Dott.ssa Anna Scaglione, psicoterapeuta cognitivo comportamentale

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Dott.ssa Anna Scaglione, psicoterapeuta cognitivo comportamentale Fai una cosa per volta.

A Bratislava, sull'UFO, una struttura alta 95 metri, spiccava tra la nebbia questo lucchetto. L'ho fissato qualche minut...
31/01/2026

A Bratislava, sull'UFO, una struttura alta 95 metri, spiccava tra la nebbia questo lucchetto. L'ho fissato qualche minuto. Poi, a distogliermi dai miei pensieri, il bip del telefono "ci sono cascat* anche stavolta, infondo credo abbia ragione, io sono niente senza di l**"
Spesso, ciò che chiamiamo "amore eterno" è in realtà un tentativo disperato di riempire un vuoto che ci portiamo dentro.
Usiamo l'altro come un lucchetto per fissarci alla vita, come se quel legame basti a placare la vertigine della nostra solitudine.
​Quando abbiamo paura di restare soli, non cerchiamo un partner, cerchiamo un salvagente.
Restiamo legati a chiunque pur di non dover guardare l'abisso che abbiamo sotto i piedi.
Quando carichiamo una sola persona della responsabilità della nostra felicità, creiamo un legame sbilanciato. Se il filo si spezza, noi scompariamo con esso.
​Intorno al lucchetto non c'è paesaggio, c'è solo nebbia. È quello che succede nella dipendenza affettiva: il resto del mondo (amici, passioni, carriera) sfuma, e rimane solo quel legame precario a cui siamo aggrappati.
​ma, finché avremo bisogno di qualcuno per "non cadere", non saremo mai liber* di amare davvero.
Il vero salto evolutivo avviene quando impariamo a stare sul filo senza bisogno di catene, scoprendo che la solitudine non è un baratro, ma lo spazio in cui finalmente possiamo ascoltare noi stessi.
Non è il vuoto che ci spaventa, ma il fatto di essere gli unici a sentirlo.
​E tu? Stai scegliendo quel legame perché ti arricchisce, o perché la nebbia intorno ti spaventa troppo?

Non vediamo l'ora di sgridare gli altri per le loro mancanze, l'errore altrui è rassicurante perché ti dice: tu sei gius...
28/01/2026

Non vediamo l'ora di sgridare gli altri per le loro mancanze, l'errore altrui è rassicurante perché ti dice: tu sei giusto, tu hai ragione, non importa se ti troverai a parti invertite poco dopo.

C’è una strana, silenziosa euforia nel sottolineare la mancanza altrui. È un istinto che nasce nel buio delle nostre insicurezze: abbiamo bisogno che l’altro sbagli per sentirci, finalmente, al sicuro.
​L’errore dell’altro è il nostro piedistallo. Ci convince che siamo integri, che la nostra bussola sia l'unica a segnare il nord. Ma è una gratificazione fragile, un castello di carte costruito sulla sabbia. Perché quel "senso di giustizia" che proviamo non è amore per la verità, è solo fame di conferma.
​Puntiamo il dito per non dover guardare le nostre, di crepe. Ci dimentichiamo che la fragilità è l’unica cosa che ci accomuna davvero e che, in questo gioco di specchi, domani potremmo essere noi quelli sotto la lente di ingrandimento, nudi di fronte a un giudizio che non perdona.
​Forse la vera evoluzione non sta nel correggere il mondo, ma nel restare in silenzio davanti all'errore, riconoscendovi un pezzo della nostra stessa umanità.
Anna

Qualsiasi cosa tu abbia da dire un abbraccio lo dice meglio.Esiste un luogo, sospeso tra due corpi, dove le parole smett...
21/01/2026

Qualsiasi cosa tu abbia da dire un abbraccio lo dice meglio.

Esiste un luogo, sospeso tra due corpi, dove le parole smettono di servire. È lo spazio di un abbraccio.
​In psicologia, lo chiamiamo "contenimento". Per il cuore, è semplicemente sentirsi a casa. Quando ci abbracciamo, accade qualcosa di silenzioso e straordinario: il ritmo del respiro si sintonizza, il battito cardiaco rallenta e il mondo fuori, con tutto il suo rumore, sembra finalmente fare silenzio.
​ma perché ne abbiamo così bisogno?
​Un abbraccio comunica al nostro sistema nervoso che il pericolo è passato. È la tregua in mezzo alla battaglia.
​Dove la mente si incastra nei "perché", il corpo risponde con il contatto. L'abbraccio non spiega il dolore, lo accoglie.
​A volte ci sentiamo frammentati. Essere stretti da qualcuno è come se ci aiutasse a rimettere insieme i confini della nostra identità.
​Abbracciare non è solo un gesto di affetto, è un atto di coraggio. Significa abbassare le difese e permettere all'altro di leggere il nostro battito. È dire: "Ti vedo, ti sento, sei al sicuro con me".
E tu con chi ti senti al sicuro?

La Mindfulness non è svuotare la mente, è accorgersi di dove si trova. In un mondo che corre, fermarsi è un atto di cora...
10/01/2026

La Mindfulness non è svuotare la mente, è accorgersi di dove si trova. In un mondo che corre, fermarsi è un atto di coraggio e, il respiro è l'unico strumento che hai sempre con te per tornare al presente. Non serve controllarlo, basta osservarlo: è il ponte che riporta la mente nel corpo, l'unico luogo dove la vita accade davvero.
​La vera trasformazione avviene nella pratica quotidiana.
​Non serve un’ora di silenzio; servono dieci minuti di verità.
​La costanza allena il muscolo dell'attenzione.
​Meditiamo non per diventare "bravi", ma per restare svegli quando la vita si fa difficile.
​La pace non è l'assenza di rumore, ma la capacità di trovarvi un centro. Tutto parte da un respiro. Qui. Ora.

31/12/2025

Che il nuovo anno sia x tutti voi un tempo di pazienza amorevole, di scoperte gentili e di una profonda e meritata pace interiore.
Anna

24/12/2025

Stamattina alle 4 mi è arrivato un messaggio, un'altro alle 5.40, altri 3 intorno alle 6 e altri e altri ancora.
Messaggi gentili che mi hanno commossa perché spesso non ci rendiamo conto di quanto potere abbia l'amore e la passione in quello che facciamo. Allora sai che c'è? Che l'unico augurio che vi faccio è di avere la forza, la pazienza, la passione e l'amore di prendervi cura di voi stessi e di chiunque sentite né abbia bisogno.
Anna

Cara dottoressa, Annarè, come amava chiamarti mio padre, so che è tardi, o presto, ma ora che la casa è silenziosa, posso scriverti senza interruzioni. È un natale in sordina il mio, come se stessi vedendo un film in TV e, all'improvviso qualcuno togliesse il volume. Ho fatto l'albero sai, e ogni tanto mi viene anche da sorridere adesso e da qualche giorno non mi sento più tanto sbagliata.
L'altro giorno, mettevo a posto dei cassetti e ho trovato il quaderno che avevi regalato a papà. Mi sono messa a piangere. Poi ho letto quello che gli hai scritto prima di andare in ferie ad agosto. C'era il tuo numero scritto a caratteri cubitali e sotto scritto "quando senti che è troppo, fermarti e respira". Qualche giorno dopo sono andata a riprendere il suo cellulare, cercavo delle foto. Ho trovato i vocali in cui lo aiutavi a respirare anche il 14 agosto, quando avresti dovuto essere in ferie. E allora mi sono ricordata di tutte le volte che metteva le cuffie e noi pensavamo ascoltasse la radio, invece sentiva te che gli ricordavi di mangiare, di prendere le medicine, di riposare.
Mio padre era un uomo dal carattere spigoloso e non sempre facile da approcciare. Eppure, con la tua pazienza, hai abbattuto quelle difese che spesso lo isolavano dagli altri.
Ti sei presa cura di lui, del dolore di mia madre, di quello di mia sorella e del mio. Non ci hai lasciate sole, eppure il tuo paziente è morto 3 mesi fa. Ma tu sei ancora qui e io non lo so come fai, ma so che lo fai.
Grazie per essere ancora qui, per l'ascolto e le caramelle, grazie per esserci perché quando la sua mancanza è tanto intensa da togliermi il fiato, mi ricordo che posso comunque respirare.
Buon Natale dottoressa che le venga restituito tutto il bene che fa.

19/12/2025

Sedie vuote e sedie piene...

Ci chiamano "sesso debole", ma siamo acciaio che forgia la vita.Ridotte a curve e utero, ma siamo l'intelletto che sfida...
25/11/2025

Ci chiamano "sesso debole", ma siamo acciaio che forgia la vita.
Ridotte a curve e utero, ma siamo l'intelletto che sfida il cielo.
Siamo i vestiti che indossiamo, il trucco che non camuffa il tempo, ma celebra ogni nostra battaglia.
Siamo bersaglio di chi dice: "se l'è cercata", le ingenue, le sprovvedute.
Siamo corpi violati sul ciglio della strada, la triste proprietà di un'epoca che pare non abbia mai fine.
Siamo pazze, isteriche, civette, quando osiamo avere voce e desideri.
Siamo pessime madri se lavoriamo e "mantenute" se scegliamo di restare a casa.
Ci hanno voluto in ginocchio: a piangere, a pregare, convinte, di dover essere salvate.
Siamo quelle che si lasciano morire di fame, trampolieri su tacchi impossibili, vittime di sguardi che ci vogliono magre e mute.
Se desideriamo, siamo puttane; se ci rifiutiamo, siamo frigide e bigotte.
Siamo le "signorine", le vergini e le streghe, le timorate di dio e le donnacce.
Siamo rabbia che non può più tacere
Siamo scelta che non vuole più essere negata.
Nel perdonare ci hanno rese colpevoli. Nel vestirsi, nell’accettare un invito, nell'ubriacarsi, hanno letto un’esplicita richiesta di violenza.
Siamo il ricordo di un giorno all'anno – l'8 marzo, il 25 novembre – mentre ogni 72 ore una donna muore.
Non siamo il sesso debole, ma forza indomabile.
Non siamo colpa, ma vittime che si rialzano.
Non siamo il silenzio, ma grido che spezza le catene.
Non siamo merce, ma libertà che ci riprendiamo.
Noi eravamo ciò che voi volevate.
Oggi, scegliamo di essere ciò che siamo.

10/11/2025

Scopri la Mindfulness: non è rilassamento, è l'atto coraggioso che ti insegna a osservare il dolore (decentramento), spezzando il circolo vizioso che lo amplifica.
Un approccio integrato e rivoluzionario: Vedremo come la Mindfulness, unita all'efficacia della EMI Therapy, può offrirti una via concreta per trasformare il tuo rapporto con il dolore cronico

Martedì 11 Novembre ore 18:30

Link zoom

https://us02web.zoom.us/j/83597752107?pwd=hBoajOA6jtM9H1ekT4xkhMbD8PXAcs.1

ID riunione: 835 9775 2107
Codice d’accesso: 182569

Scopri la Mindfulness: non è rilassamento, è l'atto coraggioso che ti insegna a osservare il dolore (decentramento), spe...
10/11/2025

Scopri la Mindfulness: non è rilassamento, è l'atto coraggioso che ti insegna a osservare il dolore (decentramento), spezzando il circolo vizioso che lo amplifica.
Un approccio integrato e rivoluzionario: Vedremo come la Mindfulness, unita all'efficacia della EMI Therapy, può offrirti una via concreta per trasformare il tuo rapporto con il dolore cronico

Martedì 11 Novembre ore 18:30

Link zoom

https://us02web.zoom.us/j/83597752107?pwd=hBoajOA6jtM9H1ekT4xkhMbD8PXAcs.1

ID riunione: 835 9775 2107
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La paura non è l'assenza di coraggio, ma l'ombra proiettata dalla luce di ciò che potremmo perdere o di ciò che potremmo...
31/10/2025

La paura non è l'assenza di coraggio, ma l'ombra proiettata dalla luce di ciò che potremmo perdere o di ciò che potremmo diventare.
​Non è un nemico da sconfiggere, ma un messaggero. La paura è quella che si può definire un capolavoro evolutivo:
aumenta il battito cardiaco, affina i sensi, prepara il corpo alla "fuga o lotta".
Quando però si stacca dal pericolo reale, diventa una gabbia mentale, tessuta di "se" e "ma", alimentata da ogni evitamento. Ogni passo indietro ne rafforza le sbarre.
​Il vero atto di coraggio non è negarla, ma accettare la sua presenza, darle un nome, e poi decidere di avanzare, anche quando le ginocchia che tremano.
L'unica via per ridimensionare una paura è attraversarla. Non per imprudenza, ma per consapevolezza. Ogni volta che lo fai, scopri che la tua forza interiore è sempre più grande dell'ombra che ti aveva spaventato.
Anna

Quando qualcuno che amiamo se ne va dopo una battaglia, il lutto assume una sfumatura particolare. Non piangiamo solo la...
27/10/2025

Quando qualcuno che amiamo se ne va dopo una battaglia, il lutto assume una sfumatura particolare. Non piangiamo solo la persona, ma anche la sua fatica e il coraggio con cui ha affrontato le sfide.
Il lutto non è un ospite sgradito da cacciare in fretta, né un'ombra che lo scorrere del tempo può cancellare con leggerezza. Si radica in noi, si trasforma con noi, diventando compagno silenzioso.
Quando per qualcuno arriva la morte, il mondo, con la sua indifferenza, continua a girare. Il tempo non si ferma, le stagioni si succedono, la vita degli altri prosegue. Eppure, per chi rimane, tutto si altera profondamente. Nei luoghi in cui, un tempo c'era l'eco delle risate, ora si insinua il frastuono assordante del silenzio.
Il lutto non è una corsa contro il tempo, né un peso da misurare in giorni o mesi. Non ha confini né scadenze e nel cuore di questa sofferenza così profonda, si cela una resilienza inaspettata. Una forza quieta, che ci permette di custodire gelosamente i ricordi e di imparare a vivere in un mondo che non sarà mai più lo stesso. Quel dolore non è una prigione dell'anima, ma un modo per onorare ciò che abbiamo perduto, mentre troviamo la forza per andare avanti. Non è rifiuto di continuare a vivere, ma un viaggio da non fare da soli.
Anna

Indirizzo

Via Verdi, 192
Rende
87036

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