Network Psicologi del Comune di Fiumicino

Network Psicologi del Comune di Fiumicino Chi siamo e cos'è il progetto NTPF - Network territoriale degli psicologi Fiumicino? Il progetto NTPF è un progetto nato nel 2014.

Il progetto Network Territoriale si pone come principale obiettivo quello di sviluppare una rete di professionisti psicologi diffusa sul territorio laziale, che faciliti il rapporto tra Ordine ed iscritti, e tra Ordine e società / Istituzioni. Il progetto Network Territoriale fa parte di un progetto più complessivo dell'Ordine degli Psicologi del Lazio. Si pone come principale obiettivo quello di sviluppare una rete di professionisti psicologi diffusa sul territorio del Comune di Fiumicino, che intercetti e comprenda le questioni della società e della cittadinanza, faciliti il rapporto tra professionisti, cittadini, organizzazioni, scuole e istituzioni locali. NTPF persegue attualmente due finalità:
1) ricreare una comunità professionale per conoscersi e confrontarsi su temi e problemi cruciali e attuali;
2) sviluppare utilmente una cultura psicologica in rapporto ai problemi del territorio attraverso eventi e confronto con cittadinanza, istituzioni locali, organizzazioni pubbliche e private, di terzo settore e reti informali.

08/12/2025

"Viviamo un momento in cui stiamo convincendo i giovani che loro valgono poco. Gli diciamo continuamente che non sono come eravamo noi, che oggi non hanno valori, che noi eravamo diversi. In definitiva gli stiamo dicendo: 'noi eravamo meglio di voi'. Un modo ottimo di cominciare un rapporto con un giovane!"
Julio Velasco

La frase di Velasco colpisce dritta al punto: non hanno bisogno di paragoni, hanno bisogno di adulti che li vedano, li sostengano e credano in loro.
🧠 Durante l’adolescenza il cervello è in trasformazione: ogni parola contribuisce a costruire l’identità e l’autostima. Se i messaggi ricevuti sono svalutanti, i ragazzi interiorizzano l’idea di non essere all’altezza; invece di incoraggiarli a crescere, creiamo muri che li allontanano.

COME DIALOGARE CON LORO IN MODO EFFICACE?
📌 Evitate gli interrogatori: le domande sono segno di interesse, non di controllo. Fate attenzione alle parole che utilizzate e al vostro atteggiamento.
📌 Date tempo: non forzate, ma fatevi trovare presenti e disponibili.
📌 Ascoltate davvero: non hanno bisogno di soluzioni, ma di aiuto per trovare da soli le strategie più giuste.

Non serve fare confronti o paragoni, serve essere adulti capaci di ascolto, attenti al loro mondo, pronti a sostenerli.

Per questo lavoriamo ogni giorno al fianco di famiglie, docenti, educatori. Anche gli adulti hanno bisogno di strumenti per essere efficaci nella relazione e nella comunicazione con i ragazzi.

📧 Per conoscere le nostre attività Scrivici a:
osservatorioadolescenza@gmail.com

08/12/2025

📌Continuano le attività del Gruppo di Lavoro “Psicologia Giuridica” coordinato dalla Consigliera Melania Scali e composto da Anna Bonifazi, Anna Lubrano Lavadera, Stefano Mariani, Viola Poggini, Elisa Spizzichino e Laura Volpini, istituito presso l'Ordine degli Psicologi del Lazio.

Oggi, presso l’Ordine degli Psicologi del Lazio, si è tenuta una giornata formativa rivolta a psicologhe e psicologi che svolgono la funzione di CTU e CTP, insieme alle professioniste e ad alcuni legali dei Centri Antiviolenza.
Tale iniziativa si inserisce nelle azioni del GdL volte a sensibilizzare e mantenere un aggiornamento professionale di coloro che operano nel settore.

La tematica delle allegazioni di violenza nelle Consulenze Tecniche d’Ufficio, in riferimento alle competenze genitoriali e all’affidamento dei figli, rappresenta infatti una delle aree più complesse all’interno dei giri valutativi psicologico-giuridici. La difficoltà nel riconoscerne effettivamente i segnali, unita a stereotipi e bias, può condurre a valutazioni parziali o a decisioni che rischiano di esporre ulteriormente le vittime e i minori a disfunzionalità, oppure, viceversa, a cristallizzare condizioni relazionali già compromesse.

🔗https://ordinepsicologilazio.it/ordine/psicologia-giuridica

08/12/2025

Chi da bambino non è stato "visto" ne' riconosciuto nel suo valore, si ritroverà a muoversi nel mondo adulto come un bambino ferito. Per regolare quel valore tenterà l'impossibile: cercherà consensi, apprezzamenti, attestati di stima, rincorrerà traguardi irraggiungibili. Il perfezionismo nasce dall'insicurezza e urla ovunque: io valgo!!! Solo che la perfezione non esiste e quel «io valgo» diventa un cupo «non sono abbastanza». Ma attenzione, c'è un lato oscuro del "non valere". Ma ci arriviamo per gradi.

Ogni volta che qualcuno si sente di «valere poco» gli diciamo che è fortunato; a primo impatto il nostro interlocutore non capisce: «come posso essere fortunato io? Io che non mi sento mai abbastanza? Con la mia storia di invalidazione? Il mio dolore??» ❤️ La fortuna è difficile da scorgere ma c'è, perché tu, da quel dolore, da quella sensazione di instabilità, di insicurezza e paura, puoi ripartire. Certo, con fatica, ma puoi rielaborare e concederti l'opportunità di una vita autentica. Alcuni questa possibilità non se la concederanno mai. Così radicati in se stessi, così persi nelle loro certezze che nel mondo non vedono altro che sé, proiettati ovunque e… neanche lo sanno! Questo è il lato oscuro del "non valere", continuare a non vedersi e non vedere neanche l'altro che viene costantemente svilito, umiliato e disprezzato. Dal «non valere» percepito si può uscire, altre trappole, invece, ti costringono a vivere in un'eterna menzogna in cui si è infelici e si tenta di propagare la stessa bassezza ovunque.

Serbiamo la speranza che tutti, prima o poi, acquisiscano occhi per guardare e per guardarsi.

Ispirato al libro: «il mondo con i tuoi occhi» ❤️‍🩹❤️
Psicoadvisor

08/12/2025

📢 𝗘𝗖𝗠: 𝗲𝘀𝗼𝗻𝗲𝗿𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗵𝗶 𝗵𝗮 𝗳𝗿𝗲𝗾𝘂𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝘂𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗴𝗻𝗼

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) ha recentemente chiarito, con una nota ufficiale, che le psicologhe e gli psicologi che hanno seguito il corso universitario di specializzazione per il sostegno da 60 CFU possono richiedere l’esonero dall’obbligo formativo ECM per ciascun anno di frequenza.

👉Per richiedere l’esonero è sufficiente accedere al portale del CoGeAPS (application.cogeaps.it/login) e seguire la procedura: “Esonero, Esenzioni altre riduzioni” → “Esonero” → categoria “altri corsi universitari da almeno 60 CFU/anno”.

Il CNOP ricorda infatti che tale categoria accoglie tutti i percorsi universitari di almeno 60 CFU finalizzati a rafforzare le competenze professionali sanitarie, anche quando non esplicitamente elencati nel Manuale sulla Formazione Continua del Professionista Sanitario.

🔗https://ordinepsicologilazio.it/post/esoneri-ecm

08/12/2025

A TUTTI COLORO CHE MI CHIEDONO DI LUCA, IL BAMBINO SOTTRATTO ALLA FAMIGLIA AFFIDATARIA CON CUI HA VISSUTO PER PIU’ DI QUATTRO ANNI, AVENDOLO CRESCIUTO SIN DAL PRIMO MESE DI VITA, E CHE E' STATO DATO IN ADOZIONE AD ALTRA FAMIGLIA

Ogni settimana ricevo richieste di aggiornamento sulla situazione di Luca, il bambino che è stato dato in adozione ad altra famiglia dopo più di quattro anni di affido ponte della famiglia che era disponibile ad adottarlo per sempre. Luca è tuttora presso la famiglia adottiva e non ha mai più visto i genitori affidatari che lo hanno cresciuto per quattro anni. Il trauma abbandonico deve essere enorme in questo bambino. Lo strappo prodotto è inaccettabile sotto ogni punto di vista. Per questo la famiglia affidataria ha fatto ricorso in appello, che ha di nuovo rigettato la sua richiesta. In tutte le sentenze emesse nessuno cita mai il tema della “continuità affettiva” e il bene maggiore del bambino che è il motivo principale per cui la famiglia affidataria continua a chiedere alla legge di rivedere la decisione adottiva. Ora l’avvocato della Famiglia, Sara Cuniberti, ha deciso di scrivere una lettera. L’ha scritta per aiutare l’opinione pubblica a comprendere quanto importante è che questo caso non vada nel dimenticatoio né della giustizia né della gente comune. La famiglia ora ha ricorso in Cassazione. Il tempo che trascorre senza nessuna capacità da parte della giustizia di far almeno riavvicinare il bambino alla sua storia e agli adulti che lo hanno amato e cresciuto sin da subito è un tempo che giorno dopo giorno amplifica nella memoria emotiva di quel bambino il dolore, il non senso e il trauma conseguente di tutto ciò che gli è accaduto. Perché i bambini non dimenticano. Possono elaborare, ma per farlo devono comprendere. E ciò che è accaduto a Luca è incomprensibile. Perciò, in questo week end lungo condivido con voi la lettera dell’Avvvocato Sara Cuniberti. Leggetela e fatela leggere. Facciamo rumore.

LETTERA APERTA: I BAMBINI SONO TUTTI UGUALI ?
Negli ultimi giorni l’opinione pubblica ha conosciuto, attraverso giornali, televisioni, e web la vicenda della cosiddetta “famiglia del bosco”. Tre bambini sono stati allontanati dalla loro abitazione improvvisata e, dopo il clamore nazionale, è già stata fissata — in tempi rapidissimi — un’udienza per il prossimo 4 dicembre per valutare un possibile riavvicinamento ai genitori.
È giusto che vi sia attenzione.
È giusto che vi sia urgenza.
Quando si parla di minori, non può essere altrimenti.
Ma mentre questa vicenda trova una corsia preferenziale, c’è un altro bambino che attende.
Da ormai quasi un anno. Stiamo pensando al “piccolo Luca”.
Era il mese di gennaio 2025 quando un padre naturale ha impugnato il decreto che dichiarava il proprio figlio adottabile.
Ha chiesto una verifica puntuale dei fatti, della sua capacità genitoriale, della correttezza degli accertamenti che hanno portato alla dichiarazione di adottabilità.
Al suo fianco, a sostegno della continuità di vita e di affetti, si sono presentati anche gli ex affidatari: persone che hanno rappresentato per quel bambino una base sicura, una quotidianità, un amore costante. Persone alle quali è stato strappato il bambino in affido che avevano cresciuto per 4 anni e mezzo su cinque della sua piccola vita. Quelli che lui ha sempre chiamato mamma e papà e che, da un giorno all’altro, non ha più potuto vedere, né sentire al telefono. Nulla. Il vuoto totale.
Eppure, in questo procedimento dove delle persone che lo amano si stanno battendo in ogni modo:
• non è stata ancora avviata una consulenza tecnica, indispensabile per valutare seriamente la genitorialità;
• si è celebrato ad oggi un solo passaggi processuali, privo di sviluppi concreti;
• non è stato favorito neppure un minimo riavvicinamento tra il minore e gli affidatari, nonostante anni di vita condivisa;
• i legami affettivi sono stati recisi, senza una valutazione tecnica, senza gradualità, senza alcuna considerazione per il principio — cardine della legge — della continuità affettiva.
• Un allontanamento brutale, condizione estrema che si attua solo in caso di maltrattamenti fisici o psicologici, abusi sessuali o grave trascuratezza e incuria. Perché? Il piccolo Luca era gioiosamente inserito in famiglia, cresceva in allegria e serenità.
• Ma davvero questa soluzione è il miglior interesse del bambino?
• Cosa avrà pensato la prima notte, la prima colazione, le prime giornate? Perché non tornano a riprendermi? Dove sono finiti tutti?
E tutto questo mentre altri minori, in un altro contesto, ottengono (giustamente) in pochi giorni un’udienza urgente.
La domanda nasce spontanea: perché?
Perché tre bambini hanno la loro udienza fissata nel giro di giorni e un altro bambino è in attesa da quasi un anno? Non stride?
Qual è la differenza?
Non dovrebbero essere tutti uguali davanti alla giustizia minorile?
Non dovrebbe avere lo stesso valore ogni lacrima, ogni paura, ogni speranza, ogni diritto, ogni legame affettivo?
Il bambino di cui parlo non può essere descritto nei dettagli: la sua storia merita protezione.
Ma posso dire questo:
– un padre aspetta, dei fratelli aspettano
– due affidatari aspettano, dei “fratelli” aspettano, dei nonni aspettano, degli zii aspettano, amici e compagni di scuola aspettano e ancora lo cercano
– un bambino aspetta.
Aspetta che qualcuno consideri la sua storia con la stessa urgenza che viene riservata ad altri.
Aspetta che si avvii finalmente una perizia che valuti, con competenza, cosa sia davvero meglio per lui.
Aspetta che si riconosca che la continuità affettiva è un diritto, non un optional.
Aspetta che la giustizia minorile si muova con la stessa velocità per ogni minore, non solo per quelli che finiscono in prima pagina.
Aspetta che qualcuno diventi la sua voce.
In materia di infanzia, il tempo non è neutro.
Il tempo costruisce o distrugge.
Il tempo può curare o ferire. E se le ferite iniziano a sanguinare diventa più faticoso rimarginarle.
E quando i legami vengono recisi, il tempo fa, non “può fare”, danni irreversibili.
Scrivo questa lettera per porre una domanda semplice, ma fondamentale:
Possiamo davvero accettare una giustizia che corre per alcuni bambini e si ferma per altri?
La risposta non riguarda solo una famiglia, né una vicenda giudiziaria.
Riguarda la credibilità dell’intero sistema di tutela minorile.
Riguarda la nostra capacità, come società, di garantire ciò che tutti proclamiamo:
che il bene del minore viene prima di tutto.
Tutti i bambini sono uguali.
La giustizia per loro dovrebbe esserlo altrettanto.

08/12/2025
08/12/2025

"Chiamatemi Vegeta". Sopravvive a 400 punture d'api imitando Dragon Ball.

Stavolta è successo in Arizona. Andrew Kunz, un bambino di 11 anni, è stato attaccato da uno sciame infernale di api africanizzate (note per la loro aggressività) mentre giocava con un amico.

È stato punto oltre 400 volte. In una situazione del genere, il dolore e il panico mandano solitamente il corpo in shock immediato, spesso letale.

Invece di arrendersi al terrore, Andrew ha fatto una cosa straordinaria: ha attivato il "Full Force Power". Essendo un fan sfegatato di Dragon Ball Z, ha deciso di imitare Vegeta durante la carica dell'aura. Ha concentrato tutta la sua energia mentale immaginando di essere un Super Saiyan, canalizzando l'adrenalina per resistere al dolore atroce fino all'arrivo dei soccorsi.

Quando i giornalisti lo hanno intervistato in ospedale, ancora gonfio ma vivo, ha detto: "Sono Andrew, ma potete chiamarmi Vegeta".

Andrew ha involontariamente applicato una tecnica di Dissociazione Cognitiva e Focalizzazione.

Adrenalina: L'immaginazione vivida di un combattimento ha probabilmente innescato un rilascio massiccio di adrenalina endogena, che agisce come un potente analgesico temporaneo e mantiene il cuore attivo sotto stress.

Identità Alternativa: Assumere l'identità di un personaggio "indistruttibile" (l'Alter Ego Effect) gli ha permesso di non percepire se stesso come una vittima indifesa, riducendo la risposta paralizzante del panico che avrebbe potuto essergli fatale prima dell'arrivo dei medici.

A volte, i "cartoni animati" non sono solo svago. Sono un manuale di sopravvivenza.

Pensa cosa potresti fare immaginandoti SuperSayian a un esame!

Che ne dici?

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21/11/2025
21/11/2025
21/11/2025

📚Sai che sono disponibili diverse convenzioni per l'acquisto di libri e di strumenti per l'aggiornamento professionale?

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21/11/2025

👶 𝟮𝟬 𝗻𝗼𝘃𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 - 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗗𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗜𝗻𝗳𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗔𝗱𝗼𝗹𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘇𝗮

Si celebra oggi la 𝙂𝙞𝙤𝙧𝙣𝙖𝙩𝙖 𝙄𝙣𝙩𝙚𝙧𝙣𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙚𝙞 𝘿𝙞𝙧𝙞𝙩𝙩𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡'𝙄𝙣𝙛𝙖𝙣𝙯𝙞𝙖 𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡'𝘼𝙙𝙤𝙡𝙚𝙨𝙘𝙚𝙣𝙯𝙖, un'occasione per ribadire l'impegno collettivo verso la tutela dei diritti fondamentali di bambini e adolescenti sanciti dalla 𝗖𝗼𝗻𝘃𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗢𝗡𝗨 𝗱𝗲𝗹 𝟭𝟵𝟴𝟵.

Diritto alla salute fisica e psicologica, all'istruzione, alla protezione da violenze e abusi, diritto all'ascolto e alla partecipazione attiva nelle decisioni che li riguardano. 𝗗𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝘂𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝗹𝗶 che richiedono l'impegno concreto di tutti per essere realmente garantiti, ad ogni bambina e bambino e in ogni parte del mondo.

🔴 Come comunità professionale abbiamo una 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ specifica: vigilare sul benessere psicologico di bambini e adolescenti, intercettare precocemente situazioni di fragilità, supportare famiglie e contesti educativi nella costruzione di 𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮 𝘀𝗮𝗻𝗶 𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶.

Lavoriamo affinché ogni bambino e adolescente possa accedere a spazi di ascolto qualificato, ricevere supporto nei momenti di difficoltà, essere riconosciuto nella propria unicità e nei propri bisogni evolutivi. Garantire i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza significa 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗲𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗰𝘂𝗿𝗮 che coinvolga istituzioni, servizi territoriali, scuole, famiglie e professionisti.

L'Ordine degli Psicologi della Regione Campania si impegna oggi, e ogni giorno, a fare del lavoro di psicologhe e psicologi uno 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶, nella convinzione che investire sul benessere delle nuove generazioni significhi investire sul futuro di tutta la comunità.

Indirizzo

Rome
00054

Sito Web

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