17/11/2020
La pandemia da COVID-19 imperversa ormai da mesi.
Tuttavia, non ci si è ancora soffermati abbastanza sulle conseguenze psicologiche di questo virus.
La rivista scientifica Lancet ha pubblicato uno studio che riguarda proprio questi aspetti:
- Innanzitutto sono stati rilevati gli effetti della quarantena sull'equilibrio psichico e dai dati si deduce che, già dall’undicesimo giorno, compaiono stress, nervosismo, aumento dell'ansia.
- Un'altra conseguenza è la paura di essere infettati o di poter infettare gli altri senza saperlo. In questo clima di incertezza è quindi anche possibile sviluppare paure sempre più infondate o veri e propri sintomi ossessivo-compulsivi.
- La riduzione forzata delle interazioni sociali e l’impossibilità di mantenere il nostro stile di vita e la nostra libertà di movimento può portare provare emozioni complesse e, in certi casi, a manifestare veri e propri sintomi depressivi
- Ancora, nel contesto di pandemia in cui siamo stati catapultati, la mente tende ad agire seguendo pochi impulsi naturali, necessari alla sopravvivenza (vedi le scorte ai supermercati nonostante l'apertura fosse garantita anche durante il lockdown).
In sintesi, il fattore che accomuna tutti noi in questo periodo è il pensiero catastrofico, ovvero la tendenza ad anticipare sempre il peggio; è quella "vocina" che ci dice che perderemo il lavoro, che le cose non torneranno come prima, che finiremo in ospedale, che qualche persona a noi cara non ce la farà, ecc. Ovviamente questi pensieri non fanno altro che complicare la realtà che stiamo vivendo rendendola più faticosa e sicuramente meno rassicurante.
Pur continuando quindi ad attenerci alle regole imposte dalle autorità in merito alla prevenzione del virus, non dimentichiamo di prenderci cura anche della nostra salute mentale. Cerchiamo di confrontarci con specialisti che possano aiutarci ad affrontare meglio gli effetti negativi di un periodo difficile per tutti.
Non c'è salute senza salute mentale.