Psicoterapeuta Fanny Migliaccio

Psicoterapeuta Fanny Migliaccio Psicologa, Psicoterapeuta Roma . Colloqui individuali, di coppia e di gruppo. www.psicoterapeutagestalt.com

Nello studio è utilizzata la tecnica Gestalt , che si basa principalmente sulla comprensione delle proprie emozioni, fornendo un aiuto mirato per riconoscerle e viverle consapevolmente. Vivere un’esperienza nel “qui e ora” del nostro incontro non significa raccontare quell’emozione, ma ”ascoltare” le sensazioni che quell’emozione ci procura , rivivendola in modo più consapevole.

Questo bellissimo post che riprende un dialogo tra Alice e Bianconiglio, fa capire quanto è difficile sentirsi amati se ...
14/11/2024

Questo bellissimo post che riprende un dialogo tra Alice e Bianconiglio, fa capire quanto è difficile sentirsi amati se non si ha prima un amore sincero e veritiero per se' stessi. Non puoi sentire l'amore degli altri se non provi amore per te stesso. Nessuno potrà darti sicurezza e rassicurazione su chi sei e come sei se tu per prima non ti conosci e non ti apprezzi. La sicurezza e la stima per te stesso non può dipendere da qualcun altro, devi costruirtela da solo, giorno dopo giorno, esperienza dopo esperienza. L'altro non sempre ti amerà e non sempre ti darà sicurezze su quanto amorevole tu sia, ma non farti mai demolire dall'idea di essere sbagliato, e se hai sbagliato hai imparato qualcosa in più per te stesso, fanne tesoro e vai avanti, senza sensi di colpa e ferite narcisistiche. Il tuo ego è il tuo peggior nemico. Si sbaglia nella vita ma si deve avere il coraggio di andare avanti perdonandosi e accettandosi per ciò che si è, e se non sei perfetto, va bene così....chi lo è? Tutto ciò puoi farlo solo quando l'amore per te stesso è saldo e sincero. Bianconiglio se ne accorgerà...

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"Ma tu mi ami?" chiese Alice.
"No, non ti amo!" rispose il Coniglio Bianco.
Alice corrugò la fronte e iniziò a strofinarsi le mani, come faceva sempre quando si sentiva ferita.
"Vedi?" disse il Coniglio Bianco. "Ora starai pensando a cosa c’è di sbagliato in te, a cosa hai fatto per non riuscire a farti amare nemmeno un po’. Ed è proprio per questo che non posso amarti.
Non sempre ti ameranno, Alice. Ci saranno giorni in cui saranno stanchi, arrabbiati con la vita, persi nei loro pensieri, e ti feriranno. Perché le persone sono così: finiscono sempre per calpestare i sentimenti degli altri, a volte per distrazione, incomprensioni o conflitti interiori.
E se non ti ami almeno un po’, se non costruisci una corazza di amore per te stessa e di felicità intorno al tuo cuore, i piccoli dardi della gente diventeranno letali e ti distruggeranno.
La prima volta che ti ho vista ho fatto un patto con me stesso: ‘Eviterò di amarti finché non avrai imparato ad amare te stessa!’
Per questo, Alice, no, non ti amo.”

“Io, un tempo, credevo solo a ciò che era osservabile, ripetibile, dimostrabile, e avevo una grande fiducia in questo me...
16/05/2024

“Io, un tempo, credevo solo a ciò che era osservabile, ripetibile, dimostrabile, e avevo una grande fiducia in questo metodo di accettazione o rifiuto di conoscenza. Sennonchè a un certo punto mi sono accorto che con la razionalità si può anche accumulare una grande conoscenza ma non si può riuscire a essere felici. La consapevolezza dell’anima può arrivare attraverso o un’esperienza diretta o un’esperienza di trascendenza, o attraverso un’esperienza che porta ad aprire la propria capacità intuitiva, cioè partendo dal presupposto che ogni essere umano, nessuno escluso, è dotato per natura di una capacità intuitiva che potenzialmente gli può consentire l’accesso a qualunque conoscenza”.

Franco Battiato

30/01/2024
23/11/2023

Ho raggiunto 100 follower! Grazie per il continuo supporto. Non ce l'avrei mai fatta senza ciascuno di voi. 🙏🤗🎉

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13/09/2023

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Sono stata spugna. Per molti anni, quasi tutta la
giovinezza, appena incontravo qualcuno, ero spugna.
L’avevo imparato nell’infanzia. Stai lí e assorbi tutto.
Non so come, ma quando si incontra una spugna, gli
altri si sentono invitati a parlare moltissimo. Quando
poi se ne andavano, ero stanchissima e opaca, completamente
senza riflesso. Certe volte andavo a dormire
raggomitolata sotto il piumino e quando provavano
a svegliarmi mi lamentavo e mi ci avvolgevo ancora
piú stretta, come in un bozzolo. Quando una volta finalmente
mi chiesero: «Ma cos’hai? Sei malata?» Risposi
solo: «Ho visto gente». E allora compresi che
era ora di finirla.
Per un po’ mi chiusi a riccio: non volevo piú vedere
nessuno.
Poi, dopo anni di India, di tecniche di meditazione
e di approdo a comprendere che stare con il respiro
non è una tecnica ma una storia d’amore, mi sono
tramutata, piano piano, con lenta costruzione, in fontana.
Posso ancora ascoltare, ma solo finché c’è acqua
che scorre e la fontana non trabocca. Ma soprattutto,
la fontana è lí a disposizione, chi vuole ci va a bere e
lei non assorbe niente, scorre. Il cuore non è spugna,
è fontana.

Chandra Candiani da 'Questo immenso non sapere' (Einaudi).

Aspettiamo il nuovo anno con la speranza che sia migliore del precedente....lo carichiamo di attese irrealizzabili e pun...
31/12/2022

Aspettiamo il nuovo anno con la speranza che sia migliore del precedente....lo carichiamo di attese irrealizzabili e puntualmente restiamo delusi. La domanda è: le aspettative disattese sono le cose che non riusciamo a cambiare o le cose che non cambiano mai? Capire questo fa la differenza...
Auguri e buon anno nuovo!!

Quando è stata l'ultima volta che ti sei chiesto/a se sei felice? Se non te lo ricordi è il momento di farlo  e se non r...
20/05/2022

Quando è stata l'ultima volta che ti sei chiesto/a se sei felice? Se non te lo ricordi è il momento di farlo e se non riesci a darti una risposta è perché da troppo tempo non dai la priorità a ciò che ti fa stare bene, prova a chiederti cosa puoi fare per te stesso e prova a realizzarlo, solo così non avrai il rimpianto di non averci provato....

Quando un tuo paziente ti comunica che può farcela da solo, vuol dire che il tuo lavoro ha raggiunto l'obiettivo prefiss...
20/05/2022

Quando un tuo paziente ti comunica che può farcela da solo, vuol dire che il tuo lavoro ha raggiunto l'obiettivo prefissato! Un bravo psicoterapeuta è come un genitore che ama i suoi figli ma non vede l'ora che diventino autonomi ed escano di casa, sentendosi amati e sicuri che se avranno bisogno, la porta è sempre aperta.

Vorrei riproporvi un'intervista rilasciata da me qualche anno fa. Come vivono l'amore gli adolescenti?DA F***Y MIGLIACCI...
11/02/2022

Vorrei riproporvi un'intervista rilasciata da me qualche anno fa.

Come vivono l'amore gli adolescenti?
DA F***Y MIGLIACCIO / VENERDÌ, 06 APRILE 2012

Un detto dice : “ L’amore non ha età” , e mai frase fu più appropriata per sostenere la tesi secondo cui non bisogna aver raggiunto la maggiore età per innamorarsi, ad ogni età si può vivere un piccolo, grande amore. Un bambino può cominciare a provare, in modo consapevole, emozioni come tristezza, gioia, rabbia sin da piccolissimo, 3-4 anni, e allora perché non “ l’amore” che, in fondo, non è altro che la sintesi di tutte queste emozioni? La comunicazione affettiva è presente fin dal concepimento grazie alla simbiosi esistente tra madre e feto.

-Da adolescenti cosa si cerca nell’altra persona?

Nella relazione amorosa l’adolescente cerca nell’altro un duplicato di se stesso, la risposta a quello che gli manca per sentirsi completo, un compagno di giochi, un complice con cui sperimentare le prime trasgressioni, un fido confidente . L’adolescente vive l’amore in modo totalizzante, intenso, passionale ed è convinto che non ci sia niente di più importante e che la sua storia durerà per sempre. Tipico dell’adolescenza è l’idealizzazione, a volte totale, della persona amata che spesso si accompagna ad un distacco dalla famiglia. Quando questo accade significa che,per lui,al mondo esiste solo “l’altro/a” , e l’altro diventa il catalizzatore umorale dei suoi stati d’animo.

Ciò che differenzia un rapporto tra due adulti da un rapporto tra adolescenti è che tutto quello che l’adolescente vive in relazione all’altro è “nuovo” e ciò che impara, nel bene o nel male, farà parte del suo bagaglio di esperienza, che lo aiuterà, quando sarà adulto, a supportare e incanalare quel fluido emozionale che da adolescenti ci coglie impreparati. L’adulto ha imparato che nella relazione amorosa ci sono diverse fasi, e che superata la prima, quella dell’innamoramento, in cui viviamo un esperienza magica e sentiamo di aver raggiunto la nostra completezza, ne verranno delle altre che potrebbero portare il rapporto a destabilizzarsi, ma l’adulto sa anche, per esperienza e maturità, che ogni crisi può essere superata se alla base del rapporto c’è amore e rispetto. Questo, purtroppo, non accade per l’adolescente, che dopo la prima fase , l’innamoramento, difficilmente riesce a superare le fasi che seguiranno. Questo accade perché per l’adolescente è difficile accettare che un rapporto cominciato con l’attrazione e la passione, tipica di questa età, possa trasformarsi in qualcosa di diverso, così per lui è più facile chiudere una storia e ricominciarne una nuova per riprovare quelle sensazioni di sbandamento emotivo, eccitazione e turbamento che di solito si provano all’ inizio di una relazione sentimentale.

L’esperienza dell’amore è essenziale, come molte altre cose, l’ adolescente dovrà baciare un sacco di rane prima di trovare il suo “principe” , è importante non farsi travolgere dalla disperazione e dalla fretta se si vuole arrivare al lieto fine, la sua vita amorosa è solo all’inizio. E’ meglio aspettare che qualcuno ci ami per quello che siamo e non arrendersi all’amore non corrisposto, “amiamo ma non ci ama”, per la paura della solitudine, perché il prezzo da pagare sarebbe davvero troppo alto.

La capacità di gestire in modo sano un rapporto di coppia dipende dalle relazioni che l’adolescente ha vissuto precedentemente con la sua famiglia, poiché queste determinano in termini pratici la maturità sentimentale di un adolescente. L’amore in adolescenza spesso è vissuto così intensamente che, a volte, finisce a causa della ricerca di un ideale creato dall’ immaginario fornito dalla famiglia, dall’ influenza sociale e in generale dai mezzi di comunicazione .

Così, quando un adolescente affronta una esperienza d’amore, di solito ha una percezione distorta della realtà e tende ad esagerare le qualità della persona, in modo da metterlo su un piedistallo fino al punto di pensare di condividere il resto della sua vita con lei.

La qualità e l’affidabilità di queste relazioni tra adolescenti dipendono dal legame che l’adolescente ha vissuto con i suoi genitori, in particolare con sua madre. Infatti, se l’adolescente dimostrerà nel rapporto di coppia una tendenza alla dipendenza affettiva , questo lo si deve in parte alla qualità del rapporto affettivo con sua madre.

Che cosa determina la capacità di innamorarsi?

Così come esiste il coefficiente IQ cognitivo, esiste anche il coefficiente di IQ emotivo ed è definito come la capacità di riconoscere i propri e altrui sentimenti e la capacità di gestirli, e questa , a sua volta , è influenzata da vari fattori appresi durante il processo dello sviluppo infantile.

-Come si dovrebbe comportare un genitore quando suo figlio adolescente vive il primo amore?

È importante che l’adolescente non si senta invaso e che sia lui a ve**re da noi e chiederci di parlare. Un genitore in queste circostanze dovrebbe essere il più discreto possibile, per permettere all’adolescente di fare la sua strada, sentendosi libero però di potersi confidare con l’adulto. Cercate di capire i loro sentimenti anche se non sempre approvate il loro comportamento. Ascoltate con calma il loro punto di vista e quindi offrite il vostro nel modo più chiaro e onesto possibile. Gli adolescenti hanno voglia di scambiare idee con i loro genitori ma restano delusi quando questi “spiegano” più di quello che “ascoltano”. E’ importante far sapere loro che siete consapevoli di ciò che sta accadendo nella loro vita e che anche voi alla loro età lo avete vissuto, i vostri figli apprezzeranno molto la vostra presenza onesta e discreta e vi permetteranno di accompagnarli in questa nuova fase di crescita, condividendo con voi le loro prime esperienze amorose.

-Spesso i primi amori finiscono molto presto.

Un amore che finisce è sempre un grande dolore, specialmente quando accade ad un adolescente. A quell’età non si sa ancora come affrontare quel dolore, non si immagina neanche di poter tornare a sorridere, a quell’età si sta imparando ad amare, ma le istruzioni per l’uso bisogna scriversele da soli! In questi casi i vostri figli avranno bisogno di voi, della vostra esperienza e del vostro affetto. Trattate i vostri figli adolescenti con rispetto, in modo che possano sviluppare il rispetto per se stessi. Sarebbe meglio evitare di sminuire il loro dolore per la storia appena terminata, e non ridete a domande che all’apparenza sembrano ingenue o a dichiarazioni di amore eterno per colui o colei che ha infranto il loro cuore! Voi con gli anni avete imparato che dalla fine di un amore si può guarire, ma loro ancora non lo sanno, diamo loro il nostro sostegno, aiutiamoli a diventare adulti rispettando i loro sentimenti.

-A volte anche da adulti si torna a provare sentimenti adolescenziali. Come è possibile?

L’innamoramento è la prima fase di una relazione sentimentale e , come abbiamo detto in precedenza , è la fase dello sbandamento emotivo, del sentimento, incontrollato, irresistibile ed esaltante. E’ questa un’emozione che confonde e sconvolge, è un’emozione che acceca. Una malattia da cui pochi vorrebbero guarire. Una follia esaltata dai poeti, capace di sconvolgere le persone apparentemente più razionali e controllate. La nostra personalità si sente fiduciosa di realizzare i suoi sogni ed appagare i suoi bisogni e tutto questo è esattamente quello che prova un adolescente quasi tutti i giorni della sua giovane vita. L’innamoramento ci fa tornare adolescenti semplicemente perché ci permette di provare emozioni, sensazioni, che hanno fatto parte di noi e che, molto spesso, esiliamo nella nostra parte più inconscia e infantile, non adatta alla nostra età e al nostro status sociale. Innamorandoci riusciamo a dimenticarci di essere dottori, avvocati, dirigenti …. e riusciamo ad essere, teneramente, noi stessi, con qualche anno di meno.

Incontro gratuito in partenzaLa fragilità dell’essere donna Questo incontro di gruppo è rivolto a tutte le donne che sta...
01/09/2021

Incontro gratuito in partenza

La fragilità dell’essere donna

Questo incontro di gruppo è rivolto a tutte le donne che stanno vivendo un periodo molto delicato e stressante della loro vita, a quelle donne che non hanno possibilità di poter condividere con qualcuno le loro ansie e frustrazioni, e che sentono di essere arrivate a toccare il fondo e a non riuscire a risalire. A quelle donne che devono sentirsi sempre all’altezza delle situazioni, che non possono permettersi di arrendersi o di chiedere aiuto, a quelle donne che hanno paura di mostrarsi fragili e bisognose, a quelle donne che hanno dentro un mondo di bisogni insoddisfatti ma che hanno imparato a mostrarsi sempre forti e invincibili, per non pesare sugli altri, per non sentirsi commiserate.

Il primo incontro sarà gratuito, il numero delle partecipanti potrà essere massimo di 6 persone, si accede tramite colloquio telefonico con la Dott.ssa Migliaccio, ed è richiesta attestazione del green-pass.
Il gruppo avrà luogo nello studio in via Collalto Sabino , 89 - int.A , e si terrà solo al raggiungimento di un numero minimo di 4 persone, sarà la Dott.ssa a ricontattare coloro che hanno aderito all’iniziativa.

Il gruppo ha lo scopo di far sentire le partecipanti meno sole, attraverso la condivisione e la comprensione empatica di persone che stanno vivendo esperienze simili, ma diverse dalle nostre. Nel gruppo non è consentito il giudizio, non si dispensano consigli, ma ci si confronta, ciò che l’altro ci offre è la sua esperienza. La possibilità di ascoltare l’altro ci avvicina a noi stessi, ci rende obiettivi e più consapevoli di ciò che è in nostro potere. Attraverso l’altro scopriamo parti nascoste di noi, risorse che nelle difficoltà emergono o riscopriamo e che ci aiutano ad essere più volitivi e determinati.

Se stai vivendo un momento difficile, se ti senti sola, se pensi che hai bisogno di aiuto, allora puoi provare a condividere in questo gruppo la tua esperienza.
Contatta la Dott.ssa F***y Migliaccio al numero: 380-1885985
oppure scrivi a : fanny.migliaccio@gmail.com

.....si ricomincia!!
30/08/2021

.....si ricomincia!!

Indirizzo

Via Collalto Sabino 89
Roma
00199

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 21:00
Giovedì 10:00 - 13:00
Venerdì 10:00 - 20:00
Sabato 15:00 - 18:00

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Psicoterapeuta F***y Migliaccio

Sono la Dott.ssa F***y Migliaccio, psicologa-psicoterapeuta.

Lavoro e vivo a Roma, città dove mi sono trasferita più di venti anni fa, e dove ho scelto di frequentare la facoltà di psicologia. E’ proprio qui che comincia la mia vita professionale prima come psicologa e poi come psicoterapeuta. Durante questo periodo ho avuto modo di fare esperienze lavorative molto diverse, sia nel pubblico che nel privato, con adolescenti, bambini, famiglie, associazioni, cooperative, consultori. In tutti questi contesti, ho potuto sperimentare, imparare, mettermi in discussione ed inoltre confermare, sempre di più, la passione per il lavoro scelto, un lavoro che mi offre, ogni giorno, la possibilità di entrare in contatto con le emozioni delle persone e, inevitabilmente, anche con le mie. L’animo umano è fonte inesauribile di scoperta, ogni persona con la sua personalità, con le sue problematiche mi permette di entrare nel suo universo, mostrandomi le sue fragilità, le sue paure, le sue risorse e questa è una delle cose che amo di più della mia professione .

Nello studio è utilizzata la tecnica Gestalt , che si basa principalmente sulla comprensione delle proprie emozioni, fornendo un aiuto mirato per riconoscerle e viverle consapevolmente. Vivere un’esperienza nel “qui e ora” del nostro incontro non significa raccontare quell’emozione, ma ”ascoltare” le sensazioni che quell’emozione ci procura , rivivendola in modo più consapevole.

L’obiettivo della Psicoterapia della Gestalt,è quello di vivere pienamente riconoscendo e accettando di “essere quello che sono“, quindi diventare me stesso trovando un modo soddisfacente di stare nel mondo.