15/04/2026
Adolescenza, paura di sbagliare, ansia da prestazione.
Sono parole che oggi descrivono bene ciò che tanti ragazzi vivono ogni giorno, anche quando fuori sembrano tranquilli o sicuri, perché dentro si muove una pressione costante che li porta a giudicarsi prima ancora di mettersi alla prova e a fermarsi per evitare l’errore.
Nel nuovo blog del nostro coach Martina Macri’, trovi un dato preciso, lo studio su oltre 41.000 studenti mostra un aumento del perfezionismo rispetto alle generazioni precedenti, e questo si riflette nella quotidianità in modo concreto, a scuola dove evitano di esporsi, così come nelle relazioni dove cercano continue approvazioni e sui social dove il confronto diventa costante.
Il punto non è l’errore ma è il significato che i ragazzi gli danno, perché se tuo figlio associa l’errore al proprio valore personale, ogni tentativo diventa un rischio e non più un’occasione di crescita.
Qui entri tu, nel modo in cui stai accanto a lui ogni giorno e ci sono alcune cose semplici che fanno una differenza reale:
👉🏻 Mostra i tuoi errori, non raccontare solo quando le cose vanno bene, ma fai vedere come gestisci una difficoltà o un fallimento, perché è lì che impara davvero.
👉🏻 Inserisci il “non ancora”, perché trasformare un “non riesco” in “non ancora” cambia il modo in cui legge se stesso e apre spazio al miglioramento.
👉🏻 Dai feedback, non giudizi, parlando di ciò che fa e non di ciò che è, perché questo lo aiuta a non identificarsi con l’errore.
Nel blog trovi anche il concetto di confidence gap, cioè la distanza tra ciò che è capace di fare e ciò che crede di poter fare, ed è proprio in quello spazio che spesso si blocca.
Ridurre questa distanza non significa spingerlo di più, ma accompagnarlo meglio.
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