11/01/2026
VUOI partecipare ai GRUPPI DI
SUPERVISIONE SUL SOGNO?
IL SOGNO COME STRUMENTO CLINICO: AHAHAHAHA!
Oggi parliamo di sogni in terapia e degli errori nell’uso dei sogni. Chi mi legge sa che io lavoro molto con i sogni. Chi non mi legge ora lo sa. Quello che non sa ancora...
(Attenzione perché questo post è un lungo messaggio pubblicitario! Scusate ma a qualcuno dovevo pur dirlo… comunque prometto di essere nutriente il più possibile)
Quello che forse non sapete è che insegno questa materia, ossia l’uso clinico del sogno in terapia.
Probabilmente sapete, invece, che sono facilmente irritabile e che per questo oggi vi confesso che non sopporto le interpretazioni poco cliniche e improvvisate con i sogni... ma andiamo per gradi.
Io, lo confesso, sono piuttosto bravo coi sogni. Per due motivi: il primo è che ho studiato molto l’argomento e che non uso i sogni secondo una chiave unica ma integrando tutte gli orientamenti; il secondo è che ricordo molto i miei sogni e che ho una certa abilità, almeno a detta di molti, di comprendere la funzione psichica, il bisogno o l’emozione corrispondente ad ogni singola immagine.
ASPETTATE! Lo so che vi ho annoiato e che quando mi incenso mi scotto, ma parliamo dei sogni per davvero. Una breve lezione che ci permetta di capire come usare questo strumento, o meglio per evitare di abbandonarsi a letture un pelino pindariche.
Si, perché se devo confessare quello che mi irrita è vedere che le ricerche cliniche sui sogni sono poche, direi nulle. E sapete perché? Perché con loro, coi sogni, in vero, nessuno psicologo ci capisce bene, o meglio, riesce ad avere informazioni cliniche che siano valide e attendibili.
Come a dire che ognuno può dire quello che vuole e, ahimé, accade proprio questo. In rete trovate interpretazioni della domenica, simbolismi new age che dietro l’immagine di Jung svendono letture improbabili, oppure bravi colleghi che usano una lente che risale ai primi del ‘900.
Quelle del tipo: se sogni tua cugino allora significa che desideri avere le sue qualità. Invece se sogni tua cugina, ricordiamolo per sempre, forse c’è bisogno dei suoi difetti, ma soprattutto, se l’ho sognata signifca che già contengo tutto ciò che attiene alla cara congiunta...
Così quelle povere immagini oniriche, qualsiasi siano, vengono violentate, stuprate, usate per gli scopi più disparati, intellettuali, accademici o terapeutici. E scegliere i numeri del lotto è la più innocua.
Ma badate di non preoccuparvi, siccome è l’intenzione ad essere terapeutica, anche una lettura scientificamente sbagliata di un sogno, resta comunque un’azione terapeuticamente utile. Voglio dire che, se anche un terapeuta legge male, non agirà male e in modo lesivo verso il paziente.
Si, è così, si può essere d’aiuto anche usando male uno strumento. Quindi il problema non è nell’essere lesivi ma nel non sfruttare per intero la potenzialità di un processo importante per l’anima.
Ma quel è l’errore più diffuso tra i clinici che lavorano col sogno?
Intanto direi che sono due: il primo è lavorare con i sogni anche se non si sa come lavorarci. E questo è meglio non farlo, proprio come io stesso non uso un test psicologico se non so come usarlo. Il secondo è quello di lavorare con i sogni andando a vedere quale parte della vita diurna corrispondente.
Come a dire: Se in sogno tua mamma di urla, scappa o viene morsa da un cane, allora andiamo a vedere quali problemi ci sono con tua mamma o col cane.
Qui, per brevità, ci occuperemo solo di quello. E mi scuso per il tono accademico di questa confessione ma non riesco a mitigarlo più di così.
Questo errore è inoltre quello copiato e incollato da chi non conosce il sogno come strumento clinico. Starei dicendo che chi conosce il sogno lavora male come chi non conosce il sogno?
MMMMHH... MhhhMMHH...? Si.
Almeno spesso è così. Quindi, prima regola, quella che una buona parte degli psicoterapeuti cerca di tenere a mente: L’immagine del sogno non ci parla della persona, oggetto, luogo o animale che appartiene alla nostra vita concreta, NO!
L’immagine del sogno è l’espressione di una porzione psichica del sognatore. La psiche è abitata da bisogni, emozioni, condotte e funzioni varie. Queste sono sempre processualmente attive.
Quindi, per fare esempio stupido, se ho bisogno di svago e al tempo stesso sono triste e, al tempo stesso di nuovo, devo portare a scuola i figli, allora potrei essere visitato in sogno da un cane scodinzolante che morde il mio cugino depresso e, terrorizzato, vengo sgridato dal padre di Giovanna che mi dice di non farci caso.
Non avete capito vero?
Mbè la trama di un sogno è la descrizione di come le parti psichiche dentro di me sono in rapporto tra loro, quindi il cane è la spinta allo svago che aggredisce la mia tristezza, ossia il cugino e, siccome questo mi impaurisce, giunge una funzione psichica di guida, il padre di Giovanna, quello severo e che fa sempre il suo dovere, che mi dice di lasciare che cane e cugino fanno ciò che c’è da fare e che devo restare su ciò che è necessario per me: il fare.
Ma attenzione, non devo uscire ad accompagnare i figli, o meglio, sarà il caso che mi sbrighi a farlo, mentre il sogno indica come approcciare alla mia psiche: Devo osservare le mie emozioni divertendomi o rattristandomi? No, devo osservarle in ottica operativa, utilizzandole in modo pragmatico.
Tradotto, per me è opportuno stare nel fare, senza impaurirmi di come i bisogni tristezza e svago stiano negoziando un territorio.
Semplificare così mi serve solo per dirvi che si deve restare Dentro. Non si deve andare al cane, al cugino o al padre di Giovanna, se non per comprendere quali parti di me rappresentino. Invece si finisce sempre lì, a parlare di quel cugino e, magari a crogiolarsi sulla sua tristezza e sui modi per aiutarlo.
Questo non fa male, anzi, ha un’utilità imprescindibile ma, per quanto possa riverberarsi anche sullo stato psichico interno, lo tralascia.
Lavorare così è un po’ come andare col cugino a cui fa male la gamba, la stessa che fa male a te, e chiedere al medico cosa fare per lui per poi copiare e incollare. Può funzionare ma solo probabilisticamente.
Fine della lezione, ma solo perché non siamo a lezione.
Allora giungiamo dire i motivi per cui scrivo, alcuni nobili, altri ignobili. E parto da questi ultimi affinché quelli nobili non li leggiate distrattamente perché siete in attesa delle mi ombre.
Sono supervisore di due gruppi di colleghi che si formano sul sogno come strumento clinico. Due gruppi molto nutrienti in cui si lavora sui sogni cercando di utilizzarli nel modo clinicamente più corretto. Insomma devo pubblicizzare questi spazi e con loro il fatto che entro un paio di mesi uscirà il libro “Bestiario Onirico: il sogno come strumento clinico”, un manuale che per me, lo confesso, è quasi come un figlio.
Si, lo so devo alzarmi e giocare con mio figlio che, per la cronaca, è qui accanto a me ora. Prometto che lo farò... come sempre del resto.
Ecco pubblicità fatta quindi Stay tuned, ma non ora, ora insultate il mio avervi manipolato e venite con me verso la parte nobile delle mi intenzioni.
Voglio, pretendo, anelo ad una clinica che sfugge dalla mantica, che sfugga dal sogno come oracolo. Vorrei che si smetta di usare ilo sogno per parlare del concretismo e basta. SI, lo so, alcune cose della nostra biografia diventano dicibili proprio perché le sogniamo.
Ma poi devo tornare dentro. E se mio padre mi lancia uno schiaffo è poco utile pensare a come io sia in conflitto con papà, mentre è indispensabile chiedersi, quale bisogno, quale meta, quale scopo, quale emozione che mi abita è arrabbiata con il me che vuole dirigere i giochi?
E vi dirò di più. Ogni giorno ci indigniamo di fronte al politico di turno che fa follie, ma non ci accorgiamo mai di quanto quello stesso politico è il degno rappresentante di una funzione psichica che ci abita. Chi vuole fare l’imperialista è chi pretende che ogni parte di se risponda a un criterio centrale unilaterale.
Ognuno di noi, quindi, pesca dalla realtà persone, animali od oggetti che ben rappresentino una determinata fetta della nostra anima. Il concretismo è il luogo da cui peschiamo per descrivere parti di noi e non il contrario. E se siamo imperiosi con noi stessi, chi meglio di Donald può rappresentare questa modalità dentro di noi?
E voi direte... e per capire quali siano queste parti... mbèh questo lo dovremo dire in una lunga lezione e questa non è la sede. SPOILER: quest’ultima frase è la manipolazione finale utile a invogliarvi, e la parte di me che la scrive è quella più ignobile e paracul... ops scusate volevo dire furba.
L’ho incontrata in sogno in molti vesti, una volta anche come il buon Silvio, Berlusconi intendo. Ma non solo sotto la sua veste. Fatto sta che in ogni sogno veniva messo al suo posto, come a dire, io a me medesimo: vedi di non avvilire tutto ciò che sei con la tua furbizia.
Comunque dovremmo confessarlo noi psicologi, tutti, nessuno escluso, fin quando vendiamo l’anima della signora Psicologia, riducendola a una sciocchezza solo per ottenere una manciata di follower, Lei, la nostra vecchia cara signora, sorriderà amabilmente a noi psicologi... come a dire: Beati voi che non capite un caz...
OPS! Buona terapia, volevo dire solo Buona terapia e Sogni d’oro
Luca Urbano Blasetti
QUI IL LINK ALL’ARTICOLO SUL SOGNARE UN CANE CHE è IL Più CLICCATO SUL SITO 👇👇👇
https://lucaurbanoblasetti.it/sognare-un-cane-cosa-significa/