25/03/2026
Hai dolore al PIEDE? Il problema potrebbe partire molto più in ALTO (ecco la catena che lo collega alla schiena).
Quando hai dolore sotto al piede, il primo istinto è guardare il piede.
Massaggi la pianta, metti un plantare, cambi le scarpe.
Tutto sensato, ma c'è un dettaglio che cambia completamente la prospettiva: il piede non lavora da solo.
È l'ultimo anello di una catena di muscoli e tessuti che parte dalla schiena e arriva fino a terra.
Si chiama catena posteriore, e funziona un po' come una fila di persone che si tengono per mano.
Parte dai muscoli che corrono lungo la colonna vertebrale, scende nei glutei, prosegue negli ischiocrurali (i muscoli dietro la coscia), arriva nei polpacci, passa per il tendine d'Achille, e finisce sotto la pianta del piede, nella fascia plantare.
Sono tutti collegati, e la tensione si trasmette da uno all'altro come in un gioco del telefono.
Quando un punto qualsiasi di questa catena è troppo rigido o troppo debole, chi sta sotto si ritrova a fare gli straordinari.
E indovina chi sta in fondo alla fila? Il piede.
Il caso più classico: i polpacci.
Il polpaccio è formato da due muscoli (gastrocnemio e soleo) che si uniscono nel tendine d'Achille, il quale si attacca al calcagno.
Proprio lì sotto parte la fascia plantare.
Quando i polpacci sono rigidi, e lo sono quasi sempre in chi sta molto seduto o molto in piedi, tirano costantemente il tendine d'Achille verso l'alto.
E quella tensione si trasmette direttamente alla fascia plantare, che si ritrova sotto stress cronico anche senza che tu abbia corso una maratona.
Ma il polpaccio non è l'unico colpevole.
Il gastrocnemio attraversa anche il ginocchio, quindi la sua tensione è influenzata da quello che succede più in alto: ischiocrurali rigidi, glutei che non lavorano, bacino sbilanciato.
È come una catena di montaggio: se un pezzo a monte rallenta, l'ultimo della fila si ritrova sommerso di lavoro.
Ecco perché lavorare solo sul piede spesso migliora un po' le cose, ma non risolve.
Puoi massaggiare la pianta con la pallina tutti i giorni: è utile, ma se i polpacci restano rigidi e la catena posteriore resta bloccata, la tensione torna giù ogni volta.
La vera svolta arriva quando si lavora su tutta la catena: togliere rigidità dai polpacci e dagli ischiocrurali, riattivare i glutei, e poi progressivamente rinforzare il piede perché regga meglio il suo carico.
Non servono ore: serve il lavoro giusto sui punti giusti 💪
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