10/05/2021
Sul cambiamento se ne dicono tante, come se fosse una porta pronta da attraversare, e l’unica fatica fosse mettere un piedino dall’altra parte, come se dovessimo intingerci in un lago tiepido e accogliente.
No, il cambiamento terrorizza, a volte così tanto che il solo guardare troppo in là ci fa ve**re il mal di mare, proprio come se fossimo barchette nell’oceano.
Cambiare qualcosa vuol dire rinunciare a tanto altro che ci ha accompagnato per migliaia di giornate, tanto altro che, piacendoci o meno, definisce chi siamo.
Quando sei pronti ad immaginare il cambiamento, non sempre sei preparato ad affrontarne le conseguenze e a dover rinunciare a quelle parti che ti hanno tenuto compagnia per tanto tempo.
Se vuoi capire perché non provi nemmeno a cambiare prova a chiederti cosa di buono ti trattiene.
È sbagliato pensare che chi non sceglie non scelga, chi non sceglie, sceglie di non scegliere.
Trascurando il fatto che nelle tue scelte ci sono milioni di motivazioni, a volte nascoste nelle pieghe delle famiglie, che limitano l’ampiezza dell'orizzonte.
Tutto, o quasi, si può scalfire in qualche punto, a patto di non pretendere di essere tutt’altro rispetto alla persona che sei.
Se non vuoi che questo sia l’ennesimo sogno di cambiamento sappi che sarà difficile.
Non avere timore a chiedere aiuto durante il cammino, metti in conto vari scivoloni e ricordati che tifo per te, anche se non dovessi riuscirci, anche se dovessi capire che il posto in cui volevi andare somiglia molto a quello in cui sei già, soltanto con le pareti di un colore più brillante.