25/07/2024
GIU' LE MANI DAI SERVIZI FIDUCIARI!
Con l’ipotetico obiettivo di riformare l’art. 138 del TULPS e istituire un albo delle guardie giurate, si tenta di attaccare pretestuosamente e per l’ennesima volta il settore dei servizi fiduciari (ivi definiti operatori di portierato logistico), già massacrato dalla magistratura attraverso i commissariamenti.
Nel testo si ribadisce che è vietato adibire tali operatori ai servizi di vigilanza. Si insiste - quindi - sulla questione abusivismo, ampiamente fittizia. È il “tormentone” che attanaglia le menti di taluni vigilantes affetti da disturbo paranoide di personalità che si traduce in una forte diffidenza nei confronti degli operatori fiduciari in assenza di reali minacce. Ci avevano già provato scomodando il Capo della Polizia tempo addietro. In ogni dove scattarono controlli. Risultato? Una dispendiosa e inutile caccia ai fantasmi. Erano tutti al loro posto. Ricordiamo – del resto – che i trasgressori commetterebbero reato (art. 348 c.p.), per cui è un tema già esaminato dal codice penale.
Oggi i confini operativi degli uni e degli altri sono talmente palesi che diventerebbe schizofrenico rimarcare cosa possono fare e cosa non possono fare le guardie disarmate e vi garantisco – inoltre – che nel nostro settore c’è tanto di quel lavoro che nessuno di noi imprenditori ha interesse o si sogna di sconfinare, rischiando una denuncia, nelle specifiche attribuzioni delle guardie giurate che restano relegate alla salvaguardia del patrimonio e operano perlopiù contro i reati predatori.
Il colmo arriva quando si parla di divise. Si dice che i fiduciari vogliano emulare le FF.OO nel loro modo di abbigliarsi e ciò non sarebbe da alcun punto di vista né deprecabile, né sanzionabile ma nella mente di chi ha partorito questo bislacco DDL, configura forse un reato di pericolo astratto o presunto. Il problema – invero – non si pone, come più volte spiegato, per una ragione molto semplice, anzi banale: l’operatore fiduciario è DISARMATO e giammai potrà – quindi – generare confusione nella cittadinanza e neppure potrà simulare le funzioni di un appartenente alle FF.OO datosi, chiudo con una battuta, che il fiduciario sposta carrelli dal mattino alla sera (secondo certa parte della vigilanza ottenebrata da convincimenti spassosi). Sembra che queste argomentazioni lapalissiane siano di difficile comprensione per alcune associazioni di categoria o sindacati felici di parlare alla pancia di qualche metronotte, evidentemente confuso e rancoroso. Le stesse organizzazioni che hanno voluto, del resto, fortissimamente proporre il DDL in esame.
IN RAPPRESENZANZA DI CHI E DI QUALI INTERESSI?
Invece, è opinione di chi scrive, che siano proprio gli Istituti di Vigilanza (circa 900) che fanno una vera e propria gara ad assomigliare con uniformi, buffetteria e autopattuglie alle FF.OO ed essendo le loro guardie notoriamente armate sono pericolosamente idonee a trarre eventualmente in inganno la pubblica fede. Vi pare? La norma che autorizza, tramite un’apposita commissione, le loro divise evidentemente non funziona e codesto iter andrebbe obiettivamente riesaminato…
Un’altra esilarante proposta (DDL 1008) efferente le attività di “sicurezza sussidiaria”, chiede di inquadrare i servizi fiduciari, ivi definiti servizi di custodia, in una licenza di polizia (?!). Suvvia, noi non siamo quelli che spostano i carrelli? Gli autori di codesto stravagante DDL non meritano neppure una dissertazione seria. Si spera che il decisore politico si consulti con autorevoli addetti ai lavori e non con i nemici giurati dei servizi fiduciari, prima di partorire decisioni sui generis e francamente opponibili. Vi ricordo – inoltre – che in oggi i servizi fiduciari sono stimati circa il triplo delle guardie giurate e ciò potrà avere in futuro una rilevanza politica impattante… Vi conviene continuare a punzecchiarci?
Concludo. Tali sciagurate iniziative, prodotte da soggetti anti liberisti, cozzano violentemente con la libertà d’impresa se non anche con i principi costituzionali e sono unicamente favorevoli al mantenimento di poteri corporativistici. Introdurre restrizioni in una categoria professionale dove non necessita davvero un artificio del genere, non solo non tiene conto dell’ordinamento e degli orientamenti europeisti, tornando a un TULPS retrivo ma preclude ogni riflessione perspicace sulle attuali dinamiche del mercato della sicurezza privata e delle diminuite necessità di operatori armati.
Se vogliamo – quindi – ignorare le ragioni del successo straordinario ottenuto negli ultimi anni dai servizi fiduciari riducendolo ai costi inferiori che deve sopportare la committenza e a immaginare le guardie particolari giurate la 5° forza di polizia nazionale (oltre ai corpi di polizia locale), allora hanno ragione fazioni politiche, sindacati e associazioni a coalizzarsi per ottenere questo rovinoso e non auspicabile risultato.
I multiservizi non hanno bisogno di alcuna regolamentazione per essere costretti in un contenitore ulteriore (licenze) perché già soggiogati alle Leggi dello Stato e al diritto societario. Non abbiamo necessità di un ente governativo che controlli le attività di portierato e il gran baccano prodotto da talune associazioni di categoria, affette da sindrome di iper-competizione, dipende da una visione distorta della realtà in quanto vedono nel fiduciario un antagonista professionale, ossia un rivale che gli sottrae lavoro.
Analisi del tutto erronea, in quanto e chiudo, chi è causa del suo mal pianga sé stesso.
Associazione Professionale Investigazioni e Sicurezza