13/01/2026
Pensare tanto serve a non sentire.
Soprattutto le emozioni.
Quelle scomode, eh.
La paura di sbagliare.
La rabbia che non ti puoi permettere.
La tristezza che “non è il momento”.
Il desiderio che complicherebbe tutto.
Allora fai quello che riesce meglio a molte persone intelligenti:
pensi.
Analizzi.
Razionalizzi.
Ti racconti una versione logica di qualcosa che, in realtà, è emotivamente difficile da reggere.
Freud questo lo chiamava razionalizzazione:
un meccanismo di difesa molto elegante, molto rispettabile, molto usato.
Serve a tenere le emozioni a distanza di sicurezza, trasformandole in pensieri ordinati.
Il problema non è pensare.
È usare il pensiero per non sentire.
Perché le emozioni non spariscono se le spieghi bene.
Restano lì, nel corpo, in sottofondo,
finché non smetti di chiederti “cosa ha più senso”
e inizi a chiederti “cosa sto provando davvero”.
Spoiler:
le emozioni non chiedono argomentazioni.
Chiedono ascolto.
E più le ignori con intelligenza, più trovano altri modi per farsi sentire.