Maria Grazia Maniscalco - Psicologa dello Sviluppo

Maria Grazia Maniscalco - Psicologa dello Sviluppo Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Maria Grazia Maniscalco - Psicologa dello Sviluppo, Rome.

Psicologa dello Sviluppo | Docente di Sostegno | Consulenza, valutazione e trattamento degli apprendimenti scolastici | Tutoraggio specialistico alunni con BES | Supporto bambini, adolescenti, genitori e docenti | Consulenze online e in presenza.

05/12/2025
23/11/2025

In questi giorni sono circolate affermazioni molto fuorvianti sulla 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞, presentata come qualcosa di “iscritto nel nostro codice genetico”.

È importante chiarirlo con fermezza: 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐢𝐥 𝐠𝐞𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚.

Usare la biologia per giustificare o rendere “inevitabile” la violenza maschile è pericoloso, perché rischia di naturalizzarla e di indebolire la responsabilità personale e sociale.

L’unico vero terreno su cui possiamo incidere è l’𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.

Ma se si sostiene che la resistenza all’uguaglianza sia nel DNA, allora si svuota di senso proprio ciò che può fare la differenza.

Inoltre, ti**re in ballo il “subconscio freudiano” come se c’entrasse con la genetica crea solo ulteriore confusione: se davvero fosse tutto scritto nei geni, non avrebbe senso neppure il nostro lavoro come psicologi.

Le vere strategie, quelle che funzionano, sono queste:

1. Educare all’affettività, al rispetto, alla gestione delle emozioni e delle relazioni sin dall’infanzia.
2. Promuovere un cambiamento culturale reale, a partire dal linguaggio delle istituzioni e dei media, fino a pubblicità, film, prodotti culturali.

È un percorso lungo, sì. Ma è l’unico che può portarci verso un’Italia più sicura e più giusta.

I Paesi con meno violenza sulle donne non hanno un DNA diverso: 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐞𝐝 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐞.

𝐂𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧 “𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐮̀”, 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐜𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨.Ogni giorno, dietro un sorriso o uno sgua...
07/10/2025

𝐂𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧 “𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐮̀”, 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐜𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨.

Ogni giorno, dietro un sorriso o uno sguardo spento, c’è un mondo. Ed è nostro compito imparare a leggerlo, con delicatezza.

A volte basta poco: uno sguardo attento, una parola detta con rispetto, o anche solo far capire che noi ci siamo, se e quando avranno voglia di parlare.

Ho notato che una mia studentessa era diversa. Più silenziosa, più fragile.
Poi ho iniziato a vedere delle escoriazioni sul volto, che in seguito mi ha confidato essere autoinflitte.

Da lì è iniziato un percorso fatto di ascolto, fiducia e tanta attenzione.
Ho provato a spiegarle quanto fosse importante riaprire un dialogo con i genitori.
E lei si è fidata.

Insieme abbiamo convocato la madre, non per raccontare dettagli, ma per dirle con gentilezza e rispetto: “𝑆𝑢𝑎 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑡𝑎 𝑏𝑒𝑛𝑒. 𝐿𝑎 𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑡𝑖, 𝑙𝑎 𝑜𝑠𝑠𝑒𝑟𝑣𝑖.”.

Spesso mi sento dire dai colleghi che “𝑓𝑎𝑐𝑐𝑖𝑜 𝑡𝑟𝑜𝑝𝑝𝑜”, che “𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑒𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎”.
Ma l’abuso di questa parola – competenza – rischia di farci dimenticare la parte più umana del nostro lavoro.

𝐈𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐨𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐢 “𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐨”.

Voglio essere, nel mio piccolo, come chi ha creduto nei ragazzi più fragili, come chi ha saputo guardare oltre i comportamenti e ha visto le persone.

Perché la scuola può fare anche questo: 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐨𝐧𝐭𝐢.
Tra studenti e famiglie, tra dolore e ascolto, tra solitudini e nuove possibilità.

A volte, il nostro esserci può davvero cambiare tutto.

𝐋𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐝𝐮𝐜𝐢𝐚.Nella scuola, il lavoro con gli alunni con disabilità non è mai soltanto un “...
01/09/2025

𝐋𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐝𝐮𝐜𝐢𝐚.

Nella scuola, il lavoro con gli alunni con disabilità non è mai soltanto un “compito professionale”: è una responsabilità educativa e umana che coinvolge insegnanti, famiglia e ragazzi in un percorso condiviso.

Quando un team di sostegno funziona davvero, si crea un’alleanza preziosa fondata su fiducia, ascolto reciproco e collaborazione. La continuità didattica ed educativa diventa allora un pilastro fondamentale, perché permette di costruire relazioni autentiche, rassicuranti e generative di crescita.

Non c’è soddisfazione più grande, per un docente di sostegno, che vedere la gioia dei genitori: è la conferma che il nostro impegno va oltre le ore di lezione e diventa parte della vita dei ragazzi.
La felicità di una famiglia, sapendo che i figli saranno seguiti da un team stabile e unito, è la nostra più grande ricompensa.

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨: 𝐜𝐨𝐥𝐭𝐢𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐟𝐢𝐝𝐮𝐜𝐢𝐚 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐢𝐭𝐚̀, 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨. 🌱

̀educativa ̀didattica

𝗣𝗲𝗱𝗿𝗼, 𝗰𝗮𝗹𝗰𝗶𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗟𝗮𝘇𝗶𝗼, 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗳𝗼𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝟴 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝗮𝗻𝗻𝗼.Il bimbo indossa una coroncina e...
20/07/2025

𝗣𝗲𝗱𝗿𝗼, 𝗰𝗮𝗹𝗰𝗶𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗟𝗮𝘇𝗶𝗼, 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗳𝗼𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝟴 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝗮𝗻𝗻𝗼.

Il bimbo indossa una coroncina e una maglietta con le spalline.

𝐀𝐩𝐫𝐢𝐭𝐢 𝐜𝐢𝐞𝐥𝐨: valanga di insulti sessisti e omofobi. Ma anche tanta solidarietà. Pedro risponde: “𝐿𝑎𝑠𝑐𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑡𝑢𝑜 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑠𝑖𝑎 𝑠𝑒 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑒̀ 𝑢𝑛 𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑑’𝑎𝑚𝑜𝑟𝑒”.

👉 𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗶𝗻𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗲𝗽𝗶𝘀𝗼𝗱𝗶𝗼 𝗱𝗮𝗹 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘃𝗶𝗹𝘂𝗽𝗽𝗼 𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼?

• 𝗜𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗮̀ – Crescere in libertà significa esplorare chi si è, senza gabbie di genere. Etichettare o bloccare questa esplorazione può interferire con lo sviluppo di una sana autostima e di un’identità sicura.

• 𝗥𝗲𝘀𝗶𝗹𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 – I bambini vanno protetti dai giudizi e sostenuti nella loro unicità. Esporre un bambino a insulti, derisione o commenti sessisti può avere effetti negativi sullo sviluppo emotivo (interiorizzare l'idea di "essere sbagliato").

• 𝗥𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗮𝗱𝘂𝗹𝘁𝗮 – Un genitore che accoglie e protegge, senza imporre rigide norme sociali, contribuisce a:

- rafforzare il senso di sé del bambino

- fargli sentire che può essere amato così com’è

- renderlo più resiliente di fronte alle critiche

Questo episodio mostra quanto ancora sia presente una cultura rigida e binaria su ciò che è “da maschio” e “da femmina”.
Educare i bambini alla libertà e al rispetto parte da modelli adulti coerenti e da ambienti scolastici e familiari che sostengano la diversità.

Essere 𝑔𝑒𝑛𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑎𝑝𝑒𝑣𝑜𝑙𝑖 significa offrire ai nostri figli un ambiente in cui sentirsi accolti e liberi, a prescindere da etichette e conformità.

"Auguri Marc, un giorno meraviglioso". Il buon compleanno di un papà speciale, il giocatore della Lazio Pedro Rodigruez Ledesma, al figlio che compie 8 anni. (ANSA)

03/06/2025

La mamma di T. mi racconta le difficoltà scolastiche del figlio, con la speranza — condivisa da tanti genitori — di trovare una soluzione. A un certo punto si commuove, ed è una commozione che comprendo profondamente, perché comune a molti genitori con figli con DSA.

Incontro T., parliamo, cerchiamo insieme di individuare cosa non funziona nel suo metodo di studio. Mi colpisce subito la sua disorganizzazione: i materiali sono sparsi, gli appunti difficili da ritrovare.

"Facciamo un passo indietro", gli propongo a un certo punto. Voglio capire come si articola la sua giornata, la sua settimana. Insieme costruiamo un planning molto semplice — semplice per molti, ma non per i ragazzi con cui lavoro.

Dalla mappa emerge un quadro chiaro: T. passa circa 8 ore a settimana in palestra, dalle 16 alle 18, pur non essendo un atleta agonista. Dedica circa 2 ore al giorno ai videogiochi e ha tre ore settimanali con un tutor per i compiti. Il tempo effettivamente riservato allo studio è molto limitato, soprattutto considerando che frequenta il quarto anno di un istituto tecnico.

Solo mettendo tutto nero su bianco T. si rende conto di quanto poco spazio riservi allo studio.

E allora, cerco di aprire una riflessione più ampia: cosa pensano i genitori di tutto questo? Hanno davvero la percezione di come venga gestito il tempo dei figli? Spesso si dice che i docenti siano “brutti e cattivi”, ma i ragazzi si stanno davvero impegnando come dicono?

08/05/2025

Quando entro in sala docenti, capita spesso di sentire commenti come: "Tutti questi DSA... Possibile che su 20 alunni, 12 abbiano una certificazione?"

Sì, cari colleghi, è possibile. E vi spiego perché:

1. Le sezioni diminuiscono e non è più possibile suddividere gli studenti per formare classi equilibrate.

2. Le diagnosi aumentano perché molti docenti, aggiornati e attenti, sanno riconoscere i segnali di difficoltà e coinvolgono le famiglie.

3. I genitori, a loro volta, si rivolgono a specialisti che valutano se le difficoltà sono legate a un disturbo specifico dell’apprendimento.

Quindi, mentre c’è ancora chi confonde le difficoltà oggettive con pigrizia o svogliatezza, per fortuna esiste anche un numero crescente di insegnanti che sa osservare, comprendere e attivare i giusti percorsi di supporto.

28/02/2025

𝐃𝐢𝐬𝐭𝐮𝐫𝐛𝐢 𝐒𝐩𝐞𝐜𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐀𝐩𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 (𝐃𝐒𝐀): 𝐚𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐢𝐚𝐠𝐧𝐨𝐬𝐢 𝐨 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚?

📊 Stabilità della prevalenza nel tempo: studi epidemiologici indicano che la prevalenza dei DSA è rimasta relativamente costante nel tempo. Ad esempio, le Linee Guida per i Disturbi di Apprendimento riportano una prevalenza tra il 2% e il 5% nella popolazione scolastica
Fonte: Sinpia

📈 Crescita delle diagnosi: negli ultimi anni, le diagnosi di DSA sono aumentate significativamente. Secondo il Ministero dell'Istruzione, nell'anno scolastico 2020/2021, il 5,4% degli studenti italiani ha ricevuto una certificazione di DSA, rispetto allo 0,7% del 2010/2011
Fonte: Ministero Made in Italy

❓ 𝐌𝐨𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐚𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐢𝐚𝐠𝐧𝐨𝐬𝐢
𝑴𝒂𝒈𝒈𝒊𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒂𝒑𝒆𝒗𝒐𝒍𝒆𝒛𝒛𝒂: la diffusione di informazioni sui DSA ha portato genitori e insegnanti a riconoscere meglio i segnali, favorendo una diagnosi precoce.
𝑳𝒆𝒈𝒊𝒔𝒍𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒆 𝒅𝒊𝒓𝒊𝒕𝒕𝒊: la legge 170/2010 ha garantito diritti e supporti specifici agli studenti con DSA, incentivando le famiglie a cercare una diagnosi formale.
𝑹𝒊𝒅𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒔𝒕𝒊𝒈𝒎𝒂: una maggiore sensibilizzazione ha contribuito a diminuire lo stigma associato ai DSA, rendendo le famiglie più propense a richiedere valutazioni.

🛑 𝐂𝐨𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞: l'aumento delle diagnosi di DSA non indica una crescita dei casi, ma riflette una maggiore consapevolezza e migliori strumenti diagnostici. Affermare che ci siano "troppi DSA" è fuorviante e non supportato da evidenze scientifiche. È fondamentale continuare a promuovere la conoscenza e l'inclusione per garantire a tutti gli studenti pari opportunità di successo scolastico.

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𝐓𝐫𝐨𝐩𝐩𝐢 𝐚𝐥𝐮𝐧𝐧𝐢 "𝐝𝐢𝐬𝐭𝐮𝐫𝐛𝐚𝐭𝐢" 𝐨 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞?Faccio fatica a leggere tra le righe di quanto affermato dal profess...
28/02/2025

𝐓𝐫𝐨𝐩𝐩𝐢 𝐚𝐥𝐮𝐧𝐧𝐢 "𝐝𝐢𝐬𝐭𝐮𝐫𝐛𝐚𝐭𝐢" 𝐨 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞?

Faccio fatica a leggere tra le righe di quanto affermato dal professor Galimberti.

Come psicologa dello sviluppo, ho effettuato valutazioni, diagnosi e accompagnato famiglie nel lungo percorso di consapevolezza e accettazione di un disturbo del neurosviluppo.

Definire le certificazioni "𝐬𝐜𝐨𝐫𝐜𝐢𝐚𝐭𝐨𝐢𝐞" significa ignorare il rigore del processo diagnostico, basato su osservazione clinica, dati testistici validati e il lavoro di équipe multidisciplinari.

Chi vive queste difficoltà affronta sofferenze quotidiane. Il percorso non è mai semplice: coinvolge scuola, sanità e territorio in un dialogo complesso.

Confondere i disturbi del neurosviluppo con quelli psichiatrici rivela, inoltre, una scarsa conoscenza della materia.

Allo stesso modo,𝐢𝐥 𝐝𝐨𝐜𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐚𝐭𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐳𝐳𝐚, 𝐦𝐚 𝐢𝐧𝐜𝐥𝐮𝐝𝐞. La sua formazione è specialistica, universitaria e altamente qualificata. Non siamo un’ombra che amplifica una difficoltà, ma una guida che valorizza le potenzialità di ogni studente.

𝐒𝐦𝐢𝐧𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐧𝐞𝐠𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐬𝐜𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐞 𝐢𝐥 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐜𝐨𝐥𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚.

Estratto dalla serata Scuola per Genitori Plus di Confartigianato Imprese Vicenza

La scuola non può rimanere un’idea: deve trasformarsi. Basta metodi obsoleti, strutture fatiscenti e insegnanti demotiva...
11/12/2024

La scuola non può rimanere un’idea: deve trasformarsi. Basta metodi obsoleti, strutture fatiscenti e insegnanti demotivati.
Investiamo nell’educazione per generare futuro.

Oggi ero lì, con i maturandi. E in quelle lunghissime ore ho ripensato a me come maturanda, alle fatiche di un percorso ...
21/06/2023

Oggi ero lì, con i maturandi.

E in quelle lunghissime ore ho ripensato a me come maturanda, alle fatiche di un percorso di studi non adatto, e all'idea che avevo di me in quel periodo e che per lungo tempo mi ha "perseguitata":

"chi sarei io oggi se avessi fatto il liceo classico o il socio-psico-pedagogico?", pensavo, " magari sarei stata una persona più colta, più brillante, più intelligente".

Per lungo tempo ho scioccamente pensato a quanto scellerata fosse stata la scelta di intraprendere gli studi tecnici e che questi, in qualche modo, mi avessero tolto qualcosa.

Si è sempre stati portati a pensare che l'intelligenza si misuri dalla capacità di risolvere problemi complessi, leggere, scrivere, far di conto a certi livelli, quando, in realtà, l'intelligenza sta nel saperli affrontare i problemi.

A me questo non me lo ha detto nessuno. L'ho capito da sola, soprav-vivendo.

Oggi insegno al tecnico (destino) e terminata questa prima giornata mi risuonano solo le parole dei miei ragazzi: grazie prof.

E questo mi conferma che ho trovato la mia strada, nonostante tutto.

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Rome

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 19:30
Venerdì 09:00 - 19:30

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