Studio Medico Marchionni Cenci

Studio Medico Marchionni Cenci Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Studio Medico Marchionni Cenci, Centro diagnostico, Via Vincenzo Arangio Ruiz, 19, Rome.

Benvenuti nella pagina dello Studio Marchionni Cenci SRL: ci occupiamo di Medicina del Lavoro, corsi di Sicurezza sui luoghi di lavoro (81/08 e smi), ecografie, spirometrie, elettrocardiogramma, audiometrie.

09/04/2026

Avreste voglia di partecipare a un sondaggio partendo dalle basi della biologia?
Sto puntando ovviamente ai vaccini poi a comprendere DNA 🧬 mRNA e vaccini più semplici.
Se volete mandatemi domande anonime.

09/04/2026

Dopo le innumerevoli discussioni in tema di vaccinazione, conoscendo bene il fenomeno chiamato “Big Pharma”, effettivamente per una mera speculazione, i dipendenti visitati per l’idoneità alla mansione, nel cui protocollo sanitario è prevista la vaccinazione antitetanica), ebbene il Ministero ha tolto dal commercio il semplice vaccino antitetanico, introducendo un bivalente (Tetano-Difterite) o un trivalente (tetano + difterite + pertosse), praticamente INUTILI.
Il tetano esiste, di tetano si muore malissimo e la leggenda del ferro arrugginito è una vecchia bugia. L’immunità dura circa 10 anni. Ora ovviamente si tratta di soldi, un’antitetanica costa sui 10 euro, bivalente e trivalente di più. Quindi un paziente non vaccinato potrebbe avere la fortuna di un’immunità ancora alta, altrimenti dovrebbe recarsi in ospedale e ricevere le GAMMAGLOBULINE, che sono un derivato del sangue.
Sono raccapricciata.
Oltretutto le gammaglobuline non sostituiscono il vaccino ma servono solo per coprire il periodo in cui l’individuo è scoperto.
Il tetano è presente in natura, viene trasportato dalle feci di uccelli, bovini, equini, ovini e depositato un po’ ovunque.
Ad alcuni pazienti stiamo chiedendo di vedere di fare il dosaggio anticorpale prima di farci procedere oppure di recarsi presso la propria ASL.
Ambra

04/04/2026

Nemici nascosti della salute.
Ipertensione arteriosa (comunemente chiamata pressione alta), iperglicemia, tendenza a ipercolesterolemia, trigliceridi a go-go.
Le sintomatologie possono arrivare quando ormai è “tardi”, ossia si deve già iniziare una terapia. Oltre a cause genetiche (ecco perché chiediamo sempre l’anamnesi “storia” familiare), comportamentali ci sono uso smodato di alcolici anche leggeri quotidianamente, trascorso di uso di stupefacenti, alimentazione scorretta, fumo, grasso addominale, vita sedentaria e anche poco riposo.
Un check-up annuale del sangue (anche con le donazioni!) può essere utile per sé stessi e per gli altri.

Ci sono poi esami più mirati che finché la sanità rimarrà pubblica si possono prenotare senza ansia o approfittare dei mesi della prevenzione.
Chiedete senza remore al medico competente anche queste informazioni se avete dei dubbi, una buona conoscenza clinica di base può salvare delle vite.

https://www.stateofmind.it/disturbi-di-personalita/Ci capita di avere a che fare con tante persone affette da disturbi d...
04/04/2026

https://www.stateofmind.it/disturbi-di-personalita/

Ci capita di avere a che fare con tante persone affette da disturbi di personalità ed è davvero dura gestirli soprattutto nell’ambito della medicina preventiva. L’intervento dello Psichiatra è la regola, un bravo medico si rende conto da anamnesi e racconto di colleghi e datori di lavoro della situazione, ma “purtroppo”la legge Basaglia non viene incontro al paziente, alla collettività e alle famiglie coinvolte. Alla diagnosi il paziente può apparire orientato, intelligente, cosciente e non alterato, poi accadono però incidenti, a volte anche gravi. Tutelate i vostri cari per quanto possibile con il giusto terapeuta, le strutture e tutto quanto sia possibile affinché non facciano del male agli altri o soprattutto a sé stessi. I TMSREE di competenza possono aiutare ma solo il TSO in fase acuta è rilevante. Non abbiate paura, pietà e fatevi aiutare. Un abbraccio

I disturbi di personalità sono modelli disadattivi di pensiero e comportamento che influenzano il funzionamento personale e interpersonale

04/04/2026

Per l’ennesima volta mi è stato riferito di sentirsi benissimo con un bicchiere tiepido di acqua e limone ogni mattina addirittura a stomaco vuoto.
È una vecchia leggenda salutista che può rivelarsi estremamente pericolosa.
Smalto dei denti, esofago, stomaco, afte, ulcere, costipazioni intestinali.
Non fa dimagrire (ossia, forse quando ormai si arriva alla gastrite sì).
Evitate i metodi della nonna, non sono sempre efficaci e spesso sono additura nocivi.
Ricordate che qualsiasi comportamento assumiamo, abitudine, vizio anche apparentemente benefico e che a lungo andare sembri non provocare disturbi potrebbe presentarci il conto dopo anni.

04/04/2026

Una piccola nota per quanto riguarda il rilascio di idoneità ai “rider”. Spesso ci telefonano dei lavoratori che si occupano di consegne per conto delle solite 3-4 grandi aziende del Delivery. Le aziende in questione, per essere in regola con l’81/08 letteralmente RIMBALZANO al dipendente la posizione sanitaria tramite idoneità lavorativa stabilendo A PRIORI un budget. Questo non è accettabile. SE l’azienda (JustBla, DeliverU, Glov) dovesse mettere in regola i propri dipendenti, avrebbe diversi medici competenti sparsi sul territorio e coordinati con un medico coordinatore, ma sotto nomina, dopo aver stabilito un tariffario, un protocollo sanitario e aver firmato una valutazione dei rischi!
Più volte veniamo chiamati da rider che dicono di dover essere sottoposti a visita di idoneità lavorativa con un budget di 50 euro. Ok, lasciamo da parte il vile denaro, parliamo piuttosto di etica e soprattutto di rischi. In primis la visita di idoneità e la sorveglianza sanitaria è regolata da un rapporto professionale tra datore di lavoro e medico, in secondo luogo non deve essere il lavoratore a doversi trovare un medico, infine, trattandosi spesso di lavoratori che utilizzano mezzi di spostamento che sottopongono a uno sforzo fisico, un “semplice” elettrocardiogramma potrebbe non essere sufficiente a individuare una situazione di avversità cardiologiche che invece sarebbero appannaggio di un cardiologo che possa accertare l’attività sotto sforzo, in ultimo spesso i lavoratori (quasi all’orlo della schiavitù) parlano a stento la lingua italiana e non riescono a comunicare al 100% il proprio stato di salute.
Che gioco stiamo giocando?
Quando ordinate spesa, pizza, hamburger chiedetevi chi stia tutelando questi LAVORATORI e ricordatevi che noi siamo dalla loro parte e hanno il diritto di un rapporto lavorativo sano, sicuro e di sentirsi protetti dai rischi lavoro-correlati.

04/04/2026

Essere medici, lavorare nella Sanità è una vocazione. A volte non ci sono orari, ci si dimentica della famiglia, delle amicizie, di avere una vita al di fuori di una struttura e di un bagaglio di impegni che si accavallano e ti guardano con disappunto dall’agenda. Poi ci sono le urgenze, la burocrazia. Bisogna curare tutto e tutti, niente può andare fuori posto. La riqualificazione professionale, gli aggiornamenti, le attrezzature (che ovviamente non funzionano mai nei momenti più cruciali), ora c’è anche l’AI a darci una mano, ma attenzione, su un dubbio diagnostico bisogna presentare bene la domanda, conoscere bene la Clinica come base da cui partire per arrivare a un’ipotesi accettabile che possa essere compatibile con il paziente. Poi c’è il lato umano, perché non sempre tutto fila liscio e si cerca di non sbagliare mai. Quando si stacca la spina si pensa sempre a qualcuno, qualche situazione e a volte ci si strugge e si può anche diventare cupi. Nel mio team abbiamo sempre cercato infatti di essere professionali ma anche di far trasparire il nostro lato umano e sdrammatizzare su quella patina di pesantezza che affligge il mondo dei sanitari. La dottoressa Marchionni prima si divertiva con i colleghi, si mostrava al mondo per quella che era: c@zzeggiona. Non essendo cosa gradita (dai non colleghi), si è messo un punto. La dottoressa da oggi è un manichino con il camice per l’audience pubblica, con i goliardici colleghi e in privato non le verrà tolta la voglia di giocare, divertirsi, ironizzare. Basta circo emozionale.

Prossimamente articolo sulle novità circa l’aumento allucinante dei nuovi infetti da HIV nei trend 2023-2024.

Cordialmente

04/04/2026

Fino a qualche mese fa ero conscia, ma come molti medici, ll senso di onnipotenza vince: “ A me non può capitare” ma qualcosa ha fatto capolino nella mia testa. Vorrei parlare soprattutto a tutti i lavoratori e le pazienti che si sono esposti a raggi ultravioletti. Ad aprile 2023 mi ero accorta di avere una macchia vicino all’occhio e al naso, praticamente dove poggiano gli occhiali, quasi un’escoriazione, che ogni tanto si spellava. Approfittando di una visita a poco prezzo, mi sono rivolta a uno specialista (più che altro per questioni estetiche, ossia la asportazione di eventuali nevi/ nei), un medico del Gemelli che opera in privato, così ho fatto rimuovere dei minuscoli fibromi penduli. Ho chiesto anche di osservare quella macchia particolare nel punto dove dicevo di avere questa escoriazione e mi è stato detto che non avevo niente. A fine novembre 2023 sono andata per scrupolo all’ospedale dermatologico IDI, pagando il ticket, il Dermatologo mi ha immediatamente invitava a consultare la skin cancer unit. Gli indizi erano banali, ogni volta che mi stuccavo o mi lavavo il viso trovavo su quella che mi sembrava solo una crosticina, delle macchie di sangue. Il verdetto è stato senza speranza: basalioma. Tra tutti i tipi di carcinoma della pelle è quello che dà meno complicazioni, meno possibilità di metastasi o infiltrazioni. Da un lato me l’aspettavo, dall’altro è stato come una doccia fredda. Nel giro di una settimana mi hanno operata a lama fredda. L’importanza dell’intervento a lama fredda, ossia bisturi semplicissimo, punti e sutura visibile e poi esame istologico è che rispetto a un intervento con il laser dà la possibilità di capire quanto margine di quello che si è rescisso è libero da eventuali altre lesioni. Dato che sono molto fortunata, nonostante l’intervento vengo informata dopo più di un mese che devo essere sottoposta a revisione in cui 1,55 MM di tessuto dovranno essere di nuovo asportati. Adesso veniamo al punto fondamentale del perché si presenta un basalioma, un carcinoma, un melanoma: la colpa sono solo esclusivamente i raggi ultravioletti. Dato che la moda negli anni 90’ era di essere più o meno color mattone io ci sono cascata, volevo dimostrare che il mio colorito pallido (per cui venivo letteralmente presa per il c**o) non fosse di origine nobiliare o di mancanza di soldi di una vacanza a Riccione, ho subito una fortissima lesione alla pelle all’età di 14 anni. a distanza di oltre trent’anni l’ho pagata e l’ho pagata molto cara, infatti non è finita qui. Ora che ci penso successe anche a nonna che si era ustionata alle Dolomiti chissà quanti decenni fa e le fecero addirittura la rinoplastica.
Veniamo a voi, miei cari: consiglio vivamente a tutti quelli che sono esposti al sole di sottoporsi almeno almeno una volta all’anno all’epiluminescenza. La mia stupidità adolescenziale è stata “ vi faccio vedere io come mi abbronzo se a 14 anni, vado in Thailandia, plebei schifosi che mi chiamate mozzarella” a parte che ho avuto una vacanza completamente rovinata dall’ustione solare, la mia pelle era irriconoscibile, un’unica crosta, un’infinità di bolle d’acqua, impossibilità di alzarmi e godermi la vacanza, ma adesso ne sto anche portando i danni fisici. Qualche settimana prima mi avevano proposto un peeling all’acido mandelico, qualche puntura per ridurre le rughe e adesso mi ritrovo a confrontarmi con un cancro multifocale solamente per quello che è la cosa più effimera e stupida cui dia retta l’essere umano: l’estetica.
I danni possono comparire anche dopo 30 anni.
Meno male che poi sono diventata seguace fedele dark e ho aberrato il sole.
Proteggete la vostra pelle, qualsiasi colore sia, inutile fare i negazionisti dell’ovvietà, ormai sono anni che si sa che l’esposizione al sole è nociva. È bello essere abbronzati, ma se non siete gente da Bahamas e protezione 50 tutto il giorno risparmiatevi questo supplizio e investite piuttosto in una buona epilluminescenza annuale. Con ottimismo non solare, la vostra Ambra ♥️
P. S: tutto questo, come qualsiasi patologia in un medico provoca un profondo sconforto, sentendoci un po’ onnipotenti per deformazione professionale e diventiamo distaccati, anaffettivi, antipatici. Perdonateci per questa fallacittà professionale. In realtà ci siamo sempre per tutti, sempre, purtroppo tendiamo a trascurare noi stessi e chi ci sta veramente vicino, ma non è fatto con dolo, è proprio l’essere medico. Purtroppo queste situazioni comportano proprio per chi è il mestiere un certo allontanamento e anche una sorta di distacco mentale che psicologicamente è assimilabile al narcisismo (non patologico, anche se può portare in confusione le persone che sono vicine), ci si rinchiude nella malattia e nella paura ma non è per fare del male agli altri è una protezione verso sé stessi. 

P.s.2: GUAI a chi si lancia a usare metodi naturali, la crema protettiva può essere anche del discount ma non aloe e cavolate simili.
Se vi ustionate usate l’acqua e poi sentite un vero medico.

Dr.ssa Ambra MarchionniMedico chirurgo riconosciuta in Europa con formazione presso Universität Medizin BerlinGinecologi...
04/04/2026

Dr.ssa Ambra Marchionni
Medico chirurgo riconosciuta in Europa con formazione presso Universität Medizin Berlin
Ginecologia e ostetricia
Specializzanda in Psichiatria
Master degree di terzo livello in diagnostica per le immagini
Ricercatore
Autrice di diverse pubblicazioni scientifiche reperibili sulle migliori piattaforme mondiali con oltre 1000 citazioni in tema malattie infettive, carcinomi e stati infiammatori
Formatore specializzato per la sicurezza sui luoghi di lavoro già dal 1996
RSPP esterno e formatore per qualsiasi ATECO
Auditor Antincendio Evacuazione e Gestione delle emergenze
Docente di Primo Soccorso e ATLS

09/11/2025

QUANDO IL CORPO EREDITA LA MEMORIA DEL DOLORE

(Di Patrizia Coffaro)

Oggi voglio parlarvi dell'epigenetic trauma, o biologia dello stress ereditato. È un campo di ricerca che sta rivoluzionando il modo in cui comprendiamo il trauma e la malattia cronica, perché ci dice una cosa tanto sorprendente quanto sconvolgente... il dolore non si eredita solo nei ricordi, ma anche nei geni.

Mentre in Italia tendiamo ancora a relegare il trauma all’ambito della psicologia, come se fosse solo una questione di mente, emozioni o memoria, la medicina epigenetica ci mostra che il trauma è, prima di tutto, una forma di informazione biologica. Una memoria che si trasmette da una generazione all’altra non attraverso le parole, ma attraverso le modifiche chimiche del DNA, che cambiano il modo in cui i nostri geni si esprimono.

La parola epigenetica viene dal greco epi, che significa sopra. È tutto ciò che sta sopra il gene... non cambia la sequenza del DNA, ma decide come e quando quel gene viene acceso o spento.

Immagina il DNA come un grande pianoforte, i geni sono i tasti, e l’epigenetica è il pianista (so che detto così riesci a comprenderlo meglio). Puoi avere un pianoforte perfetto, ma se il pianista suona in modo dissonante, la musica cambia completamente. Non cambia il DNA, non riscrive il codice della vita, ma cambia il modo in cui quel codice viene espresso. È come se la partitura fosse la stessa, ma l’intonazione, il ritmo e l’intensità con cui viene suonata fossero alterati.

Un gene può restare identico, ma il trauma modifica quanto quel gene viene ascoltato dal corpo. Può far sì che un gene dell’infiammazione si accenda troppo spesso, o che un gene calmante resti silenziato. In pratica, non cambia il contenuto, cambia l’interpretazione biologica della vita.

Ecco perché due persone con lo stesso DNA possono reagire in modo completamente diverso... una rimane stabile, l’altra si ammala. La differenza non sta nel gene, ma nel modo in cui il vissuto ha insegnato al corpo a leggere quei geni. Il trauma, quindi, non cambia chi siamo, cambia come ci esprimiamo a livello cellulare.

Attraverso processi come la metilazione del DNA, l’acetilazione degli istoni e la regolazione dei microRNA, lo stress e l’ambiente emotivo in cui cresciamo modificano l’attività dei geni che controllano l’infiammazione, il sistema immunitario, gli ormoni dello stress e la plasticità neuronale.

Studi hanno osservato, per esempio, che i figli e i nipoti dei sopravvissuti all’0Iocausto presentano alterazioni nei geni che regolano il cortisolo e la risposta allo stress, hanno livelli più bassi di cortisolo mattutino e una maggiore vulnerabilità a disturbi d’ansia, depressione e malattie autoimmuni.

Lo stesso è stato visto nei figli delle donne incinte durante l’11 settembre, nei discendenti di veterani di guerra, di popolazioni schiavlzzate, o di madri esposte a carestie. Ogni volta che il corpo di una generazione vive un trauma intenso, gue*ra, abus0, perdita, fame, abbandono, l’ambiente biochimico del corpo cambia, e quella firma rimane impressa sull’epigenoma.

È come se il corpo dicesse ai figli: “Nel mondo là fuori non sei al sicuro. Preparati.” E così il loro sistema nervoso nasce già più allerta, più reattivo, più infiammabile.

Quando viviamo un trauma, il corpo produce ormoni dello stress (come cortisolo e adrenalina) e molecole infiammatorie che servono a farci sopravvivere. Ma se quello stato si prolunga, questi segnali diventano istruzioni epigenetiche.

Lo stress cronico modifica i geni che regolano i recettori del cortisolo, rendendoli meno sensibili, in pratica, il corpo resta sempre in modalità allarme. Allo stesso tempo altera i geni che governano citochine, mastociti, infiammazione intestinale, serotonina e dopamina. Il risultato è un corpo che vive costantemente in risposta al pericolo cellulare, con il sistema immunitario e nervoso in uno stato di iper-vigilanza.

Ecco perché alcuni bambini nascono già con ansia, insonnia, allergie, o una sensibilità eccessiva agli stimoli, non hanno vissuto un trauma diretto, ma portano dentro il linguaggio biologico del trauma dei genitori.

Una delle scoperte più affascinanti è che il trauma non si conserva come ricordo, ma come modifica dei sistemi di regolazione. Il corpo non dimentica, ma non sa neanche distinguere tra passato e presente... un suono, un odore, una parola o un tono di voce possono riattivare l’allarme perché, a livello cellulare, la minaccia non è mai finita.

Questo si riflette in:

- Infiammazione cronica di basso grado,

- Ipersensibilità agli stimoli,

- Disbiosi intestinale persistente,

- Difficoltà a regolare la glicemia e il sonno,

- Iperattività del sistema simpatico,

- ... e vulnerabilità a patologie autoimmuni e neurodegenerative.

In sostanza, il trauma epigenetico mantiene la risposta al pericolo cellulare (CDR - ne abbiamo parlato nei giorni scorsi) attiva anche quando il corpo non è più in pericolo. E questo spiega perché tanti percorsi terapeutici, farmacologici o alimentari non bastano da soli... non si tratta solo di curare, ma di resettare la percezione biologica di sicurezza.

La buona notizia è che l’epigenetica è reversibile. Quello che viene trasmesso può essere riscritto. Gli stessi meccanismi che fissano il trauma possono anche disattivarlo:

- Un ambiente sicuro,

- Relazioni affettive stabili,

- Sonno regolare,

- Nutrizione antiinfiammatoria,

- Esposizione alla natura e alla luce solare,

- Pratiche di consapevolezza e coerenza cuore-cervello.

Ogni esperienza che riduce lo stress e riporta il corpo in modalità parasimpatica modifica la metilazione del DNA, riattivando geni di guarigione, rigenerazione e stabilità emotiva.

Molte persone, quando sentono parlare di trauma ereditato, reagiscono con paura e pensano di portare dentro di loro qualcosa che non possono cambiare. Assolutamente no. Non erediti il trauma... erediti la predisposizione biologica a reagire come se il pericolo fosse ancora presente. Ma la buona notizia è che tutto ciò che si è impresso sull’epigenoma può essere ricalibrato.

Ogni volta che respiri più lentamente, che ti concedi riposo, che nutri il corpo con cibo vero e con relazioni sane, stai scrivendo nuove informazioni sul tuo DNA. L’epigenetica non è destino... è dialogo continuo tra ciò che vivi e ciò che sei.

Il trauma epigenetico non si cura solo con la pslcoterapia, perché non vive solo nella psiche. È impresso nel corpo, nei recettori, nel microbiota, nei mastociti, nei mitocondri. Per questo, i percorsi più efficaci oggi integrano:

- Riprogrammazione limbica, per calmare il cervello emotivo;

- Terapie somatiche, per sciogliere la memoria corporea del trauma;

- Riequilibrio del sistema nervoso autonomo, con respiro, suono, movimento e grounding;

- ... e nutrizione mirata per sostenere metilazione, detossificazione e antiossidanti.

Ogni volta che il corpo percepisce sicurezza, rilascia il segnale biologico che il pericolo è finito. Ed è lì che la riparazione può iniziare.

Una delle aree più studiate è il legame tra trauma, microbiota e sistema immunitario. Lo stress prolungato modifica la flora intestinale, riduce la diversità microbica e aumenta la permeabilità della barriera intestinale. Questo fa sì che molecole infiammatorie entrino in circolo e arrivino al cervello, dove alterano la regolazione neuroendocrina.

In parole semplici... lo stress ereditato si trasforma in infiammazione ereditata. Un intestino infiammato manda al cervello segnali di allerta, e il cervello, a sua volta, amplifica la risposta immunitaria. È un dialogo circolare che si tramanda anche attraverso l’epigenetica.

Per questo molti approcci moderni alla guarigione dal trauma includono riparazione intestinale, regolazione vagale e modulazione immunitaria. La mente non si calma se il corpo è in fiamme. E il corpo non guarisce se la mente resta in guerra.

Guarire da un trauma epigenetico non significa cancellare la storia familiare, ma riscriverne la conclusione. Significa riconoscere che sì, il dolore dei nostri genitori vive anche in noi, ma non come condanna, ma come richiesta di consapevolezza.

Ogni volta che scegli la calma invece della reazione, che smetti di giudicare il corpo e inizi ad ascoltarlo, rompi la catena biologica dello stress. Ogni atto di cura verso te stesso cambia la chimica del sangue, l’attività dei geni e il destino delle generazioni future.

E forse questo è il vero significato di guarigione ancestrale, non un concetto mistico, ma una riscrittura epigenetica collettiva. Il trauma non è solo un ricordo. È un linguaggio che il corpo continua a parlare, finché qualcuno non lo ascolta. L’epigenetica ci mostra che la biologia e l’anima non sono mai state separate, ciò che senti, pensi e vivi ogni giorno lascia impronte misurabili nei tuoi geni.

E se il dolore si può trasmettere, anche la guarigione può farlo. Perché ogni volta che un essere umano smette di reagire e inizia a comprendere, cambia non solo se stesso, ma tutto il suo albero genealogico.

XO - Patrizia Coffaro

La dottoressa Villa evidenzia le gravi carenze nel SSN nel settore della diagnostica anatomo-patologica, e questo in un ...
14/10/2025

La dottoressa Villa evidenzia le gravi carenze nel SSN nel settore della diagnostica anatomo-patologica, e questo in un momento in cui ,con i tumori, ci sarebbe bisogno più che mai di diagnosi rapide ed accurate per procedere alle terapie sempre più mirate di cui adesso disponiamo.

Se chiedessimo in giro quali sono gli specialisti di cui il Servizio Sanitario Nazionale ha più bisogno, la maggior parte delle persone risponderebbe pensando alle…

09/10/2025

Siamo stati gentilmente informati della presenza sulla nostra pagina qui su Facebook e su quella di Google, della presenza di foto nostre personali che non sono state ritenute "professionali" o "idonee" a rappresentarci come professionisti.
Partiamo dal presupposto che queste informazioni sono arrivate filtrate da diverse fonti (anche se sappiamo chi abbia dato il "LA") tramite vari passaparola, il che rende la situazione disturbante, codarda e poco costruttiva; detto ciò, molti dei contenuti devono essere frutto del nostro ex webmaster, di comunicazioni tra Meta e i profili privati e non ne avevamo autorizzato la diffusione, quindi siete invitati a non divulgarle ulteriormente, anche se tutto ciò che è in rete notoriamente è di pubblico dominio.
Comunque sia, con tutto quello che abbiamo da fare, tutto quello a cui dobbiamo pensare per noi stessi, per l'attività e per i pazienti, foto "scabrose" o ritenute poco professionali (che poi se sapeste da che pulpito viene la predica ridereste) ci interessano relativamente, perché conosciamo il nostro valore, il nostro modo di lavorare, le nostre personalità e soprattutto che SIAMO professionisti.
Questa morbosità nel cercare il pelo nell'uovo per dimostrare (a chi?) qualcosa sul nostro conto, speriamo solo non sia diffamante, perché a quel punto ci riserveremo dal chiedere alle autorità delucidazioni per dichiarazioni di falso, calunnia, danneggiamento d'immagine.
I pareri non richiesti non ci interessano, soprattutto se a cercare di proporsi come "content creator" non sono persone del settore, perché sarebbe come andare dal carrozziere a chiedere come gestire una pratica legale.
Invitiamo questi gentilissimi e garbati curatori d'immagine a mettersi davanti allo specchio prima di criticare a vanvera.
Cordialmente.

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Rome
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