Mary Arduino Psicologa

Mary Arduino Psicologa Psicoterapeuta della Gestalt, Educatore Certificato Cos-Parenting, TrainerTraining Autogeno e Docente

A volte non è l’emozione a essere difficile, ma il momento in cui arriva: quando lo spazio interno è già troppo occupato...
13/01/2026

A volte non è l’emozione a essere difficile, ma il momento in cui arriva: quando lo spazio interno è già troppo occupato e l’intensità emotiva supera ciò che possiamo reggere.

In questi momenti: il sistema nervoso cerca una soglia di sicurezza per ridurre il carico emotivo e si orienta verso ciò che gli permette di rimanere in equilibrio.

Ti è mai capitato di accorgerti che stai facendo di più
proprio quando sentire diventa troppo?
Di accelerare, controllare, distrarti,
restare sempre conness*
o, al contrario, chiuderti un po’.

Queste azioni non nascono per evitare la vita,
ma, a volte, aiutano ad attraversarla senza esserne travolt*.

Alcune di queste strategie diventano col tempo abituali, perché hanno funzionato come regolatori emotivi.
Riconoscerne la funzione è spesso il primo passo per comprendere quando iniziano a limitare la nostra vita emotiva e relazionale.

Perché la parte più difficile
non è capire cosa proviamo,
ma riuscire a restarci accanto,
senza fuggire, mentre lo sentiamo.

🤍

Qualche giorno fa, rientrando in una casa che conosco da sempre, mi sono accorta di come certi luoghi riescano a parlart...
28/12/2025

Qualche giorno fa, rientrando in una casa che conosco da sempre, mi sono accorta di come certi luoghi riescano a parlarti anche restando muti.

Era tardo pomeriggio, la luce entrava obliqua dalle finestre e per un istante ho avuto la sensazione che tutto fosse fermo, eppure incredibilmente vivo.

Ci sono dettagli che spesso passano inosservati,
eppure sono rimasti sempre lí: il marmo consumato, la moka in attesa del suo prossimo viaggio, quell’oggetto lasciato da anni nello stesso punto e l’aria intorno che sembra avere una sua temperatura emotiva.
Sono proprio questi frammenti minimi a custodire qualcosa di più grande, come se raccogliessero il tempo senza mostrarlo.

Credo che accada perché i luoghi, come le persone, trattengono ciò che li ha attraversati. Non parlano in modo diretto, ma continuano a vibrare di ciò che è stato: presenze, gesti, attese, silenzi.
E a volte basta fermarsi un attimo per accorgersi che quel battito non si è mai interrotto.

Forse è questo che riconosciamo quando qualcosa ci tocca senza un motivo preciso: la sensazione che esista una memoria che non è solo nostra, ma condivisa, stratificata e intessuta nel tempo.
Una memoria che non chiede di essere spiegata, ma semplicemente ascoltata per tenere una traccia viva tra ciò che é stato e ciò che resta.

E allora capisco che non tutto ció che conta ha bisogno di parole. Alcune cose restano vive proprio perché continuano a pulsare in silenzio, come una casa che, anche vuota, non smette di abitare chi l’ha attraversata.

🤍

Dicembre è un mese che muove molto fuori:richieste, ritmi, aspettative, appuntamenti…E spesso il corpo resta indietro, i...
30/11/2025

Dicembre è un mese che muove molto fuori:
richieste, ritmi, aspettative, appuntamenti…
E spesso il corpo resta indietro, in silenzio,
a chiedere spazio, respiro, lentezza.

Quest’anno ho sentito il desiderio di accompagnare questo tempo in un modo più umano, più semplice, più interno.
Non con cose da fare, ma con piccoli gesti da abitare.

✨Da 1 a 24 dicembre, ogni giorno troverai nelle stories un gesto semplice: una pausa, un dettaglio, un ritorno.
Qualcosa che ti aiuti a rientrare in te,
a ritrovare il ritmo che ti abita,
a sentire il corpo come un luogo sicuro in cui tornare.

Non un calendario da aprire.
Un percorso da vivere.

🎁 E il 25 dicembre ci sarà un piccolo dono pensato per te, per chi avrà camminato questo Avvento con cura e gentilezza.

Se questo sentire ti risuona,
puoi salvare il post e iniziare da qui.
Con calma, un gesto al giorno.

A domani…

❤️




Ti succede mai di sentire che la mente corre troppo? Che i pensieri si moltiplicano, si accavallano, e fai fatica a “res...
27/11/2025

Ti succede mai di sentire che la mente corre troppo? Che i pensieri si moltiplicano, si accavallano, e fai fatica a “restare dentro” quello che vivi?

È qualcosa che incontro spesso anche nella stanza delle parole:
quando la mente prende il volo,
il corpo resta qui a reggere il resto.
E lì nascono tensioni, fatica, distanza da sé.

In questo spazio, ho provato a raccontare cosa accade in quei momenti e a lasciare un gesto semplice per tornare a te.

Se ti va, mi piacerebbe sapere:
qual è il primo segnale che ti dice che la mente sta andando via?
Qual è il tuo campanello d’allarme?

Lo leggo volentieri nei commenti.
E se ti risuona, salva il post per quando ne avrai bisogno. 🤍




Qualche giorno fa mi sono imbattuta in questa frase:“Amare significa aver cura della solitudine dell’altro, senza mai pr...
23/08/2025

Qualche giorno fa mi sono imbattuta in questa frase:
“Amare significa aver cura della solitudine dell’altro, senza mai pretendere di colmarla né conoscerla.”

Quante volte, nella coppia, temiamo la distanza? La sentiamo come un vuoto che divide, invece che come un respiro che permette a entrambi di restare vivi.

Eppure ognuno porta con sé uno spazio segreto, intimo, che non può e non deve essere invaso.
Siamo prima un Io, con la nostra storia, i nostri silenzi, le ferite e le risorse che ci abitano.
Solo riconoscendo e rispettando questo spazio, l’incontro con l’altro può trasformarsi in un Io e Tu vitale: un legame che non fagocita, ma nutre.

Dal punto di vista clinico, la capacità di abitare la propria solitudine è una radice dell’attaccamento sicuro.
Chi riesce a stare con sé stessə senza paura costruisce confini più chiari e stabili; chi sa rispettare la solitudine dell’altro alimenta fiducia, intimità e libertà reciproca.

Da questa riflessione sono nati per me altri piccoli frammenti, altre immagini su ciò che significa amare.
Perché l’amore, prima di essere fusione, è incontro: due solitudini che scelgono di camminare insieme.

❤️ Ora tocca a te… se chiudi gli occhi, cosa significa per te amare?

…………..

C’è un motivo se osservando l’acqua ci sentiamo subito più tranquillə e leggerə.Il corpo ricorda, il respiro rallenta, l...
20/08/2025

C’è un motivo se osservando l’acqua ci sentiamo
subito più tranquillə e leggerə.

Il corpo ricorda, il respiro rallenta, la mente si apre.

Nel post ti accompagno a scoprire perché l’acqua ci calma così profondamente…

E, alla fine, troverai un piccolo invito da sperimentare:
un minuto di blu tutto per te. 🌊

💙 Se vorrai, potrai raccontarmi nei commenti o in dm come lo hai vissuto.

Ti aspetto🌷

…………………….

Non tutto accade nel momento in cui lo diciamo. Nel lavoro clinico, alcuni processi hanno bisogno di latenza: restano ne...
13/08/2025

Non tutto accade nel momento in cui lo diciamo.
Nel lavoro clinico, alcuni processi hanno bisogno di latenza: restano nello sfondo, in un movimento silenzioso, dove le sensazioni si decantano e le immagini interne si riorganizzano.

La pausa e l’attesa non sono vuoti, né assenze ma spazi di assimilazione: momenti in cui ciò che è emerso trova il tempo per radicarsi, integrarsi e prendere forma stabile.
Come radici invisibili che lavorano sottoterra, preparano la struttura per sostenere nuovi rami. 🌱

💬 Raccontami, se vuoi, come vivi le tue pause e le tue attese.

Oppure

🪞Prenditi un momento oggi per ascoltare cosa si muove nel tuo “sfondo”.

💙

Il desiderio è come un cielo a cui manca una stella.È quella piccola assenza che ci spinge a guardare dentro, a portare ...
10/08/2025

Il desiderio è come un cielo a cui manca una stella.
È quella piccola assenza che ci spinge a guardare dentro, a portare al cielo
ciò che non osiamo ancora dire a voce alta.

Come se, in fondo, ogni desiderio fosse un firmamento con un punto vuoto: uno spazio che ci invita a cercare, tra costellazioni profonde, ciò che davvero ci fa brillare.

Non sempre ce ne accorgiamo.
Lo portiamo con noi mentre facciamo la spesa, rispondiamo al telefono, attraversiamo una strada affollata.
E intanto, senza saperlo, stiamo camminando con un pezzo di cielo in tasca.

E così, lo custodiamo finché trova il coraggio di attraversarci e scivolare nel cielo.

Questa notte impariamo a lasciarlo andare:
affidiamolo al buio, sapendo che la sua luce troverà la strada.
Perché ogni scia luminosa è una promessa di ritorno,
un filo che ci unisce a ciò che ancora non c’è,
ma che forse, da qualche parte, sta già venendo verso di noi. 💫

Buona notte di San Lorenzo

Ci insegnano a seguire una direzione,a non deviare, a scegliere un lato e restarci.Come se la fedeltà a un sentiero bast...
09/06/2025

Ci insegnano a seguire una direzione,
a non deviare, a scegliere un lato e restarci.

Come se la fedeltà a un sentiero bastasse per trovare l’uscita.
Ma non siamo fatti per le traiettorie lineari.
Siamo fatti di svolte improvvise, di intuizioni,
di strade che sembrano sbagliate e invece aprono scorci.

Siamo fatti per cambiare lato,
per scardinare percorsi già tracciati.
Per sbagliare, tornare indietro,
e poi… aprire una nuova via.

💭 Forse, il vero modo per uscire
è proprio questo:
avere il coraggio di perdere l’orientamento
per trovarne uno nuovo.

🖤 L’uscita non è dove ci hanno detto di cercarla.
L’uscita è dove impariamo ad ascoltarci,
anche se significa smettere di seguire il lato “giusto”
e cominciare a crearne uno nostro.

🌀🫀
Non esistono uscite senza incertezze.
Ma alcune incertezze sono già libertà.

———

Ci sono pensieri che sembrano non spegnersi mai. Non importa quanto proviamo a distrarci, rilassarci, dormire: la mente ...
30/05/2025

Ci sono pensieri che sembrano non spegnersi mai.
Non importa quanto proviamo a distrarci, rilassarci, dormire: la mente continua.

Non è solo pensare troppo.
È un modo per proteggersi da ciò che brucia e fa male.

Sembrano pensieri infiniti, ma sono tentativi (spesso inconsapevoli) di tenere a bada emozioni difficili: paura, colpa, vergogna.

Il rimuginio e la ruminazione hanno in comune la stessa fatica ma, di fatto, percorrono due direzioni diverse.

➡️Il rimuginio ci proietta in avanti: e se succede? e se sbaglio?
⬅️La ruminazione ci riporta indietro: perché è andata così? cosa ho fatto di sbagliato?

Entrambi ci tengono lontano da ciò che sentiamo davvero e nel vano tentativo di controllare il dolore, finiscono per amplificarlo.

🌀Nel carosello ti aiuto a riconoscerli, distinguerli e comprenderli.
Perché solo quando nominiamo un meccanismo, possiamo iniziare a cambiarlo.

🌙 Se chiudi gli occhi, dove corre la tua mente?
Verso ciò che potrebbe accadere o ciò che è già successo?

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Il tatto è il primo linguaggio affettivo:non solo un senso, ma una base sicura su cui si costruisce il Sé.Ci sono mani c...
28/05/2025

Il tatto è il primo linguaggio affettivo:
non solo un senso, ma una base sicura su cui si costruisce il Sé.

Ci sono mani che accolgono, e mani che mancano. E ci sono identità che crescono cercando un confine che rassicuri, non che imprigioni.

Quando il tocco è stato assente o incoerente, il Sé si frantuma, come frammenti di uno specchio sottile.
Ma tornare al corpo è possibile.
Ricucire la pelle della nostra storia,
ritrovare un senso di contenimento e di presenza.

Freud ce lo racconta con una frase, a mio avviso, molto bella:
«L’Io è in definitiva derivato da sensazioni corporee, soprattutto dalle sensazioni provenienti dalla superficie del corpo ».

🫂Perché anche il tatto è memoria.
E nel calore di un gesto che accoglie che possiamo sentire, forse, per la prima volta:
“Io ci sono. Io valgo. Io sono.”

🫀 Il corpo ricorda anche quello che non ha ricevuto e questo carosello è un invito ad ascoltare il corpo come luogo di cura, e il contatto come strada per ritrovarsi.

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Dentro è casa.Lascia andare ciò che ti impedisce di abitarti. 🌸Un luogo silenzioso dove il respiro si fa radice,le tensi...
12/05/2025

Dentro è casa.
Lascia andare ciò che ti impedisce di abitarti. 🌸

Un luogo silenzioso dove il respiro si fa radice,
le tensioni si sciolgono,
e tu puoi finalmente abitarti. 🏡

✨Il mio nuovo corso online di
Training Autogeno e Tecniche Immaginative:

- 6 incontri per creare uno spazio interiore calmo e sicuro,
- rilassare il corpo, alleggerire la mente e
- tornare a sentirsi a casa, dentro di sé.

🐚 Cosa troverai:

• Pratiche guidate per rilassare corpo e mente

• Visualizzazioni per ritrovare equilibrio e sicurezza

• Spazi di condivisione e crescita

💝 Cosa riceverai:

Diario di “Dentro è Casa” con il materiale per allenarti individualmente

Una “Formula Personalizzata” di Training Autogeno creata per te al termine del corso.

Si parte mercoledì 11 giugno, ore 19.30 – LIVE su Google Meet

Lavoreremo in piccoli gruppi. Prima di iscriverti, ci conosceremo in una breve call gratuita.

Se senti che è il momento giusto per te, trovi tutti i dettagli nel link in bio. 🌷

“Ti perdi non quando corri troppo…
Ma quando smetti di ascoltarti.”

———————-
Grazie di cuore a 🌸
per aver dato volto e forma al sentire profondo di questo progetto.
Le sue immagini custodiscono emozioni, respiri e spazi interiori. Non illustrano soltanto ma accolgono, accompagnano come una carezza gentile che ti guida a casa, dentro di te.

Indirizzo

Trieste/Talenti/Centocelle
Rome
00100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 17:00

Telefono

+393485295922

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Chi sono

Benvenuto sulla mia pagina, sono Mary Arduino - Psicologa, specializzanda in Psicoterapia della Gestalt presso l’Istituto GTKairos di Roma - regolarmente iscritta all'Albo degli Psicologi del Lazio con numero 23902.

Ho conseguito la Laurea in Psicologia presso l’Università La Sapienza di Roma e successivamente il Master in Criminologia e Psicologia Forense presso l'Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia.

Specializzatami in Psicologia di Comunità, del Lavoro e delle Organizzazioni, ho lavorato per molti anni nell’ ambito delle risorse umane.

La continua formazione professionale e curiosità personale mi hanno permesso di conoscere il modello ad orientamento gestaltico conseguendo il diploma di Counsellor nella Relazione d’Aiuto nel 2016 presso il Centro Italiano Gestalt di Roma e nello stesso anno il Training in Comunicazione Non Violenta con Yoram Mosenzon.