22/12/2021
Formazione del carattere come nevrosi:
"Il bisogno del bambino è quello di difendersi dall'ambiente. Tutti, come bambini, siamo il seme di una pianta che richiede una buona terra, l'acqua, il sole. Tutti abbiamo bisogni naturali, ma questi bisogni naturali, sono frustrati da una società malata. Si richiede l'amore, ma hanno amore quei bambini che nascono in un mondo dove la madre è troppo occupata o dove il padre è violento e non permette alla madre di sentirsi bene nel rapporto con il figlio e con sé stessa?
Dunque, la problematica universale dei bambini è quasi invisibile per noi, perché abbiamo dimenticato il dolore dell'infanzia e siamo abituati alla "malattia" che ci circonda.
Il bambino che ha una madre invasiva, si difende ritirandosi;
un bambino che ha un padre violento, si difende con un disdegno all'autorità; un bambino che ha genitori troppo in conflitto l'uno con l'altro, si difende cercando di diventare una persona conciliante, come un ponte: tutti abbiamo una reazione meccanica ai problemi meccanici che ci circondano.
Il termine carattere deriva dalla parola greca kharaktḗr che significa impronta, è come qualcosa di fissato in noi. La vita, però, non è fissa, ma è sempre in movimento, è un fluido. Il carattere, invece, è un modo di essere condizionato. Trasformazione significa liberarsi dal condizionamento infantile (che ha formato il carattere), per essere noi stessi, per ascoltare interiormente che cosa vuole la parte essenziale di noi e creare una vita indipendente dalle reazioni obsolete.
Non abbiamo il senso della vita, perchè per avere il senso della vita, si richiede vivere e noi non abbiamo una vita vera, ma abbiamo una vita automatica, siamo mascherati come burattini e è un modo di essere che deriva dai nostri genitori e da ancora più lontano, attraverso generazioni. Sono forme di NON essere noi stessi. Se siamo in una gabbia, non possiamo scoprire il senso della vita. Per uscire dalla gabbia, dobbiamo capire che siamo in una gabbia, ma molte persone non lo sanno e ripetono gli stessi meccanismi condizionati. L'autoconoscenza è fondamentale ma la conoscenza di noi stessi non è parte dell'educazione. Senza conoscenza di noi stessi, però, non si può recuperare la capacità di amare e non sappiamo che siamo incapaci di amare. Una persona è triste se non ama sè stessa e non ama nessuno nonostante dica tutti i giorni ti amo. Dire ti amo è una bugia che uno dice a sé stesso: "ti amo tanto" vuol dire "vorrei tanto che tu mi amassi". Abbiamo una sete di amore molto grande, ma la sete di amore si trasforma in capacità di amare, solo attraverso un percorso. E' un percorso doloroso perché la crescita passa per la conoscenza di sé, che è un po' come una discesa all'inferno"
C. Naranjo.