Dott.ssa Deborah Orlando Biologa Nutrizionista

Dott.ssa Deborah Orlando Biologa Nutrizionista Biologa Nutrizionista, laureata in scienze della Nutrizione e Biologia Molecolare e sanitaria della nutrizione.

03/03/2026

Prendersi cura della salute intestinale dei bambini significa coltivare il terreno su cui crescerà la loro salute.
Significa agire oggi su ciò che modula il sistema immunitario, il metabolismo, l’equilibrio emotivo e l’asse intestino-cervello.

Le prime fasi della vita sono finestre biologiche decisive: il microbiota non influenza solo il presente, ma contribuisce a orientare traiettorie di salute nel tempo, anche attraverso meccanismi epigenetici.

Grazie a .unibo per aver ospitato un convegno di rilevanza nazionale dedicato al futuro dei bambini e al valore dell’educazione, promosso da , che da anni investe con passione e responsabilità in progetti educativi di grande valore, con il patrocinio del Comune di Rimini.

La rivincita della pasta 🍝Ogni anno succede la stessa cosa.Arriva la primavera e improvvisamente:“Sto a dieta, niente pa...
25/02/2026

La rivincita della pasta 🍝

Ogni anno succede la stessa cosa.
Arriva la primavera e improvvisamente:

“Sto a dieta, niente pasta.”

Poi guardi cosa mangiano gli atleti olimpici…
e scopri che spesso fanno esattamente il contrario.

Perché?

Quando il corpo lavora intensamente consuma soprattutto glicogeno, cioè la riserva di glucosio nei muscoli e nel fegato.
Quando queste scorte si svuotano:

– aumenta la fatica
– sale il cortisolo
– il recupero peggiora.

E qui entrano in gioco i carboidrati.

La pasta, fatta di amido, è una delle fonti più efficaci per ricaricare il sistema.

Dopo lo sforzo aiuta a:

- ricostruire il glicogeno
- abbassare lo stress metabolico
- migliorare il recupero.

La pasta non fa ingrassare di per sé, nemmeno se non sei un atleta perché il metabolismo umano non è progettato per demonizzare i carboidrati.

Quando vengono eliminati per lunghi periodi, spesso vediamo il contrario di ciò che si cerca:

– più fame
– più stress ormonale
– energia instabile
- facilità di ingrassamento.

La verità è che in fisiologia conta il contesto del pasto, non il singolo alimento.

Ad esempio, una pasta mangiata con:

verdure
proteine
grassi buoni

genera una risposta metabolica completamente diversa.

Insomma, la pasta non è il problema.
La semplificazione del metabolismo, forse sì.

E i nostri olimpici… questo lo sanno bene. 🇮🇹

16/02/2026

Oggi vi parlo da qui… con sotto il rumore dal mare.

E non è un caso.

Il benessere si costruisce anche con ciò che respiriamo, tocchiamo, attraversiamo.

📍Sabato 21 febbraio alle ore 10 sarò relatrice al convegno dedicato al futuro dei bambini e al valore dell’educazione outdoor, e parlerò di:

🧬 microbiota intestinale
🛡 immunità
🌍 biodiversità e ambiente
👶 salute intergenerazionale

✨ È ancora possibile iscriversi sia alla singola giornata che all’intero convegno (3 giorni).
E vi assicuro che il programma è ricchissimo: tantissimi interventi e visioni preziose.

Se sei un genitore, un insegnante, un educatore… o semplicemente una persona che vuole capire come si costruisce benessere psicofisico, questa è un’occasione bellissima.

Ci vediamo lì 💛🌊

Dopo la Conference europea EOE, l’Università di Bologna e Ippogrifo portano a Rimini un convegno nazionale dedicato all’...
01/02/2026

Dopo la Conference europea EOE, l’Università di Bologna e Ippogrifo portano a Rimini un convegno nazionale dedicato all’Outdoor Education.

Non un semplice evento, ma un laboratorio di progettazione condivisa per innovare l’educazione e rispondere alle sfide del nostro tempo.

Un’occasione per far nascere nuove visioni e pratiche educative in Italia.

Tre giorni di incontri tra ricerca, scuola, formazione e mondo accademico: relazioni scientifiche, workshop, libri, esperienze e buone pratiche.

🎤 Io interverrò sabato 21 febbraio come relatrice sul tema dell’interconnessione tra microbiota intestinale, alimentazione ed esposizione ambientale, per promuovere salute, benessere ed educazione all’aperto.

📅 Iscrizioni aperte fino all’8 febbraio�👉 Programma completo e iscrizioni al link https://eventi.unibo.it/convegno-educazione-attiva-aperto/

In questo weekend sono stata ospite di un importante incontro formativo per i professionisti della salute, organizzato d...
19/01/2026

In questo weekend sono stata ospite di un importante incontro formativo per i professionisti della salute, organizzato dal Dott. Bevacqua Enrico, dedicato alla Medicina Funzionale della Longevità.

Tempo fa avevo letto che quando credi profondamente in qualcosa, anche se all’inizio ti sembra di essere sola, il primo passo è iniziare a praticarla perché lungo il cammino troverai persone affini.
In questo incontro mi sono sentita esattamente così.

Ho condiviso lo spazio con professionisti di grande valore, persone che nel tempo hanno contribuito a cambiare il modo di fare medicina.

È emerso con chiarezza quanto oggi lo stile di vita come medicina preventiva, predittiva e personalizzata non sia più una scelta, ma una vera urgenza sanitaria.
La longevità non è un evento casuale: è una costruzione quotidiana e ognuno di noi ha un ruolo attivo e responsabile in questo processo.

Riconoscere il valore dello stile di vita significa andare oltre il semplice cambiamento di comportamento…significa un cambiamento di identità.
Noi siamo ciò che mangiamo, beviamo, muoviamo, pensiamo, respiriamo, e anche ciò di cui ci emozioniamo.
Un equilibrio che oggi non è più un concetto astratto: centinaia di studi scientifici dimostrano il suo impatto sullo stato di salute, sul rischio di malattia e sulla longevità.

Questa è medicina. 🧬

09/01/2026

Gli Stati Uniti cambiano piramide.
Molti parlano di rivoluzione.

In realtà é un riallineamento tardivo alle evidenze scientifiche.

Ma senza contesto clinico, anche la scienza può diventare una scorciatoia.

Te lo spiego nel video ⬆️

Il Premio Nobel per la Medicina 2025, assegnato a Mary E. Brunkow, Fred Ramsdell e Shimon Sakaguchi, ha riconosciuto una...
03/01/2026

Il Premio Nobel per la Medicina 2025, assegnato a Mary E. Brunkow, Fred Ramsdell e Shimon Sakaguchi, ha riconosciuto una scoperta fondamentale nel modo di comprendere le malattie autoimmuni e non solo: l’esistenza di un vero sistema di regolazione dell’immunità, guidato dalle cellule T regolatorie (Treg) e dal gene FOXP3, responsabile della tolleranza verso il nostro stesso corpo.

Questa scoperta ha cambiato la prospettiva..
il problema non è solo un sistema immunitario “iperattivo”, ma un sistema che perde la capacità di regolarsi.

Su queste basi si sviluppa uno dei campi più studiati dell’immunologia contemporanea.

Oggi sappiamo che:
- una grande quota del sistema immunitario risiede nell’intestino (GALT)
- il microbiota influenza lo sviluppo e la funzione delle cellule T regolatorie
- disbiosi, infiammazione cronica e stress possono alterare i meccanismi di regolazione immunitaria

L’intestino è uno dei principali luoghi in cui l’immunità viene modulata e allenata.

Per questo il paradigma sta evolvendo…
non limitarsi a spegnere l’immunità, ma comprendere come sostenere i suoi meccanismi di regolazione.

Il Premio Nobel 2025 non ci dice cosa mangiare.
Ci dice qualcosa di più scomodo…l’immunità non è solo una reazione, è un processo di regolazione continua.

Se questa regolazione dipende anche dall’ambiente intestinale, dall’infiammazione cronica e dallo stress metabolico, allora la prevenzione non può limitarsi ai farmaci, né la nutrizione può restare un dettaglio.

👉🏻
Il Nobel ha chiarito chi regola l’immunità.
La sfida di oggi è sostenere questa regolazione nella vita reale, ogni giorno.

Sono grata a questo 2025 che mi ha fatto riscoprire la magia.Non quella che si vede.Ma quella che non ha bisogno di trav...
31/12/2025

Sono grata a questo 2025 che mi ha fatto riscoprire la magia.
Non quella che si vede.
Ma quella che non ha bisogno di travestimenti per essere reale.

La magia che abita ogni istante.
La coscienza che vive in ogni forma vivente.

Ciò che trasmettiamo semplicemente con la nostra presenza.

La frequenza con cui entriamo in relazione,
la magia che passa da uno sguardo,
da uno spazio condiviso.

Guardo i miei bambini
e penso che questo potrebbe essere stato
l’ultimo Natale in cui tutti e tre
hanno creduto a elfi, gnomi e Babbo Natale.
Forse l’anno prossimo
Romeo sarà già “dall’altra parte”.

Eppure crescere non significa uscire dalla magia, come credevo.
Significa esservi iniziati in modo diverso.
Passare dal credere a qualcosa
al sentire qualcosa.

Per questo vi auguro un 2026 pieno di magia.
Una magia che oggi so non finisce.
Si trasforma.

E nella quale siamo tutti immersi.

Buon 2026.

Con uno sguardo rivolto all’esterno. Alla luce.Alla fiducia in ciò che verrà.All’intuizione, al coraggio e all’umiltà.Vi...
22/12/2025

Con uno sguardo rivolto all’esterno. Alla luce.
Alla fiducia in ciò che verrà.
All’intuizione, al coraggio e all’umiltà.

Vi auguro un buon Natale e buone feste.
Che possiate continuare a cercare la luce, anche quando vi sembra di essere nel buio.
Perché la luce non sempre si vede, ma c’è.

A tutte le persone che questo anno sono passate dal nostro Studio e stanno lottando,che stanno cercando di lavorare su sé stesse alla ricerca di una guarigione, voglio dire che non sono mai sole.
Siamo tutte anime in cammino, ognuna con i propri tempi, le proprie fatiche, le proprie risorse.

Questo tempo di fine anno può essere un tempo prezioso…
un tempo per lasciare andare ciò che non ci rispecchia più,
per creare spazio,
per ascoltarsi più in profondità,senza giudizio e senza forzature.

Il percorso di guarigione non è mai lineare né uguale per tutti.
È fatto anche di ascolto, di tempo e di rispetto per sé.
A volte passa attraverso il corpo, a volte attraverso il cibo, a volte attraverso un processo di conoscenza più profonda di sé.

Riconoscere i propri schemi mentali, le proprie paure, le ferite e i traumi che hanno lasciato tracce non significa doverli risolvere subito, ma iniziare a comprenderli, a dare loro un senso,a integrarli con gentilezza.
È in questo spazio di consapevolezza, graduale e rispettoso,che può aprirsi un cambiamento, ognuno secondo il proprio ritmo.

Vi auguro di entrare in questo 2026 con fiducia, con presenza e con cura.

Buon anno
✨✨✨

Oggi una mamma mi ha raccontato una cosa che continua a farmi riflettere.A seguito di un incidente,il suo bambino è stat...
13/12/2025

Oggi una mamma mi ha raccontato una cosa che continua a farmi riflettere.

A seguito di un incidente,il suo bambino è stato visitato da un ortopedico. Durante la visita, davanti al bambino di 11 anni e rivolgendosi direttamente a lui,il medico ha detto che è obeso, che deve dimagrire almeno 10 kg e che deve essere messo a dieta.

Il bambino ha ascoltato tutto.
Poi ha pianto.
E la madre è uscita dallo studio senza strumenti,con un grande senso di disagio e senza indicazioni su come accompagnarlo davvero.

Mi sorprende sempre di più come, anche tra professionisti della salute, si sottovaluti l’impatto della comunicazione diagnostica,soprattutto quando davanti c’è un bambino.

Dire una diagnosi non è solo trasmettere un’informazione.
Dovrebbe costruire.
E invece, a volte, spezza.

La questione non è negare i problemi di salute o “addolcire” la realtà.
La questione è come,quando e davanti a chi certe parole vengono dette.
Perché le parole non sono neutre.

In età evolutiva, parlare di peso, corpo e “dieta” senza mediazione, senza contesto e senza sostegno può diventare un fattore di rischio, non di prevenzione. Non lo dico per opinione personale ma perché la letteratura scientifica e l’esperienza lo mostrano chiaramente.

Condivido nelle storie di oggi alcune pagine del libro “Anoressie” di Elisa Valteroni, che affronta proprio il tema di come conoscere e curare i disturbi alimentari, ricordandoci che la cura non passa solo dai protocolli, ma anche,e soprattutto,dalla relazione.

In questo periodo, tra brindisi e cene di Natale, capita più spesso di notare certi segnali.Neanche un bicchiere di vino...
12/12/2025

In questo periodo, tra brindisi e cene di Natale, capita più spesso di notare certi segnali.

Neanche un bicchiere di vino e ti senti già “strano”😵‍💫…

Calo energetico improvviso, testa che pulsa, rossore al viso,naso che si chiude, gonfiore… E magari pensi di essere “meno in forma” del solito.

In realtà, vino, birra e spumante, pur essendo diversi, condividono un aspetto importante…contengono alcol e possono interferire anche con il metabolismo dell’istamina.

Durante fermentazione e maturazione si formano naturalmente amine biogene, tra cui l’istamina.
Fermentazioni più lunghe e complesse portano a concentrazioni più elevate.

Per questo vino rosso, birra e vini frizzanti risultano più spesso problematici per chi è sensibile.

Ma il punto chiave non è solo quanta istamina c’è.

L’alcol etilico inibisce temporaneamente la DAO (l’enzima che degrada l’istamina), aumenta la permeabilità intestinale e può stimolare il rilascio endogeno di istamina dai mastociti.

⛔️ Il risultato è un accumulo più rapido di istamina, soprattutto in chi ha già una capacità di smaltimento ridotta.

Quando la soglia viene superata possono comparire:
cefalea, pressione alla testa, vertigini, rossore al viso e vampate, gonfiore addominale, palpitazioni o tachicardia, stanchezza improvvisa, “brain fog”.

Questi sintomi non indicano automaticamente un’intolleranza all’istamina diagnosticata. Indicano però una soglia di tolleranza superata.

➡️ Cosa fare nella pratica?

Ridurre o evitare l’alcol resta la strategia più efficace (ed è corretto ricordare che l’alcol è comunque una sostanza tossica).

Se si sceglie di bere occasionalmente:
– alternare il calice con abbondante acqua
–evitare l’associazione con alimenti ad alto contenuto di istamina(come formaggi stagionati, salumi, tonno in scatola, salmone affumicato, pomodoro…)
-preferire abbinamenti più “neutri” (pollo, verdure cotte, riso, uova…)

In un’ottica di medicina funzionale, la vera domanda è un’altra…perché la tolleranza è così bassa?

• fegato sovraccarico
• barriera intestinale compromessa o infiammata
• carenze di cofattori della DAO (rame, zinco, vitamina B6)
• microbiota che favorisce la produzione di istamina

Lavorando su questi aspetti, la soglia di tolleranza può migliorare nel tempo.Non per rendere l’alcol innocuo, ma per ridurre la reattività dell’organismo e permettere scelte più consapevoli.

19/11/2025

Nel video apro il tema di quanto sia riduttivo pensare ancora che “dieta” significhi solo dimagrire o ingrassare.

Se vuoi capire perché il cibo è davvero un messaggio biologico potentissimo, ecco cosa succede sotto la superficie.

Ogni pasto è un input biochimico che dialoga con i nostri sistemi di regolazione:
modula l’espressione dei geni, l’attività del sistema immunitario, la produzione di specie reattive dell’ossigeno, la sensibilità insulinica, l’infiammazione di basso grado, l’asse intestino-cervello, la composizione del microbiota e perfino alcuni dei processi coinvolti nella prevenzione oncologica.

In altre parole, ciò che mangiamo non si limita a “nutrirci”, ma orienta la direzione in cui si muove il nostro organismo.

Sono segnali.

E contano.

Possono avvicinarci o allontanarci dalla malattia.

Ecco perché il punto non è “fare la dieta”,
ma usare l’alimentazione come uno dei più potenti strumenti di prevenzione e modulazione biologica che abbiamo.

Ogni giorno.

Indirizzo

Centro Di Medicina Funzionale Regenya , Via Antonio Beltramelli, 5/B
Rimini
47923

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Un approccio olistico nel rispetto dell’equilibrio tra corpo e mente

La Dott.ssa Deborah Orlando, Biologa Nutrizionista, è laureata in Scienze della Nutrizione e in Biologia Molecolare e Sanitaria della Nutrizione presso l’Università di Urbino e si occupa da anni di alimentazione e salute naturale.

Inizia a lavorare nel campo della nutrizione nel 2007 per poi, nel 2009, cominciare la collaborazione con il Centro allergologico e immunologico SMA del Dottor Attilio Speciani. L’esperienza porta la Dott.ssa Deborah Orlando ad approfondire in modo significativo lo studio delle problematiche correlate ad allergie ed infiammazioni da cibo, che diventano negli anni il suo campo di specializzazione.

Nel 2013 svolge una ricerca sperimentale presso l’Ospedale San Carlo Borromeo di Milano, approfondendo come l’approccio multidisciplinare sia la migliore opportunità terapeutica nel trattamento dei disturbi del comportamento alimentare.

Dal 2012 al 2017 la Dott.ssa Deborah Orlando fa parte del “Customer care scientifico” di GEK S.r.l., società leader nello studio della “food inflammation”, occupandosi sia di formazione e aggiornamento che del follow up dei pazienti.