13/01/2026
Nel servizio andato in onda su Le Iene, la storia di Anna Arnaudo, atleta italiana di alto livello e Ambassador e dell’Alleanza AMD–SID per il , ha riportato all’attenzione pubblica una questione non più rinviabile.
Una norma risalente all’inizio del secolo scorso impedisce ancora oggi alle persone che convivono con il diabete di accedere ai gruppi sportivi militari, escludendo di fatto intere categorie di atleti dal sostegno economico e dalle tutele previste, pur rappresentando l’Italia nelle competizioni internazionali.
Come FeSDI, ci uniamo con forza al messaggio lanciato dal servizio: è tempo di superare norme anacronistiche che non riflettono né le attuali evidenze scientifiche né le opportunità offerte oggi dalle terapie e dalle tecnologie per la gestione del diabete.
Le persone con diabete possono praticare sport ad alto livello, raggiungere traguardi competitivi e rappresentare il nostro Paese, come dimostrano ogni giorno in numerosi ambiti sportivi.
Questa forma di discriminazione normativa non è più tollerabile. È necessario un aggiornamento legislativo che tenga conto della medicina di oggi e che riconosca il diritto di ogni atleta a essere valutato per le proprie capacità e competenze, non per una condizione clinica.
Anna Arnaudo, una delle mezzofondiste più forti d'Italia, non può entrare nei gruppi sportivi militari a causa di una legge risalente al periodo fascista che esclude gli atleti con diabete. Così, pur gareggiando per lo Stato, non riceve alcun sostegno economico pubblico. Cizco mette alla prova An...