21/02/2026
Ecco due libri che possono essere letti come due capitoli di un’unica riflessione sul nostro presente tecnologico. Entrambi partono dalla constatazione che viviamo in un’epoca di grande innovazione, che però non sta producendo automaticamente una società migliore, più giusta o più consapevole. Anzi...
Ne "Il futuro è già qui", Gallavotti affronta il tema dell’intelligenza artificiale per riportarlo alla realtà, lontano dagli entusiasmi ingenui e dagli allarmismi. L’IA non è una mente, non ha intenzioni proprie, non ha un corpo (per ora) e, soprattutto, non ha "un vissuto", né coscienza: è uno strumento costruito dall’uomo, che funziona grazie ai dati immessi e agli obiettivi che le vengono assegnati. Può esserci di grande aiuto in quelle situazioni che richiedono pazienza, attenzione, precisione e memoria prodigiosa (ad es. supporto alla ricerca scientifica e medica). Parlare di IA significa, però, parlare non solo delle cose incredibili che può fare al posto nostro, ma anche di qualcosa di meno catchy, ma fondamentale, ossia di responsabilità, sicurezza ed etica.
In "Qualcosa è andato storto", Luna sposta l’attenzione sulle promesse mancate della rivoluzione digitale. Internet, i social e le tecnologie digitali erano nate per rendere il mondo più aperto, democratico e partecipativo. Eppure siamo finiti fuori rotta: invece di maggiore accesso all’informazione, troviamo più disinformazione, dipendenza tecnologica, polarizzazione delle emozioni su paura e rabbia, che ingaggiano più coinvolgimento e, dunque, garantiscono maggiore tempo di permanenza sul dispositivo. L'illusione di alleggerirci di cose da fare, non ci fa vedere quanto TEMPO ci viene rubato, che poi finisce tristemente perso nello scrolling. L’autore ci mostra cosa succede quando smettiamo di essere noi a guidare le nostre scelte e basiamo le decisioni su algoritmi che selezionano cosa farci vedere (e cosa no), filtrando a monte ciò che ci verrà mostrato, deformando la nostra lente di realtà… E’ così che perdiamo il controllo su tali strumenti e, soprattutto, la linea invalicabile della VERITÀ.
I due libri ci accompagnano in un viaggio conoscitivo davvero utile per informarsi su questi temi e per non perdersi in una visione di cui è più facile esaltare le risorse che riconoscere i limiti. Entrambi convergono sul fatto che il futuro non si costruisce solo sul progresso tecnologico. Allora l’IA è un bene o un male per l’umanità? Dipenderà dall’uso che ne faremo. Resta imprescindibile una visione comunque umana, insieme all'esercizio di un ragionamento profondo, capace di mettere al centro le persone, la sicurezza, la trasparenza, i diritti e le responsabilità, specie verso le nuove generazioni esposte - senza adeguata formazione e regolamentazione - ad un depauperamento cognitivo ed emotivo, ad una sollecitazione dopaminergica continua e alla conseguente incapacità di gestire la frustrazione del vuoto in assenza di un dispositivo tra le mani. Senza parlare della sostenibilità ambientale rispetto agli enormi consumi energetici di tali tecnologie (sapete che ci vogliono 2 litri di acqua di raffreddamento per ogni domanda che poniamo all’AI??); la perdita di posti di lavoro, dovuta ad una tecnologia che evolve troppo in fretta, rispetto al tempo umano necessario a riqualificarsi…oltre che una riflessione su come limitare tutti gli usi impropri di tali tecnologie che offrono strumenti sempre più raffinati per manipolare in modo ingannevole (per es. come riconoscere la notizia vera da quella falsa verosimile, la clonazione delle voci al servizio delle frodi, la creazione di virus e armi, il plagio senza tutele, il benessere mentale delle persone, l’affidabilità delle fonti, ecc…).
I due titoli possono collegarsi molto bene a fotografare la realtà attuale: "Il futuro è già qui", ma "qualcosa è andato storto", perché stiamo CONFONDENDO L'INNOVAZIONE CON IL MIGLIORAMENTO. Il problema non è, dunque, la tecnologia, ma il modo in cui è stata governata e lasciata crescere, senza regole adeguate e senza una visione etica condivisa. Occorre, quindi, regolamentare al più presto l’IA, poiché il suo potenziale negativo è pari a quello positivo.
Servono regole chiare e leggi da applicare con rapidità e rigore. I processi legislativi sono sempre più lenti del progresso tecnologico e questo sfasamento temporale rischia di creare un andamento che potrebbe essere molto difficile da sanare ex post. La sfida del nostro tempo sarà quella di rimettere insieme tecnologia e coscienza, a sostegno dei valori umani, se non vogliamo che le scelte delle nostre vite siano decise da politiche del profitto, laddove il potere informativo (spesso distorsivo), sarà sempre più un monopolio nelle mani di pochi...danarosi.
Raccolgo, dunque, l’esortazione a riprendere la guida delle nostre coscienze, per essere parti attive e consapevoli, non solo fruitori passivi. Visto che a livello istituzionale non siamo stati informati per tempo, in modo chiaro ed esaustivo su rischi e benefici, né se ne regolamentano ancora adeguatamente gli utilizzi, almeno per ora dobbiamo farlo noi, dandoci un limite interno.
E, come sempre, per governare le cose bisogna conoscerle. Ecco perché dobbiamo informarci.
A presto, amici e ...buona lettura sempre🌷📚😊