Neurochirurgo Raffaelino Roperto

Neurochirurgo Raffaelino Roperto Medico Neurochirurgo del San Filippo Neri di Roma

☑Una parte significativa della mia esperienza chirurgica si concentra sulla neuroendoscopia per il trattamento degli ade...
14/04/2026

☑Una parte significativa della mia esperienza chirurgica si concentra sulla neuroendoscopia per il trattamento degli adenomi ipofisari.

☑Cosa sono gli adenomi ipofisari
I tumori ipofisari sono lesioni che si sviluppano nella ghiandola pituitaria (definita "ghiandola maestra" poichè regola il funzionamento di altri organi e ghiandole -tiroide, gonadi, surreni- controllando crescita, metabolismo, riproduzione e risposte allo stress). Alcuni tumori dell’ipofisi provocano un eccesso di ormoni che regolano importanti funzioni del corpo, mentre altri tumori dell’ipofisi possono indurre la ghiandola pituitaria a produrre livelli più bassi di ormoni.
La maggior parte dei tumori ipofisari sono lesioni non cancerose (benigne), cioè adenomi che rimangono nella ghiandola pituitaria o nei tessuti circostanti e non si diffondono ad altre parti del corpo.

☑Segni e sintomi dei tumori ipofisari
Non tutti i tumori ipofisari causano sintomi. Quelli che producono ormoni (funzionanti) possono causare una varietà di segni e sintomi, a seconda dell’ormone che producono. I segni ed i sintomi dei tumori ipofisari che non producono ormoni (non funzionali) sono correlati alla loro crescita e alla pressione che esercitano su altre strutture.
In ogni caso, segni e sintomi possono includere:
>Mal di testa;
>Perdita della vista, in particolare perdita della visione periferica;
>Sintomi correlati a cambiamenti del livello ormonale;
>Funzionamento intempestivo di ormoni che porta a squilibri metabolici e sistemici.

☑Quando intervenire chirurgicamente
L'intervento di neuroendoscopia (solitamente per via endonasale trans-sfenoidale) per gli adenomi ipofisari è indicato principalmente quando il tumore causa compressione delle strutture nervose, quando è funzionante e non controllabile farmacologicamente o in presenza di una crescita progressiva documentata.

☑La tecnica neuroendoscopica
La neuroendoscopia endonasale è una tecnica mini-invasiva che permette di raggiungere l'ipofisi passando attraverso le narici, senza incisioni esterne. Questa metodica è oggi lo standard per la maggior parte degli adenomi ipofisari grazie alla visione diretta ed ingrandita offerta dall'endoscopio.

🔗https://dottorroperto.com/adenomi-ipofisari/

☑I sintomi della nevralgia del trigemino sono caratterizzati da f***e dolorose e intense al volto, simili a scosse elett...
09/04/2026

☑I sintomi della nevralgia del trigemino sono caratterizzati da f***e dolorose e intense al volto, simili a scosse elettriche. Spesso però possono essere confusi con altre patologie o problematiche dipendenti ad esempio da condizioni riconducibili a disturbi dentali, emicranie o infiammazioni dei seni paranasali.

☑Vediamo di individuare le principali patologie simili, per sintomi, alla nevralgia del trigemino:
>Cefalea a grappolo – condivide con la nevralgia del trigemino la localizzazione unilaterale del dolore, ma il dolore di questa patologia è solitamente più prolungato ed associato a lacrimazione o congestione nasale.
>Problemi odontoiatrici - Il dolore acuto può essere scambiato per un ascesso o una pulpite, portando spesso ad inutili cure dentarie ed a tempistiche più lunghe prima di arrivare ad una diagnosi corretta.
>Sinusite cronica - l'infiammazione dei seni paranasali può causare dolore nella zona mascellare o frontale, che può essere scambiato con la nevralgia del trigemino.
>Nevralgia post-erpetica - infezione da Herpes Zoster, che colpisce il nervo facciale provocando dolore bruciante e persistente.
>Sclerosi Multipla (SM) – fino al 4% dei casi, la nevralgia del trigemino è un sintomo precoce di SM, causata da una placca demielinizzante che comprime il nervo.
>Emispasmo facciale - contrazioni involontarie e ripetitive dei muscoli del volto che possono associarsi o essere scambiate per nevralgia del trigemino.
>Temporomandibular Joint (TMJ) Dysfunction - dolori articolari della mascella che provocano fastidio durante la masticazione.
>Arterite a cellule giganti - infiammazione delle arterie che può causare dolore facciale intenso.

☑Con ogni probabilità, si è in presenza di nevralgia del trigemino quando si avvertono uno o più dei seguenti sintomi e condizioni:
>Dolore "a scossa" o bruciore - descritto come un dolore acuto, intenso e lancinante.
>Zone Trigger - il dolore è spesso innescato da stimoli lievi come toccarsi il viso, lavarsi i denti, mangiare, parlare, radersi o un colpo di aria fredda.
>Lateralità - solitamente colpisce un solo lato del volto (unilaterale).
>Frequenza - gli attacchi possono ripetersi diverse volte durante la giornata.
>Periodi di remissione - il dolore può scomparire per settimane o mesi, per poi ripresentarsi.
>Segni associati - formicolio al volto prima del dolore o arrossamento/lacrimazione dell'occhio durante l'attacco.
👉La visita del neurochirurgo, associata alla risonanza magnetica (RM) encefalo con sequenze dedicate, potrà confermare la diagnosi.

🔹L’autismo è un disturbo del neurosviluppo, a carattere permanente, che comporta difficoltà a livello di comunicazione e...
02/04/2026

🔹L’autismo è un disturbo del neurosviluppo, a carattere permanente, che comporta difficoltà a livello di comunicazione e interazione sociale, e comportamenti limitati e ripetitivi.

🔹La gestione dell'autismo necessita di un approccio multidisciplinare, coinvolgendo principalmente neuropsichiatri infantili e neurologi per la diagnosi e la terapia comportamentale.

🔹Un neurochirurgo può essere consultato se l'autismo è correlato a condizioni strutturali cerebrali o malformazioni, come evidenziato in casi di angiomi cavernosi (malformazioni vascolari congenite del sistema nervoso centrale, cervello o midollo, costituiti da un intreccio anomalo di vasi sanguigni a basso flusso).

💜 Oggi è la 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗠𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗔𝘂𝘁𝗶𝘀𝗺𝗼, ma nella questa ricorrenza la celebriamo tutti i giorni con i nostri servizi dedicati ai ragazzi che rientrano nello spettro autistico.
📍 Grazie al lavoro dei nostri medici e tecnici della riabilitazione, coordinati dal polo "𝗟𝗮 𝗦𝗰𝗮𝗿𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮" ma dislocati su tutto il territorio, assicuriamo una presa in carico rapida e quanto più vicina alle famiglie e ai ragazzi.
Nei nostri ospedali, è inoltre presente il 𝗦𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗧𝗼𝗯𝗶𝗮, che offre un supporto concreto alle famiglie e ai caregiver per accedere alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche utili a prevenire e curare patologie non direttamente legate al disturbo dello spettro autistico.
Per saperne di più 👇
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Regione Lazio Salute Lazio ANGSA LAZIO

👉MICRODISCECTOMIA: COSA SUCCEDE DAVVERO IN SALA OPERATORIA? ☑La microdiscectomia è un intervento neurochirurgico mini-in...
31/03/2026

👉MICRODISCECTOMIA: COSA SUCCEDE DAVVERO IN SALA OPERATORIA?

☑La microdiscectomia è un intervento neurochirurgico mini-invasivo utilizzato principalmente per rimuovere un'ernia del disco lombare che comprime le radici nervose. È considerata la tecnica di riferimento quando le terapie conservative (farmaci, fisioterapia) non si rivelano efficaci.

☑In estrema sintesi, queste sono le fasi fondamentali in sala operatoria:

1. Preparazione ed Anestesia
>Posizione - il paziente viene posto a pancia in giù sul letto operatorio, con supporti appositi per ridurre la pressione sull'addome.
>Anestesia - l'intervento si esegue in anestesia generale (o raramente spinale), per non far avvertire dolore al paziente.

2. Approccio chirurgico (mini-invasivo)
>Incisione - il neurochirurgo pratica una piccola incisione cutanea, solitamente di cm 3-4, sulla schiena in corrispondenza del livello vertebrale interessato.
>Accesso - il neurochirurgo utilizza divaricatori specifici per separare e spostare delicatamente i muscoli paravertebrali (distacco muscolare), limitando al massimo il trauma dei tessuti.
>Localizzazione - viene utilizzato un intensificatore di brillanza (raggi X in tempo reale) per confermare l'esatta vertebra da operare.

3. Fase Microchirurgica
>Microscopio operatorio - il neurochirurgo utilizza un microscopio operatore (o lenti d'ingrandimento) per visualizzare, ingrandite, le strutture nervose.
>Fenestrazione - si rimuove una minuscola porzione di lamina vertebrale (o legamento giallo) per creare una finestra d'accesso al canale spinale.
>Spostamento del nervo - con delicati strumenti, il sacco durale (che contiene i nervi) viene leggermente spostato per accedere al disco intervertebrale sottostante.
>Rimozione dell'ernia: il neurochirurgo rimuove solo il frammento di disco erniato (la parte espulsa) che comprime il nervo, preservando la parte sana del disco.

4. Chiusura
>Verifica - il neurochirurgo controlla che il nervo sia completamente libero (decompressa).
>Sutura - si chiudono i tessuti per piani (fascia muscolare, sottocute) e la pelle viene suturata con punti riassorbibili o graffette.

☑La durata dell’intervento normalmente è di circa 40-60 minuti. Già poche ore dopo l'intervento (o il mattino successivo), il paziente è incoraggiato ad alzarsi e camminare. Nell’arco di 1-2 giorni il paziente può tornare a casa.

☑La microdiscectomia presenta i seguenti, fondamentali, vantaggi per il paziente:
>Minimo sanguinamento e dolore post-operatorio estremamente contenuto;
>Una cicatrice notevolmente ridotta rispetto ad un intervento chirurgico “tradizionale”.

👉Tossina botulinica: non solo estetica.☑️La tossina botulinica di tipo A è ormai un trattamento consolidato per l’emicra...
20/03/2026

👉Tossina botulinica: non solo estetica.

☑️La tossina botulinica di tipo A è ormai un trattamento consolidato per l’emicrania cronica, ma in alcuni casi può essere utile anche per la nevralgia del trigemino.
☑️Questo disturbo provoca un dolore facciale intenso, spesso descritto come una “scossa elettrica”, che può diventare invalidante. Quando i farmaci tradizionali (come la carbamazepina) non sono efficaci o causano effetti collaterali, la tossina botulinica può rappresentare una valida alternativa o un’integrazione terapeutica.
☑️Agisce riducendo il rilascio dei neurotrasmettitori coinvolti nella trasmissione del dolore, con un effetto che può durare anche 4-5 mesi. Alcuni studi mostrano una significativa riduzione dell’intensità e della frequenza degli attacchi.

☑️La tossina botulinica trova inoltre un impiego consolidato nel torcicollo spastico (distonia cervicale), dove riduce le contrazioni muscolari involontarie, migliorando dolore e postura.

☑️Non è una terapia di prima linea per tutte queste condizioni, ma in mani esperte può fare la differenza.

La tossina botulinica non è solo un trattamento per le rughe, ma un vero e proprio neuromodulatore con applicazioni funzionali sempre più ampie: dal bruxismo al mal di testa derivato da tensione muscolare. Ne ha parlato la Federazione Italiana Medici Estetici in un incontro organizzato a Pavia.
https://bit.ly/47HAND4

👉QUANTO PUO' DURARE LA LOMBOSCIATALGIA?☑La lombosciatalgia è comunemente nota come sciatica. Si manifesta con un dolore ...
16/03/2026

👉QUANTO PUO' DURARE LA LOMBOSCIATALGIA?

☑La lombosciatalgia è comunemente nota come sciatica. Si manifesta con un dolore intenso che origina dalla zona lombare (bassa schiena) e si irradia lungo il percorso del nervo sciatico, coinvolgendo gluteo, coscia, gamba ed a volte il piede.

☑La durata della lombosciatalgia varia significativamente a seconda della causa e della gravità ma nella maggior parte dei casi si risolve entro 30-60 giorni.

☑Il dolore, in base alla sua persistenza, può dividersi in tre fasi principali:
>Fase acuta - dura solitamente da pochi giorni a 4-6 settimane. In questa fase il dolore è improvviso e molto intenso, spesso limitando drasticamente le attività quotidiane.
>Fase sub-cronica - si protrae tra le 6 e le 12 settimane. Se il dolore non migliora entro 6-8 settimane, è consigliabile una visita neurochirurgica.
>Fase cronica - il dolore persiste per oltre 3 mesi. Questa condizione può richiedere approcci terapeutici più complessi e continuativi.

☑La velocità di guarigione dipende ovviamente da diversi elementi:
>Causa scatenante - una lombosciatalgia dovuta ad una postura errata si risolve generalmente più in fretta rispetto ad una causata da un'ernia del disco o da una discopatia degenerativa.
>Stile di vita - fattori come obesità, sedentarietà o lavori pesanti possono rallentare il recupero e favorire la cronicizzazione.
>Trattamento tempestivo - interventi precoci con farmaci e fisioterapia possono ridurre i tempi di sofferenza.

☑In ogni caso, è importante non sottovalutare alcuni sintomi: se si avverte una perdita improvvisa di forza nelle gambe, una difficoltà a controllare l'intestino (o la vescica) oppure se il dolore è accompagnato da una completa perdita di sensibilità, bisogna prenotare il prima possibile l’appuntamento con il neurochirurgo.

ANEURISMA CEREBRALE: SI PUO’ PREVENIRE?☑In un mio precedente post, parlando dell'aneurisma cerebrale, ho elencato i segu...
11/03/2026

ANEURISMA CEREBRALE: SI PUO’ PREVENIRE?

☑In un mio precedente post, parlando dell'aneurisma cerebrale, ho elencato i seguenti fattori che possono contribuire alla sua formazione:
-Ipertensione arteriosa;
-Fumo di sigaretta;
-Predisposizione genetica;
-Lesioni o traumi vascolari;
-Complicanze di alcuni tipi di infezioni sanguigne.

☑La prevenzione dell'aneurisma cerebrale si basa pertanto sul controllo dei fattori di rischio sopra indicati, in particolare il mantenimento di una pressione arteriosa normale, l’evitare (o cessare quanto prima) di fumare ed uno stile di vita sano (dieta equilibrata, attività fisica). Sebbene non sia possibile prevenire la formazione in sé, si può ridurre il rischio di rottura dell’aneurisma cerebrale.

☑L’aneurisma cerebrale è una dilatazione circoscritta di un’arteria intracranica che interessa in particolare i punti di biforcazione dei vasi e che, quando si rompe, provoca un’emorragia subaracnoidea (ESA). Pertanto, oltre che per le dimensioni e la sede, l'aneurisma cerebrale è diviso in due tipologie:
>Non rotto - lesioni spesso riscontrate occasionalmente in corso di altri accertamenti.
>Rotto - quello che determina il quadro dell’emorragia subaracnoidea (ESA).

☑Circa il 6% della popolazione è portatrice di aneurismi cerebrali ma solo una minima quantità di questi darà segno di sé e le possibilità di rottura dell’aneurisma saranno decisamente inferiori rispetto alla loro presenza nella popolazione generale.

☑L’aneurisma cerebrale non rotto è una dilatazione di un’arteria cerebrale che in genere viene riscontrata durante accertamenti per altre cause (con TAC encefalo o RM) in quanto quasi sempre non manifesta sintomi per tutta la vita. Nel momento stesso in cui viene diagnosticato un aneurisma cerebrale non rotto, è fondamentale la valutazione del neurochirurgo per stabilire l’eventuale necessità di un trattamento o se è sufficiente tenere l’aneurisma sotto osservazione.
In generale, le statistiche ci informano che per aneurismi intorno ai 7-12 mm il rischio di rottura è del 2,6% (del 14,5% se situati nel circolo posteriore cerebrale), mentre per aneurismi di 13-24 mm il rischio aumenta al 14,5% circa (al 18,5% se situati nel circolo posteriore cerebrale).
E’ evidente che, contestualmente alla valutazione del neurochirurgo, il paziente dovrà tenere sotto stretto controllo la pressione arteriosa, non fumare ed eseguire periodicamente AngioTC del circolo intracranico.

☑Il sintomo principale di rottura di un aneurisma cerebrale è una grave cefalea immediata, in quanto il dolore raggiunge l’intensità massima nel giro di pochi secondi. Tale eventualità, come già scritto nel precedente post, prevede la gestione medica iniziale e l'intervento urgente per escludere l'aneurisma dal circolo sanguigno. La scelta del trattamento da intraprendere dipenderà dalle caratteristiche dell'aneurisma e dalle condizioni del paziente e verrà decisa da un team di specialisti, in primis il neurochirurgo.

☑Per i medici specialisti partecipare a gruppi di lavoro e pubblicarne i risultati nelle riviste scientifiche è particol...
05/03/2026

☑Per i medici specialisti partecipare a gruppi di lavoro e pubblicarne i risultati nelle riviste scientifiche è particolarmente importante.

☑Tali pubblicazioni rappresentano il pilastro del progresso medico, contribuendo in maniera decisiva al miglioramento della cura del paziente.

☑In estema sintesi, questi sono i principali motivi dell'importanza delle pubblicazioni:
>Innovazione - permettono di diffondere nuove cure, protocolli terapeutici e tecnologie per patologie complesse.
>Medicina basata sulle evidenze - le pubblicazioni forniscono dati validati che supportano le migliori pratiche cliniche, innalzando la qualità delle cure.
>Condivisione delle scoperte - condividere casi clinici rari o risultati di studi aiuta l'intera comunità medica a migliorare i processi diagnostici e terapeutici.
>Crescita professionale - Il processo di scrittura e peer-review (revisione tra pari) costringe ad approfondire le conoscenze, mantenendo i medici specialisti aggiornati sulle ultime innovazioni.
>Pensiero critico - partecipare ad una pubblicazione in un gruppo di lavoro migliora le capacità analitiche nel valutare le metodologie e le evidenze scientifiche, rendendo il medico specialista più competente nel prendere decisioni cliniche.

☑La mia attività scientifica è verificabile sul sito PubMed/Medline, digitando la voce Roperto R, ed è costituita da decine di pubblicazioni su riviste internazionali, di libri e di relazioni a congressi e corsi nazionali ed internazionali.
👇
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/?term=Roperto+R&cauthor_id=26876892

☑L'ernia del disco lombare è molto diffusa soprattutto tra i 30 ed i 50 anni. E' causata dalla fuoriuscita del nucleo po...
02/03/2026

☑L'ernia del disco lombare è molto diffusa soprattutto tra i 30 ed i 50 anni. E' causata dalla fuoriuscita del nucleo polposo del disco intervertebrale, spesso dovuta a sedentarietà, posture errate o sovrappeso.

☑Questa patologia degenerativa provoca lombalgia, ma soprattutto sciatalgia (dolore irradiato alla gamba), parestesie o deficit di forza.

☑La prima opzione terapeutica resta quella farmacologica supportata dalla fisioterapia e dall'ossigeno-ozono terapia. Quando però le condizioni del paziente non migliorano, l'opzione chirurgica è l'unica soluzione da adottare per evitare il peggioramento della situazione ed eliminare il dolore una volta per tutte.

☑La scelta della tecnica chirurgica dipende da indicazioni clinico-radiologiche. La tendenza moderna è, in ogni caso, quella di ricorrere a metodiche mini-invasive:
1) Microdiscectomia - procedura standard attuale per l'ernia del disco lombare che utilizza il microscopio operatorio per rimuovere il materiale erniato attraverso una piccola incisione.
2)Erniectomia Endoscopica (PELD) - tecnica d'avanguardia che, con un endoscopio (1-2 cm), permette la rimozione di ernie, anche espulse o migrate, con minimo trauma muscolare.
3) Artrodesi Lombare (fusione vertebrale) - Utilizzata in casi specifici che richiedono stabilizzazione, spesso dopo discectomie complesse o in presenza di instabilità vertebrale. Può essere effettuata tramite via posteriore (MIS TLIF), anteriore (ALIF) o laterale (LLIF/XLIF). Consiste nell'inserire gabbie (cage) e viti percutanee per stabilizzare le vertebre, spesso con l'ausilio di microscopi operatori o tecniche radioscopiche guidate.

☑L'obiettivo di queste metodiche è risolvere il problema attraverso interventi assai meno invasivi, rispetto alla chirurgia tradizionale, ed un decorso post-operatorio molto più rapido.

Vi informo che, chiunque desiderasse prenotare una visita neurochirurgica con me, può farlo anche presso Massilab-Adex M...
24/02/2026

Vi informo che, chiunque desiderasse prenotare una visita neurochirurgica con me, può farlo anche presso Massilab-Adex Massimina, quartiere Massimina-Casal Lumbroso a Roma.
Nell'infografica, potete visionare l'indirizzo ed il numero di telefono di questa nuova struttura con cui ho iniziato a collaborare.

☑La chirurgia è spesso il trattamento primario per i tumori cerebrali, mirato alla rimozione della massa tumorale (total...
19/02/2026

☑La chirurgia è spesso il trattamento primario per i tumori cerebrali, mirato alla rimozione della massa tumorale (totale o parziale) per alleviare i sintomi, ridurre la pressione intracranica ed ottenere un'analisi istologica.

☑La decisione di procedere con un intervento chirurgico viene in genere presa dopo un'attenta valutazione del neurochirurgo e dell'oncologo. A tal proposito, gli esami di diagnostica per immagini (come risonanza magnetica o TAC) aiutano a determinare le dimensioni del tumore, la sua posizione e l'impatto sulle strutture cerebrali circostanti. Ovviamente la scelta di intervenire chirurgicamente avviene quando, indicaticativamente, i benefici della rimozione del tumore superano i rischi associati alla procedura.

☑Esistono diverse tecniche di chirurgia per i tumori cerebrali, da utilizzare e personalizzare sulla base delle esigenze specifiche del paziente e delle caratteristiche del tumore. Tra queste:
>Craniotomia - la più comune e consiste nella rimozione di una sezione del cranio per accedere al cervello ed asportare il tumore. La sezione rimossa viene sostituita con placche o viti.
>Craniotomia da sveglio - i pazienti possono essere tenuti svegli durante l'intervento chirurgico per monitorare la funzione cerebrale in tempo reale. Tale modalità è particolarmente utile per i tumori situati in prossimità delle aree responsabili della parola o della funzione motoria.
>Chirurgia neuronavigata - procedura mininvasiva che utilizza la tecnologia di imaging per localizzare e colpire con precisione il tumore. Spesso utilizzata per neoplasie di piccole dimensioni o in aree difficili da raggiungere.
>Chirurgia endoscopica - si utilizza un endoscopio per accedere al cervello attraverso aperture più piccole. E' spesso utilizzata per tumori localizzati nei ventricoli o in altre aree in cui la chirurgia tradizionale potrebbe essere più invasiva.
>Chirurgia con ausilio di laser - si avvale di laser per colpire e distruggere le cellule tumorali. Spesso è utilizzata per tumori difficili da raggiungere, recidivi o profondi (come gliomi, glioblastomi, metastasi cerebrali, meningiomi e neurinomi) e può ridurre al minimo i danni ai tessuti sani circostanti.

👉L'11 febbraio si è celebrata, come ogni anno, la "Giornata Mondiale del Malato".👨‍⚕️Il primo obiettivo di ogni medico è...
13/02/2026

👉L'11 febbraio si è celebrata, come ogni anno, la "Giornata Mondiale del Malato".

👨‍⚕️Il primo obiettivo di ogni medico è migliorare la qualità della vita del paziente... per raggiungerlo bisogna impegnarsi quotidianamente, garantendo:
>Professionalità - che significa anteporre, ai propri, gli interessi dei pazienti, fissando e mantenendo standard elevati di competenza ed integrità in modo da "offrire" consulenza esperta su questioni di salute.
>Umanizzazione nei rapporti - il paziente al centro della cura, passando da una concezione del malato come mero portatore di una patologia ad una come persona con i suoi sentimenti, le sue conoscenze, le sue credenze rispetto al proprio stato di salute. Il paziente non è un numero che va ad infoltire le statistiche ma una persona da seguire con attenzione in una delicata fase della propria vita.

Indirizzo

Via Aurelia 559
Rome
00165

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