01/11/2025
Questo ragazzo si chiamava Francesco Gianello, è morto a 14 anni per un tumore che forse si sarebbe potuto curare. Un sarcoma.
I suoi genitori si sono fidati e affidati a un “medico” che non crede nella medicina.
L’incubo comincia nel dicembre di tre anni fa.
Francesco inizia ad avvertire forti dolori alla gamba. Gli esami al Rizzoli di Bologna parlano chiaro: tumore osseo. I medici programmano biopsia e PET e i genitori all’inizio accettano.
Poi, però, il padre entra in contatto con un certo dottor Penzo, seguace del cosiddetto “metodo di Hamer”, un approccio delirante e totalmente antiscientifico secondo cui il tumore non è che il frutto di un conflitto psichico e, come tale, (non) va curato.
Secondo lui la biopsia è pericolosa, e pure la chemioterapia non serve.
A quel punto i genitori disdicono tutti gli esami, dimettono il figlio contro la volontà dei medici e seguono ciecamente Penzo, “curano” il tumore del figlio con argilla e antinfiammatori, con tanto di soggiorno in un centro toscano che promette un percorso di “auto-guarigione” a base di massaggi e alimentazione “curativa”.
Intanto, il dolore aumenta. Il tumore non solo non è guarito, è peggiorato. Ovviamente.
La situazione precipita, i medici ricoverano Francesco d’urgenza. Lo sottopongono a un ciclo immediato di chemioterapia. Ma ormai è tardi.
Dopo qualche mese, Francesco muore. A 14 anni.
Oggi entrambi i genitori sono imputati per omicidio con dolo eventuale nel processo che si apre a Vicenza.
Ma, assieme a loro, dovrebbe risponderne chi lucra e promette miracoli facendo leva su paure, ignoranza e analfabetismo scientifico.
La morte di Francesco è anche il risultato della martellante e spaventosa campagna di delegittimazione e demonizzazione della scienza, dei medici e della medicina a cui abbiamo assistito negli ultimi anni in Italia, cavalcata anche da certa politica e dai “cattivi maestri”, quelli veri e davvero pericolosi.
Un pensiero a Francesco. Che abbia giustizia, per quello che vale. Che la sua storia serva a qualcuno, almeno questo.