08/04/2026
ELETTROFORESI DELLE PROTEINE E IMMUNOFISSAZIONE
L’elettroforesi delle proteine viene tipicamente eseguita su un campione di sangue, urine (raccolte di primo mattino oppure nelle 24 ore) o, in determinate circostanze, sul liquido cefalorachidiano (CSF). È un metodo che consente di separare le proteine sulla base della loro massa e carica elettrica.
Le due principali classi di proteine sono:
• l’albumina, prodotta dal fegato, che rappresenta circa il 60% delle proteine nel sangue;
• le globuline, un gruppo eterogeneo di proteine, sintetizzate in gran parte dal fegato e dai tessuti linfatici.
Le proteine, separate mediante elettroforesi, formano un modello caratteristico di “bande di migrazione” di diversa ampiezza e intensità, che si divide in cinque frazioni: albumina, alfa 1, alfa 2, beta e gamma. In alcuni casi, la frazione beta si divide ulteriormente in beta 1 e beta 2.
Le patologie e le condizioni associate all’alterata produzione o perdita delle proteine causano variazioni nel modello delle bande. Quando viene rilevata la presenza di una proteina anomala (banda o picco), occorre effettuare ulteriori test per identificarne il tipo (immunotipizzazione). L’immunofissazione (o immunoelettroforesi) e l’immunosottrazione possono essere utilizzate per identificare le bande anomale rilevate sull’elettroforesi proteica, tipicamente nella regione gamma, al fine di determinare se un tipo di anticorpo (immunoglobulina) viene prodotto in modo anomalo (ad esempio IgG, IgA, IgM). Sono test diagnostici chiave per rilevare la presenza di componenti monoclonali, utilizzati per diagnosticare e monitorare patologie come mieloma multiplo, macroglobulinemia di Waldenström, gammopatia monoclonale di significato incerto (MGUS), amiloidosi, malattie renali.