E da Qui- Dott.ssa Vittoria Marconi Psicologa- Psicoterapeuta

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E da Qui- Dott.ssa Vittoria Marconi Psicologa- Psicoterapeuta Sono la Dott.ssa Vittoria Marconi, psicologa e psicoterapeuta. Offro sostegno psicologico, consulenza e percorso terapeutico su Rimini e online.

Insieme potremo trovare una nuova via, un nuovo colore e una nuova lettura consapevole per la vostra vita.

Certi giorni guardo con delicatezza la psicologa che ero, dalla posizione della psicoterapeuta che sono diventata.Quella...
12/03/2026

Certi giorni guardo con delicatezza la psicologa che ero, dalla posizione della psicoterapeuta che sono diventata.

Quella rigidità che mi portava a guardare con sospetto la cura farmacologica, oggi la vedo come un’alleata in molti casi.

Quella convinzione massiccia che mi faceva pensare di dover dare risposte, si è trasformata nel fare tante, tantissime domande.

Quella paura di apparire sempre come quella che sa, oggi mi fa guardare la persona davanti a me e dirle: “Non lo so, capiamolo insieme”.

La gabbia che mi faceva pensare di non poter essere me stessa al di fuori dello studio, perché il ruolo veniva prima di tutto.

La libertà di sbagliare, di dirlo ai pazienti, di sentirmi stanca, di fare invii a colleghi perché non tutto fa per me e io non sono per tutti.

Sorrido quando qualcuno mi dice che il mio è un lavoro privilegiato.
Perché, in fondo, la penso come loro.

A volte vorrei andare da quella psicologa che ero, mentre faceva mille tirocini non retribuiti, le file in segreteria alla Sapienza che “fanno curriculum”, le ore di lezione nel caldo di San Lorenzo…
e dirle che sì, alla fine, ne sarà valsa la pena.

(Che mi sogni ancora di notte le file in segreteria quello è un altro conto)

«Oggi non volevo venire.»«La volta scorsa sono andato via arrabbiato per quello che mi aveva detto.»«Certe volte mi verr...
13/02/2026

«Oggi non volevo venire.»
«La volta scorsa sono andato via arrabbiato per quello che mi aveva detto.»
«Certe volte mi verrebbe da abbracciarla.»
Questi sono solo alcuni frammenti di conversazioni che arrivano spesso in terapia.

Col tempo ho imparato a farne tesoro.

Mi hanno formata con l’idea che la centralità della terapia sia la relazione tra me e la persona che ho di fronte. Mi hanno insegnato a ringraziare il paziente quando si fida così tanto da potermi consegnare parti scomode, “disgustose”, rifiuti emotivi, emozioni non digerite.

Questo racconta il mondo interno della persona che si interfaccia con me, ma soprattutto parla della possibilità di mostrarmi come funziona, di quanto consideri quello spazio relazionale abbastanza sicuro da potermi affidare riflessioni su di noi.

Si intrecciano umanità, la mia personalità e la sua, giornate iniziate bene o meno bene, risonanze.
Ed è per questo che la terapia diventa arte, oltre che scienza.

Diventa una strada percorsa insieme, in cui ci si dice cose vere e ci si ringrazia per la condivisione.
Poi, certo, non sono per tutti e non tutti i pazienti sono per me.

A qualcuno può rimanere indigesto il mio accento, il mio stile professionale, perfino i miei capelli.

Ma quella linea di confine diventa polvere quando, trovandoci in una relazione efficace, riusciamo a creare insieme soluzioni e nuove opportunità per rileggere alcuni pezzi della propria storia.

È finito un gennaio di psicoterapia.E i pazienti hanno portato pezzi.Ehi tu, lavoro che mi fa stare male ma che, allo st...
30/01/2026

È finito un gennaio di psicoterapia.
E i pazienti hanno portato pezzi.

Ehi tu, lavoro che mi fa stare male ma che, allo stesso tempo, non riesco a lasciare.

Ehi tu, relazione disfunzionale in cui ciò che è mio viene preso, e io finisco per farmene una colpa.
Ehi tu, genitore che non mi ha mai riconosciuto, amato, sostenuto, perché a tua volta non avevi ricevuto sostegno.

Ehi tu, tumore che torni.
Ehi tu, bambino che non arrivi.

Ehi tu, nuova consapevolezza: non siamo sbagliati, abbiamo dei dolori.
Ehi tu, incoerenza.

Ehi tu, atteggiamento aggressivo che si traveste da forza ma nasce dalla paura.
Ehi tu, ansia che ritorni, ma sembri meno scontrosa, meno feroce.
Ehi tu, indottrinamento religioso che un po’ mi ha fatto perdere chi sono.

Ehi tu, figlio che sembra dirmi qualcosa, anche quando non so ancora cosa.
Ehi tu, referto medico che aspetto.

Ehi tu, qualunque cosa tu sia.

Ci si ritrova a febbraio.
Con un pezzettino in più.
Qualche disegno più coerente.
Ancora scomodi, sì.
Ma con l’obiettivo — fragile e ostinato — di trovare un posto in cui accomodarci.

Venezia offre l’opportunità di comprendere che ogni elemento è legato all’altro. I ponti uniscono ciò che l’acqua separa...
17/12/2025

Venezia offre l’opportunità di comprendere che ogni elemento è legato all’altro. I ponti uniscono ciò che l’acqua separa, le calli si interrompono e riprendono, le scale chiedono fatica ma promettono passaggi. Nulla è isolato, tutto dialoga.

Venezia ricorda che si può scegliere una maschera: una che protegge e nasconde, oppure una che lascia intravedere l’identità. Non è inganno, è linguaggio.

Senza sole sembra piangere, come se l’umidità le salisse dagli occhi. Quando invece i raggi arrivano all’improvviso, ride senza misura, riflettendosi ovunque. Venezia non è mai indifferente: sente, reagisce, vive.

Novembre è sempre un mese di passaggio, un trampolino di lancio verso qualcosa che ancora non si vede del tutto.Le luci ...
21/11/2025

Novembre è sempre un mese di passaggio, un trampolino di lancio verso qualcosa che ancora non si vede del tutto.
Le luci di Natale già accese, le dinamiche familiari che emergono come avvertimenti silenziosi, la fretta di uscire dal dolore: tutto si intreccia in un ritmo che chiede presenza e delicatezza.

In studio è stato un mese di viaggio continuo.
Alcune storie ascoltate mi hanno ricordato quanto la vita sappia essere variegata, sorprendente, a volte durissima. Ci sono dolori così grandi che, dopo alcune sedute, ho sentito il bisogno di uscire per respirare, per calmare quel rimbombo interno che inevitabilmente resta.

Ho incontrato persone nuove e ritrovato volti già conosciuti.
Nel frattempo, la mia vita privata mi ha posto davanti a scelte che richiedono costanza e coerenza: qualità che, come tutti, devo allenare giorno dopo giorno.

Quando mi dicono: “A fine giornata sarai stanca di ascoltare i lamenti delle persone”, vorrei rispondere che non è quella la fatica.
La vera fatica è rimanere salda nel credere che la vita possa trasformarsi sempre, nonostante il male raccontato e quello interiorizzato.
La fatica è combattere — insieme — per chi, da solo, non ce la fa.
È contenere il dolore altrui senza lasciare che oscuri la mia leggerezza, quella che forse appare quando esco dalle mura del mio studio.

Mura oltre le quali continua, per me come per ognuno, la ricerca esistenziale di individuare risorse, forze e possibilità. In me stessa e negli altri.

Quando un paziente entra nel mio studio, non arrivano solo le sue parole, il suo sguardo, la sua storia.Arrivano anche i...
15/10/2025

Quando un paziente entra nel mio studio, non arrivano solo le sue parole, il suo sguardo, la sua storia.
Arrivano anche i suoi .

I piedi raccontano molto più di quanto sembri.
Raccontano il fatto per arrivare fino a qui — non solo quello fisico, ma anche il percorso interno, spesso faticoso, che porta una persona a chiedere aiuto.
Raccontano dove vogliono andare, dove esitano a stare, cosa evitano, dove si rifugiano.

Quando mi stavo formando come psicoterapeuta, una delle prime cose che i miei formatori ci invitavano a osservare erano proprio loro: i piedi.
La loro posizione.
Puntano verso la porta? Verso il centro della stanza? Si muovono nervosamente? Restano fermi? Sono sovrapposti, nascosti, radicati?

C’è una complessità profonda che parte dalla , attraversa il e arriva fino alle estremità.
Ai piedi, appunto.
La nostra umanità passa anche da lì.

I piedi toccano il pavimento, lo sentono.
Scelgono dove posarsi.
A volte inciampano, altre volte corrono, a volte restano immobili, ma non per questo sono fermi davvero.

Il resto è movimento.
Sempre.

✨ Oggi una mia paziente mi ha regalato dei fiori di carta. Un piccolo gesto che custodisce un significato grande: un oma...
19/08/2025

✨ Oggi una mia paziente mi ha regalato dei fiori di carta. Un piccolo gesto che custodisce un significato grande: un omaggio che non appassisce, un segno di cura e di riconoscenza che resta nel tempo.

I fiori, nella loro essenza, ci insegnano molto sulla vita: sbocciano, si aprono alla luce, poi inevitabilmente appassiscono. Ma la natura ci mostra che nulla è davvero perduto: da un terreno che sembra arido può nascere nuova vita, da un ciclo che si chiude può prenderne forma un altro.

Così è anche per noi esseri umani. In psicoterapia impariamo che non esistono cadute definitive: le ferite, i momenti bui, la fatica non sono un punto finale, ma il terreno da cui può germogliare nuova forza. Proprio come i fiori, possiamo rinascere più volte, scoprendo forme di bellezza diverse in ogni fase della nostra vita. 🌱🌸

I fiori di carta che ho ricevuto oggi mi ricordano che la resistenza non è rigidità, ma la capacità di trasformarsi senza perdere la propria essenza.

🌞 Luglio. Caldo, afa, stanchezza. Eppure...C'è chi, nonostante tutto, sceglie di continuare a lavorare su di sé.Chi si p...
21/07/2025

🌞 Luglio. Caldo, afa, stanchezza. Eppure...

C'è chi, nonostante tutto, sceglie di continuare a lavorare su di sé.
Chi si presenta puntuale in studio, o accende il pc per la seduta online, con il viso segnato dalla fatica… ma anche dalla voglia di stare meglio.

Ci sono coppie che, anziché lasciarsi travolgere dalle crisi, si siedono una di fronte all’altra e provano — con coraggio — a ritrovarsi.

O sempre coraggiosamente, a lasciarsi andare.

Ci sono persone che non si tirano indietro davanti al dolore, alla rabbia, alla confusione. Chi si accoppia con la propria natura e passione.
Ci sono persone che scelgono di guardare in faccia le proprie ferite, starci dentro.

Io li vedo.
E ogni giorno mi ricordo quanto siano forti, eroici, bellissimi.

A voi, che in questo luglio bollente continuate a scegliere voi stessi:
grazie.
Per la fiducia, la presenza, la profondità.
Perché mi ricordate quanto può essere potente la terapia.
E quanto può essere straordinario l’essere umano, quando decide di non mollare. O di mollare.



Pazienti che sono umani travolgenti.Storie nuove.Dolori tormentati.Ritorni a vecchi schemi.Dimenticanze.Risate di pancia...
23/05/2025

Pazienti che sono umani travolgenti.
Storie nuove.
Dolori tormentati.
Ritorni a vecchi schemi.
Dimenticanze.
Risate di pancia.
Sedie vuote.
Abbandoni.
Ritorni.

Un in stanza di Terapia lento, corposo, dai bordi erti.

Ho avuto difficoltà a tratti a tenermi al centro nel mio lavoro, perché a tratti sentivo troppo.
Quel troppo che và pulito, riprogettato e custodito al sicuro.

Mi sono poi ricordata di Me e del Mio Sé terapeutico in servizio.
Ho bussato alle porte dei miei formatori interni, ho ricordato il senso del mio lavoro e l'obiettivo di cura.

E sono tornata.
Perché maggio è sempre un po' così, pieno di aspettative e desideri con cui bisogna incontrarsi, scontrarsi, spegnersi e un po' affidarsi.

Oggi sono stata qui ospitata dal REC Film Festival per dialogare coi ragazzi sul fenomeno del bullismo.Mi sono sentita e...
09/05/2025

Oggi sono stata qui ospitata dal REC Film Festival per dialogare coi ragazzi sul fenomeno del bullismo.

Mi sono sentita emozionata come clinico e attraversata da impulsi come mamma.

È evidente la necessità di impegnarsi di più, di diventare noi adulti più adulti, più rispettosi, più educatori.

Senza etichettare i ragazzi, senza impaurirli, ma ri-educando una collettività che semplifica tutto, che è poco abituata a dare peso e prendersi responsabilità.

La strada è veramente tanta e solo creando rete e mettendoci la faccia e il cuore che si può pensare ad un futuro diverso nei gruppi giovani.

Riconoscendo il loro dolore e anche il nostro, perché in grande parte abbiamo fallito anche noi adulti intorno a loro.

Insegnanti, dirigenti, forze dell'ordine, genitori, siamo tutti coinvolti e possibili sostenitori di un cambiamento.

È stato davvero bello per me, sono grata, commossa e speranzosa.

Uno splendido pomeriggio guidato dal sentire, dal dialogo, da una profondità di ascolto di chi è venuto, che mi ha riemp...
30/04/2025

Uno splendido pomeriggio guidato dal sentire, dal dialogo, da una profondità di ascolto di chi è venuto, che mi ha riempito il cuore.

Grazie a tutti coloro che hanno scelto di fare un passaggio curioso da noi.

A Stefania Calesini .la.montagna perché mi ha voluto con lei nel proporre la sua gentile scrittura di "Fiabe per "Principesse e Principi (inquieti) curiosi"

E Grazie a per avermii fatto sentire così accolta. Un gran bene

Incontro Stefania qualche anno fa e capisco subito di avere a che fare con un'anima interessante e soprattutto interessa...
14/04/2025

Incontro Stefania qualche anno fa e capisco subito di avere a che fare con un'anima interessante e soprattutto interessata.

Interessata alla centratura umana, alla consapevolezza, alle proprie crepe come occasione per rivoluzionarsi.

Insomma quella roba che mi piace tanto.

Per questo quando mi chiede di presentare il suo libro sono ben disposta ad aprirmi il più possibile per rendere omaggio ad una scrittura, che diventa uno strumento anche nella stanza di Terapia.

Uno strumento per riflettere, guidati, ma non troppo.

Orientati, ma non forzati.

Il 29 aprile lo presenteremo insieme nel modo che meglio sentiremo aderente a noi e a quello che ci unisce.

➡️ 29 aprile ore 17:00 a Rimini presso "Università Aperta Giulietta Masina e Federico Fellini"

Indirizzo

Corso D'Augusto
Rimini
47921

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