Dott. Emiliano Longo Psicologo Psicoterapeuta

Dott. Emiliano Longo Psicologo Psicoterapeuta Psicologo, psicoterapeuta cognitivo comportamentale TMI per adolescenti, adulti, coppie e famiglie.

Lo studio di Psicoterapia, mette a disposizione un parcheggio convenzionato con lo studio.

Oggi, 10 ottobre, ricordiamo che non c’è salute senza salute mentale.Guerre, conflitti, crisi economiche ed emergenze sa...
10/10/2025

Oggi, 10 ottobre, ricordiamo che non c’è salute senza salute mentale.
Guerre, conflitti, crisi economiche ed emergenze sanitarie mettono a dura prova il benessere psicologico, soprattutto delle persone più fragili: fino a una persona su cinque può sviluppare difficoltà cliniche di salute mentale. Intervenire precocemente è fondamentale: favorisce la guarigione, spesso salva vite e aiuta individui e comunità ad andare avanti.
È essenziale che istituzioni, servizi e scuola lavorino fianco a fianco per garantire un supporto accessibile, continuativo e fondato su professionalità, etica e buone prassi.

🔍 La bassa autostima limita scelte, relazioni e realizzazione personale.In questo carosello trovi 3 strategie basate sul...
22/05/2025

🔍 La bassa autostima limita scelte, relazioni e realizzazione personale.
In questo carosello trovi 3 strategie basate sull’approccio cognitivo comportamentale per iniziare a rafforzare la fiducia in te stesso.

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Dott. Emiliano Longo – Psicologo e Psicoterapeuta a Roma

Sono il Dott. Emiliano Longo, Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale Integrato a Roma. Insieme, possiamo c...
12/05/2025

Sono il Dott. Emiliano Longo, Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale Integrato a Roma. Insieme, possiamo comprendere l’origine dei tuoi blocchi e costruire un percorso personalizzato per liberarti dall’ansia e dalla paura.

Chiama ora il +39 340 263 3909 o inviami un messaggio su WhatsApp per prenotare la tua prima consulenza gratuita e senza impegno.

Oggi 10 settembre come ogni anno si celebra la Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio. Secondo stime effettua...
10/09/2022

Oggi 10 settembre come ogni anno si celebra la Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio. Secondo stime effettuate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il suicidio si qualifica oggi come la decima causa di morte a livello mondiale, inoltre è, e rimane un grave problema di sanità pubblica, rappresentando nei Paesi occidentali la seconda o terza causa di morte nei giovani e l’ottava o nona nei soggetti anziani. Purtroppo questo fenomeno può colpire tutti donne o uomini indipendentemente dal ceto sociale o livello culturale. Il suicidio è un atto complesso, non ascrivibile a una sola causa: gli studi più recenti sono, infatti, concordi nell’affermare che le motivazioni alla base di quest’atto estremo possono derivare da una complessa interazione di fattori biologici, genetici, psicologici, sociali, culturali e ambientali. Tra i fattori di rischio principali sono presenti: un disturbo psichiatrico (circa il 90%), come avviene spesso nei pazienti che soffrono di depressione maggiore, pazienti con disturbo bipolare oppure nei pazienti che soffrono di schizofrenia, e nei pazienti che soffrono di un disturbo di personalità (borderline, antisociale, dipendente). Parlare di suicidio, per quanto possa mettere paura, bisogna farlo, senza alcun preconcetto di sorta. E soprattutto bisogna sapersi confrontare con i vari professionisti che intervengono su più livelli: farmacologico, psicoterapeutico e psicoeducativo (e nei casi più gravi prendere in considerazione un’ospedalizzazione), creando così una rete supportiva insieme ai familiari del paziente. Ma la cosa più importante è saper ascoltare la sofferenza delle persone che riportano il loro dolore in maniera umana ed empatica, e soprattutto infondendo nel paziente una speranza, quella speranza che lo aiuti a capire che il suicidio è una dolorosa risposta permanente a un problema temporaneo.

Oggi mi sono recato presso il centro congressi "La Nuvola" per la prima dose del vaccino Pfizer Covid. Ho avuto il piace...
26/05/2021

Oggi mi sono recato presso il centro congressi "La Nuvola" per la prima dose del vaccino Pfizer Covid. Ho avuto il piacere di essere seguito e supportato da personale molto professionale e incredibilmente umano, nonostante la mole di lavoro alla quale sono chiamati, in circa due ore ho ricevuto solo sorrisi ricchi di una sana empatia e una particolare attenzione verso le persone, ho riscoperto nelle facce dei tanti cittadini che con notevole senso civico eseguivano le disposizioni dei volontari la speranza di riprendere in mano il proprio cammino. Speranza che purtroppo un po' ci è mancata, dall'inizio della pandemia e che speriamo vivamente di riprenderci, tutti insieme consapevoli del fatto che possiamo uscire da questo tremendo periodo più forti, più sani e magari anche migliori. Buon vaccino a tutti.

Psicoterapia e nuovi modelli d'intervento.Nelle settimane di emergenza sanitaria terapeuti e pazienti hanno dovuto forza...
19/05/2021

Psicoterapia e nuovi modelli d'intervento.
Nelle settimane di emergenza sanitaria terapeuti e pazienti hanno dovuto forzatamente applicare rapide modifiche alle abituali procedure d’intervento del programma terapeutico. La quarantena ha modificato il setting e questo come conseguenza ha impattato sul lavoro terapeutico. Questo rapido cambiamento, ci deve far riflettere molto sul fatto che la psicoterapia non è un processo totalmente statico e a tenuta stagna, (sebbene abbia regole setting e ruoli precisi), ma è e resta un percorso attivo, sensibile a continui cambiamenti e a sviluppi che a volte vanno ridefinire: relazione, intervento terapeutico e setting, come appunto nel caso della pandemia da coronavirus. In questo scenario, certamente complicato ma anche piuttosto interessante è importante dimostrare in termini di ricerca anche il passaggio fondamentale e in certi casi innovativo del lavoro terapeutico da vis a vis a un intervento di psicoterapia online.
Questa transizione ha avuto un duplice effetto sia per terapeuti sia per i pazienti. Ai primi ha permesso di riorganizzare il setting terapeutico attraverso l'introduzione di alcune modifiche, quali adattare i protocolli, contestualizzare il contratto terapeutico in una situazione nuova, con l’obiettivo preciso, di rafforzare o in alcuni casi iniziare una relazione terapeutica. Dal punto di vista dei pazienti, in molti casi già avvezzi all’uso delle tecnologie, lo schermo del PC ha avuto la funzione di un contenitore, nel quale a piccoli passi, percependolo come un posto a loro familiare e quindi “sicuro” hanno potuto sperimentare un’alleanza terapeutica funzionale, esponendosi sempre di più. In conclusione ritengo sia importante strutturare dei protocolli standardizzati ad hoc per poter valutare, e migliorare l'utilizzo della Psicoterapia online anche al di fuori dell’attuale condizione d'emergenza.
A garanzia e tutela della salute dei pazienti e della nostra professione.

Da quando la crisi globale della pandemia COVID-19 ci ha colpito ha provocato profondi impatti ovunque. La pandemia ha t...
15/05/2021

Da quando la crisi globale della pandemia COVID-19 ci ha colpito ha provocato profondi impatti ovunque. La pandemia ha toccato diversi aspetti del mondo del lavoro, dal rischio di trasmissione del virus nei luoghi di lavoro, ai rischi per la sicurezza e la salute sul lavoro, come anche il rischio della sindrome di Burnout, oppure come il passaggio a nuove forme di organizzazione del lavoro, come nel caso dello smartworking. Sebbene questo sia andato incontro alla aziende e abbia presentato molte opportunità per i lavoratori, ha anche comportato potenziali rischi come i rischi psicosociali. Ma come ci può aiutare la  Psicologia nel mondo del lavoro? Ad esempio lo psicologo del lavoro progetta e realizza interventi finalizzati alla formazione dei dipendenti in ambito di sicurezza e Dpi, inoltre interagisce con il medico competente  lavorando in un'ottica multidisciplinare prevenendo e gestendo eventi di stress, o di Burnout. Anche l’ergonomia cognitiva che  utilizza le conoscenze maturate nell'ambito delle scienze cognitive progetta tecnologie e ambienti che favoriscono funzionamenti sicuri, sia del lavoro inteso in termini di obiettivi raggiunti che in termini di sicurezza dell’operatore al lavoro. È evidente che in quest'ambito è la psicologia più di altre discipline a fornire il substrato teorico e gli strumenti adatti, con la possibilità concreta di applicare le conoscenze acquisite nello studio della cognizione umana a migliorare la qualità della sicurezza e salute del lavoro. In conclusione l'attuale crisi ci dimostra ancora una volta l'importanza di rafforzare questi sistemi di servizi di salute sul lavoro, sia a livello nazionale che di impresa. #

Oggi è la giornata internazionale della famiglia, mai come in questo periodo la famiglia è stata messa a dura prova. Inf...
15/05/2021

Oggi è la giornata internazionale della famiglia, mai come in questo periodo la famiglia è stata messa a dura prova. Infatti a causa della pandemia da Coronavirus, le famiglie hanno dovuto ristrutturare e rimodellare i loro spazi, vitali e psicologici a causa della Dad e dello Smartworking. Comunque è stata un opportunità per tutti noi per ridefinire i nostri spazi mentali e sociali. Attualmente  la famiglia la possiamo descrivere nel seguente modo:
✔Il suo elemento base è l’unione coniugale, ovvero una coppia di individui uniti da un legame affettivo e sessuale, anche e ovviamente con persone appartenenti allo stesso sesso. In psicologia con il termine "famiglia"  intendiamo il primo ambiente in cui la persona nasce e si inserisce. 
✔Uno dei pilastri di questo sistemi è il rapporto interpersonale e la comunicazione con i familiari che contribuisce a fornire i strumenti principali per l’inserimento nella società. 
✔La famiglia la potremmo intendere come un vero e proprio percorso educativo che parte dai genitori ma spesso ha radici più lontane (nonni ecc.).
✔Una crescita sana della famiglia richiede una comunicazione assertiva fra i vari membri della famiglia e una crescita o mantenimento funzionale delle loro personalità. Questi processi spesso sono realizzati in modo inconsapevole, attraverso la creazione di una rete di relazioni comunicazione e condivisione di bisogni ed emozioni, che ne struttura l’identità di chi ne fa parte. Seppur a volte questi processi vanno sostenuti o aiutati attraverso un sostegno psicologico. ❤️

Cos'è la depressione post-partum e cosa la distingue dalla depressione maggiore? Come individuare gli effetti della depr...
26/02/2021

Cos'è la depressione post-partum e cosa la distingue dalla depressione maggiore? Come individuare gli effetti della depressione materna sull'interazione e sullo sviluppo del bambino e all’interno della famiglia?

Nel DSM-5 non si riconosce tuttora la depressione post-partum come una diagnosi a parte, ma è considerata ancora come un sottotipo della depressione maggiore in cui vengono però inseriti i criteri per identificare l’insorgenza della depressione pre-parto. Perché possa essere diagnosticata, la neomamma deve presentare durante la gravidanza o durante le quattro settimane successive al parto cinque o più dei seguenti sintomi: insonnia o ipersonnia, agitazione psicomotoria o ritardo psicomotorio, affaticamento, cambiamenti nelle abitudini alimentari, nella sfera sessuale, sentimenti d’inadeguatezza o sensi di colpa, difficoltà di concentrazione e pensieri suicidari. Deve inoltre presentare almeno uno di questi due sintomi aggiuntivi: umore depresso e perdita d’interesse e piacere. La depressione post-partum è stata categorizzata all’interno di diversi quadri clinici, che sono stati identificati nella cosiddetta maternity blues (definita anche baby blues), nella depressione post-partum e nella psicosi puerperale, quadri che riguardano differenti forme e livelli di gravità degli stati depressivi che si manifestano nel periodo post-partum. Ovviamente gravidanza e parto sono periodi di cambiamento fisiologico estremo, è per questo che risulta decisivo ai fini di una buona diagnosi e di un intervento efficace valutare da parte del clinico queste fluttuazioni che predispongono le nuove mamme a stati d’animo depressivi. Spesso si può trattare di maternity blues o di vera e propria depressione post-partum, le ricerche più recenti hanno evidenziato che le due sindromi, invece di esistere come due entità separate, siano invece situate su uno spettro di disturbi dell’umore post-partum. La causalità è ancora indeterminata e le spiegazioni di questi disturbi spesso si concentrano sui cambiamenti e la regolamentazione ormonale durante la gravidanza. Recentemente, si va affermando la tendenza in letteratura di considerare il fenomeno come multifattoriale, con problemi ormonali, genetici, ambientali e culturali che contribuiscono insieme alla patologia. In conclusione, diverse ricerche scientifiche portano a considerare la prevenzione di queste manifestazioni di depressione come uno dei compiti principali della professione psicologica, gestendo in modo efficace la complessa interazione di fattori biologici, psicologici, culturali e sociali che possono essere considerati predittori delle tendenze o fragilità dovute a questa, specifica patologia. Mettendo in atto strategie di supporto psicologico e psicoterapeutico (ad esempio attraverso i corsi preparto erogati nei consultori),per individuare esattamente i soggetti che potrebbero essere maggiormente a rischio, avendo manifestato, a un’attenta valutazione, maggiori livelli di depressione. Queste strategie d’intervento si pongono l’obiettivo di avere un duplice effetto sia sulla salute della neomamma e del nascituro, ma anche del neopapà che molto spesso si trova a chiedere aiuto e sostegno per gestire queste situazioni che a volte richiedono degli interventi urgenti e tempestivi.

Se volete saperne di più o avete un qualunque dubbio o contributo da condividere trovate i miei contatti in bio.

Purtroppo a tutti noi è nota la tristissima vicenda della bambina di Palermo che è venuta a mancare alla sua famiglia e ...
26/01/2021

Purtroppo a tutti noi è nota la tristissima vicenda della bambina di Palermo che è venuta a mancare alla sua famiglia e a tutti i suoi cari a seguito di una challenge sui social. Questo tragico evento ha chiaramente messo in allarme tutti i genitori di adolescenti e preadolescenti sui pericoli che purtroppo a volte si corre in rete. Mai come in questo periodo storico l’aggressività nel web si è manifestata in tutta la sua forza, ovvio non bisogna demonizzare tutte le tecnologie, ma bisogna comunque saper definire in maniera sana e obiettiva il confine tra la il reale e il virtuale questo limite non è percepito dagli adolescenti soprattutto a causa della sottostima dei rischi che alcune challenge possono provocare, e dalla mancanza del riconoscimento della responsabilità dell’atto aggressivo, soprattutto per lo status di anonimato, e per l’assenza di persone adulte. In questa prospettiva è stato dimostrato come i ragazzi i cui genitori sono meno coinvolti nell’uso d’internet hanno maggiore possibilità di andare incontro a tutta una serie di pericoli a volte irreparabili. In un mio post passato ho già trattato un argomento simile. Oggi vorrei riprenderlo in parte per rispondere alle richieste che spesso i genitori in maniera preoccupata mi riportano. Gli adolescenti sono gli utenti più coinvolti da internet e dai nuovi social network e questo è comprensibile, vista la loro situazione e quindi bisogna ricordare i seguenti punti:

1 E' importante capire al meglio i bisogni dei figli con sensibilità, e trasmettere regole condivisibili, secondo dei giusti criteri, calibrati per ogni ragazza/o “accorgendosi” delle loro necessità, con autorevolezza e assertività e affetto.

2 Condividere insieme al figlio il tempo che passa online, con lo smartphone o con i videogiochi, non solo per monitorarli e aiutarli nell’uso d’internet e dei social ma per comprendere anche il valore che hanno le nuove tecnologie per gli adolescenti, in termini sociali e relazionali, allo scopo di permettere alla/al giovane un percorso di emancipazione funzionale anche dalla famiglia.

3 In un mare d’informazioni il genitore dovrebbe essere un faro, per i figli naviganti, che con la sua presenza permette all’adolescente di navigare sempre in serenità, e con la possibilità di tornare in quel porto sicuro qual è la famiglia, quando e come vuole senza venir meno però alla sua voglia di esplorare il mondo virtuale o reale che sia.
In estrema sintesi è importante instaurare e mantenere con i figli un dialogo aperto senza pregiudizi, sull’uso dei social, e in caso anche con il sostegno umano e professionale di Psicologi, e Psicoterapeuti specializzati. Inoltre si raccomanda di fidarsi e affidarsi anche ai preziosi consigli della Polizia Postale.

Vi siete mai chiesti cosa sia l'Ipocondria?Il termine Ipocondria è riferito a una condizione caratterizzata dalla presen...
11/01/2021

Vi siete mai chiesti cosa sia l'Ipocondria?
Il termine Ipocondria è riferito a una condizione caratterizzata dalla presenza d’intensi livelli di angoscia, associati alla convinzione di essere affetti da una malattia medica importante che spesso è esclusa. Questa convinzione prende spunto da un’erronea attribuzione di significato patologico da parte del paziente, riguardo a una serie di sintomi fisici di natura somatoforme. Nella maggior parte dei casi l’ansia secondaria al timore di essere ammalati tende a persistere nel tempo, essendo scarsamente influenzabile sia dalle rassicurazioni dei medici, sia dai risultati negativi che costantemente continuano a emergere dai numerosi controlli clinici e strumentali cui questi pazienti continuamente si sottopongono. Il sintomo principale dell’Ipocondria è rappresentato dai timori e dalle angosce riferite dal paziente riguardo all’idea di poter essere affetto da una malattia. Tra questi timori è centrale la preoccupazione focalizzata sul corpo, a tal punto che gli ipocondriaci tendono a ritenere che qualsiasi sensazione fisica debba essere considerata indicativa della presenza di uno stato di malattia. Spesso passano molto tempo a controllare attentamente il proprio corpo, e a cercare aiuto o rassicurazioni sui propri sintomi rivolgendosi a professionisti (spesso diversi) e/o familiari, mediante continue ricerche d’informazioni anche su internet e social.
La Psicoterapia cognitivo comportamentale è un trattamento d'eccellenza per l’ipocondria.
La TCC consente di:
✔Trasformare i pensieri disfunzionali e interrompere i processi di mantenimento (come i continui controlli e le richieste di rassicurazione) relativi a una costante ed eccessiva preoccupazione per la salute;
✔Il terapeuta cerca di far rivivere al paziente degli eventi passati (soprattutto dell’infanzia) al fine di aiutarlo a reinterpretare una precedente esperienza traumatica o vissuta come tale.
✔L’obiettivo è fare una rilettura più sana, corretta e funzionale della storia di vita.

Ringrazio per avermi concesso la possibilità di utilizzare le immagini del suo video musicale Ipocondria, attraverso le sue parole ha saputo descrivere questo disturbo sempre più frequente.

E voi cosa ne pensate?

Indirizzo

Via Magnagrecia 30 A
Rome
00183

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 19:00

Telefono

+393402633909

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