Pierluca Santoro - Psicoterapeuta - Istruttore Mindfulness

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Pierluca Santoro - Psicoterapeuta - Istruttore Mindfulness Riceve presso lo Koinè - Istituto Gestalt Roma di cui è fondatore. Didatta e membro del Comitato S

19/01/2026

Lo stress non è solo “nella testa”.
È un modo automatico con cui il corpo e la mente reagiscono alle richieste della vita quotidiana.

Il protocollo Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR), sviluppato da Jon Kabat-Zinn e validato da numerose ricerche scientifiche, è un percorso strutturato che aiuta a:
- riconoscere le proprie reazioni allo stress
- ridurre ansia e tensione emotiva
- sviluppare una maggiore consapevolezza di sé
- portare più equilibrio nella vita quotidiana

📍 FEBBRAIO – MARZO 2026 | ONLINE su Zoom

Un percorso di gruppo di 8 settimane con:
- incontri settimanali guidati
- una giornata intensiva
- pratiche di mindfulness e consapevolezza corporea
- momenti di condivisione e riflessione
- indicazioni concrete per la pratica quotidiana

Il corso è condotto dal Dr. Pierluca Santoro, Psicologo, Psicoterapeuta e Istruttore MBSR certificato.

Prima di iscriverti, è previsto:
- un incontro di presentazione gratuito
- oppure un colloquio individuale gratuito, per valutare motivazioni ed eventuali controindicazioni

📅 Presentazione online: 5 FEBBRAIO – ore 19.00

Modulo iscrizione: https://forms.gle/JsCkh9R68Y95aHRJ8

Prenditi il tempo di capire se questo percorso è adatto a te.
La partecipazione alla presentazione non comporta alcun obbligo di iscrizione.

Info e prenotazioni:
https://www.koine-gestalt.it/corso-per-la-riduzione-dello-stress-mbsr/
https://www.pierlucasantoro.it/corso-mindfulness-riduzione-stress-mbsr/
info@koine-gestalt.it
pierluca.santoro@koine-gestalt.it

15/01/2026

Come accennato anche in altri momenti, l’esplorazione del vissuto nel qui e ora spesso conduce la persona a narrazioni che riportano l’attenzione al passato e all’infanzia, quel tempo in cui ha iniziato a prendere forma lo stile relazionale che ancora oggi si manifesta.

Nella prospettiva della Gestalt, quel bambino che ciascuno di noi è stato non appartiene solo alla storia passata, ma è presente anche nell’esperienza attuale.
È una presenza che vive nel corpo, nelle emozioni, nei bisogni e nei desideri che emergono nelle relazioni di oggi.

Questo bambino, che ognuno porta con sé come parte della propria storia di vita, ha bisogno prima di tutto di essere riconosciuto.
Poi accolto, senza giudizio.
E infine sostenuto nel suo processo di crescita, nel modo che oggi sentiamo possibile e desiderabile.

Crescere non significa adeguarsi a modelli prestabiliti o a sole norme culturali.
Significa anche entrare in contatto con i sogni e i desideri che quel bambino portava con sé e che l’adulto può riconoscere come ancora vivi, scegliendo se e come nutrirli.

È nel presente che può aprirsi uno spazio nuovo, in cui prendersi cura di quella parte di sé e accompagnarla verso una forma più autentica di espressione.

Se senti che alcune parti della tua storia chiedono ascolto nel qui e ora, possiamo esplorarle insieme.
Scrivimi.

14/01/2026

C’è un modo in cui ognuno di noi costruisce e riconosce i propri “copioni di vita”.
Spesso emergono quando guardiamo al passato e iniziamo a collegarlo a ciò che viviamo oggi, cercando di dare un senso a ciò che è accaduto.

Questo movimento può attivare processi di responsabilizzazione o di colpevolizzazione, domande sul perché e sul come siano successe certe cose, e su chi ne porti la responsabilità.
In alcuni vissuti particolarmente traumatici o dolorosi, questo sguardo può avere un valore riparativo e favorire una pacificazione possibile.

Nella maggior parte dei casi, però, il passato non è più accessibile: non esiste più come realtà viva, e spesso nemmeno le persone coinvolte fanno parte dell’oggi.
Restare ancorati alla ricerca delle cause rischia allora di non produrre un cambiamento reale nella vita presente.

Nella prospettiva della Gestalt, l’attenzione si sposta su ciò che accade nel qui e ora.
È nell’esplorazione del vissuto attuale – delle emozioni, delle sensazioni, delle modalità di contatto – che può aprirsi uno spazio di trasformazione autentica.

È da qui che diventa possibile riconoscere non solo ciò che è stato, ma soprattutto ciò che oggi desidera cambiare e muoversi verso il futuro.
Un futuro che non è determinato dal passato, ma che può essere scelto, passo dopo passo, a partire dalla consapevolezza presente.

Se senti che è il momento di guardare a ciò che vivi oggi per aprire nuove possibilità domani, possiamo esplorarlo insieme.
Scrivimi.

08/01/2026

C’è una continuità spesso invisibile tra il modo in cui oggi entriamo in relazione e le prime esperienze affettive della nostra vita.
Lo stile relazionale che sviluppiamo nel tempo non nasce per caso: prende forma nella crescita, a partire dai primi legami significativi, come quelli genitoriali.

È all’interno di queste relazioni originarie che impariamo come stare con l’altro.
L’impronta di quei legami – per somiglianza o per contrapposizione – contribuisce a costruire lo stile che poi portiamo con noi negli incontri successivi, influenzando il modo in cui ci avviciniamo, ci proteggiamo, ci affidiamo o ci ritiriamo quando qualcuno diventa importante.

Alcuni approcci psicoterapeutici cercano di rintracciare nell’infanzia e nelle prime fasi della vita le cause dei vissuti attuali, mettendo in luce i legami tra ciò che è stato e ciò che accade nel qui e ora.

Nella prospettiva della Gestalt, l’attenzione si sposta su ciò che è vivo nel presente.
Si esplorano le impronte che oggi si manifestano nell’esperienza – nelle emozioni, nelle sensazioni corporee, nelle modalità di contatto – come tracce di una storia che continua a parlare, senza la ricerca di una verità oggettiva sul passato.

Ciò che conta è il modo in cui quelle esperienze hanno lasciato un segno e continuano a influenzare le relazioni dell’oggi.
Riconoscerle non significa restare ancorati a ciò che è stato, ma aprire uno spazio di consapevolezza da cui può emergere una possibilità diversa di stare in relazione, più autentica e scelta.

Se senti che nei tuoi legami si ripetono dinamiche che sembrano ve**re “da lontano”, forse vale la pena fermarsi e ascoltare ciò che sta accadendo ora.
Se vuoi esplorarlo insieme, puoi scrivermi.

08/01/2026

🌱 La consapevolezza si allena!
E può trasformare il modo in cui vivi lo stress, il lavoro e le relazioni.

🧘𝐂𝐎𝐑𝐒𝐎 𝐏𝐄𝐑 𝐋𝐀 𝐑𝐈𝐃𝐔𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐎 𝐒𝐓𝐑𝐄𝐒𝐒/
𝐌𝐈𝐍𝐃𝐅𝐔𝐋𝐍𝐄𝐒𝐒 𝐁𝐀𝐒𝐄𝐃 𝐒𝐓𝐑𝐄𝐒𝐒 𝐑𝐄𝐃𝐔𝐂𝐓𝐈𝐎𝐍 (𝐌𝐁𝐒𝐑)

Un percorso adatto a tutti, sia a chi è nuovo alla Mindfulness che a chi desidera approfondirla in un percorso di trasformazione personale.

📆presentazione del corso il 𝟱 𝗙𝗘𝗕𝗕𝗥𝗔𝗜𝗢 𝟮𝟬𝟮𝟲
💻𝗢𝗻𝗹𝗶𝗻𝗲 su 𝗭𝗢𝗢𝗠

🔹𝗢𝗕𝗜𝗘𝗧𝗧𝗜𝗩𝗜:
• Imparare a gestire lo stress in modo efficace;
• Riconoscere e modificare i propri schemi di reazione;
• Integrare la consapevolezza nella vita quotidiana.

𝗖𝗢𝗦𝗔 𝗧𝗜 𝗔𝗦𝗣𝗘𝗧𝗧𝗔:
Otto incontri settimanali, una giornata intensiva e una pratica quotidiana per radicare la mindfulness nella vita reale, sostenendo cambiamenti profondi e duraturi.

🗣 con PIERLUCA SANTORO
Psicologo-psicoterapeuta, didatta IGF, istruttore Mindfulness

ℹ𝗣𝗲𝗿 𝗶𝗻𝗳𝗼 𝘀𝘂𝗹 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗲 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗼𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶:
https://www.igf-gestalt.it/2025/12/19/corso-per-la-riduzione-dello-stress-2026/

📧𝗼𝗽𝗽𝘂𝗿𝗲 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗮:
info@koine-gestalt.it
pierluca.santoro@koine-gestalt.it

🎟️𝘀𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝟮𝟬% 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝘀𝗰𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗶𝗹 𝟭𝟱 𝗚𝗘𝗡𝗡𝗔𝗜𝗢 𝗽𝗲𝗿 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗶𝗲𝘃𝗶 𝗶𝗻 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗜𝗚𝗙.

23/12/2025

C’è una continuità silenziosa, e spesso poco visibile, tra ciò che siamo oggi e ciò che siamo stati.
La nostra vita è un processo in continuo cambiamento, più simile a una narrazione che si sviluppa nel tempo che a un’identità fissa e definita. Eppure, questo movimento non può prescindere dal passato.

Ognuno di noi porta con sé la propria storia, soprattutto quella delle origini.
È nell’infanzia che impariamo a stare nel mondo: attraverso il legame con chi si prende cura di noi, apprendiamo come gestire le emozioni, come entrare in relazione, come sentirci – o meno – al sicuro nell’incontro con l’altro.

In questo percorso non c’è apprendimento senza ferite.
Anche quando non parliamo di traumi evidenti, le esperienze precoci lasciano tracce profonde. Non sempre restano nella memoria cosciente, ma continuano a vivere come impronte emotive, spesso inscritta nel corpo.

Per questo, nella prospettiva della Gestalt, l’attenzione al corpo è centrale.
Il corpo diventa un luogo di esplorazione del vissuto: un campo in cui il presente incontra il passato, e in cui possono emergere quelle ferite che hanno contribuito a modellare il nostro modo di sentire, reagire, entrare in relazione.

Riconoscere queste tracce non significa restare prigionieri di ciò che è stato.
Significa dare spazio a ciò che ancora chiede ascolto, per permettere alla nostra storia di continuare a trasformarsi.

Se senti che alcune reazioni o vissuti sembrano ve**re “da lontano”, forse vale la pena fermarsi e chiederti:
che cosa sta parlando attraverso il mio corpo?

Se vuoi esplorarlo insieme, puoi scrivermi. Il lavoro può iniziare da qui.

18/12/2025

C’è una tensione inevitabile, e spesso poco detta, in ogni relazione: quella tra l’autonomia del singolo e la libertà condivisa della coppia.
Quando due persone si incontrano, la libertà non scompare, ma cambia forma. Incontra i confini dell’altro, e proprio lì può diventare un problema… oppure una possibilità di crescita.

Una relazione non è solo il tentativo di restare autonomi, né il sacrificio di sé in nome del “noi”. È anche condivisione: uno scambio vivo, continuo, tra due persone intere che si mettono in gioco.
Ma condividere non significa rispondere alle aspettative dell’altro. Significa confrontarsi con desideri, bisogni e necessità profonde, che spesso vanno oltre la coppia stessa e parlano della nostra esistenza.

La difficoltà nasce proprio qui: nell’imparare a contrattare gli spazi.
Gli spazi in cui incontrarsi davvero e quelli in cui restare separati.
Gli spazi in cui condividere e quelli in cui è altrettanto necessario non farlo, per non smarrirsi.

Ogni relazione viva richiede questo movimento continuo: stare con l’altro senza rinunciare a sé, costruire un “noi” che non cancelli l’io.

Se senti che nella tua relazione questo equilibrio è faticoso, forse vale la pena fermarti e chiederti:
quali spazi sto difendendo, e quali sto evitando di negoziare?

Se ti va di esplorarlo insieme, scrivimi. Il lavoro può iniziare da qui.

“Chi ha paura dell’AI?”
17/12/2025

“Chi ha paura dell’AI?”

È USCITO IL NUOVO NUMERO DELLA RIVISTA! IL NUMERO 50-51!!!!

COSCIENZA VIVA

Raggiungere il numero 50 non è un atto celebrativo, ma una soglia. Cinquanta numeri di INformazione non contano le uscite: contano i passaggi, i pensieri, gli incontri. Per questo abbiamo scelto un numero doppio, dedicato a un tema che non si lascia chiudere in una formula: la coscienza. Non come concetto astratto, ma come esperienza viva, incarnata, relazionale.
Apriamo con Pierluca Santoro, che interroga l’Intelligenza Artificiale mostrando come la coscienza non sia calcolo, ma presenza vulnerabile. Pilar Ocampo esplora la senzienza come campo multidimensionale; Alessandro Giannandrea attraversa il deserto mistico dell’esperienza; Silvia Contini riflette sui rischi di una cultura che delega il sentire alla tecnologia. Sul piano clinico, Maria Grazia Attrice restituisce valore alla mindfulness come pratica di adattamento consapevole, mentre Giuseppe Caserta approfondisce la coscienza nella prospettiva junghiana. Ludovica de Nava riporta l’attenzione al corpo come postura del mondo e Leonardo Liberati indaga l’interruzione del sentire nell’era algoritmica. Infine, Alessandro Cini e Nino Geniola ci ricordano che l’amore, in psicoterapia, è una rivoluzione della presenza.

Da questo numero, la rivista accoglie un nuovo compagno di viaggio: le illustrazioni di Leonardo Nencioli, che non decorano il testo ma lo attraversano. Sono forme pensanti, soglie visive che mettono in moto il vedere prima ancora del capire. Non spiegano la coscienza: la evocano, la insinuano, la fanno vibrare.
Se c’è un filo che lega questi contributi è questo: la coscienza non si possiede, si esercita. Non è un sapere da accumulare, ma un atto da rinnovare; non è un attributo dell’umano, ma la sua occasione.
Il numero 50-51 non chiude un ciclo: lo rilancia.

Buona lettura. E buona presenza..

15/12/2025

C’è una contraddizione profonda nell’idea – così diffusa – che l’amore sia l’incontro di due metà.
Raccontata così, la relazione diventa la ricerca di ciò che ci manca, di qualcuno che ci completi. Ma quando mi sento una metà, è inevitabile vivere l’altro come indispensabile.
E da qui il passo verso la dipendenza affettiva è breve: ho bisogno di te per sentirmi intero, per sentirmi “abbastanza”.

Nella prospettiva della Gestalt, il punto di partenza è diverso. Non due parti che si incastrano, ma due persone intere che si incontrano. Non il bisogno che colma un vuoto, ma il desiderio che nasce dal contatto.

Coltivare la propria interezza significa poter stare in relazione senza perdersi, senza aggrapparsi. Significa condividere ciò che siamo, non chiedere all’altro di completarci.
Perché l’incontro autentico non serve a renderci interi. Accade quando lo siamo già, e dura finché il desiderio rimane vivo.

Se ti riconosci più nell’idea di essere una “metà” che in quella di sentirti intero, forse vale la pena chiederti:
stai cercando qualcuno che ti completi o qualcuno con cui incontrarti davvero?

Scrivimi pure se ti va :)

Un numero pazzesco!!!
11/12/2025

Un numero pazzesco!!!

È USCITO IL NUOVO NUMERO DELLA RIVISTA! IL NUMERO 50-51!!!!

COSCIENZA VIVA

Raggiungere il numero 50 non è un atto celebrativo, ma una soglia. Cinquanta numeri di INformazione non contano le uscite: contano i passaggi, i pensieri, gli incontri. Per questo abbiamo scelto un numero doppio, dedicato a un tema che non si lascia chiudere in una formula: la coscienza. Non come concetto astratto, ma come esperienza viva, incarnata, relazionale.
Apriamo con Pierluca Santoro, che interroga l’Intelligenza Artificiale mostrando come la coscienza non sia calcolo, ma presenza vulnerabile. Pilar Ocampo esplora la senzienza come campo multidimensionale; Alessandro Giannandrea attraversa il deserto mistico dell’esperienza; Silvia Contini riflette sui rischi di una cultura che delega il sentire alla tecnologia. Sul piano clinico, Maria Grazia Attrice restituisce valore alla mindfulness come pratica di adattamento consapevole, mentre Giuseppe Caserta approfondisce la coscienza nella prospettiva junghiana. Ludovica de Nava riporta l’attenzione al corpo come postura del mondo e Leonardo Liberati indaga l’interruzione del sentire nell’era algoritmica. Infine, Alessandro Cini e Nino Geniola ci ricordano che l’amore, in psicoterapia, è una rivoluzione della presenza.

Da questo numero, la rivista accoglie un nuovo compagno di viaggio: le illustrazioni di Leonardo Nencioli, che non decorano il testo ma lo attraversano. Sono forme pensanti, soglie visive che mettono in moto il vedere prima ancora del capire. Non spiegano la coscienza: la evocano, la insinuano, la fanno vibrare.
Se c’è un filo che lega questi contributi è questo: la coscienza non si possiede, si esercita. Non è un sapere da accumulare, ma un atto da rinnovare; non è un attributo dell’umano, ma la sua occasione.
Il numero 50-51 non chiude un ciclo: lo rilancia.

Buona lettura. E buona presenza..

Indirizzo

Via Tigrè 77
Rome
00199

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