Pierluca Santoro - Psicoterapeuta - Istruttore Mindfulness

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Pierluca Santoro - Psicoterapeuta - Istruttore Mindfulness Riceve presso lo Koinè - Istituto Gestalt Roma di cui è fondatore. Didatta e membro del Comitato S

21/04/2026

In questo breve Reel parleremo delle differenze principali di approccio psicoterapeutico.

Sul mio canale YouTube "Pierluca Santoro" puoi trovare il video completo "Qual'è l'approccio psicoterapeutico giusto per me?"

11/04/2026

In questa prospettiva, la dimensione di gruppo si differenzia da quella di un gruppo di formazione soprattutto per gli scopi. Un gruppo formativo è generalmente orientato all’acquisizione di competenze specifiche, mentre un gruppo psicoterapeutico o di crescita personale ha come obiettivo principale l’elaborazione del vissuto individuale.
Tuttavia, nella prospettiva gestaltica, questa distinzione tende a essere meno netta. Anche l’apprendimento di competenze, quando coinvolge il piano esistenziale della persona, può tradursi in un processo di crescita personale.
Per questo motivo, il livello formativo e quello psicoterapeutico spesso si intrecciano e si sovrappongono, pur rimanendo distinti nelle intenzioni e nelle finalità. È proprio in questa intersezione che si apre uno spazio significativo di trasformazione.

personale

07/04/2026

Il conduttore gestaltico, all’interno di un’esperienza di gruppo, ha come obiettivo principale quello di facilitare il contatto della persona con il proprio vissuto interno, quindi con sé stessa. Questo processo avviene attraverso il contatto con l’altro, rappresentato dagli altri membri del gruppo, in una dimensione relazionale viva e concreta.
L’attenzione si concentra quindi sulla possibilità di fare esperienza del contatto: un contatto autentico che, nei contesti sociali quotidiani, risulta spesso impoverito o inibito da abitudini, difese e difficoltà relazionali.
In questo senso, il gruppo diventa uno spazio privilegiato in cui poter riscoprire e sperimentare il contatto emozionale, sia con sé stessi che con l’altro, in una forma più intensa e amplificata.

02/04/2026

In Gestalt si parla di psicoterapia in gruppo piuttosto che di gruppo, evidenziando una differenza sottile ma significativa: l’attenzione resta sempre centrata sul vissuto dell’individuo e sulla responsabilità che ciascuno può assumere all’interno del campo gruppale.
Il lavoro si sviluppa quindi su un piano esperienziale, facilitato dal terapeuta ma vissuto in prima persona da ogni partecipante. In questo contesto, la dimensione emotiva tende ad acquisire maggiore intensità e visibilità rispetto al setting individuale.
La presenza degli altri, infatti, funge spesso da specchio, amplificando ciò che emerge e rendendo più accessibile la consapevolezza del proprio vissuto. Il gruppo diventa così uno spazio in cui l’esperienza individuale si approfondisce proprio attraverso la relazione con l’altro.

31/03/2026

Tra le caratteristiche distintive della psicoterapia della Gestalt vi è la presenza del terapeuta come persona, non soltanto come professionista.
Il terapeuta, infatti, porta nel campo relazionale la propria esperienza emotiva, contribuendo in modo attivo a ciò che accade nell’incontro terapeutico.
Questo implica la necessità di una costante supervisione: uno spazio in cui il terapeuta possa mantenere e approfondire la consapevolezza di ciò che introduce nella relazione. La supervisione diventa così uno strumento fondamentale per riconoscere, elaborare e utilizzare in modo efficace il proprio vissuto all’interno del processo terapeutico.
Il rapporto di supervisione, spesso con un terapeuta più esperto o didatta, si avvicina per certi aspetti a quello terapeutico stesso: ciò che viene portato non è tanto un’analisi tecnica del caso clinico, quanto il vissuto personale del terapeuta. È proprio in questo spazio che emergono indicazioni preziose per il lavoro clinico, radicate nell’esperienza diretta di chi cura.

30/03/2026

In un gruppo esperienziale gestaltico che, come abbiamo approfondito altrove, si configura come una psicoterapia in gruppo più che di gruppo, uno degli aspetti centrali è rappresentato dalla teoria del campo, che fa riferimento a Kurt Lewin.
Il campo, nel contesto gruppale, può essere inteso come un insieme dinamico di forze in relazione tra loro. Pur non focalizzandosi in modo sistematico sulle dinamiche di gruppo in senso psicologico classico, è fondamentale che il conduttore mantenga un’attenzione costante sull’emotività che emerge: quella condivisa, ma anche quella conflittuale tra i partecipanti.
Diventa quindi essenziale saper cogliere l’esperienza di ciascun individuo nel qui e ora del gruppo, leggendo anche ciò che accade tra le persone, in quello spazio relazionale che, pur essendo invisibile, è profondamente vivo e attivo.

25/03/2026

Possiamo osservare come anche i contenuti divulgativi in ambito scientifico e sociale, quando vengono proposti da una prospettiva gestaltica, incontrino un limite intrinseco legato alla comunicazione e alla loro percezione di efficacia rispetto ai modelli terapeutici più strutturati.

Questo accade perché la Gestalt, essendo profondamente centrata sul qui e ora dell’esperienza della persona, entra inevitabilmente in tensione con l’idea di standardizzazione e con l’utilizzo di protocolli rigidi pensati per misurare l’efficacia terapeutica in modo uniforme. La specificità di ogni situazione, di ogni incontro, diventa quindi un elemento centrale che difficilmente può essere tradotto in formule replicabili.

In questo senso, un contenuto comunicativo efficace dal punto di vista gestaltico potrebbe (e forse dovrebbe) assumere una forma maggiormente narrativa: uno spazio in cui chi ascolta o legge possa riconoscere risonanze con il proprio vissuto, aprendo così la possibilità di una comprensione più personale e autentica, piuttosto che aderire a indicazioni generalizzate.

21/03/2026

Possiamo osservare come anche l’utilizzo della comunicazione e dei social media, proprio come sto facendo ora, assuma una sfumatura particolare se letto da una prospettiva gestaltica. Emerge infatti una certa difficoltà quando si tratta della “commerciabilità” di alcune proposte, soprattutto perché questo approccio non si presta facilmente a essere semplificato o standardizzato.

La Gestalt, essendo profondamente esperienziale e orientata alla qualità del vissuto umano, raramente offre soluzioni preconfezionate o protocolli rigidi pensati per garantire un benessere immediato e misurabile. Piuttosto, invita a un’esplorazione più lenta e autentica dell’esperienza, che richiede tempo, presenza e coinvolgimento.

In questo contesto, la comunicazione attraverso i social (oggi tra i principali strumenti di diffusione) può mettere in luce una tensione: da un lato, il bisogno diffuso di risposte rapide e facilmente fruibili; dall’altro, una proposta che valorizza la complessità e l’unicità dell’esperienza individuale. Ne deriva una forma di autenticità che, pur essendo profondamente coerente con l’approccio gestaltico, non sempre intercetta le aspettative di chi è alla ricerca di soluzioni immediate.

19/03/2026

Possiamo dire che l’approccio gestaltico, in quanto prospettiva umanistica con una forte matrice fenomenologica ed esistenziale, porta con sé anche una chiara dimensione etica. Non si tratta solo di un modo di osservare l’esperienza, ma di un orientamento che implica una certa responsabilità nel modo di stare in relazione con sé stessi e con gli altri.

In questo senso, il lavoro del gestaltista può contribuire a promuovere una visione del mondo in cui l’esperienza umana è profondamente radicata nell’empatia e nel riconoscimento delle emozioni. Questo tipo di attenzione favorisce relazioni più autentiche e consapevoli, basate sulla capacità di entrare in contatto con l’altro in modo rispettoso e presente.

Una prospettiva di questo tipo può intrecciarsi anche con una dimensione più ampia, che potremmo definire etica e, in parte, politica. Coltivare empatia e consapevolezza emotiva significa infatti sviluppare un modo di stare nel mondo che tiene conto dell’altro, delle differenze e della complessità delle relazioni umane.

In questo modo, l’approccio gestaltico non resta confinato alla relazione di aiuto, ma può contribuire a sostenere una forma di partecipazione più consapevole e responsabile alla vita collettiva.

18/03/2026

L’approccio gestaltico può avere una rilevanza significativa anche in ambito scolastico. Per alcuni aspetti, infatti, presenta diverse affinità con prospettive psicopedagogiche che mettono al centro lo sviluppo dell’autonomia della persona.

Un esempio interessante è la vicinanza con il pensiero di Maria Montessori e con l’Metodo Montessori. Entrambi gli approcci condividono l’idea che il compito dell’educazione – così come quello della relazione di aiuto – non sia quello di sostituirsi alla persona, ma di creare le condizioni perché possa sviluppare le proprie risorse.

In questa prospettiva, l’obiettivo diventa aiutare la persona a diventare sempre più autonoma, capace di riconoscere i propri bisogni, di orientarsi nelle proprie scelte e, in un certo senso, di imparare ad aiutarsi.

Applicato al contesto scolastico, un atteggiamento ispirato alla Gestalt può facilitare diversi aspetti della vita educativa: dalla qualità della comunicazione tra insegnanti e studenti, alla costruzione di un clima relazionale più consapevole, fino al sostegno dei processi di crescita personale.

In questo modo, la dimensione educativa non riguarda soltanto la trasmissione di contenuti, ma diventa anche uno spazio in cui la persona può sviluppare maggiore consapevolezza di sé e del proprio modo di stare nel mondo.

17/03/2026

Lo psicoterapeuta della Gestalt incarna, prima di tutto, una prospettiva esistenziale. Questo significa che il suo modo di lavorare non riguarda soltanto l’applicazione di tecniche terapeutiche, ma un atteggiamento più ampio di attenzione alla persona nella sua complessità.

Nella relazione terapeutica il terapeuta non è presente solo come professionista della cura, ma anche come persona. Il coinvolgimento personale, naturalmente all’interno di un contesto professionale e consapevole, diventa parte integrante del processo terapeutico. Non si tratta soltanto del ruolo dello psicoterapeuta o dell’operatore della relazione d’aiuto, ma di un incontro tra due persone.

Proprio per questo, la prospettiva gestaltica può avere anche una dimensione culturale più ampia. L’atteggiamento di presenza, di responsabilità e di consapevolezza promosso dalla Gestalt non riguarda solo lo spazio della seduta, ma può estendersi anche al modo di stare nel mondo e nelle relazioni.

In questo senso, il setting della psicoterapia non viene inteso come un confine rigido e separato dalla vita. Pur mantenendo la sua struttura e la sua funzione, può diventare parte di una visione più ampia dell’incontro umano e della cura della persona.

16/03/2026

Molto spesso viene posta una distinzione tra psicoterapia in presenza e psicoterapia online. Dal punto di vista della Gestalt, la differenza più evidente riguarda la mancanza della presenza fisica del corpo quando l’incontro avviene a distanza.

Allo stesso tempo, però, è importante ricordare che nella prospettiva gestaltica ciò che fa davvero la differenza non è semplicemente il corpo nella sua presenza fisica, ma l’attenzione al corpo all’interno della relazione terapeutica. Questa attenzione può essere mantenuta anche in un contesto online.

I vissuti emotivi che emergono durante una seduta possono essere riconosciuti, nominati e attraversati anche a distanza. Sensazioni corporee, cambiamenti nel respiro, tensioni o movimenti possono comunque diventare parte dell’esplorazione terapeutica, se il terapeuta e la persona mantengono uno sguardo attento a ciò che accade nell’esperienza.

Naturalmente esiste una differenza legata alla copresenza fisica delle due persone nella stanza. La condivisione dello stesso spazio può rendere l’intensità emotiva più immediata e percepibile, proprio perché il corpo dell’altro è lì, accanto a noi.

Questo, però, non modifica l’atteggiamento terapeutico di fondo. Anche nella psicoterapia online rimane centrale l’ascolto dell’esperienza emotiva e relazionale della persona, insieme all’attenzione a ciò che accade nel corpo, permettendo al processo terapeutico di svilupparsi anche nella distanza.

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Via Tigrè 77
Rome
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