Monica Giovatore Psicologa

Monica Giovatore Psicologa Psicologa
Mediatore Familiare
Coordinatore Genitoriale
Esperta nell'ambito dei Disturbi di Personalità. Autrice del libro INDECIFRABILI.

Adolescenti chi sono cosa vogliono come comunicano. Edizioni PM
Acquistabile su Amazon https://amzn.eu/d/0HmRkiE Esiste un modo profondo e delicato di entrare dentro di noi e dialogare con le nostre emozioni più vere.

Perché è così difficile chiedere aiuto?Chiedere aiuto non è solo una questione di carattere, è un comportamento influenz...
31/03/2026

Perché è così difficile chiedere aiuto?

Chiedere aiuto non è solo una questione di carattere, è un comportamento influenzato da fattori psicologici, sociali e culturali.
Diversi studi mostrano che molte persone evitano di chiedere supporto anche quando ne hanno bisogno.

🤔Perché?

Una delle cause principali è lo stigma: l’idea che mostrare fragilità significhi essere deboli o inadeguati.
A questo si aggiunge il cosiddetto “self-stigma”: non è solo la paura del giudizio degli altri, ma il giudizio che rivolgiamo a noi stessi:

✔️dovrei farcela da solo
✔️gli altri hanno problemi più seri dei miei

C’è poi un aspetto neuropsicologico: quando siamo sotto stress o in difficoltà emotiva, il nostro cervello tende ad attivare meccanismi di difesa (come evitamento o chiusura).
Questo rende ancora più complicato compiere azioni che richiedono esposizione, come chiedere aiuto.

🤔Anche il contesto conta.

Chi cresce in ambienti dove le emozioni non vengono espresse o validate, spesso impara a reprimere il bisogno di supporto. Nel tempo, questo può tradursi in isolamento e maggiore vulnerabilità psicologica.

Eppure, le evidenze sono chiare: il supporto sociale è uno dei fattori più protettivi per la salute mentale.
Condividere il proprio stato emotivo può:
-ridurre lo stress
-migliorare la regolazione delle emozioni
-aumentare il senso di appartenenza.

Chiedere aiuto, quindi, non è un fallimento individuale!
È una competenza e come tutte le competenze, si può allenare.💪

Si può iniziare con piccoli passi, chiedere aiuto non è sempre facile, ma è una delle cose più importanti che puoi fare per stare meglio.

Perché il primo passo non è “stare meglio”.

È non restare soli.

🤔Da dove possiamo iniziare?

Scegli la persona giusta
Pensa a qualcuno di cui ti fidi: un amico, un familiare, un insegnante o anche un professionista (come uno psicologo).
L’importante è che ti faccia sentire al sicuro.

Inizia in modo diretto (ma semplice)
Non serve un discorso perfetto. Puoi dire qualcosa come:

✔️Ultimamente non sto tanto bene, posso parlartene?
✔️Ho bisogno di un consiglio su una cosa importante per me.

Spiega come ti senti, non solo cosa è successo
Spesso è più utile dire:
✔️Mi sento stressato, confuso, triste…piuttosto che entrare subito nei dettagli.
Le emozioni aiutano l’altro a capirti meglio.

Accetta che è normale sentirsi in difficoltà
Chiedere aiuto non è debolezza.
È un segno di consapevolezza e forza.
Monica Giovatore Psicologa

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26/03/2026

⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️
C’è qualcosa che sta cambiando nel modo in cui i bambini e gli adolescenti vivono le emozioni.

Non è solo una questione educativa.
È anche neurobiologia, esposizione e rinforzo sociale.
Quando un minore sente il bisogno di filmare tutto, anche ciò che è doloroso, violento o umiliante, non sta semplicemente “cercando visibilità”. Sta cercando regolazione emotiva dall’esterno.

🧠Il cervello in età evolutiva è ancora immaturo nelle aree prefrontali (quelle deputate a controllo, empatia e previsione delle conseguenze), mentre i sistemi limbici – quelli della ricerca di gratificazione immediata – sono iperattivi.
I social amplificano questo squilibrio: like, visualizzazioni e condivisioni diventano micro-dosi di dopamina che rinforzano comportamenti sempre più estremi.

E così accade qualcosa di clinicamente rilevante:
👉 l’emozione non viene più sentita e integrata, ma agita e mostrata
👉 il dolore dell’altro non viene più riconosciuto, ma spettacolarizzato
👉 l’identità si costruisce non su ciò che si è, ma su ciò che viene visto dagli altri

Non serve demonizzare i social. Serve educare alla regolazione emotiva.
Cosa possiamo fare come adulti?⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️

✔️ Restituire ai ragazzi il valore dell’esperienza non mediata
✔️ Allenare la capacità di stare nelle emozioni, senza doverle subito esibire
✔️ Parlare apertamente di ciò che vedono e condividono
✔️ Rinforzare empatia e responsabilità relazionale
✔️ Essere modelli di un uso consapevole, non compulsivo, della tecnologia

Perché il punto non è “non filmare”.
❤️Il punto è tornare a sentire prima di mostrare.❤️
Monica Giovatore Psicologa

24/03/2026
20/03/2026

SOGNA RAGAZZO SOGNA
E ti diranno parole rosse come il sangue
Nere come la notte
Ma non è vero, ragazzo
Che la ragione sta sempre col più forte
Io conosco poeti
Che spostano i fiumi con il pensiero
E naviganti infiniti
Che sanno parlare con il cielo
Chiudi gli occhi, ragazzo
E credi solo a quel che vedi dentro.

Roberto Vecchioni
Cantautore

Per molti ragazzi il tatuaggio non è soltanto un segno estetico. È un atto identitario. Un modo per dire: questo sono io...
06/03/2026

Per molti ragazzi il tatuaggio non è soltanto un segno estetico. È un atto identitario. Un modo per dire: questo sono io, questa storia mi appartiene, questo dolore o questo amore voglio portarlo con me.
🧠 In termini psicologici potremmo leggerlo come un tentativo di scrivere sul corpo ciò che ancora fatica a trovare parole nella mente.

Per i genitori questo momento può essere destabilizzante. Si attivano preoccupazioni legate alla salute, alla permanenza del segno, ma anche qualcosa di più profondo: la percezione che il proprio figlio stia reclamando un territorio di autonomia sul proprio corpo e sulla propria identità.

🤚 La reazione impulsiva – il divieto rigido o, all’opposto, la resa immediata – raramente aiuta. In questa fase evolutiva la cosa più preziosa è aprire uno spazio di dialogo simbolico.
Provare a chiedere:

✔️Cosa rappresenta per te questo tatuaggio?
✔️Quando hai iniziato a pensarci?
✔️Che cosa vuoi ricordare o raccontare attraverso questo segno?

Il punto non è il tatuaggio in sé.
Il punto è trasformare quel momento in un’occasione di incontro tra due processi di crescita: quello dell’adolescente che costruisce la propria identità e quello del genitore che impara, passo dopo passo, a lasciare spazio senza smettere di essere una guida.
Perché, in fondo, ogni adolescente sta provando a scrivere la propria storia.🧡
E il compito degli adulti non è impugnare la penna al posto suo, ma restare accanto mentre impara a usarla.
Monica Giovatore Psicologa

04/03/2026

Quando Crescerai e non mi chiederei nemmeno più il permesso si impara vedrai che i mostri non stanno soltanto sotto il letto. Cit.

Quando una figlia si definisce QUERR, non sta creando distanza: sta cercando una verità.✔️Il termine q***r è un ombrello...
02/03/2026

Quando una figlia si definisce QUERR, non sta creando distanza: sta cercando una verità.

✔️Il termine q***r è un ombrello identitario che indica un modo personale e non rigido di vivere orientamento affettivo, identità di genere o espressione di sé.
✔️Significa non riconoscersi pienamente nelle categorie tradizionali oppure volerle attraversare con libertà. Non è confusione, non è una fase da correggere: è spesso un processo di consapevolezza e autenticità.

Per un genitore, l’impatto emotivo può essere complesso. Possono emergere paura, senso di smarrimento, lutto dell’immagine immaginata del futuro. Sono tutte emozioni legittime. Ciò che fa la differenza per la salute psicologica di una figlia, però, non è l’assenza di dubbi nei genitori, ma la presenza di accoglienza, ascolto e sicurezza relazionale🧡

La ricerca mostra che il principale fattore protettivo per adolescenti LGBTQIA+ è la validazione familiare: sentirsi visti, creduti e amati riduce significativamente ansia, depressione, isolamento e comportamenti a rischio.

✔️L’identità non si costruisce contro la famiglia, ma dentro relazioni che permettono di esistere senza paura. Essere genitori, in questi momenti, significa spostarsi dal bisogno di capire tutto subito al coraggio di restare accanto mentre si comprende.
✔️Non servono parole perfette, ma presenza coerente.
✔️Non servono risposte definitive, ma disponibilità a crescere insieme.

Una figlia q***r non chiede genitori perfetti. Chiede genitori che continuino a dire, con i fatti:
“Tu non devi cambiare per essere amata. Noi possiamo imparare per amarti meglio.”

🧠Il cervello adolescenziale, con la sua intensa plasticità sinaptica e la maturazione incompleta delle aree prefrontali, amplifica il bisogno di appartenenza e autenticità. Quando l’ambiente risponde con sicurezza affettiva, la costruzione del Sé diventa più integrata e meno difensiva.
La stranezza meravigliosa dell’essere umani sta proprio qui: passiamo la vita a diventare ciò che siamo, e spesso i figli costringono i genitori a fare lo stesso.
Monica Giovatore Psicologa

25/02/2026

Durante le intense e vibranti giornate del Festival di Sanremo, cuore pulsante della musica italiana nella splendida Sanremo, abbiamo avuto il piacere di ospitare e promuovere a Radio Incontro un progetto editoriale che parla al cuore delle nuove generazioni:

“Indecifrabili”, il libro di Monica Giovatore, con la prefazione di Roberta Bruzzone è stato presentato in un contesto unico, tra canzoni, emozioni e parole che si intrecciano.
Un’opera che attraversa il mondo interiore dei giovani, dando voce a quelle sfumature emotive che spesso restano inascoltate o difficili da interpretare.

In una settimana in cui la musica racconta storie e sentimenti, “Indecifrabili” si inserisce come un ponte tra note e vissuti, tra palco e quotidianità, offrendo uno sguardo profondo e autentico sulle emozioni contemporanee.

Radio Incontro è orgogliosa di aver dato spazio a un libro che invita ad ascoltare, comprendere e decifrare ciò che troppo spesso rimane silenzioso. Perché, proprio come una canzone, anche ogni emozione merita di essere accolta e compresa.






Una delle frasi del mio libro che spero possano ispirarvi una riflessione.Non deve per forza essere una riflessione comp...
24/02/2026

Una delle frasi del mio libro che spero possano ispirarvi una riflessione.

Non deve per forza essere una riflessione complessa o rivoluzionaria, non sottostimate mai la potenza di un piccolo inizio: ogni grande scoperta parte da un'idea semplice, ma profonda.

Il mio libro tenta proprio di fare questo, esplorare quello che non sappiamo del mondo degli adolescenti, in modo che questa riscoperta possa aiutarci a conoscere anche nuove parti di noi.

Il libro Indecifrabili di Monica Giovatore arriva al Festival di Sanremo.Un incontro speciale presso Radio Incontro dedi...
20/02/2026

Il libro Indecifrabili di Monica Giovatore arriva al Festival di Sanremo.
Un incontro speciale presso Radio Incontro dedicato al mondo degli adolescenti, alle loro emozioni e al linguaggio universale che più li rappresenta: la musica.

Attraverso un dialogo tra psicologia e canzoni, la presentazione sarà uno spazio di riflessione per comprendere meglio i vissuti dei giovani, i loro silenzi e i messaggi che spesso riescono a esprimere proprio attraverso le note.

Un appuntamento pensato per genitori, educatori e per chiunque desideri avvicinarsi con maggiore sensibilità all’universo emotivo delle nuove generazioni.

Dietro l’apparente semplicità del legame tra musica e adolescenza si nasconde un fenomeno neuropsicologico affascinante: le canzoni funzionano come potenti regolatori emotivi, attivano circuiti dopaminergici legati a ricompensa e appartenenza e diventano strumenti identitari.

Quando un adolescente dice “questa canzone sono io”, sta descrivendo un processo di costruzione del Sé narrativo mediato dal suono. Incontri come questo aprono spazi simbolici dove adulti e ragazzi possono finalmente tradurre ciò che spesso resta implicito.



Ci insegnano ad amare gli altri, ma raramente ci insegnano ad amare noi stessi.La frase “Ama il prossimo tuo come te ste...
11/02/2026

Ci insegnano ad amare gli altri, ma raramente ci insegnano ad amare noi stessi.

La frase “Ama il prossimo tuo come te stesso” contiene una verità spesso ignorata: presuppone che l’amore per sé esista già. Eppure, nessuno ci educa davvero alla dignità personale, al rispetto dei propri confini, alla capacità di riconoscere il proprio valore indipendentemente dallo sguardo altrui.

L’amor proprio non è egoismo. È struttura. È la base neuropsicologica della nostra stabilità emotiva. È ciò che permette al sistema nervoso di non vivere costantemente in allerta, di non mendicare conferme, di non restare dove veniamo feriti pur di non restare soli.

Prima di essere partner, figli, genitori o compagni, siamo la persona con cui trascorreremo ogni singolo istante della nostra vita. La prima relazione da costruire, proteggere e non tradire è quella con noi stessi.

Quando impariamo a non abbandonarci, smettiamo anche di accettare chi ci abbandona.
L’amore sano non nasce dal bisogno, ma dal riconoscimento reciproco tra due identità già intere.
Monica Giovatore Psicologa

Un sincero grazie a tutti coloro che hanno partecipato alla conferenza–dibattito dedicata ai giovani, un momento di conf...
08/02/2026

Un sincero grazie a tutti coloro che hanno partecipato alla conferenza–dibattito dedicata ai giovani, un momento di confronto autentico e profondamente necessario.

È stato per me un onore presentare il mio libro “Indecifrabili adolescenti. Chi sono, cosa vogliono e come comunicano”, in un dialogo così ricco e stimolante, mediato con sensibilità istituzionale dalla Consigliera del Comune di Roma Francesca Barbato e con la competenza giornalistica di Barbara Molinario. Un ringraziamento speciale anche al collega Giuliano Ferrari, psicologo, criminologo e psicoterapeuta, per il suo prezioso contributo clinico e umano.

Spero che ciascuno abbia portato con sé una consapevolezza fondamentale: con la Generazione Z, la comunicazione non è solo uno strumento educativo, ma una vera e propria funzione protettiva. La qualità della comunicazione incide sui processi di regolazione emotiva, sul senso di identità e sulla capacità di affrontare la complessità del mondo contemporaneo.

La prima forma di prevenzione e di guarigione non nasce nei contesti clinici, ma prende forma nelle relazioni quotidiane, tra le mura di casa, attraverso la presenza, l’ascolto e la connessione emotiva. È lì che il cervello in sviluppo trova sicurezza, significato e direzione.
Continuiamo a costruire spazi di dialogo. Perché comprendere gli adolescenti oggi significa, in realtà, prenderci cura del futuro di tutti.
Monica Giovatore Psicologa
https://amzn.eu/d/0bbRNodc

Indirizzo

Rome

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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