I-Com, Istituto per la Competitività

I-Com, Istituto per la Competitività Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di I-Com, Istituto per la Competitività, Piazza dei Santi Apostoli, 66, Rome.

I-Com, Istituto per la Competitività, è un think tank che promuove temi e analisi sulla competitività in chiave innovativa, all'interno del quadro politico-economico europeo ed internazionale.

Il   1967🗓️muore Konrad Adenauer.Politico e statista tedesco, è stato cancelliere della Germania Ovest dal 1949 al 1963 ...
19/04/2026

Il 1967🗓️muore Konrad Adenauer.

Politico e statista tedesco, è stato cancelliere della Germania Ovest dal 1949 al 1963 e uno dei padri fondatori della Comunità europea, insieme a Robert Schuman, Jean Monnet e a Alcide De Gasperi.

💻 "Trasferimento tecnologico, l'Italia tra progressi e ritardi".👨‍💻 L’innovazione rappresenta oggi uno dei principali fa...
17/04/2026

💻 "Trasferimento tecnologico, l'Italia tra progressi e ritardi".

👨‍💻 L’innovazione rappresenta oggi uno dei principali fattori abilitanti della competitività economica e della trasformazione digitale. In questo quadro, il trasferimento tecnologico assume un ruolo decisivo perché determina la capacità di un Paese di trasformare conoscenza scientifica, ricerca e sperimentazione in valore economico, produttività e sviluppo industriale. È proprio da questa prospettiva che l’Atto di indirizzo strategico 2026-2028 elaborato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal Ministero dell’Università e della Ricerca restituisce l’immagine di un’Italia collocata in una posizione intermedia, caratterizzata da importanti punti di forza ma anche da criticità strutturali che continuano a frenare il pieno dispiegarsi del potenziale innovativo.

📈 Negli ultimi anni l’Italia ha registrato una crescita significativa della produzione scientifica di eccellenza, mantenendo una quota stabile a livello globale nonostante una spesa pubblica inferiore alla media europea. In particolare, i dati mostrano un aumento del 60% della produzione di pubblicazioni scientifiche di eccellenza nel periodo 2009-2023.

📍 Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, il sistema italiano dell’innovazione continua a scontare alcune debolezze strutturali che ne limitano l’efficacia complessiva. A fronte di una produzione scientifica di alto livello, gli investimenti privati in ricerca e sviluppo restano inferiori rispetto a quelli dei principali partner europei, con un ritardo particolarmente evidente nel tessuto delle piccole e medie imprese. Un secondo fattore di debolezza riguarda il profilo settoriale dell’innovazione nazionale. Il Paese continua a mostrare una buona capacità competitiva in comparti consolidati come meccanica, trasporti e ingegneria civile, mentre appare meno forte proprio nei settori che oggi trainano la competizione tecnologica internazionale, come le tecnologie digitali, i semiconduttori, l’intelligenza artificiale e la comunicazione avanzata.

Leggi l’approfondimento del ricercatore I-Com Gabriele Verolini 👇

Il trasferimento tecnologico è il nodo chiave dell’innovazione in Italia tra punti di forza della ricerca e criticità nel passaggio al mercato

⚡“Energia rinnovabile: a che punto è l’Italia”. 🌱 Nel 2025 le nuove installazioni rinnovabili in Italia hanno registrato...
14/04/2026

⚡“Energia rinnovabile: a che punto è l’Italia”.

🌱 Nel 2025 le nuove installazioni rinnovabili in Italia hanno registrato un calo, interrompendo quattro anni consecutivi di crescita. Le fonti rinnovabili hanno comunque coperto il 41,1% della domanda elettrica nazionale, con una produzione complessiva di circa 128 TWh. Lo scorso anno sono stati installati infatti 7.191 MW di capacità rinnovabile aggiuntiva (-3,9% vs 2024).

🏭 Sul fronte legislativo, il 2026 si è aperto con una novità concreta e attesa da tempo. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 15 del 20 gennaio 2026 del Decreto Legislativo 9 gennaio 2026, n. 5, l’Italia ha completato il recepimento della Direttiva UE 2023/2413 (RED III), entrata in vigore il 4 febbraio 2026, il cui ritardo aveva già causato l’avvio di una procedura di infrazione europea. Per il settore industriale il decreto introduce un incremento medio annuo dell’utilizzo di fonti rinnovabili pari ad almeno 1,6 punti percentuali nel periodo 2026-2030, includendo anche gli usi non energetici. Per quanto riguarda l’idrogeno, la sfida è ambiziosa: entro il 2030 il 42% dell’idrogeno utilizzato per fini industriali dovrà essere di tipo RFNBO (idrogeno verde), quota destinata a salire al 60% entro il 2035. Un obiettivo che riguarda in modo diretto i settori più difficili da decarbonizzare: siderurgia, chimica, industria pesante e trasporto pesante.

🕛 Una delle novità più attese dagli operatori riguarda i tempi e le procedure. Il decreto introduce le zone di accelerazione FER, con iter autorizzativi semplificati e tempi certi, riconoscendo gli impianti rinnovabili come opere di interesse pubblico prevalente. Viene data attenzione anche al patrimonio impiantistico esistente: particolare rilievo è attribuito a repowering, revamping e ammodernamento degli impianti esistenti, per aumentare rapidamente la produzione senza nuovo consumo di suolo.

Leggi l’approfondimento della ricercatrice I-Com Cristina Orlando 👇

Sono molteplici i fattori che determineranno la resilienza del sistema energetico alla crisi, fra questi, vi è la capacità di accogliere rinnovabili

Il   🗓️ si celebra la Giornata internazionale dei viaggi dell'uomo nello spazio. La data ricorda il giorno del 1961 in c...
12/04/2026

Il 🗓️ si celebra la Giornata internazionale dei viaggi dell'uomo nello spazio.

La data ricorda il giorno del 1961 in cui il cosmonauta sovietico Jurij Gagarin diventò il primo essere umano a superare i confini dell'atmosfera terrestre.

🛢️“Hormuz, ecco come la chiusura dello Stretto impatta sul sistema energetico europeo”.🚢 Il conflitto in Medio Oriente s...
10/04/2026

🛢️“Hormuz, ecco come la chiusura dello Stretto impatta sul sistema energetico europeo”.

🚢 Il conflitto in Medio Oriente si protrae con ripercussioni sempre maggiori su economia e traffici energetici globali, alimentando i timori di prolungate interruzioni delle forniture. La risposta strategica dell’Iran, arrivata sotto forma di chiusura dello Stretto di Hormuz sta mettendo a rischio la tenuta di molti sistemi energetici. Lo Stretto, per cui transita circa il 25% del petrolio trasportato globalmente via mare e il 20% di gas naturale liquefatto (GNL), costituisce infatti uno dei colli di bottiglia più critici dell’approvvigionamento mondiale di risorse fossili.

📈 Nel 2024 la produzione primaria di energia nell’UE si è attestata a 23.001 petajoule (PJ), in calo continuo e significativo dal 2019 (-11%). La persistente riduzione della produzione energetica impedisce all’UE di soddisfare la domanda interna con risorse proprie, che arrivano a coprire solo il 43% del fabbisogno complessivo. Di conseguenza, si è registrato un incremento delle importazioni di prodotti energetici, che oggi rappresentano la quota predominante del mix energetico, pari al 57%. Il petrolio rappresentava la quota predominante delle importazioni energetiche dell’UE (67%), seguiti dal gas naturale, pari al 24%. La media europea del tasso di dipendenza dalle importazioni era al 96% per petrolio e prodotti petroliferi e all’85% per quanto riguarda il gas naturale.

🌍 L’Unione Europea per il breve periodo non corre il rischio che la chiusura di Hormuz causi un’interruzione fisica dei flussi e una mancanza completa della disponibilità di petrolio e gas, poiché è solo marginalmente coinvolta nelle catene di approvvigionamento locali. Tuttavia, l’altissima dipendenza dalle importazioni di fonti fossili espone l’Unione alla forte volatilità dei prezzi sui mercati e agli effetti a catena del sistema energetico globale compromesso.

Leggi l’approfondimento della ricercatrice I-Com Beatrice Ala 👇

La chiusura di Hormuz è una cartina al tornasole per la tenuta del sistema energetico dell'UE, ancora esposta a shock di prezzi e dipendenze sistemiche

⚖️“Digital Omnibus: l’Europa cerca la via della semplificazione”. 💻Dal GDPR all’AI Act, il quadro normativo UE è diventa...
08/04/2026

⚖️“Digital Omnibus: l’Europa cerca la via della semplificazione”.

💻Dal GDPR all’AI Act, il quadro normativo UE è diventato un mosaico complesso. Con il Digital Omnibus Bruxelles prova ora a ridurre sovrapposizioni, oneri e incertezze senza rinunciare alle tutele. Il nuovo pacchetto della Commissione punta a razionalizzare le regole su dati, cybersicurezza e intelligenza artificiale. Sul tavolo anche il nodo dell’attuazione dell’AI Act, mentre Consiglio e Parlamento si preparano al confronto finale.

🌍Presentata nel novembre 2025, la proposta si articola in due componenti: una generale, dedicata alla razionalizzazione del quadro normativo digitale nel suo complesso, e una specifica sull’intelligenza artificiale, pensata per intervenire sull’attuazione dell’AI Act in una fase particolarmente delicata.

⚡Il Digital Omnibus può essere considerato un primo passo importante, ma non ancora sufficiente. Se l’obiettivo è colmare davvero il ritardo europeo, servirà un’azione più incisiva e accelerata, capace non solo di alleggerire gli oneri, ma anche di costruire condizioni favorevoli alla sperimentazione attraverso l’avvio di una stagione nuova, fondata su semplificazione, certezza del diritto e riduzione degli oneri.

📈Ma il punto decisivo resta un altro: se l’Europa vuole davvero recuperare terreno nel digitale, dovrà andare oltre la manutenzione dell’esistente e investire con più coraggio in strumenti, come le sandbox, capaci di aiutare le imprese europee a sviluppare nuove tecnologie senza essere schiacciate, fin dall’inizio, dal peso della complessità normativa con l’obiettivo di puntare a sostenere innovazione, sperimentazione e crescita.

Per saperne di più leggi l’approfondimento della vicepresidente I-Com Silvia Compagnucci 👇

Digital Omnibus: l'UE prova a semplificare il quadro normativo su dati, cybersicurezza e AI senza ridurre le tutele.

🕊️L'Istituto per la Competitività augura a tutti una buona Pasqua!🕊️
05/04/2026

🕊️L'Istituto per la Competitività augura a tutti una buona Pasqua!🕊️

Il  🗓️si celebra la Giornata mondiale del  . Festeggiata l’88° giorno dell’anno in omaggio al numero dei tasti di un pia...
29/03/2026

Il 🗓️si celebra la Giornata mondiale del .

Festeggiata l’88° giorno dell’anno in omaggio al numero dei tasti di un pianoforte standard, la ricorrenza ha l’obiettivo di promuovere la per uno degli strumenti più amati al mondo.

🛡️ "Attacchi cyber in Italia: le norme funzionano, ma non bastano".💻 Nel 2025 la   in Italia smette definitivamente di e...
26/03/2026

🛡️ "Attacchi cyber in Italia: le norme funzionano, ma non bastano".

💻 Nel 2025 la in Italia smette definitivamente di essere un tema da specialisti IT e diventa una questione di continuità operativa per le imprese, affidabilità dei servizi pubblici e di resilienza dell’intero sistema economico. L’ultimo restituisce un quadro in peggioramento, perché gli incidenti aumentano, cambiano i bersagli, si rafforzano le componenti dimostrative e geopolitiche degli attacchi e le tecniche offensive diventano più fluide, automatizzate e accessibili. Allo stesso tempo, anche se in alcuni comparti la regolazione sembra produrre effetti positivi, il solo rafforzamento normativo non è sufficiente a costruire una reale capacità di difesa.

📈 Gli eventi censiti arrivano a 507 e segnano un aumento del 42% rispetto ai 357 del 2024. Il nostro Paese continua quindi a muoversi dentro la stessa dinamica di aggravamento osservata a livello internazionale e non mostra una vera capacità di sottrarsi al trend complessivo.

🎖️ Il settore governativo, militare e delle forze dell’ordine torna al primo posto e raccoglie il 28,4% degli incidenti italiani. Seguono il manifatturiero con il 12,6%, gli attacchi a obiettivi multipli con il 12,4% e il comparto trasporti e logistica con il 12%. Le prime quattro categorie concentrano così oltre il 65% del totale degli incidenti censiti nel Paese e questo segnala una polarizzazione crescente, perché gli attaccanti tendono a colpire con maggiore insistenza proprio quei settori che uniscono rilevanza sistemica, visibilità pubblica e, in molti casi, un livello di maturità cyber ancora disomogeneo.

🔍 Il resta la matrice principale degli incidenti e rappresenta il 60,9% del totale, ma il dato italiano si discosta nettamente da quello globale, dove il cybercrime arriva all’89,3%. A colpire è soprattutto il peso dell’hacktivismo, che nel nostro Paese raggiunge il 38,7% degli incidenti e cresce del 145% rispetto al 2024.

Per saperne di più leggi l'approfondimento del ricercatore I-Com Gabriele Verolini👇

I cyber attacchi sono in crescita in Italia nel 2025. Tra vulnerabilità strutturali e nuove tecniche offensive, la sola compliance non basta.

🛢️ “La chiusura dello Stretto di Hormuz: uno shock energetico globale”.🌐 Lo Stretto di   divide l’Iran dalla pen*sola di...
24/03/2026

🛢️ “La chiusura dello Stretto di Hormuz: uno shock energetico globale”.

🌐 Lo Stretto di divide l’Iran dalla pen*sola di Musandam, ovvero dall’exclave dell’Oman negli Emirati Arabi Uniti, e connette il Golfo Persico con il Golfo dell’Oman e il Mare Arabico. Questo passaggio è fondamentale a livello globale: da qui transita circa il 20% di e consumati nel .

📈 Il blocco dello Stretto, sommato agli attacchi alle infrastrutture energetiche dei Paesi limitrofi, ha spiazzato i mercati in modo violento e immediato. Le quotazioni dei futures sul sono passate da circa 71 dollari al barile alla vigilia del conflitto a superare quota 100 dollari intorno al 6 marzo — il livello più alto dal 2022 — per poi raggiungere due picchi fino a 116 dollari al barile al 19 marzo. Il gas naturale ha seguito una traiettoria analoga: in Europa i prezzi hanno toccato 55,8 euro per megawattora, con un incremento del 74% rispetto ai livelli della settimana precedente all’inizio delle ostilità. In Asia i rincari del gas sono stati ancora più marcati, sfiorando il +54%.

⚡ La crisi di Hormuz del 2026 è stata definita da molti analisti come il maggiore energetico dagli anni Settanta e la più grande interruzione nella storia del mercato petrolifero globale. Le sue conseguenze dipenderanno in larga misura da tre fattori: la durata del blocco, l’evoluzione militare del conflitto e la capacità delle riserve strategiche e delle rotte alternative di assorbire il contraccolpo.

🏭 Nel breve termine — da uno a tre mesi — il principale scenario è quello di una “ da importazione” per Europa e Asia orientale: inflazione energetica in forte crescita, rallentamento della produzione industriale e pressione sulle bilance dei pagamenti dei paesi importatori. Nel medio termine — da tre a dodici mesi — la crisi potrebbe accelerare in modo paradossale alcune strutturali: la Russia potrebbe consolidare i propri vantaggi competitivi nel mercato del greggio, mentre sul mercato del GNL la concorrenza tra Asia e Europa per le forniture atlantiche si intensificherebbe, tenendo i prezzi su livelli elevati anche oltre la crisi immediata. Nel lungo termine, l'attuale situazione potrebbe rivelarsi un acceleratore della energetica globale e delle catene di .

Per saperne di più leggi l'approfondimento della ricercatrice I-Com Giulia Rovai 👇

La chiusura dello Stretto di Hormuz dopo il conflitto in Iran ha scatenato il più grave shock energetico dagli anni Settanta. Analisi degli impatti su Asia, Europa, Stati Uniti e scenari per i prossimi mesi.

Il  🗓️1832 muore Johann Wolfgang von Goethe.Scrittore, poeta, pittore, teologo, filosofo, scienziato, critico d'arte e m...
22/03/2026

Il 🗓️1832 muore Johann Wolfgang von Goethe.

Scrittore, poeta, pittore, teologo, filosofo, scienziato, critico d'arte e musicale, è considerato uno dei più grandi letterati tedeschi e tra i più rappresentativi nel panorama culturale europeo.

⚕️“HPV: la prevenzione che può eliminare un tumore”.🗓️ Il 4 marzo si è celebrata la Giornata mondiale di sensibilizzazio...
19/03/2026

⚕️“HPV: la prevenzione che può eliminare un tumore”.

🗓️ Il 4 marzo si è celebrata la Giornata mondiale di sensibilizzazione sull’ (International HPV Awareness Day), un appuntamento internazionale nato per aumentare la consapevolezza su uno dei virus più diffusi al mondo e sulle patologie che può causare. L’iniziativa ha l’obiettivo di ricordare che molte delle malattie correlate al umano possono essere prevenute grazie alla vaccinazione e ai programmi di screening.

🩺 Il tumore della cervice uterina continua a rappresentare una sfida significativa per la sanità pubblica europea. Nell’ si registrano circa 33.000 nuovi casi ogni anno e circa 15.000 decessi. Si tratta di una patologia che colpisce anche fasce di età relativamente giovani. Nella popolazione femminile tra i 15 e i 44 anni il tumore cervicale è il secondo tumore più frequente dopo quello della mammella.

📊 La combinazione tra e rende il tumore della cervice uterina una delle patologie oncologiche più prevenibili. La copertura vaccinale contro l’HPV rimane molto variabile tra gli Stati membri e in diversi casi non supera il 40% tra le ragazze, mentre risulta ancora più bassa tra i ragazzi. In linea di massima comunque si registra un forte miglioramento nelle serie storiche. Di fatto, nel 2023, in media nell’UE il 64% delle ragazze aveva completato il ciclo vaccinale entro i 15 anni.

💉 L’Italia è stata tra i primi Paesi europei a introdurre la vaccinazione anti-HPV nei programmi di immunizzazione pubblica. Secondo i dati più recenti dell’Istituto Superiore di Sanità, la copertura vaccinale tra le ragazze (aggiornata al 31 dicembre 2024) di 12 anni è circa il 51,8% (che raggiunge il 70% a 15 anni di età). Si tratta di numeri in miglioramento rispetto agli anni precedenti, ma ancora lontani dall’obiettivo nazionale del 90% di copertura vaccinale previsto dalle strategie di prevenzione.

Per saperne di più leggi l'approfondimento della ricercatrice I-Com Maria Vittoria Di Sangro 👇

Il 4 marzo si è celebrata la Giornata mondiale di sensibilizzazione sull’HPV per aumentare la consapevolezza su uno dei virus più diffusi

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