredite da persone diverse dal partner.

Tra le cause principali, il rapporto cita vergogna, senso di colpa e mancanza di fiducia nelle forze dell'ordine. Secondo la direttrice della FRA, Sirpa Rautio, l'entità della violenza non denunciata dimostra che i sistemi non funzionano adeguatamente.

Oltre alla violenza fisica, c'è quella psicologica che colpisce il 29,9% delle donne, mentre il 20,3% riferisce episodi di violenza economica, come il divieto di lavorare o il controllo totale sulle finanze familiari.

La violenza domestica ha un impatto pesante sulla vita delle donne: il 9,8% riporta lesioni fisiche dal partner e il 9,6% danni psicologici, con ricadute sulla vita professionale (il 17,6% delle donne ha dovuto assentarsi dal lavoro) e domestica (il 30,8% non è stato in grado di svolgere le faccende domestiche).

Il 32,9% delle ragazze subisce violenza fisica o emotiva dai genitori, innescando un circolo vizioso in cui le vittime di abusi infantili hanno un rischio da tre a quattro volte maggiore di subire violenza sessuale da adulte.

La digitalizzazione intensifica gli abusi: oltre il 10% delle donne subisce il monitoraggio o il tracciamento della posizione da parte del partner, mentre il cyberstalking (8,5%) e le molestie online sul lavoro (7%) si confermano minacce digitali crescenti.

📷 GettyImages

02/03/2026

IL CNVR sta raccogliendo le adesioni per un gruppo di mutuo aiuto online e gratuito!
Per chi ha vissuto Relazioni:
che ti hanno fatto dubitare di te.
Che ti hanno fatto sentire sbagliato/a.
Che ti hanno tolto energia, lucidità, autostima.

E anche dopo la fine… qualcosa è rimasto.

Confusione.
Senso di colpa.
Rabbia.
Nostalgia.
Paura di ricaderci
Uno spazio protetto e riservato dove:
🤝 condividere senza giudizio
🧠 comprendere le dinamiche vissute
💬 ritrovare voce e confini
🌱 ricostruire autostima e fiducia

Non è terapia.
Non è un’aula dove qualcuno ti spiega cosa fare.
È un gruppo tra pari, dove l’esperienza condivisa diventa forza.

Se senti che è il momento di smettere di normalizzare ciò che ti ha ferito e iniziare a ripartire, questo spazio è per te.

Ripartire è possibile.
Insieme è più semplice. 💛

Posti limitati.
Per adesioni e info
infocnvr@gmail.com

02/03/2026

Indirizzo

Via Martiri Di Minozzo 12
Reggio Nell Emilia
42123

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 12:00

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dott.ssa Corradin Ilenia Psicologa E Psicoterapeuta pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Dott.ssa Corradin Ilenia Psicologa E Psicoterapeuta:

In evidenza

Condividi