Dott.ssa Concetta Di Benedetto

Dott.ssa Concetta Di Benedetto Ti aiuto a trovare il tuo benessere, la fiducia, le potenzialità, la consapevolezza, per stare bene!

✨ Questa frase è sempre stata una fonte di ispirazione per me.Ci torno spesso, soprattutto nei momenti in cui sento che ...
11/01/2026

✨ Questa frase è sempre stata una fonte di ispirazione per me.
Ci torno spesso, soprattutto nei momenti in cui sento che potrei reagire invece che scegliere.

📖 “Tra lo stimolo e la risposta c’è uno spazio. In quello spazio c’è la nostra libertà.”
(Viktor Frankl)

Ci sono momenti in cui reagiamo prima ancora di capire.
Una parola che punge.
Uno sguardo che giudica.
Un’assenza che pesa.
E qualcosa dentro si chiude, si irrigidisce, risponde in automatico.
È lì che crediamo di non avere scelta.
È lì che diciamo: “Non potevo fare diversamente.”
E invece.

Quello spazio non è comodo.
Non è immediato.
Non è istintivo.
È uno spazio sottile, spesso doloroso, in cui senti tutto quello che vorresti evitare: la rabbia, la paura, la ferita che si riapre.
Ma è anche lo spazio in cui non sei più solo una reazione.
Sei una persona che può scegliere.
Scegliere di non rispondere come ti hanno feritə. Scegliere di non diventare ciò che ti ha fatto male. Scegliere di non tradire te stessə per proteggerti un attimo.

Frankl lo sapeva bene: anche nei contesti più disumani, la libertà non è fare ciò che si vuole, ma decidere chi essere davanti a ciò che accade.

🌱 A volte crescere non significa cambiare tutto. Significa allargare quello spazio. Un respiro in più. Un secondo di silenzio. Una risposta che non nasce dall’impulso, ma dalla presenza.
E forse il lavoro più profondo non è controllare le emozioni, ma restare lì abbastanza a lungo da non esserne governatə.

✨ Oggi, se vuoi, puoi porti una sola domanda:
👉 in quale punto della mia vita sto reagendo, quando potrei scegliere?

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Immagina questa scena: stai passeggiando tranquill* con in mano la tua tazza di caffè preferita. ☕️All’improvviso, qualc...
04/01/2026

Immagina questa scena: stai passeggiando tranquill* con in mano la tua tazza di caffè preferita. ☕️
All’improvviso, qualcun* ti urta… e il caffè si rovescia ovunque.
La prima reazione?
“L’ho versato perché mi hanno spinto!”

Ma fermati un attimo.
In realtà, hai versato il caffè perché era quello che avevi nella tazza.
Se fosse stato tè, avresti versato tè. Se fosse stata acqua… acqua.

🗝️Ecco la chiave: quando la vita ti scuote, tira fuori ciò che hai dentro.
Non ciò che mostri, non ciò che fingi.
Ma quello che c’è davvero.

Puoi anche camminare nel mondo con un bel sorriso e dire le cose giuste, ma quando arriva una scossa improvvisa, uno stress, una paura, un problema, esce fuori il contenuto autentico della tua “tazza emotiva”.

💭 Allora chiediti: cosa c’è nella tua tazza?
E quando la vita ti scuote, tu cosa lasci uscire?
Quando qualcosa ti irrita, cosa esce da te?
Rabbia? Ansia? Ironia tagliente? Paura?

Non possiamo evitare tutte le spinte della vita… ma possiamo scegliere ogni giorno con cosa riempire la nostra tazza.
Perché sì, prima o poi qualcuno ci “urterà”.
E quello che uscirà… dirà molto di noi.

☕✨

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Non tutto ciò che diamo torna indietro nello stesso modo. Eppure, nulla di autentico va mai davvero perduto.La reciproci...
29/12/2025

Non tutto ciò che diamo torna indietro nello stesso modo. Eppure, nulla di autentico va mai davvero perduto.
La reciprocità non è una partita doppia.
La reciprocità non si misura, si vive.

Non è una bilancia tra ciò che si dà e ciò che si riceve, ma un movimento più sottile, che genera valore condiviso.
È qualcosa di più profondo: un movimento invisibile che tiene in vita le relazioni, le nutre, le fa crescere.

In un rapporto autentico, personale o professionale, ciò che si mette in gioco non si perde, ma si trasforma: diventa energia che circola, fiducia che cresce, senso di appartenenza che si rafforza.
La reciprocità è, in fondo, la consapevolezza che la relazione non è un investimento a rendimento immediato, ma un luogo dove ciò che doniamo trova nuovi modi per tornare a noi, anche quando non lo avevamo previsto.

È quel movimento silenzioso che fa circolare valore, fiducia, presenza.
Quando scegli di esserci, davvero, nulla di ciò che metti in gioco si disperde: si distribuisce. Si trasforma in relazioni più autentiche, in piccoli gesti che tornano, in connessioni che durano.
“Ciò che non viene condiviso, va perso.” (Paulo Coelho)

E forse è proprio questo il cuore della reciprocità: non sommare, ma sostenere. Non contare quante volte hai dato, ma riconoscere quanta vita è passata da te, attraverso gli altri.

Quando metti in gioco presenza, cura, ascolto, qualcosa cambia. Forse non subito, forse non come ti aspetti. Ma quell’energia circola, si distribuisce, crea connessioni che non sempre si vedono, ma che si sentono.

“Ogni cosa che doniamo, anche un semplice pensiero gentile, torna a noi in una forma diversa.”
(Rainer Maria Rilke)

La reciprocità non è una transazione: è una trasformazione. Ciò che dai, quando è vero, smette di appartenerti e diventa parte di qualcosa di più grande. È lì che si genera valore: nello spazio tra te e l’altr*, in quel luogo dove la fiducia si costruisce senza conti da fare.

In un mondo che misura tutto, la reciprocità resta un atto di libertà, resta un atto rivoluzionario: scegliere di dare senza paura di perdere.
Un modo silenzioso di dire: io ci sono, anche quando non si vede.

💭 Quando è stata l’ultima volta che hai sentito la leggerezza di un gesto reciproco, gratuito, ma pieno di senso?









L’anno sta per chiudersi.E prima di farlo, mi fermo. 🌒La stanza è quasi in ordine.La scrivania svuotata, le finestre ape...
23/12/2025

L’anno sta per chiudersi.
E prima di farlo, mi fermo. 🌒
La stanza è quasi in ordine.
La scrivania svuotata, le finestre aperte per lasciare entrare l’aria della sera.
Respiro. A fondo. 🌬️

Questa volta ad occhi aperti, per non perdere nulla: i cuscini ancora spostati sul divano, il diffusore che continua a profumare lo spazio, la musica continua a suonare, i libri che aspettano il loro posto. 📚

Non tutto, però, trova subito una collocazione.
Alcune cose hanno bisogno di tempo.
Le lascio essere.
Lo troveranno. 🕊️

Ripenso alle persone che, in quest’anno, si sono sedute qui.
Ai loro volti.
Alle emozioni portate e a quelle lasciate andare. 🤍
A chi ha trovato risposte.
A chi ha smesso di cercarle.
A chi ha avuto il coraggio di restare, anche nella fatica.

Non voglio cancellare nulla di tutto questo.
La fine di un anno non è una gomma.
È uno spazio di integrazione. 🌱
Ogni incontro è stato una tappa.
Ogni storia ha lasciato qualcosa di autentico: su cui continuare a costruire, con rispetto, compassione, accettazione.

Ora sento il desiderio di tornare a casa. Ancora poche cose da sistemare, poi chiudo la porta alle spalle. 🚪

E l’ultimo pensiero va a te, che stai attraversando un viaggio dentro te stess*. Non per diventare qualcun altr*, ma per sceglierti, ogni giorno. ✨


L’uomo che voleva sapere cosa pensavi… ma solo dopo averti visto respirare e tremare.Psicoterapeuta, medico, fondatore d...
23/12/2025

L’uomo che voleva sapere cosa pensavi… ma solo dopo averti visto respirare e tremare.

Psicoterapeuta, medico, fondatore della bioenergetica.
Lowen è quello che ti guarda e ti chiede:
👉 “Ma tu dove trattieni il dolore? Nel petto? Nel diaframma? O nel bacino?”

Con lui niente chiacchiere inutili:
👣 si lavora col corpo,
😤 si urla nei cuscini,
🕺 e se non sciogli quel torace rigido, non accedi neanche a metà emozione.

💬 “Il corpo non mente.”Traduzione: puoi anche sorridere, ma se le spalle sembrano due macigni… c’è da lavorarci.

Grazie a lui oggi puoi liberarti da blocchi emotivi facendo grounding, respirando profondamente, e magari urlando nel bosco.
(Tutto clinicamente approvato, eh!)

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(Post ironico, ma non troppo…)Allora, cari parenti. vademecum per la sopravvivenza (nostra, non vostra).😉‼️Livello risch...
22/12/2025

(Post ironico, ma non troppo…)

Allora, cari parenti.
vademecum per la sopravvivenza (nostra, non vostra).😉

‼️Livello rischio 1: "Come va all'università?" (Traduzione: stai rispettando le nostre aspettative?)
‼️Livello rischio 2: "E la fidanzatina?" (Perché se sei solo, qualcosa non va)
‼️Livello rischio 3: "Quand’è che vi sposate?" (Che ansia la vostra libertà)
‼️Livello rischio 4: "A quando un bel bambino?" (Come se fosse una tappa obbligata, tipo il tagliando dell’auto)
‼️Livello rischio 5: "E la sorellina per l’erede?" (Ah, ora siete un progetto familiare a lungo termine?)

⚠️ Livello rischio TOTALE: "Ma sbaglio o ti sei ingrassata?" (Spoiler: non sbagli, ti sei solo perso l’educazione)

E poi arriva il classico: “Ma allora non si può più chiedere niente?”
La risposta è: Esatto.
Se la domanda è un giudizio travestito, no. Non si può.

👉 Perché dietro ogni risposta misurata, c’è una battaglia invisibile che non vi riguarda.
Un fallimento che si sta cercando di accettare.
Un dolore che non si è ancora pronti a raccontare.
Un cambiamento che costa fatica.

🎄 Quindi parliamo del tempo, delle vacanze, del cane del vicino che abbaia troppo...
O sparliamo dei parenti assenti: 😜 quelli almeno non ci fanno sentire sbagliati.
(Anche se forse, sono solo quelli che si sono salvati.)

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Tutt* abbiamo una versione di noi che vorremmo nascondere. Una reazione esagerata. Un tono troppo duro. Una parola detta...
15/12/2025

Tutt* abbiamo una versione di noi che vorremmo nascondere. Una reazione esagerata. Un tono troppo duro. Una parola detta di fretta, per difenderci.

🎭 È quella parte che si cerca di tenere a bada, che si copre con l’ironia o con qualche scusa: “Sono fatt* così”
“Non mi capiscono”
“È colpa di quello che ho vissuto”

Ma la verità è che quelle fragilità, quelle crepe nel carattere, non rendono meno degn* di essere amat*.
Anzi: rendono autentici.

🌿 Imparare a stare con le proprie debolezze, osservarle senza giudizio, accoglierle come parte della propria storia è un atto di profonda forza interiore.

📌 Non servono giustificazioni.
Serve onestà.
Serve il coraggio di dire: “Sì, ho anche questo lato. E ci sto lavorando.”
Perché solo ciò che si riconosce, si può trasformare.
E spesso sono proprio quelle ombre che rendono una persona luminosa agli occhi di chi sceglie di vederla davvero.

✨ La forza non è l’assenza di punti deboli, ma la capacità di riconoscerli senza vergogna.

💬 Qual è una tua fragilità che stai imparando ad accogliere?
Non serve dirla qua, a me, ma riconoscerla e abbracciarla

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🌿 “Se l’anima si ammala, essa consuma il nostro corpo.”(Ippocrate)Quante volte ci raccontiamo storie che ci fanno stare ...
09/12/2025

🌿 “Se l’anima si ammala, essa consuma il nostro corpo.”(Ippocrate)

Quante volte ci raccontiamo storie che ci fanno stare male?Ci sono pensieri che si insinuano dentro…
“Non guarirò mai più”, “sono fatto così”, “è tutto inutile”.
La mente li crea, e a volte ci crediamo così tanto da farli diventare verità.

🧠❤️ Eppure, la verità è che corpo e mente parlano tra loro, costantemente. Quando dentro qualcosa si incrina, una ferita, una fatica, una paura, il corpo trova il modo di farlo sapere. Un sintomo che persiste, una tensione cronica, un malessere senza nome... Spesso non sono il problema, ma un messaggio. Una richiesta d’aiuto. Perché ciò che non ascoltiamo dentro, prima o poi, il corpo ce lo ricorda.

✨ Prendersi cura di ciò che senti dentro non è un lusso.
È un’urgenza. Significa riconoscerti, respirare meglio, nutrirti con più amore, liberare quello che è rimasto bloccato. E lì, piano piano, qualcosa si riallinea. Dentro e fuori.

🙌 Chiedere aiuto non è segno di debolezza. È spesso il primo vero atto di forza. Il primo sì che dici a te stesso. E anche il primo passo verso il cambiamento.

“Prima di provare a guarire qualcuno, chiedi se è disposto a rinunciare alle cose che lo rendono malato.” (Ippocrate)
Forse è una domanda che puoi farti anche tu:
👉 Sto facendo spazio a ciò che mi fa bene… o tengo stretto ciò che, in fondo, mi ferisce, mi ammala?

“La più grande scoperta della mia generazione è che l'uomo può cambiare la propria vita semplicemente cambiando il proprio atteggiamento mentale.” (William James)

🧭 Non serve avere tutto chiaro.
Serve solo iniziare.
Un passo. Poi un altro.
Nella direzione che senti più vera. 🌱

✨ Se qualcosa di tutto questo ti ha toccato…
🕊️ Forse è il momento di prenderti davvero cura di ciò che senti.
Scrivimi, se hai voglia di parlarne.

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A volte la vita corre troppo. Corri tu, corre la tua agenda, corrono i figli tra scuola e sport… Oppure corrono i pensie...
02/12/2025

A volte la vita corre troppo. Corri tu, corre la tua agenda, corrono i figli tra scuola e sport… Oppure corrono i pensieri, gli impegni, i progetti, i doveri quotidiani. Corre anche il silenzio, mentre ti dici: “Lo sanno che voglio loro bene. È ovvio, no?”
Eppure nel mezzo, restano pause.
Quelle tra te e chi ami. ❤️
Quante volte diciamo “ti voglio bene” solo… nella testa?
Come se bastassero i gesti quotidiani:
🍽️ la cena pronta,
🎒 lo zaino fatto,
📩 il messaggio di buongiorno,
☎️ la telefonata nei giorni importanti.

Ma le parole, quelle giuste, non sono superflue. Sono carezze. Sono un ponte tra due cuori. 🌉💞
E se oggi provassi a dirle? A tuo figlio, al partner, a un’amica, a tua madre, a un fratello… A chi ti è caro e ha solo bisogno di sentirlo, ancora una volta.
Non per dovere, ma per scelta. Non perché serve, ma perché fa bene. Anche a te. 🌱

“Non importava quanto grande fosse la nostra casa; importava che ci fosse amore.” (Peter Buffett)

L’amore ha mille forme. Una delle più semplici, ma anche delle più rivoluzionarie, è dirlo. 🗣️💗

“Non so spiegarti l'amore. So che dentro c'è molto perdono, tanta cura, colori vastissimi, un po' di chimica, un po' di incastro e un po’ di destino, brividi, capricci e risate e la voglia di avventurarsi insieme nelle spire incantate del tempo.” (Fabrizio Caramagna)

💭 E tu…
a chi potresti dirlo oggi, senza aspettare un’occasione speciale?
Lascia che le parole facciano il loro piccolo miracolo. ✨

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✨ Grazie di cuore a tutte le persone che hanno partecipato al talk in occasione della Giornata Internazionale contro la ...
30/11/2025

✨ Grazie di cuore a tutte le persone che hanno partecipato al talk in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, dove sono stata invitata a intervenire sul tema degli aspetti psicologici ed emotivi che possono portare una donna a entrare in una relazione tossica e violenta. La vostra presenza, l’attenzione e la qualità del dialogo creatosi sono state davvero preziose.

💞 Quando le donne si accolgono, collaborano e si sostengono, nasce una rete di mutuo aiuto potentissima: fatta di confronto sano, rispetto, ascolto e consapevolezza.
Ed è da lì che può partire un vero cambiamento culturale.

❤️ Un ringraziamento particolare va ad Alessia Muscella e Patrizia Messina, per questo evento di spessore e forte impatto sociale.
Un onore per me lavorare con donne come loro!

👉 Mi ha colpito molto il numero sorprendentemente alto degli uomini presenti a questo evento. È stato bello vedervi coinvolti, curiosi, partecipi. Allo stesso tempo, questa presenza così significativa mi spinge a riflettere sull’impatto che questi dialoghi hanno sul mondo femminile, e su quanto sia necessario continuare a creare spazi sicuri, accessibili e rappresentativi anche per le donne che faticano ancora a portare la loro voce.

👉 Un punto per me fondamentale, anche se non ne abbiamo parlato ieri, è che spesso vengono trascurate altre forme di sofferenza relazionale: la violenza psicologica che alcuni uomini subiscono da parte di donne. Perché violenza è violenza, sempre. E ogni esperienza dolorosa merita ascolto, comprensione e rispetto. Credo sia importante che in un futuro incontro si apra uno spazio per questo tema, per riconoscere che la violenza non ha un solo genere e per costruire una consapevolezza ampia e inclusiva.

👉 Inoltre, e questo rimane un tema che sento profondamente, credo sia utile anche dare voce ad un’altra dimensione spesso ignorata: la violenza delle donne sulle donne. Giudizi, competizione distruttiva, esclusione, mancanza di supporto, queste dinamiche possono ferire quanto (e forse anche di più) di certe parole o gesti di uomini. Prima ancora di parlare (giustamente) della violenza maschile contro le donne, credo che sia indispensabile aprire opportunità di ascolto fra noi, creando spazi femminili di confronto autentico, collaborazione e sostegno reciproco.
💛 Un grazie speciale va a mio marito, che mi è accanto con discrezione e forza in ogni occasione professionale importante. La sua presenza è un sostegno che sento profondamente.

📢 Ci tengo che si continui a parlarne, a interrogarci, a costruire insieme relazioni più sane, con noi stesse/i, tra di noi e con gli altri. Perché la prevenzione passa anche (e soprattutto) dalla qualità dei legami.

🌿E, in chiusura… sì, lo ammetto: nonostante l’imbarazzo e la timidezza cronica (che proprio non vogliono andare in vacanza 😅), ieri ho messo un altro tassello nel mio percorso personale.💎
Un lavoro continuo di confronto con me stessa, di accettazione, di validazione delle emozioni e di cura di me.
Alla fine, è proprio questo uno dei messaggi che ho voluto portare: riconoscere ciò che sentiamo, accoglierci e amarci per come siamo è già prevenzione, è già protezione, è già trasformazione.🌱

Anche questo è Self-Care ❤️

✨ A volte il vero atto di cura non è aggiungere, ma togliere. Togliere il rumore, le aspettative, il “devo esserci per f...
29/11/2025

✨ A volte il vero atto di cura non è aggiungere, ma togliere. Togliere il rumore, le aspettative, il “devo esserci per forza”.
In questo periodo dell’anno tutto sembra chiedere presenza, disponibilità, sorrisi sempre accesi… ma il corpo e il cuore spesso raccontano un’altra storia. Una storia fatta di confini da proteggere, spazi da preservare e scelte che onorano il nostro sentire più autentico.
🎄 Per questo ho scritto un articolo sul tema della giusta distanza: quella che non isola, ma custodisce.
La distanza che ti permette di esserci senza perderti, di amare senza invaderti, di partecipare senza soffocarti.
La distanza che lascia respirare te e le tue relazioni.
In queste righe troverete riflessioni su confini, emozioni, corpo che parla, pressione delle feste e quel bisogno delicato — e potentissimo — di tornare a sé.
Se sentite che quest’anno avete voglia di vivere un Natale diverso, più allineato, più vostro… forse questo articolo potrà toccare qualcosa anche in voi.
💗 Ve lo lascio qui, con l’invito più semplice e più difficile di tutti: sceglietevi. Senza colpa, senza scuse, senza spiegazioni.


Trova la giusta distanza emotiva a Natale. Ascolta il corpo, rispetta i tuoi spazi e vivi le feste con equilibrio e serenità.

Un movimento improvviso.Un’espressione che cambia.Un tono di voce che si alza.Gesti apparentemente innocui, eppure qualc...
26/11/2025

Un movimento improvviso.
Un’espressione che cambia.
Un tono di voce che si alza.
Gesti apparentemente innocui, eppure qualcosa dentro di te si attiva.
Il cuore accelera. I muscoli si irrigidiscono. La respirazione si blocca.
Perché succede?

🧠 La risposta è nella memoria implicita: il nostro cervello ha registrato, spesso senza che ce ne accorgessimo, esperienze vissute come minacciose.

👀 Se in passato sei stato espost* a relazioni tossiche, aggressività o instabilità emotiva, certi segnali, anche piccoli, possono essere stati associati al pericolo. E oggi il tuo sistema si allerta… anche quando il pericolo non c’è.

⚠️ Ma attenzione: non è solo la mente a ricordare. È tutto il corpo.

💥 Il nostro sistema nervoso è profondamente coinvolto. Le reazioni non sono solo “nella testa”, ma radicate nel corpo attraverso risposte fisiologiche automatiche: tensione muscolare, battito accelerato, ipervigilanza, difficoltà a rilassarsi. Sono il risultato di processi psicofisici, in cui mente e corpo lavorano insieme per proteggerti… anche troppo.

🔺 L’amigdala (che gestisce la paura) si attiva prima della parte razionale del cervello. E il corpo risponde come ha imparato a fare: difendendosi, fuggendo, chiudendosi.

🧩 Anche i modelli relazionali e culturali con cui sei cresciut* influenzano il modo in cui interpreti i segnali degli altri. Un piccolo gesto può sembrarti minaccioso, semplicemente perché un tempo lo era davvero.

👉 Essere consapevoli di questi meccanismi psicofisici è il primo passo per distinguere tra minacce reali e riflessi del passato. Perché il corpo non mente… ma può guarire.

🌱 La memoria non deve decidere il tuo presente. Ma riconoscerne il peso ti permette di reagire con più equilibrio e libertà.
Impara a vedere il mondo con i tuoi occhi.
Non con quelli della paura.
Non con quelli delle ferite.
Non con quelli delle aspettative che non ti appartengono.

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