15/01/2026
Le Caratteristiche del Cervello Psicopatico
Dr. Bruno C. Gargiullo
D.ssa Rosaria Damiani
Negli ultimi anni, il crescente interesse delle neuroscienze verso la comprensione dei comportamenti devianti ha portato a indagare a fondo le peculiarità cerebrali degli individui psicopatici. Gli studi scientifici si sono concentrati soprattutto sulle aree dei lobi frontali e temporali, evidenziando come specifiche disfunzioni possano essere alla base di determinate azioni e tratti caratteriali tipici della psicopatia.
Le ricerche condotte da neuroscienziati statunitensi, attraverso l’analisi delle scansioni cerebrali di decine di assassini psicopatici, hanno messo in luce una ridotta attività in alcune aree cruciali del cervello rispetto a soggetti sani. Le scansioni cerebrali sono immagini dettagliate ottenute mediante tecniche come la risonanza magnetica (MRI) o la tomografia a emissione di positroni (PET), che permettono di osservare la struttura e il funzionamento delle diverse aree del cervello. Queste procedure consentono ai ricercatori di valutare l’attività neuronale e identificare eventuali anomalie o differenze funzionali tra individui.
In particolare, la corteccia orbitofrontale e l’amigdala risultano significativamente meno attive. Queste regioni sono fondamentali per il controllo degli impulsi, la regolazione del comportamento sociale e l’inibizione, oltre che per la gestione della morale e dell’etica.
La scarsa funzionalità della corteccia orbitofrontale e dell’amigdala si traduce in una difficoltà marcata nel contenere gli impulsi e nell’aderire alle norme morali della società. Questa mancanza di autocontrollo è ciò che, secondo gli studiosi, può trasformare gli psicopatici in individui freddi, calcolatori e, nei casi più estremi, in assassini privi di rimorso. Le azioni crudeli e spietate compiute da questi soggetti non sono accompagnate da sensi di colpa, proprio perché le aree cerebrali deputate all’inibizione morale e sociale risultano compromesse.
In sintesi, la ricerca neuroscientifica ha permesso di delineare un quadro chiaro delle alterazioni cerebrali che caratterizzano il cervello psicopatico.
In aggiunta a queste anomalie, alcuni studi suggeriscono che nei soggetti psicopatici si possa osservare una iperattivazione della corteccia prefrontale. Questa particolare condizione permette di mantenere intatta l’intelligenza tecnica e le capacità di ragionamento logico, nonostante le carenze emotive e morali. Di conseguenza, gli individui psicopatici possono mostrare una notevole abilità nel pianificare e organizzare azioni complesse, risultando spesso abili manipolatori e strategici nel perseguimento dei propri obiettivi.
La ridotta attività della corteccia orbitofrontale e dell’amigdala spiega l’incapacità di autocontrollo e l’assenza di moralità che contraddistinguono questi soggetti, offrendo così una base scientifica alla comprensione di comportamenti estremi e devianti.
Riferimenti bibliografici
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