15/02/2022
Nessuna delle donne di cui parla Elena Ferrante è un personaggio soddisfatto e immerso in una relazione sentimentale che possa definirsi "sana".
Lo si può percepire in Lenù e Pietro, che nel matrimonio svela a pieno la sua essenza: "Puoi scrivere un libro anche aspettando un figlio".
Una donna non è donna, se non pensa a procreare.
Una donna non è donna, se non si mette a margine.
Le realizzazioni personali devono passare in secondo piano.
Sembra una sorta di tatuaggio, un marchio di fabbrica delle donne del rione.
D'altronde anche Lila viene percepita da Nino Sarratore come ingombrante per via della sua schiettezza e ritenuta capace di oscurare il suo ruolo.
Elena Ferrante ci mostra un universo maschile che, pur essendo forse affascinato dall'acume femminile, non sa di fatto trattarlo, ne è intimorito e se ne allontana.
Pietro e Nino, uomini di cultura e di città, non sono così distanti dagli uomini del rione.
Non vi è dunque spazio per le conquiste personali delle donne e sebbene Lenù provi a sovvertire la rotta già tracciata, finisce anch'essa inesorabilmente per rimanere intrappolata e schiacciata da un insieme di regole non scritte, che ha deciso anche per lei.
In un'intervista rilasciata nel 2020 Elena Ferrante ha sottolineato come disturbi relativamente poco "che un uomo trascuri i figli per amore, mentre che lo faccia una donna infastidisce non solo gli uomini ma anche le donne stesse.
L’esistenza femminile è stata costretta a gestire la colpa, a temerne le conseguenze, a subirle, dentro regole che le donne non hanno contribuito a fissare e che ancora oggi agiscono nel profondo".
E così si fa spazio tra le pagine della tetralogia un trampolino di partenza necessario, che risuona come un messaggio nitido, rivolto a tutte le donne: quello di imparare ad amare e valorizzare se stesse.
Roberta Siciliano
(L'amica geniale, Elena Ferrante)