15/04/2026
Ti sei mai accorta di come stai respirando durante la giornata?
Magari mentre lavori, mentre sei di fretta o mentre hai mille pensieri… il respiro diventa corto, veloce, alto. Si muove il petto, ma la pancia resta ferma.
Succede spesso quando siamo sotto stress.
Ed è proprio lì che il corpo cambia modalità.
Quando il respiro resta “in alto”, il sistema nervoso entra in allerta. È come se ricevesse continuamente il messaggio: “non è il momento di rilassarsi”.
In questo stato, tutto ciò che riguarda il “ricevere” rallenta:
– la digestione diventa più faticosa
– può comparire gonfiore o pesantezza
– il reflusso si fa sentire più facilmente
– la mente è più confusa, meno lucida
– il corpo si irrigidisce, soprattutto nella zona lombare, nello psoas e nella parte alta come spalle e trapezi
Questo perché lo stress tende ad aumentare il tono muscolare: alcuni muscoli, come lo psoas, possono restare più contratti del necessario, contribuendo a quella sensazione di tensione profonda.
Anche il sistema linfatico, che ha bisogno del movimento del diaframma per funzionare al meglio, può rallentare.
C’è un protagonista fondamentale in tutto questo: il nervo vago.
Il nervo vago fa parte del sistema che aiuta il corpo a passare dalla modalità di allerta a quella di calma.
Più che un interruttore acceso/spento, è una questione di equilibrio: quando il suo “tono” è buono, il corpo riesce più facilmente a rilassarsi, digerire e ritrovare una sensazione di stabilità interna.
Quando invece viviamo a lungo sotto stress, questo equilibrio si riduce: il corpo resta più facilmente in difesa, e tante funzioni rallentano.
La buona notizia è che il respiro può influenzare tutto questo.
Prova un attimo.
Metti una mano sul petto e una sulla pancia, poi fai un respiro lento.
Quale delle due si muove di più?
Se si muove soprattutto il petto, è possibile che il tuo corpo sia più spesso in uno stato di attivazione di quanto immagini.
È proprio da qui che inizio spesso nei percorsi: dal respiro.
Perché quando il respiro cambia, il corpo risponde. E il benessere si fa sentire, in modo reale e concreto.
Ti capita di sentirti gonfia, contratta, con poca energia o la mente affollata?
Ti riconosci in questo modo di respirare?
Se senti che il tuo corpo ti sta chiedendo qualcosa di diverso, puoi scrivermi.
A volte il primo passo è semplicemente tornare a respirare davvero.
Antonella Giandomenico, naturopata