26/03/2026
Marzo è il mese della consapevolezza sull’ .
🔺In Italia colpisce circa il 10–15% delle donne in età riproduttiva.
🔺È presente nel 30–50% delle donne infertili o con difficoltà a concepire.
🔺 Le donne con diagnosi conclamata sono almeno 3 milioni.
🔺Il ritardo diagnostico medio è ancora di circa 7 anni.
Io l’ho scoperta a 23 anni.
Ho vissuto anni con la paura di non riuscire ad avere figli. Con il pensiero che fosse qualcosa con cui avrei dovuto convivere per sempre. Una sorta di condanna. Una sfortuna.
Ma così non è stato.
Né per la prima paura, né per la seconda.
Oggi, col senno di poi, credo che quella diagnosi sia stata anche una fortuna.
Perché se non l’avessi scoperta,
se non l’avessi vissuta sulla mia pelle,
forse oggi non farei il lavoro che faccio.
Oggi, a differenza di vent’anni fa, sappiamo molto di più su questa patologia.
Sappiamo che non è qualcosa a cui bisogna rassegnarsi.
Sappiamo che si può stare meglio.
Che si può intervenire.
E non solo con la chirurgia, come si pensava fino a qualche anno fa.
Lo stile di vita.
Le nostre abitudini quotidiane.
La dieta.
E soprattutto l’intestino.
Oggi abbiamo molti più strumenti. Strumenti che, se usati bene, possono davvero fare la differenza.
Per questo sabato 28 e domenica 29 saremo tutti a Firenze: prima per la Worldwide EndoMarch con e poi presso The Social Hub Belfiore, per degli spazi di confronto sull’endometriosi .genesi , in cui competenze professionali e vissuti personali si incontrano.
Per fare informazione.
Per aiutare a comprendere.
Per dimostrare che oggi esiste una rete sempre più ampia di professionisti in grado di supportarvi nel percorso verso la diagnosi, nella gestione della malattia e nel miglioramento della qualità di vita.
Per me non è solo lavoro.
È molto di più.
Grazie per avermi intervistata nel tuo bellissimo libro e per aver dato voce a quella che per tanti anni è stata la mia più grande preoccupazione 💛