Dott.ssa Anna Scaglione, psicoterapeuta cognitivo comportamentale

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Dott.ssa Anna Scaglione, psicoterapeuta cognitivo comportamentale Fai una cosa per volta.

Una bugia può coprire la realtà, ma non può cancellarla. È come cercare di trattenere il fumo con le mani: prima o poi, ...
15/04/2026

Una bugia può coprire la realtà, ma non può cancellarla. È come cercare di trattenere il fumo con le mani: prima o poi, l'aria torna pulita e tutto ciò che resta sono le dita sporche.
​Alla fine, la domanda non è se la verità verrà a galla, ma come ti troverà la verità quando emergerà: come una persona che ha avuto il coraggio di parlare, o come qualcuno che è rimasto intrappolato nel silenzio della propria paura?

Il cambiamento non inizia con una visione, ma con un collasso. È il momento in cui le strutture difensive  smettono di p...
12/04/2026

Il cambiamento non inizia con una visione, ma con un collasso. È il momento in cui le strutture difensive smettono di proteggere e iniziano a soffocare. Schiacciati tra l'impossibilità di restare e il terrore di sparire.
​Per attraversare questo vuoto, bisogna accettare il lutto di se stessi.
​Le maschere cadono perché non hanno più bisogno di un pubblico da convincere.
​Le scuse si sciolgono perché la realtà ha smesso di negoziare.
​Muore ciò che si credeva di essere per permettere a ciò che siamo di occupare lo spazio.
​Il salto non è verso qualcosa, ma lontano da tutto ciò che è diventato un simulacro.
​È un processo brutale perché distrugge l'illusione del controllo. Quando si arriva nudi a quel punto, non stiamo perdendo la partita: solo, finalmente, smettiamo di giocare contro noi stessi.
Buona rinascita.

01/04/2026

Non è "solo nella tua testa": il ruolo della psicologia nella sindrome fibromialgica.

Tutti connessi per parlarne insieme...vi aspetto
30/03/2026

Tutti connessi per parlarne insieme...vi aspetto

25/03/2026

Parliamone...

Vi è mai capitato di chiudere gli occhi per capire meglio una situazione o una persona? A volte, il silenzio della vista...
15/03/2026

Vi è mai capitato di chiudere gli occhi per capire meglio una situazione o una persona? A volte, il silenzio della vista è l'unico modo per sentire davvero la voce dell'altro.
C’è un potere speciale nel dare voce alle parole, soprattutto se la storia raccontata è di chi non si arrende alle difficoltà ma li trasforma in piccoli miracoli...

Oggi è iniziata una nuova avventura per il mio libro “I Miracoli che Dio mi ha donato”! 🎙📖

Grazie alla dottoressa Anna Scaglione abbiamo iniziato la registrazione della versione audio. Presto tutti potranno non solo leggerlo, ma anche ascoltarlo.

È un passo importante per rendere questa storia accessibile a tutti, e sono davvero felice ed emozionata per questo inizio.

Grazie di cuore, Anna, per il tuo supporto e per aver reso possibile tutto questo. 🙏

L'hai portato ovunque, stipato in valigia,tra un treno in partenza e un'alba grigia.Era il tuo pezzetto di mondo al sicu...
04/03/2026

L'hai portato ovunque, stipato in valigia,
tra un treno in partenza e un'alba grigia.
Era il tuo pezzetto di mondo al sicuro,
mentre col tempo cambiava ogni muro.
​Io oggi lo guardo e ci vedo il tuo cuore,
lo studio, il silenzio, e ogni respiro.
Tu leggi la vita viaggiando lontano,
io la leggo seduta, con un libro in mano.
​Mi hai dato la chiave della tua stanza,
colmando col dono ogni distanza:
io sono la cura, tu sei stato il cammino,
e ora, in quest'ombra, ti sento vicino.
Anna

A Bratislava, sull'UFO, una struttura alta 95 metri, spiccava tra la nebbia questo lucchetto. L'ho fissato qualche minut...
31/01/2026

A Bratislava, sull'UFO, una struttura alta 95 metri, spiccava tra la nebbia questo lucchetto. L'ho fissato qualche minuto. Poi, a distogliermi dai miei pensieri, il bip del telefono "ci sono cascat* anche stavolta, infondo credo abbia ragione, io sono niente senza di l**"
Spesso, ciò che chiamiamo "amore eterno" è in realtà un tentativo disperato di riempire un vuoto che ci portiamo dentro.
Usiamo l'altro come un lucchetto per fissarci alla vita, come se quel legame basti a placare la vertigine della nostra solitudine.
​Quando abbiamo paura di restare soli, non cerchiamo un partner, cerchiamo un salvagente.
Restiamo legati a chiunque pur di non dover guardare l'abisso che abbiamo sotto i piedi.
Quando carichiamo una sola persona della responsabilità della nostra felicità, creiamo un legame sbilanciato. Se il filo si spezza, noi scompariamo con esso.
​Intorno al lucchetto non c'è paesaggio, c'è solo nebbia. È quello che succede nella dipendenza affettiva: il resto del mondo (amici, passioni, carriera) sfuma, e rimane solo quel legame precario a cui siamo aggrappati.
​ma, finché avremo bisogno di qualcuno per "non cadere", non saremo mai liber* di amare davvero.
Il vero salto evolutivo avviene quando impariamo a stare sul filo senza bisogno di catene, scoprendo che la solitudine non è un baratro, ma lo spazio in cui finalmente possiamo ascoltare noi stessi.
Non è il vuoto che ci spaventa, ma il fatto di essere gli unici a sentirlo.
​E tu? Stai scegliendo quel legame perché ti arricchisce, o perché la nebbia intorno ti spaventa troppo?

Non vediamo l'ora di sgridare gli altri per le loro mancanze, l'errore altrui è rassicurante perché ti dice: tu sei gius...
28/01/2026

Non vediamo l'ora di sgridare gli altri per le loro mancanze, l'errore altrui è rassicurante perché ti dice: tu sei giusto, tu hai ragione, non importa se ti troverai a parti invertite poco dopo.

C’è una strana, silenziosa euforia nel sottolineare la mancanza altrui. È un istinto che nasce nel buio delle nostre insicurezze: abbiamo bisogno che l’altro sbagli per sentirci, finalmente, al sicuro.
​L’errore dell’altro è il nostro piedistallo. Ci convince che siamo integri, che la nostra bussola sia l'unica a segnare il nord. Ma è una gratificazione fragile, un castello di carte costruito sulla sabbia. Perché quel "senso di giustizia" che proviamo non è amore per la verità, è solo fame di conferma.
​Puntiamo il dito per non dover guardare le nostre, di crepe. Ci dimentichiamo che la fragilità è l’unica cosa che ci accomuna davvero e che, in questo gioco di specchi, domani potremmo essere noi quelli sotto la lente di ingrandimento, nudi di fronte a un giudizio che non perdona.
​Forse la vera evoluzione non sta nel correggere il mondo, ma nel restare in silenzio davanti all'errore, riconoscendovi un pezzo della nostra stessa umanità.
Anna

Qualsiasi cosa tu abbia da dire un abbraccio lo dice meglio.Esiste un luogo, sospeso tra due corpi, dove le parole smett...
21/01/2026

Qualsiasi cosa tu abbia da dire un abbraccio lo dice meglio.

Esiste un luogo, sospeso tra due corpi, dove le parole smettono di servire. È lo spazio di un abbraccio.
​In psicologia, lo chiamiamo "contenimento". Per il cuore, è semplicemente sentirsi a casa. Quando ci abbracciamo, accade qualcosa di silenzioso e straordinario: il ritmo del respiro si sintonizza, il battito cardiaco rallenta e il mondo fuori, con tutto il suo rumore, sembra finalmente fare silenzio.
​ma perché ne abbiamo così bisogno?
​Un abbraccio comunica al nostro sistema nervoso che il pericolo è passato. È la tregua in mezzo alla battaglia.
​Dove la mente si incastra nei "perché", il corpo risponde con il contatto. L'abbraccio non spiega il dolore, lo accoglie.
​A volte ci sentiamo frammentati. Essere stretti da qualcuno è come se ci aiutasse a rimettere insieme i confini della nostra identità.
​Abbracciare non è solo un gesto di affetto, è un atto di coraggio. Significa abbassare le difese e permettere all'altro di leggere il nostro battito. È dire: "Ti vedo, ti sento, sei al sicuro con me".
E tu con chi ti senti al sicuro?

La Mindfulness non è svuotare la mente, è accorgersi di dove si trova. In un mondo che corre, fermarsi è un atto di cora...
10/01/2026

La Mindfulness non è svuotare la mente, è accorgersi di dove si trova. In un mondo che corre, fermarsi è un atto di coraggio e, il respiro è l'unico strumento che hai sempre con te per tornare al presente. Non serve controllarlo, basta osservarlo: è il ponte che riporta la mente nel corpo, l'unico luogo dove la vita accade davvero.
​La vera trasformazione avviene nella pratica quotidiana.
​Non serve un’ora di silenzio; servono dieci minuti di verità.
​La costanza allena il muscolo dell'attenzione.
​Meditiamo non per diventare "bravi", ma per restare svegli quando la vita si fa difficile.
​La pace non è l'assenza di rumore, ma la capacità di trovarvi un centro. Tutto parte da un respiro. Qui. Ora.

31/12/2025

Che il nuovo anno sia x tutti voi un tempo di pazienza amorevole, di scoperte gentili e di una profonda e meritata pace interiore.
Anna

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Via Verdi, 192
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