Centro Phoenix srl

Centro Phoenix srl Centro di Psicologia, Neuropsicologia, Riabilitazione e Psicoterapia. Ci occupiamo di tutte le fasce di età: bambini e ragazzi, adulti e anziani.

Il Centro Phoenix, con la sua pluriennale esperienza, è presente sul territorio con 5 sedi: Romano d'Ezzelino, Bassano del Grappa, Thiene e Borgo Valsugana, Padova. Da inizio 2016 ha attivato anche il servizio di consulenza online per offrire colloqui psicologici , consulenza e formazione a distanza! Scopri tutti i nostri trattamenti, corsi, conferenze e molto altro sul nostro sito www.centrophoenix.net

🧠 Come cambia il comportamento dopo un danno cerebrale?Un danno cerebrale può alterare profondamente il comportamento di...
14/04/2026

🧠 Come cambia il comportamento dopo un danno cerebrale?
Un danno cerebrale può alterare profondamente il comportamento di una persona, influendo su emozioni, relazioni e capacità cognitive. 😟 Sai come riconoscere e affrontare questi cambiamenti?

👉 Nell'articolo del Centro Phoenix scoprirai:
✅ I principali cambiamenti comportamentali legati a un danno cerebrale
✅ L'importanza di comprendere le sfide emozionali e relazionali
✅ Come le terapie mirate possono aiutare il paziente e la famiglia

💡 Capire il cambiamento è il primo passo per supportare chi affronta questa sfida.
Non sei solo: le risorse giuste possono fare la differenza. ❤️

📖 Leggi l’articolo completo qui: Come cambia il comportamento dopo un danno cerebrale

💬 Condividi la tua esperienza o fai una domanda nei commenti: insieme possiamo fare di più. 👇

Come cambia il comportamento dopo un danno cerebrale? Scopri i segni da riconoscere e come affrontare i cambiamenti da trauma cranico o ictus

14/04/2026
DSA: Giochiamo d'anticipo!Sono sempre più numerose le evidenze in letteratura, di un coinvolgimento delle così dette Fun...
14/04/2026

DSA: Giochiamo d'anticipo!

Sono sempre più numerose le evidenze in letteratura, di un coinvolgimento delle così dette Funzioni esecutive nei processi di apprendimento della lettura, della scrittura e del calcolo. Tale associazione indica che, bambini con difficoltà in queste abilità cognitive di base (attenzione, memoria di lavoro, inibizione, flessibilità ecc..) hanno un rischio più elevato di presentare difficoltà negli apprendimenti scolastici.

Nella popolazione italiana, la prevalenza di disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) si aggira intorno al 4%. Equivale a dire, circa 1 bambino per classe, a cui si associano evidenti ripercussioni oltre sul piano didattico anche sul piano sociale ed emotivo.

Non sono ancora chiari i meccanismi comuni alla base, tuttavia i dati confermano un’alta comorbidità, cioè alta frequenza di compresenza, di difficoltà nelle funzioni esecutive e disturbi nella lettura, scrittura e calcolo.

Da qui nasce l’esigenza di sostenere e riabilitare prima le componenti di base, per favorire il recupero, e in alcuni casi, anche prevenire, eventuali disturbi dell’apprendimento.

È possibile quindi giocare d’anticipo?

Si! Gli studi fatti fin ora, si sono dimostrati particolarmente rilevanti. Hanno dimostrato un legame evolutivo tra funzioni esecutive e prestazioni scolastiche. Consentendo di identificare quelli che sono i possibili precursori cognitivi degli apprendimenti scolastici, prima dell’ingresso alla scuola elementare.

Seppur le linee guida suggeriscano che l’eventuale diagnosi di DSA non deve essere fatta prima della seconda elementare, è possibile tuttavia rilevare già alla scuola dell’infanzia possibili difficoltà, e di conseguenza, intervenire precocemente a sostegno delle funzioni esecutive in età prescolare per ridurre e prevenire il rischio di futuri disturbi dell’apprendimento.

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IL RINFORZO MOTIVANTEIl senso del valore in un bambino si costruisce in modo importante a partire dai primi anni di vita...
14/04/2026

IL RINFORZO MOTIVANTE

Il senso del valore in un bambino si costruisce in modo importante a partire dai primi anni di vita grazie anche al rinforzo, ovvero al commento che riceve in seguito alle proprie azioni che portano a una esperienza di successo o insuccesso, commentata da figure per lui importanti (insegnanti e genitori).

La legge dell’effetto

Per la legge dell'effetto, sviluppata dalla psicologia comportamentale, qualsiasi comportamento che si dimostri efficace nel produrre conseguenze desiderate verrà rinforzato, cioè automaticamente fissato e ripresentato con più probabilità in futuro in circostanze analoghe.
Dunque, per esempio, se indossando un vestito nuovo, ricevessimo un commento a noi gradito, la probabilità di indossare più frequentemente quel vestito aumenterebbe!
La legge dell’effetto appoggia infatti sul desiderio di essere approvati e di essere riconosciuti competenti ma anche sulla necessità di essere considerati all’interno del gruppo sociale di riferimento (famiglia o classe o ambiente di lavoro).

Il ruolo del rinforzo. Siamo animali sociali!

L’immagine che costruiamo di noi stessi, i nostri comportamenti, sono molto legati al feedback è che riceviamo dall’esterno.
Ma quando un feedback o rinforzo attiva la nostra motivazione a mettere in gioco il nuovo un dato comportamento o una nostra scelta? Cioè, quali sono le condizioni tali per cui se, per esempio, voglio che mio figlio/un mio alunno riordini la sua stanza/il suo banco dopo averlo già fatto una prima volta?

Come educatori, genitori e insegnanti, possiamo fare molto, offrendo un rinforzo motivante a seguito di un comportamento che riteniamo utile che venga preso e ripetuto per il bene di nostro figlio o del nostro alunno.

Ma siamo sicuri di saper dare un feedback efficace?
Quando un rinforzo è motivante?

Ci sono alcune regole che determinano se sarà efficace o meno. Dovrà essere:
•contingente alla prestazione, cioè temporalmente vicino al comportamento;
•specifico, cioè relativo ad un preciso e determinato aspetto della prestazione. Rinforzi generici, come le lodi "Bravo", "bene", disorientano il soggetto, il quale non comprende quale aspetto del suo comportamento ha soddisfatto l'insegnante;
•credibile, cioè non contraddetto da atteggiamenti para-verbali o non verbali: è inefficace una lode se, contemporaneamente, l'insegnante aggrotta le ciglia o assume un'espressione di disapprovazione, così come è inefficace una punizione se contemporaneamente l'insegnante sorride o esprime affetto con lo sguardo o la mimica facciale, o ancora con la posizione;
•appropriato, cioè dato quando la risposta è veramente quella desiderata: sono inefficaci come rinforzi un buon voto o un elogio ad una relazione scritta male o a un test di verifica in cui lo studente ha sbagliato una percentuale piuttosto alta di risposte.
Quando un rinforzo è demotivante? Ovvero si ottengono i risultati peggiori con le migliori intenzioni?
•pone l'accento non sull'impegno del soggetto ma sull'approvazione dell'insegnante o del genitore: ad esempio "Bene, hai risposto proprio come volevo io", oppure "Sono contento di te" o "Mi hai dato una grande soddisfazione";
•viene dato a tutti, indipendentemente dalle prestazioni e dal risultato;
•viene accompagnato da confronti tra il risultato del soggetto e quello dei compagni o dei fratelli: ad esempio "Bene, hai analizzato bene il testo proposto, anche se avresti potuto aggiungere considerazioni personali come ha fatto Giovanni", “hai fatto bene ma non come tuo fratello”;
•a parità di prestazione e di risultato, alcuni studenti/figli vengono elogiati ed altri no.
•non c’è feedback positivo sul successo ma c’è feedback negativo sull’insuccesso: le aspettative del genitore o dell’insegnante sono tali da dare per scontato alcune prestazioni poiché il ragazzo dimostra sempre una buona prestazione. Non ci si aspetta dunque una prestazione negativa e su questa si interviene con incredulità o rimprovero.
•non c’è feedback in assoluto qualunque comportamento venga messo in atto dal figlio o dall’alunno. Potrebbe per esempio essere il caso di disinteresse verso quel ragazzo oppure di convenzione di inutilità circa il fatto che il proprio feedback gli interessi

La nostra capacità di motivare attraverso i nostri rinforzi o feedback dati come genitori, insegnanti, educatori, datori di lavoro, ecc. deve essere allenata poiché anche nel dare feedback emerge la nostra umanità, la nostra storia personale, il modo in cui siamo stati educati, i feedback è che abbiamo ricevuto nella nostra vita, motivanti o meno, positivi o meno, rispetto alle aspettative dei nostri adulti di riferimento. Ciò che abbiamo vissuto molte volte si traduce in nostre aspettative rispetto alle persone che ci circondano e dunque della nostra capacità empatica di dare rinforzi motivanti.

Anche in questo esercitiamo la nostra capacità di scelta.

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[VIDEO]👉 La Dislessia - Trattamento [4 di 5] Orientarsi tra i trattamenti della Dislessia. Quali sono le modalità? Quale...
13/04/2026

[VIDEO]👉 La Dislessia - Trattamento [4 di 5]

Orientarsi tra i trattamenti della Dislessia. Quali sono le modalità? Quale strada è meglio percorrere? Il processo riabilitativo riguarda, oltre che aspetti... GUARDA IL VIDEO👉 https://bit.ly/3szV49S

👉Hai subito un trauma cranico? Forse non sai che..Se hai recentemente avuto un incidente e stai avvertendo alcuni cambia...
13/04/2026

👉Hai subito un trauma cranico? Forse non sai che..

Se hai recentemente avuto un incidente e stai avvertendo alcuni cambiamenti nelle tue abitudini o nel tuo stato d'animo, è fondamentale comprenderne la causa e le potenziali implicazioni.

Dopo l’incidente hai sofferto di mal di testa e/o vertigini?
Ti arrabbi facilmente?
Ti senti triste o depresso?
Sei più sensibile alla luce?
Ti è successo di dimenticare gli appuntamenti?
Ti capita di dimenticare dove hai messo una cosa, ad esempio un giornale o un libro?
Hai difficoltà di concentrazione?

Dopo un trauma cranico, le persone possono affrontare una serie di sfide che vanno oltre il semplice dolore o trauma fisico:
-Difficoltà Cognitive: attenzione, memoria, linguaggio e capacità decisionali possono essere compromessi;
-Difficoltà emotive e comportamentali: da apatia a instabilità emotiva, passando per irritabilità e scarsa tolleranza alla frustrazione;
-Sintomi neuropsichiatrici: depressione, ansia e ossessioni possono emergere o intensificarsi dopo un trauma.

La comprensione e il riconoscimento precoce possono fare una grande differenza nel trattamento e nella riabilitazione.

Se ritieni di manifestare alcuni dei sintomi di cui sopra, ti invitiamo a compilare il nostro questionario di screening gratuito e richiedere poi una consulenza, anch'essa gratuita, con un nostro esperto neuropsicologo.

👉 Compila il questionario! https://bit.ly/45JgC47

[BLOG]👉 Caregiver: esiste una sola Strategia Vincente Aggiustare l’ambiente domestico in modalità protesica può incremen...
13/04/2026

[BLOG]👉 Caregiver: esiste una sola Strategia Vincente

Aggiustare l’ambiente domestico in modalità protesica può incrementare il benessere del Caregiver e della persona malata. Scopri come!..continua sul sito👉 https://bit.ly/3qyCKeE

[ORIENTAMENTO SCOLASTICO]👉 Un percorso di Orientamento Scolastico GRATUITO nella scelta della Scuola Superiore!Per aiuta...
13/04/2026

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🌟 Bambini con disattenzione: come aiutare i genitori a supportarli 🌟La disattenzione nei bambini è un fenomeno più comun...
13/04/2026

🌟 Bambini con disattenzione: come aiutare i genitori a supportarli 🌟
La disattenzione nei bambini è un fenomeno più comune di quanto si pensi e può influire su apprendimento e comportamenti quotidiani. 🧒✨ Ma come possono i genitori fare la differenza?

👉 Nell’articolo del Centro Phoenix troverai:
✅ Le cause più comuni della disattenzione nei bambini
✅ Strategie efficaci per migliorare la concentrazione
✅ Consigli pratici per sostenere i più piccoli nel quotidiano

💡 La chiave è il supporto! Con piccoli accorgimenti, ogni genitore può aiutare il proprio bambino a sviluppare al meglio le proprie potenzialità.

📖 Leggi l’articolo completo e scopri di più: Bambini con disattenzione: alcuni consigli per i genitori

💬 Hai suggerimenti o esperienze da condividere? Scrivili nei commenti! 👇

Scopri consigli pratici per aiutare i bambini con disattenzione, migliorando concentrazione e rendimento scolastico.

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Via Bassanese 72/a
Romano D'Ezzelino
36060

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