10/05/2026
Qual è il danno principale che i nostri figli e le nostre figlie subiscono venendo irretiti dagli smartphone?
Sicuramente l’isolamento, perché sottrarre i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze all’incontro, agli abbracci e ai litigi, alla frustrazione di dover negoziare con gli altri molti aspetti della propria vita porta all’alienazione, sotto ogni punto di vista.
Il bambino dopo un’ora che sta in un contesto virtuale non riesce più a distaccarsi, creando dipendenza piacere e quindi dipendenza. Lo smartphone è maneggevole, accattivante, promiscuo. Ce l’hai in tasca, sempre sotto agli occhi. Anni fa si regalava per la prima comunione, ma nessuno poteva conoscere i danni.
La situazione è fuori controllo e non si può pretendere che un genitore possa limitare il marketing potente e devastante dei colossi della tecnologia, capace di prendere sempre più spazio anche nei programmi dedicati ai bambini.
Ma le istituzioni possono interve**re. Non è così difficile dare un’indicazione chiara, rigorosa: è pericoloso, fino ai 14 anni non si può fare. Come la patente a 18 anni. Perché mettiamocelo in testa, se si vuole "addomesticare" l'uso degli smartphone, non si va da nessuna parte. Non si può addomesticare il tabacco o l’alcol e questa negoziazione, faticosa, estenuante, imputa ai genitori una possibilità di scelta eccessiva.
I nostri figli e le nostre figlie non devono diventare target commerciali e vittime del mercato .