Dott. Paolo Gaudioso - Fisioterapista

Dott. Paolo Gaudioso - Fisioterapista Sedute di fisioterapia funzionale (disordini temporomandibolari, mal di testa, vertigini e acufeni).

Percorso: il fatto di compiere uno spostamento da luogo a luogo.Questo spostamento è terminato e il luogo raggiunto è mi...
30/11/2025

Percorso: il fatto di compiere uno spostamento da luogo a luogo.
Questo spostamento è terminato e il luogo raggiunto è migliore di quello lasciato.
Ho conosciuto persone e professionisti, arricchito il bagaglio personale e professionale, ottenuto ruoli di docenza e coordinamento.
Fiducioso che questo non sia l’arrivo ma la partenza, mi godo la siesta.

19/11/2025

RIABILITAZIONE CRANIO MANDIBOLARE - ATM AVANZATO Roma Novembre 2025

Siamo Paolo Gaudioso (Fisioterapista) e Laura Gorni (Logopedista), laureandi del CDL Magistrale di Scienze Riabilitative...
23/06/2025

Siamo Paolo Gaudioso (Fisioterapista) e Laura Gorni (Logopedista), laureandi del CDL Magistrale di Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie dell’Università Cattolica e vogliamo proporvi un questionario su un tema molto attuale: l’Intelligenza Artificiale. Il nostro questionario è rivolto a tutti i professionisti sanitari e studenti dell’ambito e ha come obiettivo quello di indagare come l’IA sta influenzando il nostro benessere lavorativo. La compilazione richiede solo pochi minuti, grazie per il vostro contributo!

Questo questionario è rivolto a tutti i professionisti sanitari e ha l'obiettivo di comprendere meglio come l'IA stia influenzando la vostra professione e il vostro benessere lavorativo. La vostra partecipazione è fondamentale per raccogliere dati significativi e contribuire a un dibattito importa...

Le cause della cefalea primaria sono sempre più di una e scaturiscono dall’interazione tra cause interne, predisposizion...
23/12/2022

Le cause della cefalea primaria sono sempre più di una e scaturiscono dall’interazione tra cause interne, predisposizione genetica e fattori scatenanti come stress, abuso di fumo e alcol, inquinamento ambientale e dieta sbagliata. 
1. Emicrania: L’incidenza è maggiore nel sesso femminile, nei fumatori e nei consumatori di caffeina. Altri fattori di rischio sono l'assunzione di farmaci, la variazione del tempo, disordini o reazioni alimentari, fattori emotivi, scompensi ormonali, traumi, abitudini errate, apnee notturne e disordini temporo-mandibolari.
2. Cefalea tensiva o muscolo-tensiva: Si registra una maggiore incidenza nel sesso femminile. 
I fattori scatenanti sono stress, ansia, depressione, postura scorretta, digiuno, disidratazione o abuso di farmaci.
Anche il bruxismo, ovvero l’abitudine a digrignare i denti (di giorno o di notte) causato da malocclusione dentale, stress o eccessive preoccupazioni dà origine a spasmi muscolari e può provocare cefalea tensiva. Questo problema si può risolvere facendo fisioterapia, indossando il bite e riducendo lo stress.
3. Mal di testa da cervicale: Generalmente appare dopo i 40 anni, con prevalenza per il sesso femminile. I fattori di rischio più frequenti sono stress e ansia, una postura scorretta, malocclusione dentale, traumi e infortuni.
4. Cefalea a grappolo: Colpisce principalmente soggetti di sesso maschile presentandosi in forma episodica o cronica. 
I fattori di rischio sono principalmente alcol, stress e disturbi del sonno.

In quanto alle cefaee secondarie, l’International Headache Society elenca 8 principali categorie di cefalea secondaria: da trauma, disturbi vascolari, disturbi intracranici non vascolari, uso di sostanze esogene, infezioni, disturbi dell’omeostasi, disturbi psichiatrici o dolori facciali derivanti da patologie del cranio o altre strutture craniche o facciali.

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Il mal di testa si distingue in cefalee primarie e cefalee secondarie. Queste si dividono in ulteriori sottocategorie, c...
12/12/2022

Il mal di testa si distingue in cefalee primarie e cefalee secondarie.
Queste si dividono in ulteriori sottocategorie, contraddistinte da una diversa sintomatologia.
Ovviamente, la divisione non è sempre così netta, ma è possibile imbattersi anche in “quadri misti”, con sintomi atipici: con un’attenta anamnesi sono comunque trattabili e risolvibili.
 
1️⃣Le cefalee primarie si suddividono in:
1. Emicrania: dolore pulsante in un solo lato della testa, con intervalli dalle 4 alle 72 ore. Questo disturbo aumenta con gli sforzi, anche moderati, come chinarsi o raccogliere qualcosa. Può presentarsi con sintomi associati quali nausea e vomito, insonnia, stanchezza, disturbi visivi, debolezza e difficoltà di concentrazione. Luci e rumori forti possono recare disturbo. 
2. Cefalea tensiva o muscolo-tensiva: la più comune, può manifestarsi solo a volte o può essere cronica. Gli attacchi possono durare da qualche minuto a diversi giorni e il dolore, come una morsa su entrambi i lati della testa, d’intensità lieve o moderata. A differenza dell’emicrania, non è generalmente accompagnata da nausea e vomito e le normali attività di routine non peggiorano i sintomi.
3. Mal di testa da cervicale: si concentra o inizia nella regione cervicale. Può durare più dell’emicrania o della cefalea tensiva. Il dolore è laterale, fisso e si riproduce tramite pressione sui muscoli del collo o col movimento della testa.
4. Cefalea a grappolo: dolore insopportabile, compare rapidamente e dura da 15 minuti a 3 ore, spesso più volte al giorno, anche di notte. Si avverte su un solo lato della testa, in genere attorno all’occhio, ed è accompagnato da lacrimazione ed arrossamento dell’occhio, congestione nasale, naso che cola o sudorazione del viso.
 
2️⃣ Le cefalee secondarie, invece, si dividono in 8 principali categorie.
I sintomi caratteristici sono dolore violento, segni neurologici, febbre, difficoltà visive e comparsa del dolore a seguito di uno sforzo fisico, anche minimo.
La cefalea secondaria può essere uno dei sintomi associati ad un'altra patologia.
 
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Prossimamente parleremo di cause ed incidenza del mal di testa. 🤯

Secondo un’indagine dell’OMS, il 50% della popolazione ha sofferto almeno una volta nella vita di mal di testa. In Itali...
04/12/2022

Secondo un’indagine dell’OMS, il 50% della popolazione ha sofferto almeno una volta nella vita di mal di testa. In Italia sono circa 7 milioni le persone affette da questa patologia in forma cronica.

In molti casi, non è necessaria una terapia farmacologica: per contrastare il mal di testa, infatti, l’attività fisica si dimostra un valido alleato. È stato dimostrato che il rilascio di endorfine che avviene durante il movimento agisce sul controllo del dolore. Oltre a ciò, svolgere attività fisica contrasta anche uno stile di vita scorretto, che può essere una delle cause del mal di testa.

In alcuni casi, però, la sola attività fisica potrebbe risultare insufficiente per liberarsi del dolore.
Il fisioterapista si rivela, quindi, una figura cardine nella risoluzione di questi problemi, potendo aiutare a risolvere problematiche associate a movimenti e posture scorrette, e guidando il paziente nel recupero delle corrette funzionalità.
Il percorso prevede, a seconda del caso, uno o più cicli di terapia manuale e una serie di esercizi personalizzati. Può dare risultati già dalle prime sedute.

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La prevalenza di disordini temporomandibolari, tra cui artralgia, mal di testa e sensibilizzazione locale della zona del...
26/11/2022

La prevalenza di disordini temporomandibolari, tra cui artralgia, mal di testa e sensibilizzazione locale della zona della faccia, è molto più alta (tra il 40% e il 45%) in atleti professionisti di sport da combattimento, come la boxe, le MMA e le varie arti marziali prese nel singolo, rispetto alla popolazione di professionisti di altri sport e di non professionisti.
Una corretta posizione mandibolare e una buona condizione della muscolatura masticatoria, tali da dare al soggetto un “morso fisiologico”, portano ad un incremento di vari parametri rispetto alla condizione disfunzionale.
Il nostro corpo, infatti, possiede già un sistema di smaltimento delle forze d’urto facciali basato su delle vie di fuga dette linee di Lefort o pilastri di resistenza del mascellare, tramite le quali l’urto riesce a dissiparsi, evitando le strutture nervose, impedendo quindi il KO. 
Dopo un duro match o dopo anni di combattimento, però, queste vie possono risultare “intasate”, non più in grado di smaltire le forze d’impatto ed evitare il conteggio. 

Tramite delle sedute di terapie manuale e una serie di esercizi personalizzati e mirati, queste vie possono essere liberate e rese più performanti, il morso corretto in modo da avvicinarsi il più possibile al “morso fisiologico”, le vie aeree tenute pervie e l’articolazione temporomandibolare e le altre strutture orofacciali preservate e mantenute nella miglior condizione possibile.
Questo lavoro può portare quindi a dei benefici immediati nella pratica dello sportivo combattente, aiutandolo ad ottenere i risultati nel breve periodo, ma soprattutto permettendogli di mantenerli nel corso della sua carriera, nel medio e lungo periodo.

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Le linee guida della American Academy of Orofacial Pain stimano che dal 40% al 75% della popolazione mostra almeno 1 seg...
24/11/2022

Le linee guida della American Academy of Orofacial Pain stimano che dal 40% al 75% della popolazione mostra almeno 1 segno di questa patologia e il 33% della popolazione presenta almeno 1 sintomo.
Tuttavia, solo il 5% degli adulti con disordini temporomandibolari sintomatici richiedono un trattamento e possono quindi risolvere i loro disturbi.

Leggi il post e rispondi con un semplice “sì” o “no” alle cinque domande: se rispondi in modo affermativo ad almeno una di queste domande, è possibile che tu soffra di DTM, ed è dunque consigliato sottoporsi alla valutazione di un professionista.
Nel caso dei DTM, la fisioterapia si rivela essere un metodo molto efficace per l’eliminazione delle tensioni muscolari. Infatti, le sedute di terapia manuale ed il piano di esercizi personalizzati possono restituire una giusta coordinazione e ristabilire un corretto equilibrio articolare e fasciale intervenendo direttamente sulle cause di questa disfunzione.

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Oltre a seguire gli accorgimenti illustrati nel post precedente, è necessario evitare o modificare certi gesti ed abitud...
20/11/2022

Oltre a seguire gli accorgimenti illustrati nel post precedente, è necessario evitare o modificare certi gesti ed abitudini per non sollecitare oltremisura l’articolazione temporomandibolare, almeno in fase acuta. Così facendo salvaguardiamo la zona ed evitiamo un peggioramento dell’infiammazione, permettendo un recupero repentino tramite sedute di terapia manuale ed esercizi personalizzati.
In questo modo si riduce il rischio di mantenere o, addirittura, di peggiorare l’infiammazione. 

Scopri i miei consigli e, per maggiori informazioni, visita il sito web https://www.dottpaologaudioso.com

Alcune condizioni possono aggravarsi con dei comportamenti o con delle cattive abitudini che stressano l’articolazione t...
16/11/2022

Alcune condizioni possono aggravarsi con dei comportamenti o con delle cattive abitudini che stressano l’articolazione temporomandibolare o i muscoli ad essa connessi. È quindi fondamentale riconoscere e correggere tali atteggiamenti e apprenderne di nuovi e sani che possono fare la differenza. 
Va da sé che non è sufficiente evitare certi atteggiamenti per star meglio, ma è giusto avere una serie di accortezze mirate a correggere e mantenere la propria condizione.

Scorri il post per scoprire i miei consigli e visita il sito web per maggiori informazioni

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