30/11/2014
ARTROSI D'ANCA: COS'E' E COME SI TRATTA
La coxartrosi è una patologia che colpisce progressivamente la cartilagine dell’anca e le strutture articolari a essa connesse. L’artrosi è la più diffusa forma di reumatismo articolare: l’anca, il ginocchio e la colonna vertebrale sono le sedi di certo più coinvolte.
L’incidenza di queste patologie è altissima e aumenta col progredire dell’età. Le cause della coxartrosi sono numerose: fattori ereditari, sovrappeso, conformazione congenita delle anche imperfetta, traumi precedenti, alterazioni di carico e attività lavorative usuranti.
Quali che siano le cause, l’iter è sempre lo stesso: inizialmente si assiste a un assottigliamento della cartilagine e quindi dello spazio articolare, cui poi segue una reazione infiammatoria dell’osso circostante. In pratica, col progredire degli anni l’anca si irrigidisce e si deforma sempre più, sino a che i capi articolari non riescono più ad avere un corretto scorrimento, portando così a ricorrenti infiammazioni e contratture muscolari.
Dal punto di vista di segni e sintomi, il paziente affetto da artrosi d’anca inizialmente avvertirà una dolenzia all’anca o alla coscia dopo lunghe camminate o sforzi fisici più intensi. Ugualmente l’arto risulterà più rigido e pesante a seguito del protrarsi della posizione seduta, con conseguente difficoltà a riassumere una postura eretta e allineata nell’atto del rialzarsi dalla sedia. In generale, quindi, la mattina appena alzati e dopo essere stati seduti per lungo tempo ci sarà un quadro di rigidità, impaccio e dolenzia, che tenderà ad attenuarsi o scomparire del tutto con la rimessa in moto entro 10-15 minuti. Altri movimenti compromessi sono quelli che comportano l’apertura delle gambe come salire su una moto, assumere la posizione seduta bassa sul bidet o scavalcare un muretto.
Col progredire dell’artrosi il dolore tende a farsi più intenso, a non scomparire così in fretta, talvolta a non scomparire affatto. Anche l’esecuzione di movimenti quotidiani come quelli del vestirsi o infilarsi calze e scarpe possono essere compromessi.
Il cammino si fa più rallentato, con una classica zoppia di fuga, mentre la postura si modifica, con una flessione del busto in avanti a causa dell’aumentato tono di alcuni muscoli (fra cui il quadricipite femorale e il muscolo ileo psoas). Il dolore tende ad irradiarsi a gluteo, inguine, parte laterale della coscia e spesso anche al ginocchio.
Quali sono gli esami da effettuare per diagnosticare un’artrosi d’anca? Sono una buona visita clinica ortopedica e un RX anche e bacino, al fine di poter fare un raffronto anche con l’articolazione contro laterale. Nei casi più estremi, o in presenza di infiammazione e dolore particolarmente intensi, si consiglia anche una risonanza magnetica.
Il trattamento sarà per lo più conservativo: esempi comuni ne sono la fisioterapia, la ginnastica posturale, gli esercizi in acqua,le terapie farmacologiche di sostegno (integratori per la cartilagine e terapia antinfiammatoria a cicli) e la terapia infiltrativa di cortisonici e/o di acido ialuronico al fine di “rimpolpare” la cartilagine e mantenerla giovane più a lungo possibile. La protesi d’anca invece viene destinata ai pazienti over 65, o nei casi in cui il dolore infici troppo pesantemente sulla qualità di vita, oppure laddove articolazioni limitrofe all’anca comincino a degenerare anch’esse a causa dei vizi posturali, di carico e di deambulazione che l’artrosi alla lunga comporta.
Riassumendo: mantenere uno stile di vita attivo è un grande alleato nella prevenzione dell’artrosi d’anca e nell’arginarla alle fasi iniziali. Un’attività fisica moderata e costante, acquisire l’abitudine di compiere alcuni semplici movimenti di stretching della muscolatura della coscia e del polpaccio, evitare il protrarsi continuativo di posizioni sedute troppo a lungo nel tempo, possono alleviare i sintomi dell’artrosi e aiutarci a mantenere elasticità e funzionalità articolare.
Una corretta alimentazione, che non favorisca l’infiammazione metabolica e tissutale, non fumare e la ginnastica riabilitativa sono probabilmente le migliori medicine a nostra disposizione. Gli integratori cartilaginei per bocca o per via infiltrativa, inoltre, ci possono aiutare a guadagnare quanti più anni possibili prima di doverci sottoporre a un intervento protesico. Questo infatti non dura per sempre, dopo in media 15 anni necessita di essere sostituito.
Come per tutte le patologie croniche e progressive ciò che veramente fa la differenza è lo stile di vita. Diventare responsabili del proprio corpo e del proprio benessere donerà lunga vita alle vostre articolazioni. E anche il vostro spirito vi sarà riconoscente!