15/11/2025
Tranne che per quelli che vengono dall' Africa, a loro ne danno 11.000
Un figlio che ogni anno costa come una vacanza di lusso o un’auto nuova.
In Italia, tra nascita e adolescenza, il costo medio annuo per un bambino viene stimato tra i 10.000 e i 12.000 euro.
Dentro questa cifra ci sono le spese quotidiane di alimentazione e vestiti, che da sole valgono circa 2.000–2.500 euro l’anno.
Si aggiungono le cure: visite mediche, farmaci e controlli, con un peso stimato tra 500 e 800 euro l’anno.
Poi c’è la scuola, dagli asili nido alle materne fino alle attività extrascolastiche, che in molti casi possono arrivare fino a 3.000 euro l’anno, soprattutto se si ricorre ai nidi privati.
Accanto alla scuola compaiono i trasporti, i libri, il materiale scolastico, lo svago e le vacanze, che sommano altre voci per circa 2.000–3.000 euro ogni anno.
Sul fondo resta la casa, con più spazio necessario, consumi energetici più alti e una manutenzione che cambia quando in famiglia arriva un bambino.
Se si mettono in fila tutte queste voci, il conto per una famiglia media supera stabilmente i 10.000 euro l’anno per figlio.
Negli ultimi anni lo Stato ha affiancato a queste spese una serie di incentivi specifici.
Al centro c’è l’Assegno Unico Universale, che può arrivare fino a 201 euro al mese per figlio, cioè circa 2.400 euro l’anno, con importi più alti per i redditi con ISEE più basso.
Per i primi tre anni di vita può intervenire anche il cosiddetto bonus bebè, che nei casi previsti arriva fino a 1.260 euro l’anno.
Sul fronte fiscale restano le detrazioni per figli a carico, che possono raggiungere fino a 1.200 euro l’anno per figlio.
Per chi utilizza i servizi educativi privati c’è il bonus asilo nido, che può arrivare a coprire fino a 3.000 euro l’anno per i nidi privati.
Nella stessa cornice rientrano i congedi parentali retribuiti, che per ogni genitore possono valere in media circa 1.500–2.000 euro l’anno.
Se si sommano tutte queste misure, nel caso in cui una famiglia riesca a beneficiarne pienamente, il totale teorico degli aiuti può arrivare a circa 5.500–6.000 euro l’anno per figlio.
Il divario però rimane evidente se confrontato con il costo complessivo stimato tra 10.000 e 12.000 euro l’anno.
Significa che ogni anno tra 4.500 e 6.500 euro restano stabilmente a carico diretto delle famiglie, anche quando gli incentivi sono sfruttati al massimo.
Questo squilibrio aiuta a leggere la denatalità italiana non solo come un fenomeno demografico, ma come un problema di conti in tasca.
Il testo che descrive questi dati indica proprio in questo divario economico uno dei motivi principali per cui molte coppie rinunciano a un figlio o si fermano al primo.
La difficoltà aumenta con il numero dei figli, perché il differenziale tra costi complessivi e aiuti pubblici cresce man mano che la famiglia si allarga.
Nel contesto europeo, l’Italia viene descritta tra i Paesi con il divario più ampio tra costo di un figlio e incentivi statali.
A differenza di nazioni come Francia, Germania o Svezia, il quadro raccontato è quello di sistemi di welfare più sviluppati e politiche familiari considerate più generose.
Per dare un’immagine concreta, il costo annuo di un figlio in Italia viene paragonato a quello di una vacanza di lusso in una località esotica o all’acquisto di un’auto nuova di media cilindrata.
Con una differenza sostanziale: mentre la vacanza e l’auto sono spese una tantum, il costo di un figlio si ripete anno dopo anno, per molto tempo.
È in questa matematica della quotidianità che la denatalità appare, nel racconto dei dati, come il risultato di un equilibrio economico difficile da sostenere.
💁♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 Un figlio in Italia costa in media 10.000–12.000 euro l’anno
👉 Gli incentivi teorici coprono circa 5.500–6.000 euro per figlio
👉 Il divario di 4.500–6.500 euro pesa sui bilanci familiari
👉 Questo squilibrio è indicato come uno dei fattori della denatalità
👉 In Italia il divario tra costi e aiuti è tra i più alti in Europa