Michele Lanotte - Psicologo Psicoterapeuta

Michele Lanotte - Psicologo Psicoterapeuta Psicoterapeuta Strategico Integrato. Terapeuta EMDR.

A CHI STA FINENDO QUALCOSANon è stato un anno da raccontare con leggerezza.È stato un anno che ha tagliato.Un anno di ta...
31/12/2025

A CHI STA FINENDO QUALCOSA

Non è stato un anno da raccontare con leggerezza.
È stato un anno che ha tagliato.
Un anno di tagli netti.
Con precisione.
A volte senza pietà.

E ogni taglio ha fatto male.
Ha tolto pezzi che credevi parte di te.
Volti, abitudini, illusioni, amori.
Ti ha lasciato a fare i conti con il silenzio che resta dopo i distacchi veri.
Quelli che arrivano e cambiano tutto.

Hai creduto di non farcela.
Hai avuto paura di spezzarti per sempre.
Ma sei ancora qui.
Più n**o.
Più vero.
E, forse, più vicino a te.

Perché alcuni anni non portano doni.
Portano spazio.
Tagliano il superfluo, anche quando faceva compagnia.
Ti costringono a scegliere.
A restare.
A lasciarti.

Questo è stato un anno di fine.
E ogni fine, se la lasci accadere del tutto,
è anche un inizio che ancora non sai nominare.

Il futuro chiede passi lenti.
Ma veri.

E allora buon anno.
A chi non ha avuto paura di perdere tutto,
per ritrovarsi.

Che il nuovo anno
non ti chieda di aggiungere,
ma di restare.
Dentro ciò che sei diventato.
Con la dignità di chi ha tagliato
per non smettere di vivere.

E questo,
è un vero inizio.

Questo Nataleche sia possibile respirareun po’ di più.Un passo alla volta,con ciò che c’è.Senza accelerare la guarigione...
25/12/2025

Questo Natale
che sia possibile respirare
un po’ di più.

Un passo alla volta,
con ciò che c’è.

Senza accelerare la guarigione.
Rispettando ciò che sei oggi.

Buon Natale,
a chi resta con la propria luce,
anche quando è piccola.



Pablo Picasso “Babbo Natale", 24 dicembre 1959 (matita su carta)

NON ESISTONO MANI PULITE IN AMORENon esistono mani pulite quando si entra davvero in relazione.Ci si ferisce senza voler...
23/12/2025

NON ESISTONO MANI PULITE IN AMORE

Non esistono mani pulite
quando si entra davvero in relazione.
Ci si ferisce senza volerlo.
Si reagisce male.
Si scappa quando bisogna restare.
Si resta quando si dovrebbe andare.

Il problema non è l’errore.
Il problema è cosa ne fai.

Perché guarire non significa diventare impeccabili.
Significa smettere di difendersi dagli errori
come se fossero una condanna,
e iniziare a guardarli come punti di accesso.

È da lì che si riparte.
Non da chi aveva ragione.
Ma da ciò che in te ha tremato.
Da ciò che hai fatto per paura.
Da ciò che non hai saputo reggere.

Restare, a volte, è stato un errore.
Andarsene, altre volte, lo è stato di più.

Ma la maturità emotiva nasce
quando smetti di usare l’altro
come prova del tuo valore
e inizi a usare ciò che è successo
per diventare più vero.

Guarire non è cancellare il passato.
È attraversarlo senza più mentire a se stessi.

E allora sì, si ricomincia.
Non meglio.
Più consapevoli.
Con meno illusioni
e più responsabilità affettiva.

Perché l’amore non vuole perfezione.
Vuole presenza.
E la presenza si impara
solo passando attraverso i propri errori.

Restando dove fa male,
senza fuggire da te.



𝐼𝓁𝓁𝓊𝓈𝓉𝓇𝒶𝓏𝒾𝑜𝓃𝑒 Lilybris - Cecilia Roda

IL CUORE HA BISOGNO DI TEMPOA volte ci si aggrappa a ciò che non esiste più.Non per debolezza.Ma perché il cuore,prima d...
13/12/2025

IL CUORE HA BISOGNO DI TEMPO

A volte ci si aggrappa
a ciò che non esiste più.

Non per debolezza.
Ma perché il cuore,
prima di lasciar andare,
ha bisogno di capire.

Il cuore non odia facilmente.
È leale con ciò che ha amato.
Onesto con i propri ricordi.
Non dimentica solo perché dovrebbe.
Non cancella per far spazio al nuovo.
Custodisce. Anche se fa male.

E in quel tentativo ostinato
di far combaciare la realtà
con ciò che avevamo desiderato,
ci perdiamo.

Cerchiamo di ricucire fratture
che non vogliono più combaciare.
Speriamo che ciò che ci ha feriti
possa tornare a farci bene.

Ma il cuore non è ingenuo.
È fedele.
E prima di lasciar andare davvero
ha bisogno di sapere
di non aver tradito se stesso.

Solo allora,
non quando smette di sentire,
ma quando smette di rincorrere,
inizia a guarire.

E questo, sì,
è un lavoro lento.
Ma è l’unico
che davvero libera.



𝐼𝓁𝓁𝓊𝓈𝓉𝓇𝒶𝓏𝒾𝑜𝓃𝑒 Minillustrazioni-Linz

NON SIAMO FATTI PER LASCIARE ANDARENon siamo fatti per lasciare andare.Siamo fatti per trattenere.Per custodire ciò che ...
06/12/2025

NON SIAMO FATTI PER LASCIARE ANDARE

Non siamo fatti per lasciare andare.
Siamo fatti per trattenere.
Per custodire ciò che ci ha costruito,
anche quando non ci somiglia più.

Il problema è lo spazio che continua a occupare, anche quando non ti tiene più in vita.
Una persona se ne va
e tu continui a tenere aperta la porta.

E allora la domanda non è:
come si lascia andare?

La domanda è molto più intima:
quanto spazio sei disposto a restituirti?

Perché ci sono amori
che non se ne andranno mai,
ma possono cambiare stanza.
Possono smettere di abitare il centro.
Possono diventare un corridoio,
un odore che riconosci,
un ricordo che non ferisce.

Il lasciar andare
è un trasloco interiore.
Sposti un ricordo da “casa” a “memoria”.
Da “identità” a “passato”.
Da “ferita” a “forma”.

E ci arrivi non cancellando,
non lottando,
non convincendoti che non ti importa.

Ci arrivi quando inizi a costruire qualcosa
che ha più voce del rimpianto.
Qualcosa che ti chiama avanti
più di quanto la nostalgia ti chiami indietro.

La vita non aspetta il tuo permesso per cambiare.
Ma tu puoi decidere
di non rimanere fermo
nel punto esatto in cui il mondo ti ha fatto cadere.

Non si lascia andare ciò che hai amato.
Si lascia andare il potere che aveva su di te.

E cosi in quel gesto,
smetti di forzare ciò che non ti sceglie.
È un atto minuscolo.
Ma sposta tutta la tua vita.
Un gesto piccolissimo,
ma abbastanza grande da farti riprendere fiato.



𝐼𝓁𝓁𝓊𝓈𝓉𝓇𝒶𝓏𝒾𝑜𝓃𝑒 Lilybris - Cecilia Roda

FINCHÉ HA UN POSTOQuante volte può spezzarti il cuorela stessa cosa?Quante volte può farti crollarelo stesso volto,lo st...
25/11/2025

FINCHÉ HA UN POSTO

Quante volte può spezzarti il cuore
la stessa cosa?
Quante volte può farti crollare
lo stesso volto,
lo stesso silenzio,
la stessa promessa non mantenuta?

Sempre.

Finché la chiami amore.
Finché le dai il nome sbagliato.
Finché le concedi un posto
che non merita più.

Il cuore non si rompe perché qualcosa finisce.
Si rompe perché tu continui a tenerla viva dentro,
anche quando fuori è già morta da tempo.

Ci ostiniamo a salvare ciò che ci ferisce,
a difendere ciò che ci consuma,
a restare fedeli a un’idea
che non esiste più.

Il dolore insiste
solo dove trova spazio.
E torna
ogni volta che torni tu.

La verità è semplice:
ciò che continui ad amare
continua a poterti ferire
perché gli consegni ancora
la parte più vulnerabile di te.

E allora, a un certo punto,
si tratta di scelta.

Smettere di chiamare amore
ciò che amore non è.
Smettere di aspettare
ciò che non arriva.
Smettere di tornare
dove hai già imparato a morire.

Il cuore non smette di rompersi
quando smette il dolore.
Smette di rompersi
quando smetti di consegnarlo
a chi non è capace di restarci dentro.

E in quel momento,
quasi senza rumore,
accade la cosa più semplice
e più difficile di tutte:

non fa più male
allo stesso modo.

E scopri che non è il cuore a guarire.
Sei tu che, piano,
sciogli il nodo che ti teneva fermo.

E quella scelta,
quella sola,
è già guarigione.



𝐼𝓁𝓁𝓊𝓈𝓉𝓇𝒶𝓏𝒾𝑜𝓃𝑒 Minillustrazioni-Linz

A VOLTE SUCCEDEA volte le cose brutte succedono.E basta.Non hanno un senso da cercare,né un disegno da decifrare.Nessuna...
20/11/2025

A VOLTE SUCCEDE

A volte le cose brutte succedono.
E basta.

Non hanno un senso da cercare,
né un disegno da decifrare.
Nessuna lezione,
nessun perché che consola.

Succedono.
E spezzano.
Anche quando hai fatto tutto bene.
Anche quando non le meritavi.

Puoi passare anni a chiederti “perché”,
restare lì,
a occhi aperti nel buio,
cercando un senso
che non esiste.

Oppure, a un certo punto,
smetti di cercare.
Non per arrenderti,
ma per restare.
Per non continuare a farti male.

E inizi a dire:
è successo.
Non è colpa mia.
Non doveva andare così.
Ma è andata.

E io sono ancora qui.
Con la ferita,
ma anche con la vita.

Perché certe cose non si superano.
Si tengono accanto.
Si imparano a portare.
Fino a quando non fanno più rumore.
Fino a quando diventano pelle nuova.

Non serve trovarci per forza un senso.
Basta trovarci spazio.

Uno spazio in cui quel dolore possa restare
senza diventare tutto.
Dove tu possa esistere anche oltre.
Anche dopo.

Dove il dolore possa respirare
senza distruggerti.
E dove tu, finalmente,
possa tornare.
A te.



𝐼𝓁𝓁𝓊𝓈𝓉𝓇𝒶𝓏𝒾𝑜𝓃𝑒

SE MI CHIEDI COME STOSto restituendo dignità ai miei “no”,e cura ai miei “basta”.Sto togliendo peso alla paurae mettendo...
15/11/2025

SE MI CHIEDI COME STO

Sto restituendo dignità ai miei “no”,
e cura ai miei “basta”.
Sto togliendo peso alla paura
e mettendo radici nella calma.

E così a volte mi sento un disastro.
Ma è un disastro onesto, umano, vivo.
Non chiede di essere aggiustato.
E io lo vedo.

Sto imparando a camminare senza rincorrere,
a parlare senza implorare,
a respirare senza chiedere permesso.

Se mi chiedi come sto,
ti rispondo che sto tornando.
Non a com’ero.
A chi sono adesso.

Sto restando nei punti che fanno male
finché non fanno più paura.
Sto restando nelle mie crepe
finché diventano spazio.

E in quel punto esatto,
tra ciò che fa male e ciò che nasce,
senza clamore
sto imparando
a restare.
Con me.



𝐼𝓁𝓁𝓊𝓈𝓉𝓇𝒶𝓏𝒾𝑜𝓃𝑒 Lilybris - Cecilia Roda

NEL TEMPO DELLA GUARIGIONECi sono cambiamenti che non si vedono.Avvengono in silenzio, mentre fuori continui a sorridere...
01/11/2025

NEL TEMPO DELLA GUARIGIONE

Ci sono cambiamenti che non si vedono.

Avvengono in silenzio, mentre fuori continui a sorridere, a lavorare, a rispondere ai messaggi.
Ma dentro ti stai trasformando.

Stai lasciando andare pezzi di te che un tempo sembravano imprescindibili.
Stai facendo spazio a chi sei diventato.

Dopo la frattura che ha cambiato tutto.

È una ricostruzione lenta, silenziosa.
Invisibile agli occhi di chi ha conosciuto
solo le tue macerie.

Per questo a volte fa male guarire.

Perché chi ti ha giudicato quando eri spezzato
non sa riconoscerti intero.
Chi ti ha abbandonato nella resa
non immagina la forza che ci è voluta per rialzarti.
E chi ti lasciava nella tua fragilità
forse non saprà amarti nella tua libertà.

Ma guarire, davvero, è anche
accettare che non tutti potranno seguirti.

Non c’è rivalsa.
C’è quiete.
C’è il coraggio di non spiegarti più,
di non chiedere che ti credano.

Alcuni ti vedranno cambiare
e penseranno che sei diventato freddo.
Che sei distante.
Che non sei più quello di prima.

Ed è vero.

È successo piano.
Hai capito che trattenere chi non resta
è solo un modo di restare feriti.
Hai sentito che non serviva più trattenere
chi aveva già scelto di andare.
E allora hai smesso di opporre resistenza.

Non tutti comprenderanno questa scelta.
Ma non è più il loro sguardo a definirti.

Il vero riconoscimento…
viene da chi sei
quando ti guardi.

Se riesci a incontrarti nei tuoi occhi nuovi,
se riesci a tenerti senza scappare,
allora sì…
sei tornato.

Finalmente,
a casa.



𝐼𝓁𝓁𝓊𝓈𝓉𝓇𝒶𝓏𝒾𝑜𝓃𝑒 Lilybris - Cecilia Roda

QUANDO IL MALE NON È RECIPROCOQuello che a te non ha fatto né caldo né freddo, a me ha fatto male fino all’anima.Non per...
19/10/2025

QUANDO IL MALE NON È RECIPROCO

Quello che a te non ha fatto né caldo né freddo, a me ha fatto male fino all’anima.

Non per debolezza, ma perché avevo creduto che fossimo la stessa storia. Che ciò che toccava me, toccasse anche te.

Invece no. A volte l’incontro non è reciproco, è un’illusione che si svela tardi. E quando cade, non crolla solo l’altro, crolli anche tu, insieme all’immagine che avevi costruito.

Da qui può iniziare il lavoro. Serve tempo per accettarlo. Perché l’assenza non è solo mancanza. É silenzio che ti costringe a guardarti, capire cosa ti aveva trattenuto lì, cosa cercavi davvero, cosa in te aveva bisogno di quella ferita per vedersi.

Guarire non è dimenticare chi ti ha fatto male. È smettere di restare nel posto in cui il male continua.

E allora quello che un tempo faceva male fino all’anima diventa il punto da cui ricominci. Non per cancellare, ma per tornare a essere intero.

Perché certe lezioni non arrivano per punirti, arrivano per ricordarti chi sei quando smetti di chiedere all’altro di darti valore.

E da lì, proprio da quel dolore che sembrava infinito, riprendi fiato. E torni a vivere.



𝐼𝓁𝓁𝓊𝓈𝓉𝓇𝒶𝓏𝒾𝑜𝓃𝑒

VERITÀ CHE ARRIVANO COL TEMPOCi sono verità che arrivano col tempo.Che il silenzio può ferire più di una parola,ma sono ...
09/10/2025

VERITÀ CHE ARRIVANO COL TEMPO

Ci sono verità che arrivano col tempo.
Che il silenzio può ferire più di una parola,
ma sono le parole, spesso,
a scavare più a fondo.
Le usiamo per riempire vuoti,
per nascondere verità,
per sembrare vivi quando in realtà
stiamo solo crollando.

Ho visto persone dire tutto…
senza fare niente.
E altre tacere…
mentre restavano, con gesti
che parlano d’amore.

Ho imparato che l’entusiasmo può travolgere,
ma è la coerenza che sostiene.
Che la passione può incendiare,
ma è la cura che resta.

Ci sono parole che brillano come stelle,
e altre che svuotano l’anima.
Ci sono promesse che sanno di verità
e altre che si sbriciolano appena tocchi la realtà.

C’è chi ti chiama “anima”
ma poi non sa dove metterla, la tua anima.
Chi ti dice “ti amo” con il cuore in prestito,
chi ti lascia senza spiegazioni
ma con mille cicatrici.
C’è chi ti insegna a volare
senza sapere cosa voglia dire
atterrare senza far male.

E poi ci sei tu.
Con tutto quello che hai imparato,
anche senza volerlo.
Con le ferite piene di spazio, e la scelta quotidiana di riempirle di cura.

Perché non tutto ciò che ferisce è destino.
A volte è solo disamore travestito da promessa.
E non tutto ciò che svanisce era amore.
A volte era solo bisogno, rumore,
o paura di restare.

E allora resti.
Respiri.
Ti prendi tutto il tempo di cui hai bisogno
per ricostruirti.

E così, piano,
impari a guarire.



𝐼𝓁𝓁𝓊𝓈𝓉𝓇𝒶𝓏𝒾𝑜𝓃𝑒

VEDERE FA MALE MA GUARISCEA volte non ci manca una persona.Ci manca l’illusione che avevamo costruito su di lei.Non ci s...
05/10/2025

VEDERE FA MALE MA GUARISCE

A volte non ci manca una persona.
Ci manca l’illusione
che avevamo costruito su di lei.

Non ci spezza ciò che è accaduto,
ma ciò che avevamo sognato succedesse.

E così continuiamo a vivere nei “come se”:
come se ci avessero davvero amati,
come se ci avessero scelti,
come se prima o poi tornassero,
come se un giorno ci spiegassero tutto.

Ma i “come se” non curano.
Sono la gabbia più sottile che conosciamo.
Trattengono il cuore
in un tempo che non esiste più.

Il dolore vero non sta nel passato,
ma nel tentativo di restare ciechi,
nel rifiuto di guardare ciò che è davanti a noi.

Guarire, a volte, è lasciar morire l’illusione.
È attraversare la disillusione come un rito.
Solo nella realtà nuda, imperfetta,
brutale, ma vera, si guarisce.

Perché la libertà non è senza ferite.
È scegliere di non mentirsi più.

E anche se fa male,
la verità resta il posto più sicuro in cui tornare.
Non perché consola,
ma perché non inganna.

E noi abbiamo bisogno di uno sguardo
che veda davvero.
Non con gli occhi che chiedono,
ma con quelli che finalmente accettano di vedere.



𝐼𝓁𝓁𝓊𝓈𝓉𝓇𝒶𝓏𝒾𝑜𝓃𝑒

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