Dott.ssa Angela Porazzini - Psicologa

Dott.ssa Angela Porazzini - Psicologa Psicologa clinica e Psicoterapeuta in formazione, indirizzo analitico-transazionale. Psicologo Rsa Santa Rufina e Rsa Città di Rieti.

19/02/2026
La solitudine può mettere a disagio😥La associamo subito all’abbandono, al vuoto, a una stanza silenziosa con una lampadi...
19/02/2026

La solitudine può mettere a disagio😥

La associamo subito all’abbandono, al vuoto, a una stanza silenziosa con una lampadina tremolante.👨🏻‍💼Per Nietzsche, la solitudine non è tristezza o isolamento, ma un necessario upgrade dell’anima. In pratica: più cresci interiormente, più ti allontani dal rumore, dal gregge, dai pettegolezzi. E più gli altri ti guardano strano.

❓La vera domanda, per lui, non è se saremo soli, ma come lo saremo. Siamo sempre soli anche in mezzo agli altri
Il punto centrale è questo: la solitudine è sempre presente. Anche in mezzo agli altri. Anche in una relazione. Anche in una stanza piena di gente.

🤔Pensiamo a situazioni comuni:
* restare in una relazione solo per non sentirsi soli;
* riempire ogni momento libero pur di non ascoltare i propri pensieri;
* dire sempre sì per paura di essere esclusi.

🔍Nietzsche direbbe che in tutti questi casi non stiamo evitando la solitudine: la stiamo solo mascherando. E peggio ancora, stiamo rinunciando a noi stessi.

📑Studi psicologici recenti confermano che la capacità di stare bene da soli è legata a una maggiore regolazione emotiva, creatività e consapevolezza di sé. Non si parla di isolamento, ma di solitudine scelta.
🧘🏻‍♀️Chi sa tollerare il silenzio tende a dipendere meno dal giudizio esterno e a costruire relazioni più sane. Esattamente ciò che Nietzsche auspicava, anche senza grafici e statistiche.

🍀Scegliere, ogni giorno

🔹Scegli se usare la solitudine come spazio di costruzione o come mostro da evitare.
🔶Scegli se stare con gli altri per piacere o per paura.

✅Nietzsche non promette conforto. Promette verità. E a volte, è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno.





❤️

17/02/2026

💁🏻‍♀️La lezione di Alda Merini sul coraggio di essere se stessi

{Si rimpiange sempre ciò che non si è avuto il coraggio di vivere fino in fondo} 😓
Con questa frase Alda Merini descrive un sentimento familiare a molti: spesso non fa male l’errore, ma ciò che non abbiamo nemmeno tentato. Il rimpianto nasce dalle opportunità lasciate scivolare via, dalle strade mai esplorate, per paura di fallire, deludere o perdere punti fermi.

Il coraggio non è assenza di paura 💪🤔

Nella vita reale non è non avere paura. La paura si presenta sempre con motivazioni credibili: “non è il momento”, “non sono abbastanza”, “meglio evitare”.

⏩VIVERE FINO IN FONDO È UNA SCELTA

Vivere fino in fondo, invece, vuol dire diventare autori: non di una vita perfetta, ma di una vita autentica. Vuol dire domandarsi: questa cosa la sto facendo perché la desidero, o perché la temo meno?

🤷🏻‍♀️E le cose non vissute restano dentro oppure spariscono?

Il rimpianto parla la lingua dei condizionali: se avessi… se avessi detto… se avessi provato…
Ma la vita vera è fatta di verbi al presente, di scelte che non possono aspettare di essere perfette.
Anche quando le cose non vanno come speravamo, resta una forma di pace: quella di aver vissuto davvero, senza lasciare che la paura decidesse al posto nostro.

🍀Il coraggio non è un talento riservato a pochi: è una pratica. E ogni volta che scegliamo di vivere davvero, anche in modo imperfetto, riduciamo lo spazio dei rimpianti e aumentiamo quello della libertà.

coraggio
viverefinoinfondo
rimpianto
paura
esseresestessisempre

14/02/2026

❤️San Valentino, di che tipo di amore stiamo parlando?

🫶Partiamo dall’amor proprio prima di parlare di amore per l’altro. Mettere l’altro davanti ai miei bisogni è molto rischioso e porta infelicità.

🫂Invece di usare questa festa per una forma di amore utopica e stereotipata, parliamo di amore “sano” che significa condivisione, accoglienza, allegria, generosità.

♥️Questo tipo di amore presuppone una relazione amorevole e di cura verso se stessi. Non di sforzo, sacrificio o annullamento di sè.





14/02/2026

✍️👨‍💻La generazione Z e la difficoltà a usare carta e penna

🗣️⛔️🗣️Uno studio dell’Università di Stavanger, in Norvegia, segnala un dato netto: circa il 40% dei giovani della Gen Z non padroneggia più la comunicazione attraverso la scrittura manuale in modo funzionale. Non si parla solo di calligrafia poco elegante, ma di difficoltà reali a usare carta e penna per esprimersi con chiarezza.

📓📱Dal taccuino al touchscreen: cosa cambia nel cervello
📝🧠I ricercatori che studiano il rapporto tra scrittura e attività cerebrale descrivono differenze marcate tra il gesto di scrivere a mano e quello di digitare. Nel primo caso, il movimento è più lento, complesso, tridimensionale. Ogni lettera richiede una sequenza motoria precisa, che il cervello “impara” e lega a un suono, a un significato.

📋💻Non si tratta di scegliere tra carta o schermo. Il ruolo di scuola e famiglie
👩🏻‍🏫Docenti e ricercatori non propongono di tornare a un passato senza tecnologia. Il punto non è scegliere tra carta o schermo, ma evitare che uno dei due sparisca del tutto.
Alcuni possibili interventi, già sperimentati in vari Paesi:

* reintrodurre momenti di scrittura a mano anche all’università, non solo alle elementari;
* richiedere consegne miste: parte digitata, parte scritta a penna, soprattutto nelle materie umanistiche;
* usare quaderni per prendere appunti, lasciando i dispositivi alle ricerche e agli approfondimenti;
* valorizzare la grafia come competenza personale, non come semplice “bella scrittura”
* 🗒️🧠Non si tratta di nostalgia per il quaderno a righe, ma di preservare un allenamento mentale che la tastiera, da sola, non garantisce.





DAL “CONTROLLO TUTTO” “A COME POSSO AGIRE ADESSO”: Quali meccanismi governano questa dinamica interiore e le strategie d...
09/02/2026

DAL “CONTROLLO TUTTO” “A COME POSSO AGIRE ADESSO”: Quali meccanismi governano questa dinamica interiore e le strategie da adoperare♟️

📱🏫☕️Alle 6.15 il telefono vibra già tre volte. Una collega che cambia l’orario della call,un messaggio della scuola che ricorda la gita, una notifica meteo che promette pioggia a secchiate. Il caffè è troppo caldo, la mente è già in avanti di tre ore. Ti sembra che la giornata sia ⚖️dipenda da quante cose riuscirai a tenere in bilico. Eppure, ti accorgi che non governi il meteo, la testa degli altri, il caso. Solo i tuoi gesti. Solo le tue parole. Solo il respiro che rallenta.🧘🏻‍♀️

📏C’è un confine sottile che separa l’azione dal controllo totale. Non è un confine teorico, si sente nel corpo: mascella che molla, pensieri che smettono di litigare tra loro. Quando accetti che una parte della realtà ti sfugge, smetti di usare le tue energie contro un muro e inizi a usarle dove cambiano davvero le cose. Il cervello umano non è progettato per il controllo totale.

Strategie da adoperare
🔴⚪️🔵Il metodo dei Tre Cerchi sta in un foglio e in sette minuti. Cerchio 1: ciò che controlli (le tue azioni, il tono, l’attenzione). Cerchio 2: ciò che influenzi (il clima del team, i tempi, il contesto). Cerchio 3: ciò che accetti (meteo, scelte altrui, puro caso). Scrivi tre voci per cerchio. Poi scegli un’azione del Cerchio 1 e una mossa del Cerchio 2 per la prossima ora. Ripeti dopo pranzo. Piccolo, concreto, ripetibile.

💁🏻‍♀️Ci siamo passati tutti, quel momento in cui confondi la resa con la lucidità e ti punisci perché non controlli l’umore degli altri. Diciamolo chiaramente: nessuno lo fa davvero ogni singolo giorno. Accettare di non controllare tutto non è resa, è lucidità.

📝Prova questi micro-impegni:

* Prima riunione del giorno: chiarisci l’obiettivo in una frase semplice.
* Notizia negativa: tre respiri lenti prima di rispondere, poi una domanda utile.
* fuori controllo: spostalo nel Cerchio 3 e taglia il tempo speso a rimuginare.
* Sera: scegli una parola come sei riuscita/o a non controllare tutto

🧠Alleni il cervello a cambiare la domanda da “come controllo tutto” a “dove posso agire adesso”.





⌚️Un secondo per sentirsi sbagliati, una vita per riparare🛠️ pensa prima di agire 💭
07/02/2026

⌚️Un secondo per sentirsi sbagliati, una vita per riparare🛠️ pensa prima di agire 💭






🧘🏻‍♀️La vera felicità non è ciò che possediamo ma ciò che si è dato😃🔍Questa massima di Seneca spiega come la felicità au...
06/02/2026

🧘🏻‍♀️La vera felicità non è ciò che possediamo ma ciò che si è dato😃

🔍Questa massima di Seneca spiega come la felicità autentica con coincide con il possesso ma con l’azione: è ciò che abbiamo trasformato in gesto, in scelta, in bene compiuto.
😌Per Seneca, la felicità autentica non coincide con il possesso, ma con l’azione: è ciò che si è dato, ciò che abbiamo trasformato in gesto, in scelta, in bene compiuto.

🤴La frase che presenta Seneca la attribuisce a Marco Antonio, nel momento della sconfitta, quando vede la propria fortuna passare a un altro e non gli resta nulla se non il diritto di morire, e nemmeno con calma, ma subito.

Hoc habeo, quodcumque dedi.
Il solo bene che ho è quello che ho fatto.

🍀Seneca la attribuisce a Marco Antonio, nel momento della sconfitta, quando vede la propria fortuna passare a un altro e non gli resta nulla se non il diritto di morire, e nemmeno con calma, ma subito.

⏩In quel punto, la massima smette di essere una riflessione morale e diventa una verità esistenziale. Il bene compiuto, non cambia padrone: rimane, anche quando la fortuna volta le spalle






Buona Pasqua a tutti 🐣🕊️Come i semi che sognano sotto la neve, il vostro cuore sogna della primavera. Fidatevi dei sogni...
30/03/2024

Buona Pasqua a tutti 🐣🕊️
Come i semi che sognano sotto la neve, il vostro cuore sogna della primavera. Fidatevi dei sogni, poiché in essi è nascosta la porta all’eternità.
(Khalil Gibran)

E voi, sopportate fino a bruciarvi???🔥 Conoscete il principio della rana bollita? 🐸                                     ...
20/03/2024

E voi, sopportate fino a bruciarvi???🔥 Conoscete il principio della rana bollita? 🐸 🤯È probabile che sopportiate situazioni fino a bruciarvi, perché non vi siete accorti in tempo che era necessario saltare per salvarsi. È per questo motivo che vogliamo farvi conoscere il principio della rana bollita, la quale non si rendeva conto di bruciarsi; questo racconto è stato narrato per la prima volta da Oliver Clerc.

🐸La storia della rana bollita

Mettete una rana in un recipiente pieno d’acqua ed iniziate a scaldare l’acqua. Man mano che la temperatura si alza, la rana adatta la sua temperatura corporea a quella dell’acqua.
Quando l’acqua sta per raggiungere il punto di ebollizione, la rana non può più adattarsi; è quello il momento in cui decide di saltare. Prova a farlo, ma non ci riesce dato che ha perso tutta la sua forza per regolare la sua temperatura corporea. Ben presto la rana muore.
🔍Chi ha ucciso la rana? Pensateci su. Di certo molti di voi diranno che è stata l’acqua bollente; in realtà, la colpa è dell’incapacità della rana di decidere quando saltare.

Significato della metafora della rana bollita 🐸

🧐Le persone coinvolte in una relazione poco benefica adattano continuamente i loro desideri, le loro opinioni e i loro sacrifici per non causare malessere; sono convinte di potercela fare o di non avere altra scelta.
😖Tuttavia, sopportare fino a questo punto per un tempo prolungato  porta solo a problemi e situazioni estreme. Quando meno ce lo aspettiamo, raggiungeremo il limite, non ne potremo più e avremo bisogno di saltare, fuggire o almeno programmare la nostra ritirata, ma forse saremo già troppo contusi per reagire.
🤔Forse non avremo più forze per affrontare quest’ultima situazione limite che ci si presenta; non avremo più energie né vie di fuga, non saremo psicologicamente pronti e saremo troppo feriti e malmessi per andarcene.


Indirizzo

Via Collemare, Snc
Rieti

Orario di apertura

Lunedì 09:03 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:30 - 18:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dott.ssa Angela Porazzini - Psicologa pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Dott.ssa Angela Porazzini - Psicologa:

Condividi

Digitare