15/07/2025
Il 10 luglio scorso, presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) dell’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino, si è verificato l’ennesimo episodio di violenza ai danni del personale sanitario.
La dottoressa psichiatra di guardia si è trovata a fronteggiare un paziente in stato di grave agitazione psicomotoria, con atteggiamenti apertamente aggressivi sia verbali che fisici. Di fronte all’evidente rischio per l’incolumità propria, degli altri operatori e dei degenti, è stato richiesto l’intervento della vigilanza interna che, rilevato l’evidente pericolo, ha a sua volta attivato le Forze dell’Ordine.
All’arrivo degli agenti, tuttavia, è emerso un dato sconcertante: la polizia si è rifiutata di accedere al reparto ed è stato dichiarato che i pazienti ricoverati in SPDC, in quanto affetti da disagio psichico, anche se aggressivi, devono essere gestiti dal personale sanitario.
Ancora una volta ci siamo trovati in una situazione di estrema vulnerabilità senza alcuna protezione, nonostante il rischio evidente per la nostra incolumità. E mentre si istituiscono tavoli di lavoro e si promettono protocolli d’intesa, ad ogni turno i medici rischiano di diventare pazienti con politrauma.
In questo contesto, se una dottoressa o un infermiere si trovano in pericolo reale e concreto, chi li protegge?
Affermare che l’intervento della polizia non sia previsto all’interno di un reparto psichiatrico equivale, nei fatti, a una forma di abbandono istituzionale. E ciò, in casi come questo, rischia di configurarsi come una vera e propria omissione di soccorso. In nessun altro contesto lavorativo si chiederebbe a un professionista di affrontare da solo una persona aggressiva e pericolosa, con il solo ausilio della parola e dei farmaci. Nessun altro lavoratore sarebbe lasciato a gestire un’aggressione senza possibilità concreta di chiamare aiuto.
Con questa lettera aperta chiediamo l’intervento del Min. Piantedosi, perché le Forze dell’Ordine siano formalmente tenute a intervenire anche nei reparti psichiatrici, quando vi siano condizioni di pericolo per l’incolumità del personale o di altri pazienti.
La sicurezza sul lavoro è un diritto.
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