19/01/2026
Gennaio per molti è un mese faticoso.
È il tempo della ripartenza, delle giornate corte, del freddo.
Probabilmente i buoni propositi dell’inizio dell’anno iniziano a vacillare
e la spinta delle feste si affievolisce.
In questo senso, è comprensibile che venga raccontato come un periodo che è “𝑝𝑖𝑢̀ 𝑑𝑖𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖𝑙𝑒”.
Ma identificare un solo giorno come il più triste dell’anno
rischia di semplificare troppo qualcosa di molto più complesso.
𝐋𝐚 𝐭𝐫𝐢𝐬𝐭𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐚𝐭𝐚 𝐬𝐮𝐥 𝐜𝐚𝐥𝐞𝐧𝐝𝐚𝐫𝐢𝐨.
Può esserci a gennaio, ma anche a marzo, a giugno, a ottobre.
Può attraversare momenti inattesi, giorni qualunque, settimane intere.
Il rischio è quello di pensare che la tristezza sia “normale” solo oggi,
e meno legittima negli altri 364 giorni.
Forse, più che etichettare un giorno,
servirebbe concederci più spazio per 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨,
𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐜𝐜𝐚𝐝𝐞.