13/01/2026
LA MOTIVAZIONE È UN PROCESSO
Essere motivati non è la condizione necessaria e sufficiente per raggiungere un obiettivo. È un buon prerequisito ma non è l’unico fattore in gioco.
Quando osserviamo nostro figlio o un nostro alunno o noi stessi partire ben motivati nel raggiungere un proprio obiettivo non sappiamo se esso verrà raggiungerà effettivamente.
Esistono infatti alcuni comportamenti e atteggiamenti che favoriscono il raggiungimento del risultato.
Ci sono alcune domande chiave che una persona si pone, o si dovrebbe porre, nel perseguire un obiettivo.
•Ho un obiettivo?
•Perché mi devo impegnare per raggiungere questo obiettivo?
•Quali sono i passi necessari per raggiungere il mio obiettivo? Li conosco? Ne sono consapevole?
•Sono consapevole delle difficoltà che potrò incontrare? Come farò a mantenere la mia direzione nonostante le difficoltà lungo il percorso?
•Riuscirò a perseverare con fiducia e determinazione anche nel momento della difficoltà consapevole che è un percorso e che ogni tappa raggiunta è importante e rinforza il mio senso del valore?
L’obiettivo deve essere personale
Uno studente, per esempio, può essere più motivato da un compito piuttosto che da un altro, da una disciplina piuttosto che da un’altra, da una metodologia di insegnamento piuttosto che da un’altra. I suoi obiettivi potrebbero essere molto diversi da quelli fissati dell’insegnante. Potrebbero essere obiettivi di prestazione finale (il voto), oppure di sfida con se stesso (mi scopro strategico mentre eseguo il compito), o estrinseci (non voglio problemi a scuola, mi basta il 6, faccio il minimo tanto non dipende da me).
È importante dunque:
•comprendere su che cosa si sta orientando l’attenzione e il comportamento di un individuo per poterne guidare meglio il raggiungimento del risultato atteso rispetto a quel contesto (esempio a scuola) e rispetto agli obiettivi più o meno funzionali dell’individuo stesso.
•comunque insegnare la perseveranza, cioè la disposizione non abbandonare davanti alle difficoltà. Se si abbandona precocemente o facilmente un compito non si saprà mai se “dietro la curva” ovvero se superato quell’ostacolo si sarebbe conquistato un esito positivo.
•favorire un livello di sforzo elevato e congruo rispetto raggiungimento dell’obiettivo. Generare entusiasmo piacere, interesse, coinvolgimento emotivo, fiducia, …, predispongono in chiunque maggiore investimento di energie e dunque, se mediato da buone strategie e buona consapevolezza riguardo ai propri obiettivi al proprio operato, un probabile esito positivo
•favorire una motivazione continua che diventi intrinseca affinché, quando si raggiungerà il risultato, sia più chiaro che, sia il percorso intrapreso, le energie spese, la capacità di pianificare e gestire se stessi nel raggiungimento del proprio obiettivo, e alla fine anche l’esito, risultino un buon indicatore della propria forza d’animo, del proprio coraggio, della capacità di darsi perseguire obiettivi al di là degli ostacoli incontrati, dei rinforzi ricevuti, e dell’esito stesso.
Il ruolo di un educatore, di un genitore, di un insegnante, è fondamentale nel favorire l’acquisizione di strategie utili a determinarsi come soggetti motivati verso un obiettivo, nel pensarlo, desiderarlo, perseguirlo, raggiungerlo.
E l’obiettivo può essere scolastico, lavorativo, relazionale o di sviluppo di sé,…, o verso qualunque altro che porti a una migliore realizzazione e benessere personali.
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