26/04/2022
AUTOLESIONISMO NEGLI ADOLESCENTI, un grido senza voce
L’autolesionismo è un problema che coinvolge un numero cospicuo di adolescenti, quasi il 20% dai 12 anni in poi; si caratterizza per il danneggiamento del proprio corpo attraverso lesioni autoinflitte come tagli, bruciature, lividi.
Questo comportamento può essere letto come una strategia comunicativa estrema, in assenza di parole. Il taglio può essere l’unico modo per esprimere il malessere, quando manca una comunicazione emotiva adeguata.
Il taglio trasferisce il dolore dalla psiche al corpo, lo confina e gli dà una forma. In un certo senso è un anestetico.
Le famiglie vanno sostenute nella costruzione di un linguaggio emotivo più adeguato e di strategie comunicative più funzionali. Il ruolo dei genitori, infatti, è centrale nel trasmettere al bambino il linguaggio delle emozioni fin dai primi mesi di vita.
L’intervento dello psicologo mira a strutturare con l’adolescente un linguaggio emotivo comune, per favorire lo sviluppo di strategie utili per tollerare le emozioni negative che sono alla base delle condotte autolesive e la costruzione di modalità comunicative più funzionali
Tagliarsi è un modo per non sentire.
Se usi l'autolesionismo come modo per gestire il dolore, chiedi aiuto.
Non sei solo/a ♥️
Ps: questo disegnetto è stato segnalato ed eliminato su instagram. Spero che nessuno qui lo veda come istigazione alla violenza, bensì come invito a chiedere aiuto.
Questo è il mio intento♥️