02/03/2026
Quando insegni un movimento devi rispettare una gerarchia sensoriale.
Ogni movimento nasce come predizione: il sistema stima cosa dovrebbe sentire da articolazioni, fascia, tessuti e visceri mentre ti muovi. Subito dopo confronta quella stima con le afferenze reali. Se i due segnali coincidono, il gesto è armonico. Se non coincidono, avviene una sorta di “balbuzie del movimento”.
La correzione visiva o uditiva (es. correggere con la voce dimostrando di nuovo l’esercizio) ha un limite strutturale: stai intervenendo sull’output, non sul segnale che lo rende affidabile.
Per cambiare davvero la qualità del gesto devi prima rendere più coerente l’accoppiamento tra predizione e feedback corporeo, cioè ricostruire l’informazione con cui il sistema aggiorna la sua rappresentazione.
Se vuoi un reel con un approfondimento su questa “balbuzie del movimento” commenta -fascia come sistema sensoriale-