02/01/2026
💬 A volte la vita cambia senza chiedere permesso.
Per Silvio è successo a 38 anni, quando un disturbo allo stomaco si è rivelato un linfoma non-Hodgkin grande 17 centimetri.
Ricercatore scientifico, californiano di origine e romano d’adozione, Silvio ha attraversato chemioterapia, CAR-T, terapie sperimentali e l’attesa di un trapianto che sembrava inevitabile. Un percorso lungo, complesso, fatto di cure innovative, paura, fiducia e scelte difficili.
Durante quei mesi ha trovato sostegno nei medici, nella famiglia, negli amici e anche nei luoghi di accoglienza AIL, dove l’umanità diventa parte della cura.
E poi, quando mancava un mese al trapianto, è arrivata una notizia inattesa: PET negativa.
Oggi Silvio sta bene.
La sua storia racconta quanto la ricerca possa cambiare il destino delle persone, ma anche quanto contino la voglia di vivere, le relazioni e il modo in cui si affronta la malattia.
Perché dietro ogni cura c’è una persona.
E dietro ogni progresso, la possibilità concreta di tornare a vivere.
Leggi la sua storia 👇
La ricerca e il modo in cui ho affrontato la malattia mi hanno salvato