Biologa Nutrizionista, laureata in scienze della Nutrizione e Biologia Molecolare e sanitaria della nutrizione.
09/01/2026
Gli Stati Uniti cambiano piramide.
Molti parlano di rivoluzione.
In realtà é un riallineamento tardivo alle evidenze scientifiche.
Ma senza contesto clinico, anche la scienza può diventare una scorciatoia.
Te lo spiego nel video ⬆️
03/01/2026
Il Premio Nobel per la Medicina 2025, assegnato a Mary E. Brunkow, Fred Ramsdell e Shimon Sakaguchi, ha riconosciuto una scoperta fondamentale nel modo di comprendere le malattie autoimmuni e non solo: l’esistenza di un vero sistema di regolazione dell’immunità, guidato dalle cellule T regolatorie (Treg) e dal gene FOXP3, responsabile della tolleranza verso il nostro stesso corpo.
Questa scoperta ha cambiato la prospettiva..
il problema non è solo un sistema immunitario “iperattivo”, ma un sistema che perde la capacità di regolarsi.
Su queste basi si sviluppa uno dei campi più studiati dell’immunologia contemporanea.
Oggi sappiamo che:
- una grande quota del sistema immunitario risiede nell’intestino (GALT)
- il microbiota influenza lo sviluppo e la funzione delle cellule T regolatorie
- disbiosi, infiammazione cronica e stress possono alterare i meccanismi di regolazione immunitaria
L’intestino è uno dei principali luoghi in cui l’immunità viene modulata e allenata.
Per questo il paradigma sta evolvendo…
non limitarsi a spegnere l’immunità, ma comprendere come sostenere i suoi meccanismi di regolazione.
Il Premio Nobel 2025 non ci dice cosa mangiare.
Ci dice qualcosa di più scomodo…l’immunità non è solo una reazione, è un processo di regolazione continua.
Se questa regolazione dipende anche dall’ambiente intestinale, dall’infiammazione cronica e dallo stress metabolico, allora la prevenzione non può limitarsi ai farmaci, né la nutrizione può restare un dettaglio.
👉🏻
Il Nobel ha chiarito chi regola l’immunità.
La sfida di oggi è sostenere questa regolazione nella vita reale, ogni giorno.
31/12/2025
Sono grata a questo 2025 che mi ha fatto riscoprire la magia.
Non quella che si vede.
Ma quella che non ha bisogno di travestimenti per essere reale.
La magia che abita ogni istante.
La coscienza che vive in ogni forma vivente.
Ciò che trasmettiamo semplicemente con la nostra presenza.
La frequenza con cui entriamo in relazione,
la magia che passa da uno sguardo,
da uno spazio condiviso.
Guardo i miei bambini
e penso che questo potrebbe essere stato
l’ultimo Natale in cui tutti e tre
hanno creduto a elfi, gnomi e Babbo Natale.
Forse l’anno prossimo
Romeo sarà già “dall’altra parte”.
Eppure crescere non significa uscire dalla magia, come credevo.
Significa esservi iniziati in modo diverso.
Passare dal credere a qualcosa
al sentire qualcosa.
Per questo vi auguro un 2026 pieno di magia.
Una magia che oggi so non finisce.
Si trasforma.
E nella quale siamo tutti immersi.
Buon 2026.
✨
22/12/2025
Con uno sguardo rivolto all’esterno. Alla luce.
Alla fiducia in ciò che verrà.
All’intuizione, al coraggio e all’umiltà.
Vi auguro un buon Natale e buone feste.
Che possiate continuare a cercare la luce, anche quando vi sembra di essere nel buio.
Perché la luce non sempre si vede, ma c’è.
A tutte le persone che questo anno sono passate dal nostro Studio e stanno lottando,che stanno cercando di lavorare su sé stesse alla ricerca di una guarigione, voglio dire che non sono mai sole.
Siamo tutte anime in cammino, ognuna con i propri tempi, le proprie fatiche, le proprie risorse.
Questo tempo di fine anno può essere un tempo prezioso…
un tempo per lasciare andare ciò che non ci rispecchia più,
per creare spazio,
per ascoltarsi più in profondità,senza giudizio e senza forzature.
Il percorso di guarigione non è mai lineare né uguale per tutti.
È fatto anche di ascolto, di tempo e di rispetto per sé.
A volte passa attraverso il corpo, a volte attraverso il cibo, a volte attraverso un processo di conoscenza più profonda di sé.
Riconoscere i propri schemi mentali, le proprie paure, le ferite e i traumi che hanno lasciato tracce non significa doverli risolvere subito, ma iniziare a comprenderli, a dare loro un senso,a integrarli con gentilezza.
È in questo spazio di consapevolezza, graduale e rispettoso,che può aprirsi un cambiamento, ognuno secondo il proprio ritmo.
Vi auguro di entrare in questo 2026 con fiducia, con presenza e con cura.
Buon anno
✨✨✨
13/12/2025
Oggi una mamma mi ha raccontato una cosa che continua a farmi riflettere.
A seguito di un incidente,il suo bambino è stato visitato da un ortopedico. Durante la visita, davanti al bambino di 11 anni e rivolgendosi direttamente a lui,il medico ha detto che è obeso, che deve dimagrire almeno 10 kg e che deve essere messo a dieta.
Il bambino ha ascoltato tutto.
Poi ha pianto.
E la madre è uscita dallo studio senza strumenti,con un grande senso di disagio e senza indicazioni su come accompagnarlo davvero.
Mi sorprende sempre di più come, anche tra professionisti della salute, si sottovaluti l’impatto della comunicazione diagnostica,soprattutto quando davanti c’è un bambino.
Dire una diagnosi non è solo trasmettere un’informazione.
Dovrebbe costruire.
E invece, a volte, spezza.
La questione non è negare i problemi di salute o “addolcire” la realtà.
La questione è come,quando e davanti a chi certe parole vengono dette.
Perché le parole non sono neutre.
In età evolutiva, parlare di peso, corpo e “dieta” senza mediazione, senza contesto e senza sostegno può diventare un fattore di rischio, non di prevenzione. Non lo dico per opinione personale ma perché la letteratura scientifica e l’esperienza lo mostrano chiaramente.
Condivido nelle storie di oggi alcune pagine del libro “Anoressie” di Elisa Valteroni, che affronta proprio il tema di come conoscere e curare i disturbi alimentari, ricordandoci che la cura non passa solo dai protocolli, ma anche,e soprattutto,dalla relazione.
12/12/2025
In questo periodo, tra brindisi e cene di Natale, capita più spesso di notare certi segnali.
Neanche un bicchiere di vino e ti senti già “strano”😵💫…
Calo energetico improvviso, testa che pulsa, rossore al viso,naso che si chiude, gonfiore… E magari pensi di essere “meno in forma” del solito.
In realtà, vino, birra e spumante, pur essendo diversi, condividono un aspetto importante…contengono alcol e possono interferire anche con il metabolismo dell’istamina.
Durante fermentazione e maturazione si formano naturalmente amine biogene, tra cui l’istamina.
Fermentazioni più lunghe e complesse portano a concentrazioni più elevate.
Per questo vino rosso, birra e vini frizzanti risultano più spesso problematici per chi è sensibile.
Ma il punto chiave non è solo quanta istamina c’è.
L’alcol etilico inibisce temporaneamente la DAO (l’enzima che degrada l’istamina), aumenta la permeabilità intestinale e può stimolare il rilascio endogeno di istamina dai mastociti.
⛔️ Il risultato è un accumulo più rapido di istamina, soprattutto in chi ha già una capacità di smaltimento ridotta.
Quando la soglia viene superata possono comparire:
cefalea, pressione alla testa, vertigini, rossore al viso e vampate, gonfiore addominale, palpitazioni o tachicardia, stanchezza improvvisa, “brain fog”.
Questi sintomi non indicano automaticamente un’intolleranza all’istamina diagnosticata. Indicano però una soglia di tolleranza superata.
➡️ Cosa fare nella pratica?
Ridurre o evitare l’alcol resta la strategia più efficace (ed è corretto ricordare che l’alcol è comunque una sostanza tossica).
Se si sceglie di bere occasionalmente:
– alternare il calice con abbondante acqua
–evitare l’associazione con alimenti ad alto contenuto di istamina(come formaggi stagionati, salumi, tonno in scatola, salmone affumicato, pomodoro…)
-preferire abbinamenti più “neutri” (pollo, verdure cotte, riso, uova…)
In un’ottica di medicina funzionale, la vera domanda è un’altra…perché la tolleranza è così bassa?
• fegato sovraccarico
• barriera intestinale compromessa o infiammata
• carenze di cofattori della DAO (rame, zinco, vitamina B6)
• microbiota che favorisce la produzione di istamina
Lavorando su questi aspetti, la soglia di tolleranza può migliorare nel tempo.Non per rendere l’alcol innocuo, ma per ridurre la reattività dell’organismo e permettere scelte più consapevoli.
02/12/2025
Parliamo spesso della donna... Ma se vogliamo sostenere davvero la fertilità… dobbiamo parlare anche di voi, uomini.
Della vostra nutrizione, del vostro stile di vita, del vostro ruolo biologico.
Scegliere cibi ricchi di antiossidanti, ridurre zuccheri e bevande zuccherate, limitare alcol e fumo, migliorare qualità del sonno e gestione dello stress: tutto questo non è “benessere generico”.
È prevenzione. È cura del proprio DNA. È un atto d’amore verso il proprio futuro bambino.
Perché la fertilità non inizia nel momento del concepimento.
Inizia prima. E inizia anche dall’uomo.
19/11/2025
Nel video apro il tema di quanto sia riduttivo pensare ancora che “dieta” significhi solo dimagrire o ingrassare.
Se vuoi capire perché il cibo è davvero un messaggio biologico potentissimo, ecco cosa succede sotto la superficie.
Ogni pasto è un input biochimico che dialoga con i nostri sistemi di regolazione:
modula l’espressione dei geni, l’attività del sistema immunitario, la produzione di specie reattive dell’ossigeno, la sensibilità insulinica, l’infiammazione di basso grado, l’asse intestino-cervello, la composizione del microbiota e perfino alcuni dei processi coinvolti nella prevenzione oncologica.
In altre parole, ciò che mangiamo non si limita a “nutrirci”, ma orienta la direzione in cui si muove il nostro organismo.
Sono segnali.
E contano.
Possono avvicinarci o allontanarci dalla malattia.
Ecco perché il punto non è “fare la dieta”,
ma usare l’alimentazione come uno dei più potenti strumenti di prevenzione e modulazione biologica che abbiamo.
Ogni giorno.
13/11/2025
Alcuni ricercatori parlano di “crack legale”: alimenti ultra-palatabili capaci di attivare nel cervello una risposta dopaminergica intensa… ma brevissima.
Parliamo di prodotti come biscotti farciti, merendine, gelati industriali, cioccolato al latte, barrette, snack zuccherati, creme spalmabili, brioche, caramelle, cereali da colazione molto zuccherati.
Ed è proprio questo mix di piacere immediato e crollo successivo che crea il circolo vizioso.
Il gusto per il dolce nasce da un antico meccanismo evolutivo legato alla sopravvivenza, ma oggi viviamo in un ambiente iperzuccherato che stimola continuamente quelle stesse vie neuronali.
Spezzare il legame con lo zucchero non è una questione di sola forza di volontà, ma di rieducazione neurochimica e nutrizionale.
Per uscirne ci sono dei punti chiave funzionali:
- stabilizzare la glicemia con pasti bilanciati ricchi di fibre, proteine e grassi buoni
- nutrire il cervello con i precursori di serotonina e dopamina:
• triptofano → uova, tacchino, salmone, semi di zucca, semi di sesamo, legumi, avena
• tirosina → pollo, tofu, formaggi freschi, semi di zucca, mandorle, avocado
• magnesio → mandorle, anacardi, cacao amaro, spinaci, legumi, semi oleosi
• vitamine del gruppo B → uova, pesce, cereali integrali, frutta secca, legumi
- riequilibrare il microbiota, che condiziona il craving
- riconnettersi al corpo, distinguendo fame fisiologica da fame emotiva
E tu? Ti sei mai sentita vittima di questo circolo vizioso?
28/10/2025
“Anch’io ho mangiato meno tante volte, e non ho ottenuto quel risultato. Devo mangiare ancora meno?
Allenarmi ancora di più?”
Il paragone è una trappola.
Forse quella persona vi sta raccontando solo una parte della verità.
Forse tra poco la rivedrete con più chili di prima e un metabolismo distrutto.
Fate pulizia:
— nei social che seguite
— nei pensieri che vi abitano
Non sapete cosa c’è dietro quelle foto:
diete ipocaloriche ripetitive
farmaci
interventi chirurgici
mesi di privazioni
disturbi del comportamento alimentare
…
E, soprattutto, non vi raccontano la sofferenza che vivono per restare così.
Perché il prezzo più alto non è arrivarci, ma restarci.
Quando rivedi davvero le tue abitudini nutrizionali,
la ricomposizione corporea, se serve, può essere un buon effetto collaterale
ma non dovrebbe mai essere l’unico obiettivo.
In natura, avete mai visto un animale scegliere di non mangiare,
a meno che non sia malato?
No.
Perché mangiare è vita.
Se qualcosa di questo video ti ha toccato, tienilo con te.
E se pensi che possa far bene a qualcuno, condividilo.
🙏🏻
22/10/2025
ARCHITETTURA E NUTRIZIONE:
il benessere nasce anche dagli spazi che abitiamo.
Hai mai pensato a quanto l’ambiente in cui vivi possa influenzare le tue scelte quotidiane?
“Fare la dieta” non significa seguire regole rigide, ma trasformare le abitudini.
E in questo processo, l’ambiente che ci circonda gioca un ruolo enorme perché agisce anche a livello inconscio.
Non è (solo) forza di volontà: è architettura delle scelte.
Ad esempio, una cucina ordinata, una buona luce, una disposizione che permetta al cibo sano di essere a portata di mano spostano (davvero) le nostre decisioni quotidiane.
Piccoli cambi nello spazio possono generare nuove abitudini.
In questo dialogo con , architetto esperta in design d’interni e Feng Shui, scopriamo come anche la nostra casa possa diventare un vero alleato nella Nutrizione Funzionale.
🙏🏻
20/08/2025
📢Attenzione nuovo Evento‼️
Orto per tutti: il cibo che cura, dalla terra alla tavola 🌿
Un pomeriggio di orto-cultura e nutrizione funzionale, per scoprire come coltivare salute attraverso la terra, nostra alleata da sempre.
Ore 16.15 – Accoglienza a Case Mori e inizio del corso.
Che tu abbia un giardino o un balconcino, l’orto può diventare il tuo spazio di benessere.
Ore 19.00 – Aperitivo naturale.
Un momento conviviale con i prodotti dell’orto, per prendersi una pausa e tornare a sentire la connessione con la terra.
Un’esperienza pratica e consapevole per portare a casa ispirazioni concrete per la tua salute e la tua tavola.
Porta con te
Quadernino & penna
Abiti comodi (si entra nell’orto!)
Incontro a numero chiuso, scrivimi subito per fermare il tuo posto ❤️
Indirizzo
Centro Di Medicina Funzionale Regenya , Via Antonio Beltramelli, 5/B Rimini 47923
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Un approccio olistico nel rispetto dell’equilibrio tra corpo e mente
La Dott.ssa Deborah Orlando, Biologa Nutrizionista, è laureata in Scienze della Nutrizione e in Biologia Molecolare e Sanitaria della Nutrizione presso l’Università di Urbino e si occupa da anni di alimentazione e salute naturale.
Inizia a lavorare nel campo della nutrizione nel 2007 per poi, nel 2009, cominciare la collaborazione con il Centro allergologico e immunologico SMA del Dottor Attilio Speciani. L’esperienza porta la Dott.ssa Deborah Orlando ad approfondire in modo significativo lo studio delle problematiche correlate ad allergie ed infiammazioni da cibo, che diventano negli anni il suo campo di specializzazione.
Nel 2013 svolge una ricerca sperimentale presso l’Ospedale San Carlo Borromeo di Milano, approfondendo come l’approccio multidisciplinare sia la migliore opportunità terapeutica nel trattamento dei disturbi del comportamento alimentare.
Dal 2012 al 2017 la Dott.ssa Deborah Orlando fa parte del “Customer care scientifico” di GEK S.r.l., società leader nello studio della “food inflammation”, occupandosi sia di formazione e aggiornamento che del follow up dei pazienti.
Offre regolarmente servizi editoriali e di consulenza online sugli aspetti nutrizionali per testate online quali eurosalus.com, recallerprogram.com, biomarkers.com e starbene.it.
Madre di due bambini, approfondisce con particolare passione anche il campo dell’alimentazione e nutrizione pediatrica attraverso regolari corsi di aggiornamento e formazione professionale.
Svolge un Master in Coaching Nutrizionale al fine di comprendere appieno l’esperienza del paziente e di guidarlo in modo più funzionale nel suo percorso di educazione alimentare. Il rapporto umano e di fiducia reciproca che si viene a creare tra professionista e paziente è per lei parte essenziale dei percorsi offerti.
Inoltre, approfondisce il Mindful Eating, per un approccio ad una educazione alimentare che valorizza sempre di più la consapevolezza dell’esperienza attraverso i sensi, per aiutare il paziente a gestire in modo più funzionale il proprio comportamento alimentare.
Fin dai primi anni universitari pratica yoga, discipline dolci e tecniche di rilassamento: questa passione la aiuta nel lavoro di Nutrizionista ad utilizzare sempre un approccio olistico e rispettoso dell’equilibrio tra corpo e mente.