Senoclinic Roma

Senoclinic Roma Centro di Senologia Multidisciplinare a Roma dedicato alla saluta della donna.

26/02/2026

Ipertiroidismo: cos’è e quali sono i sintomi?

Nell'ipertiroidismo si ha un eccesso di ormoni tiroidei, con un valore di TSH basso, le frazioni libere FT3 e FT4 aumentate nell'ipertiroidismo conclamato.

Dà sintomi opposti rispetto all’ipotiroidismo: il paziente perde peso, si sente agitato, ha insonnia, tremori, tachicardia.

Ci sono diverse forme di ipotiroidismo legate ad un eccesso di produzione di ormoni tiroidei, oppure a una dismissione di ormoni tiroidei già preformati.

Nel caso della malattia autoimmunitaria del morbo di Basedow, si ha la presenza del sangue di anticorpi antirecettori del TSH che stimolano la ghiandola tiroidea a produrre una quantità maggiore di ormoni.

In questo caso la terapia consisterà nel bloccare la produzione ormonale, utilizzare lo iodio radioattivo o in extremis la chirurgia.

Se abbiamo un TSH basso e ecograficamente la presenza di noduli, sarà necessario fare una scintigrafia tiroidea per andare a fare la diagnosi del gozzo multinodulare tossico del morbo di Plummer.

Nel caso delle tiroiditi si farà una terapia cortisonica.

Nel video illustra l’argomento la Dr.ssa Francesca Gallo, specialista in Endrocrinologia presso .

SenoClinic – Centro di Senologia Multidisciplinare
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Come ci si accorge di avere un tumore al seno?È una domanda che molte donne si pongono, e la risposta parte da un concet...
25/02/2026

Come ci si accorge di avere un tumore al seno?

È una domanda che molte donne si pongono, e la risposta parte da un concetto semplice: nella maggior parte dei casi è la prevenzione ad aiutarci davvero ad accorgercene. Gli esami di screening, come ecografia, mammografia e visita senologica, sono strumenti preziosi perché permettono di individuare cambiamenti molto piccoli, spesso impossibili da percepire da sole.

Nel quotidiano, però, può capitare di notare qualche variazione del seno, e ascoltarle è sempre utile:
• Un piccolo nodulo nuovo o una zona più compatta
• Cambiamenti della pelle, come arrossamenti o un lieve ispessimento
• Modifiche del capezzolo, come retrazione o secrezioni insolite
• Differenze nella forma o nel volume di un seno rispetto all’altro
• Piccoli noduli sotto l’ascella, legati ai linfonodi

Questi segnali non indicano necessariamente un tumore: spesso dipendono da motivi benigni, ormonali o infiammatori. Tuttavia, se qualcosa ti sembra diverso dal solito, parlarne con il medico è sempre un passo sereno e responsabile.

La prevenzione rimane la strada più affidabile: permette di cogliere eventuali cambiamenti quando sono ancora molto iniziali e più semplici da trattare. Prendersi cura del proprio seno non è motivo di allarme, ma un modo gentile per volersi bene e sentirsi più tranquille nel tempo.

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23/02/2026

La calcificazioni al seno, sono preoccupanti?

Le microcalcificazioni sono dei depositi di sali di calcio all'interno della ghiandola mammaria. Il loro riscontro è comune all'interno di un referto della mammografia e nella maggior parte dei casi, si tratta di alterazioni benigne.

In altre può essere la spia della presenza di una neoplasia. Nel caso di riscontro di microcalcificazioni sospette, sarà necessario il prelievo di campioni con una biopsia stereotassica e la loro analisi tramite esame istologico.

Nel video illustra l’argomento la Dott.ssa Valentina Longo, Specialista in Radiologia presso .

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19/02/2026

Protesi al seno: cosa è la contrattura capsulare

La contrattura capsulare è una reazione benigna che si manifesta in alcuni casi di mastoplastica additiva. Importanti sono le visite senologiche e gli esami come la mammografia con tomosintesi; l’ecografia mammaria e la risonanza magnetica.

Lo illustra nel video la Dr.ssa Simonetta Pascoli, Specialista in di .

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Che differenza c’è tra vaginite e vaginosi?Anche se i termini vengono spesso confusi, vaginite e vaginosi non sono la st...
18/02/2026

Che differenza c’è tra vaginite e vaginosi?

Anche se i termini vengono spesso confusi, vaginite e vaginosi non sono la stessa cosa. La vaginite è un termine generale che indica un’infiammazione della va**na: può essere causata da infezioni (come candida o tricomoniasi), ma anche da irritazioni, allergie o squilibri del pH.

La vaginosi, invece, è una forma specifica di vaginite: non è un’infiammazione generica, ma uno squilibrio della flora batterica. In pratica, i batteri “buoni” diminuiscono e altri, come il Gardnerella, diventano predominanti. Non sempre provoca sintomi intensi, ma può dare secrezioni anomale e odore caratteristico.

Capire la differenza è importante: una vaginite può avere molte cause diverse, mentre la vaginosi indica uno squilibrio batterico ben preciso e richiede un trattamento mirato. Una valutazione ginecologica consente di individuare con precisione il problema e gestirlo nel modo più appropriato.

Prenota una visita con gli specialisti SenoClinic!

16/02/2026

Come si cura la candida

La candida è un'infezione funginea causata dalla candida albicans. Si tratta con farmaci antimicotici assunti per via orale in singola somministrazione o doppia somministrazione.

Il trattamento può essere locale, quindi con ovuli va**nali o lavande. Si possono associare anche integratori alimentari a base di fermenti lattici.

In caso di infezioni da candida va**nale è sempre consigliabile eseguire una terapia al proprio partner.

Nel video spiega l’argomento la Dott.ssa Silvia Di Angelo Antonio, specialista in Ginecologia e Ostetricia presso

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12/02/2026

Test genetici per il tumore al seno, cosa sono e chi deve eseguirli

I test genetici per individuare una predisposizione per il tumore della mammella consistono in un prelievo di sangue ematico dove si analizzano una serie di nucleotidi, di letterine, che compongono il nostro DNA per andare a identificare un'eventuale mutazione.

Lo scopo di questi test è capire se c'è una predisposizione ed estendere la prevenzione ad un intero nucleo familiare.

Infatti nel momento in cui si individua una mutazione nella donna, si può procedere alla ricerca della stessa nei vari consanguinei di primo grado e in tutto il nucleo famigliare.

Lo illustra nel video il Dottor Michele Valiante, Specialista in Genetica Medica presso .

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Cosa non fare prima della mammografiaPrima di una mammografia ci sono alcune piccole attenzioni che possono rendere l’es...
11/02/2026

Cosa non fare prima della mammografia

Prima di una mammografia ci sono alcune piccole attenzioni che possono rendere l’esame più accurato e confortevole. Nulla di complicato: si tratta semplicemente di evitare qualche gesto abituale che potrebbe interferire con l’immagine radiologica.

Ecco cosa è meglio non fare:
• Non applicare deodoranti, creme, ciprie o profumi nella zona del seno e delle ascelle: molte di queste sostanze contengono micro-particelle che, ai raggi X, possono essere confuse con calcificazioni.
• Non usare talco o prodotti in polvere sul torace.
• Non indossare indumenti troppo aderenti o difficili da togliere: il comfort favorisce una migliore esecuzione dell’esame.
• Non programmare l’esame nei giorni di maggiore tensione del seno, se possibile: in alcune donne, farlo lontano dal periodo premestruale può rendere la procedura più tollerabile.
• Non dimenticare eventuali esami precedenti: portarli con sé aiuta il radiologo a confrontare le immagini nel tempo.

Sono accortezze semplici, ma che permettono di ottenere una mammografia più chiara e utile alla valutazione clinica.
Piccoli gesti che aiutano la prevenzione a diventare un percorso sereno e consapevole.

Prenota il tuo esame con gli specialisti SenoClinic!

09/02/2026

Le protesi possono rompersi durante la mammografia?

La mammografia è un esame che esercita una certa pressione sul seno per poter ottenere delle immagini diagnostiche.

Le pazienti che hanno protesi mammarie possono però stare tranquille perché la rottura delle protesi durante l’esame è molto raro.

C’è un rischio minimo solo nel caso in cui siano vecchie o danneggiate.

È comunque importante informare il tecnico di radiologia della presenza di protesi mammarie prima dell'esame mammografico.

In caso di protesi danneggiate è possibile prendere in considerazione alcuni esami alternativi alla mammografia, in attesa dell’intervento di sostituzione, come l’ecografia mammaria e la risonanza magnetica mammaria.

Nel video illustra l’argomento la Dott.ssa Maria Laura Sestili, Tecnico di presso .

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Come si fa a capire se si soffre di endometriosi?Capire se si soffre di endometriosi non è sempre semplice, perché i sin...
06/02/2026

Come si fa a capire se si soffre di endometriosi?

Capire se si soffre di endometriosi non è sempre semplice, perché i sintomi possono variare molto da donna a donna. Il segnale più frequente è un dolore pelvico intenso, spesso più forte durante le mestruazioni, ma può comparire anche durante i rapporti, la minzione o la defecazione. In alcuni casi si associano mestruazioni abbondanti, gonfiore addominale ricorrente o difficoltà a concepire.

La diagnosi non si basa solo sui sintomi: è fondamentale il confronto con lo specialista, che raccoglie la storia clinica e valuta la presenza di segni sospetti. Gli esami più utilizzati sono l’ecografia pelvica ad alta definizione e, quando necessario, approfondimenti come RM pelvica o valutazioni ginecologiche dedicate.

Rivolgersi ad uno specialista permette di interpretare correttamente i disturbi, distinguere l’endometriosi da altre condizioni e impostare un percorso personalizzato, mirato a ridurre il dolore e migliorare la qualità di vita.

Per maggiori informazioni consulta gli specialisti SenoClinic!

05/02/2026

Noduli alla tiroide, come capire se sono benigni o maligni

I noduli alla tiroide sono delle formazioni che si sviluppano all'interno della tiroide stessa e che nella maggior parte dei casi hanno natura benigna.

Il sospetto di malignità può insorgere in caso di familiarità o esposizione a radiazioni, ma può anche derivare dalle caratteristiche ecografiche del nodulo.

In caso di un nodulo sospetto sarà necessario eseguire le analisi ormonali a cui potranno seguire una scintigrafia o un agoaspirato tiroideo.

Nel video lo illustra nel dettaglio la Dr.ssa Erika Leone, Specialista in presso .

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Prima delle cure oncologiche, preservare la fertilità è una possibilità concreta.Dopo una diagnosi di tumore al seno, tr...
04/02/2026

Prima delle cure oncologiche, preservare la fertilità è una possibilità concreta.

Dopo una diagnosi di tumore al seno, tra le tante domande ce n’è una che spesso rimane in silenzio: potrò avere un figlio dopo le cure?

Alcuni trattamenti, come la chemioterapia e alcune terapie ormonali, possono ridurre la riserva ovarica o anticipare la menopausa. Per questo è fondamentale parlarne subito, prima di iniziare la terapia.

In SenoClinic la paziente in età fertile viene presa in carico all’interno di un percorso multidisciplinare che coinvolge oncologo, ginecologo endocrinologo e specialisti della riproduzione.

La valutazione è personalizzata e tiene conto dell’età, della riserva ovarica, delle caratteristiche biologiche del tumore e dei tempi terapeutici. La decisione è sempre condivisa con la paziente.

Quali sono le possibilità oggi disponibili?

❄️ Crioconservazione degli ovociti
È la strategia più utilizzata. Prevede una breve stimolazione ovarica (circa 10–14 giorni), il prelievo degli ovociti e il loro congelamento per un eventuale utilizzo futuro.

La stimolazione è sicura nel tumore al seno?
Sì. Anche nei tumori ormono-sensibili è possibile eseguire la procedura con protocolli specifici e controllati. Le evidenze scientifiche attuali indicano che, se effettuata in centri esperti e in stretta collaborazione con l’oncologo, non peggiora la prognosi e non comporta ritardi significativi nell’inizio delle cure. Ogni caso viene comunque valutato individualmente.

💊 Protezione farmacologica ovarica
Durante la chemioterapia possono essere utilizzati farmaci che inducono una temporanea soppressione della funzione ovarica, riducendo il rischio di insufficienza ovarica precoce. È una misura di protezione che può affiancare il percorso, ma non sostituisce la crioconservazione.

🧊 Crioconservazione del tessuto ovarico
È una tecnica che non richiede stimolazione ormonale e può essere indicata in casi selezionati, ad esempio quando non c’è tempo per stimolare le ovaie o nelle pazienti molto giovani. Prevede un intervento chirurgico per il prelievo di tessuto ovarico da conservare per un futuro utilizzo.

Nel nostro centro è in fase di sviluppo un percorso dedicato per poter offrire anche questa possibilità all’interno della presa in carico multidisciplinare.

Curare significa guardare oltre la malattia e proteggere anche i progetti di vita.
Parlarne presto può fare la differenza.

Il nostro impegno
In Senoclinic crediamo che curare significhi prendersi cura della persona nel suo complesso, guardando oltre la malattia e proteggendo i progetti di vita di ogni donna. Se hai ricevuto una diagnosi, non esitare a chiedere al tuo oncologo un consulto dedicato alla fertilità.

✨ Il futuro non si ferma. Proteggiamo insieme il tuo domani.

👉 Per approfondire le opzioni di prevenzione e cura, visita il sito di Senoclinic - Centro di Senologia o consulta le linee guida sull'oncofertilità della Fondazione AIOM.

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Indirizzo

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00199

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

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Per te che ti rivolgi a SenoClinic è previsto un percorso unico alla presenza di tutte le figure professionali per garantirti la migliore assistenza, il massimo comfort e la necessaria riservatezza. Sono presenti chirurghi senologi, oncologi medici, chirurghi plastici, radiologi, radioterapisti, anatomo patologi, e psicologi.

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